
Come Affrontare Un Lutto e Una Perdita
Questo dialogo guidato come una meditazione rilassante ti può aiutare ad apprendere il modo di rimodulare il dolore di un lutto,una perdita, la fine di una relazione. Rilassati, respira,ascolta con consapevolezza.
Trascritto
Benvenuto e benvenuta a questa meditazione consapevole per aiutarci ed aiutarti in un momento particolare come la perdita di una persona cara,
Un lutto o la perdita di una persona amata che si allontana dalla tua vita.
Questa meditazione ha una frequenza di 528 hertz,
Il tono dei miracoli,
La frequenza del cuore,
La frequenza per far guarire un cuore sofferente.
Nei momenti di perdita di un caro siamo disorientati,
Siamo nel vuoto,
Nel dolore e spesso affermiamo e vediamo questa vita veramente difficile,
Ma la vita non ha tutta questa difficoltà che noi percepiamo,
La nostra vita come singolo fa parte di un tutto.
Nello yoga si sperimenta e si parla di unione del tutto,
La parola stessa yoga significa unione.
Purtroppo da esseri pensanti siamo convinti di essere onnipotenti,
Di non cambiare mai,
Di non invecchiare,
Di non soffrire e non vogliamo soffrire,
Ci accaniamo a non soffrire,
Ma questo è veramente scritto che debba avvenire la non sofferenza nella vita.
Ecco se provi a sdraiarti o a chiudere gli occhi,
A prendere un attimo del tuo tempo per capire che cos'è la sofferenza,
Perché l'uomo non deve soffrire,
Perché se le api soffrono quando vengono schiacciate,
Un cane soffre quando è ammalato o un uccello soffre quando c'è un'ala spezzata o una pianta soffre quando c'è poca acqua,
Ecco perché noi non dovremmo soffrire se facciamo parte di questo universo,
Di questa natura che ci accoglie.
Ovviamente come insegna lo yoga dobbiamo imparare ad osservare la sofferenza,
Quella sofferenza che va osservata come un elemento esterno a noi per poterla accettare e per farci attraversare da quel momento di dolore.
Se non piangi,
Non ti sfoghi nel momento in cui vivi quel dolore,
Quella morsa,
Quel vuoto,
Ecco la sofferenza rimane accumulata dentro,
Nelle parti sottili del tuo corpo,
Nei tuoi organi,
Nei chakra che fanno parte del sistema endocrino e lì ti ammali,
Ci ammaliamo tutti noi.
Resta sdraiato e continua l'ascolto.
Quando pratichiamo yoga sul tappetino e c'è una posizione di sofferenza,
Io vi dico sempre osservatela e lasciatela andare attraverso il respiro.
Come ora se senti una posizione di tensione sdraiato,
Seduto,
Respira profondo,
Mi rilassa,
Ispira ed espira,
Ma osserva questa posizione per poter capire come poterla sistemare,
Come poter sentire meno dolore.
Ecco,
Nello yoga impariamo a modulare il dolore di una posizione per trovare un sollievo e lo yoga ci insegna,
Dal tappetino alla vita di tutti i giorni,
Una situazione di dolore anche nella vita quotidiana,
Quindi in un momento di perdita in cui siamo convinti che non abbiamo la forza per reagire e che per forza non possiamo perdere una persona cara,
Ecco lì pensiamo che il dolore non ci appartiene,
Invece non è affatto così perché facciamo parte dell'universo,
Di questa natura,
Di un creatore che ha voluto questo,
Semplicemente perché è natura,
Quindi la vita è un cerchio di nascita e di morte,
È semplicemente questo e abbiamo il dovere di osservare il dolore che stiamo vivendo,
Per cercare di moderarlo e di modularlo,
Trovare una modulazione il più possibile nel momento di sofferenza,
Magari modulandolo stando vicino a una persona cara,
Stando in famiglia,
Uscendo a camminare,
A guardare fuori,
Facendo una respirazione,
Un pranayama che più ci piace,
Oppure meditando,
O soltanto mettersi seduti con un amico a bere un buon bicchiere di vino o mangiare un cibo che ci piace,
O vedere un film che ci destra delle emozioni buone,
Ecco,
Trovare la modulazione del dolore,
Non cancellarlo del tutto ma moderarlo,
Quel dolore che stiamo provando va osservato e non si può né reprimerlo e nemmeno non piangere o nascondersi,
Perché il dolore c'è nella vita come c'è la gioia,
Come c'è la luce,
Come c'è la compagnia e la condivisione,
Quindi questa vita non è difficile,
È una vita varia,
Come varia sul tappetino una lezione di yoga,
Ci sono posizioni che ci danno più dolore e allora le osserviamo e col respiro le moduliamo e ci sono posizioni che ci piacciono e ci fanno piacere e quasi ci addormentiamo,
Ecco il vero senso dello yoga è disciplinare la vita attraverso ciò che impariamo sul tappetino,
Anche ora che stai in silenzio,
Se senti un dispiacere,
Un dolore,
Modulalo con il tuo respiro,
Ispira ed espira,
Poiché meditare ti permette di riscoprire un senso di interezza della tua vita,
Dove non ti senti come se stessi costantemente provando a riattaccare assieme dei cocci rotti,
Ora che sei sdraiato e sei seduto ad occhi chiusi ad ascoltare questa voce ed il tuo respiro,
Prova compassione per te stesso,
Impara ad ascoltare il tuo corpo meditando,
Nel dolore avere compassione è molto importante,
Come è anche fondamentale avere la compassione per gli altri,
Quando si sente empatia e compassione si raggiunge un certo livello all'interno della propria persona,
Profondo,
Benefico,
Rigenerante,
Cerca di avere compassione in quel momento di dolore per amarci,
Quando invece si è solo a livello della razionalità e si è focalizzati nel dolore,
Allora si è completamente fuori dal contatto di questo livello superiore interno e così vince il dolore della perdita,
Invece la compassione osservata dentro di noi è l'essenza di noi stessi,
Quando si ha empatia e compassione per gli altri non si realizza ciò che veramente siamo all'interno,
Nell'essenza di noi,
Poiché riconoscendo la propria essenza si riconosce anche l'essenza dell'essere umano che ci circonda al di fuori e quindi si comprendono anche gli altri,
I due aspetti della compassione sono riconoscere negli altri o in un altro essere umano la sofferenza,
Il dolore e ritrovare noi stessi in quella sofferenza,
Il fatto di voler sentire quella stessa sofferenza fa sì che ci ritrovi e ci faccia capire che non siamo soli ma parte della natura della vita,
Che anche un altro essere umano,
Un'altra anima può soffrire come noi,
L'altro aspetto della compassione meno vidente è il dare,
Dare senso alla sofferenza altrui attraverso te stesso,
Poiché riconosci quel dolore come il tuo,
Ecco in questo caso ti connetti al prossimo a livello profondo ed intenso,
Ovviamente prendi consapevolezza che la tua sofferenza è riconoscere il dolore in cui è stato travolto un altro e non sentirti parte di quella sofferenza ma è solo dandogli un senso rimanendone distaccato,
Non puoi permetterti di perderti anche nel dolore altrui,
Nel dolore che vedi e che percepisci per non perdere te stesso,
Puoi anche risonare in quel dolore che osservi,
Che stai provando o che sta provando la persona accanto a te ma nel sentirlo familiare non puoi sentirti perso in quel dolore,
Sei collegata al dolore del prossimo in maniera trascendentale e non puoi addolorarti per la sua sofferenza altrimenti non saresti abbastanza d'aiuto per chi soffre,
Ti sceglie per professione di aiutare gli altri attraverso il campo sociale,
Nel campo salitario,
Nel volontariato,
Spesso soffre del burnout,
Di depressione perché coloro che aiutano il prossimo perdono la propria persona per la voglia di aiutare la sofferenza altrui.
Tutto ciò non è richiesto dall'universo,
Dalla vita e non è utile e quindi chi è nello strumento di aiutare il prossimo deve mantenere il suo background interiore,
La sua anima,
La sua essenza vitale per avere l'energia di aiutare poi l'altro nella sofferenza.
La consapevolezza ci salva e ci aiuta dal distacco,
Sii consapevole del tuo dolore e del dolore altrui,
Osservalo e salvati con il distacco,
Resta connesso alla tua pace interiore come in questo momento e fai solo ciò che puoi fare,
Ciò che puoi dare,
Sentiti parte del tuo respiro come ora per distaccarti dal dolore che stai provando,
Dalla perdita altrui e salvati.
Quando aiuti chi soffri impara a percepire la tua pace e la tua tranquillità interiore e solo da lì fai ciò che devi fare per aiutare.
La compassione è un aspetto meraviglioso e richiede un passaggio di maturazione all'interno dell'essere umano e implica anche l'azione di fare verso te stesso e verso l'altro e per dare compassione bisogna avere la speranza,
Chiediti come posso aiutare,
In che modo come posso aiutare me stesso e gli altri,
C'è un povero per strada che voglio sfamare o magari questo dolore di aver perso una persona cara mi viene in continuazione in mente.
Quando si aiuta chi soffre c'è bisogno di un supporto poiché le persone nella sofferenza hanno bisogno di presenza,
Di essere ascoltate,
Chiedono disperatamente aiuto poiché ti vedono forte emotivamente e spiritualmente e poi ci sono quelli che non vogliono guarire e succhiare la tua energia.
Ricordati che le paure che hai evitando di concentrarti eccessivamente sulle persone che amiamo di più possono morire se ti focalizzi nella tua anima e nell'osservazione,
Se non distacchi la tua persona rischi di scatenare grandi paure come la prospettiva intensa per la perdita del nostro corpo o del corpo di un caro.
Questa paura come altre paure,
Come la semplice paura del vuoto,
Dei serpenti o la paura della morte,
Sembrano essere universalmente incise nel nostro viscere e se invece non fosse così e se la morte fosse un'invenzione culturale o un risultato della prospettiva con cui regoliamo la nostra esperienza emotiva,
Cerchiamo per salvarci di dare un significato diverso alle nostre emozioni,
Di risignificare le emozioni.
Ci sono popoli che vedono la morte in modo diverso,
In alcuni ricordano che la morte di una persona vicina acquista quella carica tragica che spazza via tutto e che ci spezza,
Invece in altre culture si parla di morte come rinascita in una nuova vita oppure se si parla di una morte lontana,
Di una persona che muore lontano dal nostro paese,
Allora quel dolore viene vissuto con indifferenza anche con superficialità perché non c'è vicino,
Ma non è sempre morte quella.
Prova a pensare alla morte come un altro elemento del cosmo,
Come quando pensiamo a un'opera meravigliosa,
A un concerto che ci commuove in modo particolare,
Immagina che la morte sia uno spettacolo che non venga mai più eseguito ed assaporiamo quel momento come uno dei più meravigliosi della nostra vita,
Quando lo spettacolo finisce proviamo nostalgia per la musima che si spenge e sembra impossibile che lo spettacolo sia finito ma facciamo un applauso,
Dovremmo dare e fare un applauso alla vita di quella persona che non c'è più perché ci ha dato,
Ha finito il suo spettacolo,
La sua musica,
Ecco questo concetto ci aiuta a regolare le emotività del nostro cuore e della nostra anima,
A volte un antidoto per affrontare argomenti così scomodi come la morte e argomenti dolorosi e stressanti e a metterci anche un sorriso,
Ci sono persone che fanno funerali con tanto di risate e di feste dopo un funerale perché si scopre che il sorridere,
L'abbracciarci,
Il tenersi per mano sono antidoti contro lo stress per la perdita,
C'è bisogno di parlare con noi stessi in modo più equilibrato e compassionevole per vivere meglio l'autocompassione e per vivere meglio le perdite,
È un'idea insegnata dal buddismo,
Un intreccio complesso che dà vita a un dialogo con la coscienza occidentale e con quello orientale,
In fondo la perdita di qualcuno caro ci mette a disposizione un incontro con noi stessi perché ci fermiamo,
Ci mettiamo a pensare cosa ci ha lasciato la vita di quella persona e in maniera spontanea parliamo con noi stessi e con gli altri nel ricordarlo continuamente,
Basta rimanere per tre secondi soli perché le voci improvvisate interiori iniziano ad arrivare in testa parlandoci di quello che dobbiamo fare il giorno dopo per preparare l'addio a quella persona che amiamo,
A quella persona che ci ha lasciato,
Ecco il cervello ha una modalità di default che interessa varie regioni cerebrali e questo sistema si alterna a una rete che controlla tutto ciò che facciamo orientando i nostri sforzi in maniera mirata anche quando soffriamo nella sofferenza il cervello entra in una modalità in cui non capisce più niente le conversazioni che abbiamo spesso sono tossiche dentro di noi perché non ci aiutano a sentirci felici soprattutto quando il cervello divaga in negativo in pensieri ossessivi perché la perdita ci blocca ecco rammentiamo l'autocompassione quella autocompassione che viene misurata cercando di dirci cerco di essere comprensivo con il mio dolore cerco di amare questo aspetto di sofferenza che ho dentro di me perché anch'io posso soffrire e quando le cose si mettono male si cerca di essere troppo duri con noi stessi di non piangere di non accettare il dolore ma in realtà l'autocompassione e l'amore e l'accettazione è una seconda dimensione con cui ti rivolgi a te stesso soprattutto nei momenti in cui non va bene bisogna avvicinarsi alle emozioni con una mente aperta comprendendo che tutti i sentimenti sono spesso complessi e ci sono aspetti precisi a volte negativi che cerchiamo di affrontare ma affrontiamoli con apertura mentale con curiosità osservando alimentiamo la nostra autostima in quel momento ripetendoci posso farcela avrò con la persona sempre nel mio cuore posso trovare un modo per rimodulare il dolore e questa è la versione equilibrata non siamo ne troppo e ne poco è semplicemente un atteggiamento gentile e aperto di comprensione bisogna imparare a concentrarsi nel modulare ecco perché nello yoga ci concentriamo nel respiro e nella meditazione come ora continuo a respirare impara a orientare il pensiero verso determinate idee positive verso il respiro verso aspetti più attraenti come se facessi un controllo cognitivo e andassi a spengere la mente e a viaggiare solo su quella che è la tua persona fisica e spirituale animica a volte fermarsi e respirare a guardare noi stessi con un aspetto amorevole non è solitudine ma è compassione verso te stesso in maniera equilibrata per accettare il cambiamento improvviso anche di una perdita
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