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Serie RAIN: RAIN per il Senso di Colpa e la Vergogna

by Fabio Mattiussi

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Attraverso la meditazione RAIN, utilizza il potere della consapevolezza per affrontare con dolcezza il senso di colpa e la vergogna, con presenza e compassione. Impara a riconoscere e accogliere le tue emozioni, a indagarne le radici e a prenderti cura di te con comprensione. Questa pratica ti aiuta a trasformare l’autogiudizio in un’opportunità di crescita, guarigione e auto-perdono.

Trascritto

Ciao e benvenuto a questa meditazione RAIN dedicata al senso di colpa e alla vergogna.

Come forse già sai,

RAIN è un acronimo che significa riconoscere,

Accettare,

Indagare e non identificarsi.

Se non conosci ancora bene questa pratica,

Ti consiglio di ascoltare prima la mia introduzione alla meditazione RAIN,

Altrimenti trova una posizione comoda con la schiena dritta e chiudi gli occhi o rilassa lo sguardo.

Il fatto che tu sia qui è già un buon segno,

Significa che sei consapevole del senso di colpa o della vergogna che vuoi affrontare.

Iniziamo guidando l'attenzione per localizzare questa sensazione nel tempo e nello spazio.

Partiamo dal tempo.

Pensa all'evento principale che ha fatto nascere il tuo senso di colpa o la tua vergogna.

Torna all'inizio,

Al momento esatto in cui tutto è cominciato.

È importante riconoscere quel punto preciso,

Perché a volte,

Quando emerge un'emozione intensa,

Tendiamo ad attribuirla a tutto ciò che ci circonda,

Perdendo di vista la vera causa.

Molto bene.

Ora pensa allo spazio.

Dov'eri quando la colpa o la vergogna si sono presentate?

Non serve analizzare troppo.

Lascia che la mente ti offra la prima immagine che affiora.

Perfetto.

E ora che hai identificato tempo e spazio,

Porta questa piena consapevolezza alle tue sensazioni.

Dove le percepisci nel corpo?

Forse nella tensione al petto,

Una stretta allo stomaco,

La testa che si abbassa o le spalle che si incurvano,

La gola che si chiude,

Magari gli occhi che vorrebbero distogliere lo sguardo.

Osservalo con attenzione.

Benissimo.

Ora che sei consapevole di questa sensazione,

Ti invito ad accettare la sua presenza.

Accettare significa riconoscere la presenza senza giudicarla.

È lì per un motivo.

È il linguaggio con cui mente e corpo ti stanno parlando.

Per comprenderlo devi prima permettergli di esserci.

Osservalo e dai un nome alla sensazione.

Nota come nel momento stesso in cui la nomini diventi l'osservatore,

Mentre la colpa o la vergogna diventano la cosa osservata.

Da questa nuova prospettiva possiamo passare a indagare.

Poco fa hai dato un nome alla sensazione,

Probabilmente colpa o vergogna,

Ma questi sono termini generici che spesso racchiudono emozioni diverse.

Ora faremo qualcosa di molto potente.

Scomporremo la colpa e la vergogna nelle loro sfumature,

Così che tu possa comprendere meglio quale descrive davvero ciò che provi.

Ti guiderò attraverso quattro forme di colpa e vergogna,

Ognuna con un nome e un esempio,

Per aiutarti a capire quale risuona di più con la tua esperienza.

Tieni a mente l'etichetta che ti rappresenta meglio e cambiala solo se,

Ascoltando le successive,

Ne trovi una più precisa.

La prima è imbarazzo,

Una forma lieve di vergogna o autocoscienza in un contesto sociale.

Per esempio quando inciampi entrando in una stanza piena di persone,

Non è nulla di grave,

Ma ti senti a disagio.

La seconda è rimorso,

Un forte pentimento per una specifica azione,

Come quando durante una discussione dici parole dure e subito dopo vorresti poterle ritirare.

La terza è rimpianto,

La tristezza per ciò che non hai fatto,

Ma avresti voluto fare.

Per esempio quando pensi a lungo di dire qualcosa di importante a qualcuno,

Ma non trovi mai il coraggio e poi ti accorgi che è troppo tardi.

La quarta è umiliazione,

Una forma più profonda di vergogna,

Spesso legata all'essere sminuiti o derisi da altri,

Come quando un collega ti prende in giro davanti a tutti facendoti sentire piccolo ed esposto.

Ora che hai indagato la tua emozione e le hai dato un nuovo nome,

Hai già una comprensione più chiara e un contesto migliore.

Qual è la nuova etichetta che sostituisce la generica parola colpa o vergogna?

Se non sei ancora sicuro puoi riascoltare la lista,

Spesso quando mettiamo le cose in prospettiva l'intensità si attenua già da sola.

Stai facendo un ottimo lavoro.

Siamo arrivati all'ultimo passo di questa meditazione Rain,

Non identificarsi.

Questo è il momento che ti permette di separarti dall'emozione e trovare sollievo,

Chiusura e libertà.

Ritorna con la mente alla fase di accettazione,

Quando hai individuato la parte del corpo più coinvolta nella sensazione.

Richiama ora la parola che hai scelto per dare un nuovo nome alla colpa o alla vergogna.

Immagina di appoggiare quella parola come un'etichetta proprio sul punto del corpo dove più la sentivi forte.

Visualizzala lì,

Adesso.

Perfetto.

Ora fai un respiro profondo dal naso,

Trattienila un istante e mentre respiri dalla bocca immagina che l'etichetta si stacchi dal tuo corpo portando via con sé il peso della sensazione e quella zona inizia a sentirsi meglio.

Ancora una volta,

Inspira profondamente,

Trattieni ed espira lasciando andare sempre di più l'etichetta.

Senti la parte del corpo che si ristora.

Un'ultima volta,

Inspira profondamente,

Trattieni ed espira lentamente.

L'etichetta ora è lontana da te.

Ripeti mentalmente,

Io non sono le mie emozioni.

Io sono solo me stesso e questo è sufficiente.

Coltiva questa libertà che hai appena creato,

Si grato a te stesso per aver preso del tempo per guarire la tua mente oggi.

Ricorda che la meditazione REIN è un processo,

Non sempre si completa in pochi minuti ma con la pratica quotidiana scoprirai la sua forza trasformativa.

Spero che tu ti senta già meglio e che ci incontreremo di nuovo domani per continuare questo viaggio verso un te stesso più libero e migliore,

Senza il peso di emozioni indesiderate.

Un abbraccio e alla prossima sessione.

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Beatriz

October 14, 2025

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