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Comunicazione assertiva efficace con l'ACT

by Chiara Rossi Urtoler

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Si tratta di un talk (dal vivo) sulla comunicazione assertiva efficace in base all'approccio ACT. NON è una meditazione, ma uno spunto per comunicare efficacemente e in modo assertivo seguendo i processi dell'ACT. Seguiranno altri audio di approfondimento su ogni specifico passaggio con esempi concreti.

Trascritto

Benvenuto,

Ben ritrovato sul canale di Mindful Act.

Parlerò di assertività che in breve è quella modalità espressiva e comunicativa che sta un po' in mezzo fra l'aggressività,

Quindi essere molto sull'altro,

La manipolazione dell'altro o utilizzare delle modalità che possono prevaricare l'altro e la passività che sta dall'altra parte,

Cioè il non esporsi troppo,

Non fare niente che possa mettere in difficoltà l'altro o se stessi in confronto all'altro e quindi magari anche subire,

Farsi mettere i piedi in testa.

Ecco,

L'assertività è quella via di mezzo grazie alla quale possiamo comunicare i nostri bisogni,

Desideri,

Far valere i nostri diritti senza prevaricare sull'altro.

Ovviamente sembra molto più semplice a dirsi che a farsi ed è per questo che molti di voi mi hanno chiesto di approfondire questo argomento anche in base all'act,

Come l'act affronta l'assertività,

Come si può raggiungere,

Come si può imparare a avere comportamenti assertivi in base all'act.

Ecco,

Mi sono messa un po' a approfondire questo argomento perché tendenzialmente in tutti i corsi,

Libri,

Le guide all'assertività si parla sempre,

C'è molto sguardo,

Molta attenzione sull'altro,

Cioè su cosa dire,

Cosa io posso dire all'altro,

Quindi come convincere l'altro,

Come comunicare,

La comunicazione efficace sull'altro.

In realtà,

Per chi conosce già l'act,

Possiamo immaginare come forse il primo passo,

Ancora prima,

Cioè per poter sapere cosa dire all'altro,

Forse bisogna mettersi in una modalità di ascolto.

Sicuramente ascolto dell'altro,

Perché per capire come interagire con l'altro è fondamentale,

Utile,

Osservare,

Notare,

Ascoltare l'altro.

Per questo vi invito anche a provare una pratica guidata di act e mindfulness che si chiama ascolto consapevole.

Poi anche,

Forse ancora di più,

Ascolto di noi stessi,

Cioè ascolto di quello che noi stiamo sentendo,

Provando e pensando,

Forse più sentendo e provando,

Perché pensando lo facciamo già,

Quando l'altro parla.

Quindi la prima cosa da imparare è fare l'ascolto.

E poi ci sono altri passi che io ti illustrerò qui in questo momento per darti un'idea di come appunto ci si può allenare a essere più assertivi con l'act.

Ovviamente è solo un primo spunto globale,

Poi man mano andremo a vedere come possiamo allenare nel modo specifico quell'aspetto dell'assertività.

Quindi come vi stavo dicendo,

Allora il primo punto è l'ascolto.

Cosa significa?

Consapevolezza,

Presenza mentale,

Sono qui presente sull'altro.

Cosa mi sta dicendo l'altro?

Parole,

Quindi contenuti,

Ma anche il resto,

L'espressione,

Tutto.

Un altro aspetto è quello di provare anche la presa di prospettiva.

È molto importante allenarsi anche in questo,

Cioè essere capaci di guardare la vostra conversazione un po' dall'esterno,

Quindi da un punto di vista che non è solo dietro ai tuoi occhi,

Ma anche dietro agli occhi dell'altro,

Dentro la pelle dell'altro.

O come se fosse una telecamera che dall'alto vede entrambe le persone,

Quindi sono tanti i punti di vista diversi.

Questo è veramente la possibilità di essere presenti a 360 gradi.

E solo in questo modo,

Allenandoci a questa abilità,

Quindi di prendere queste varie prospettive,

Allora potremo essere davvero in grado di dire ok,

Ho ascoltato,

Ero davvero nella conversazione.

Tendenzialmente,

Quando noi ascoltiamo le parole dell'altro,

La nostra mente inizia a fornirci dei giudizi,

Interpretazioni,

Valutazioni,

Eccetera.

Io vi suggerisco di tornare fuori dalla vostra mente,

Nel cui ora ad ascoltare quello che dice la persona,

A lasciare andare in secondo piano appunto tutti i pensieri che arrivano.

Quindi ci sono,

Li osservate,

Ma riportate o mantenete la vostra concentrazione su quello che sta dicendo la persona e su come lo sta dicendo.

Potrebbero apparire anche giudizi su voi stessi o qualsiasi tipo di valutazione su di sé,

Anche lì andate prima sull'altro.

Solo successivamente portate l'attenzione su voi stessi,

Su cosa sentite voi stessi,

Su cosa state sentendo e provando,

Ascoltando le parole dell'altro.

Perché probabilmente sentirete anche emozioni di dipardio tipo,

Magari anche spiacevoli.

E quando proviamo queste sensazioni difficili,

Emozioni difficili,

Quando l'altro parla o perché attiva qualcosa altro di noi,

Perché non ci piace quello che sta dicendo,

In quel momento la cosa più importante da fare,

Ancora prima di agire,

Di contrastare,

Di dire,

È prendersi veramente qualche istante mentre l'altro parla,

Mentre noi stiamo parlando per quella che viene chiamata self-compassion.

Ci viene anche proprio molto insegnato,

Proposto,

Di provare compassione per l'altro quando ci sta parlando di qualcosa,

Soprattutto se difficile,

E a maggior ragione noi stessi,

Se stiamo provando qualcosa di difficile.

Quindi offrici supporto e conforto in quel momento.

E anche quelle spiacevoli sono importanti perché vi danno un messaggio su che cosa è importante per voi in quel momento,

Quindi su cosa conta per voi in quel contesto,

In quella comunicazione.

Su cosa poi volete dire.

Essendoci messi in contatto con quelle che sono le nostre sensazioni,

Emozioni,

All'ascoltare quello che ci dice l'altro,

Possiamo individuare qual è il messaggio che ci teniamo particolarmente a far arrivare all'altro.

E magari anche chiedendoci in questa situazione,

In questo contesto,

In questa conversazione,

Che tipo di persona voglio essere?

Cosa farebbe,

Cosa direbbe la persona che ammiro e stimo e che vorrei essere?

Potete anche immaginare veramente una persona che è stimata e ammirata e cosa avrebbe detto,

Cosa direbbe,

Come lo direbbe in quel momento?

E che messaggio volete comunicare?

Cosa volete che arrivi all'altro?

Quindi invece di essere mossi,

Guidati da pensieri spiacevoli,

Negativi,

Da emozioni che possono essere colpa,

Vergogna,

Piuttosto che rabbia e imbarazzo,

Chiediamoci davvero,

Dopo che abbiamo ascoltato,

Quello che ha detto l'altro,

Quello che ho sentito io,

Provato con passione,

Intanto per noi stessi,

Accolto,

Sentito,

Ascoltato le emozioni che proviamo,

Contattiamo quello che è importante per noi,

Cosa gli vogliamo dire,

Cosa vogliamo rispondere davvero in linea con la persona che vogliamo essere,

Allora poi c'è il passaggio all'azione,

Quello di effettivamente andare a individuare quali sono le parole e in quale modo possiamo comunicare questo messaggio.

Ovviamente non è tutto nelle nostre mani,

Perché nella comunicazione ovviamente quello che ci dipende non solo da come noi lo proponiamo,

Da che parole e gestualità usiamo,

Ma dipende ovviamente anche dal ricevente,

Da tutta una serie di variabili anche per il ricevente,

Quindi non è tutto nelle nostre mani.

Noi ci possiamo limitare a trasmettere,

A passare,

A trasmettere questo messaggio guardando noi stessi.

Quando mi insegnano tantissimo tutta quella parte di capire l'altro,

Conoscere l'altro,

Manipolare l'altro,

Guardare le sue espressioni non verbali eccetera,

Secondo me mi stanno spostando l'attenzione su qualcosa che non è così efficace,

Quello che conta di più è entrare in connessione con l'altro,

Una connessione vera,

Perché anche con le persone difficili,

Soprattutto nelle situazioni difficili,

Se io sono connesso davvero e sento quello che sono lì,

Ascolto e sono veramente aperto all'altro,

Ecco questi sono davvero i primi passi per poi avere una comunicazione efficace e così anche assertiva.

Come vi dicevo andremo a esplorare lo specifico questi passaggi e facendo anche degli esempi concreti,

Ma questo intanto è un primo approccio dell'ACT alla assertività.

4.4 (27)

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Serena

April 12, 2023

Grazie

Giuseppe

November 23, 2022

Grazie, molto chiara 🙏

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