
Trasformare la Rabbia in un Potente Alleato
by Ian Ritter
La rabbia non gode di buona reputazione ed è raro sentirne parlare come un'emozione naturale e sana che, se espressa nella maniera corretta, non solo può non far del male a nessuno, ma può essere una grande fonte di energia ed una risorsa preziosa nella nostra vita di tutti i giorni. In questo episodio parlo di come siamo abituati a gestire la rabbia e come possiamo trasformarla perché diventi un prezioso alleato.
Trascritto
Sono Ian Ritter,
Sono un counselor psico-energetico Brennan e ti do il benvenuto.
Questo è il mio podcast,
Dove offro spunti di riflessione per chiunque voglia portare maggiore consapevolezza e autenticità nella propria vita.
Oggi mi piacerebbe parlare della rabbia,
Un'emozione controversa che tutti proviamo e che in questo periodo si fa particolarmente sentire.
Nessuno resta indifferente davanti a un'emozione del genere,
Che risveglia sensazioni profonde in ognuno di noi.
Siamo abituati a vedere la rabbia come un'emozione negativa e distruttiva,
Dunque raramente l'accogliamo come qualcosa di buono.
Nell'immaginario collettivo,
Quando qualcuno è arrabbiato,
È meglio stargli alla larga,
Poiché avvicinarsi a loro ci mette a rischio di aggressione.
Quando siamo noi a provare rabbia,
Poi,
Che la vittima sia qualcun altro o siamo noi stessi,
Poco cambia.
Ci deve essere qualcuno su cui scaricarla.
Questa sembra essere la norma.
In qualche modo qualcuno deve pagarne le conseguenze.
E dunque,
Poiché si tratta di un'emozione così scomoda a livello sociale,
La rabbia viene trattata un po' da tutti come un ospite non gradito.
Molto più raro è sentir parlare della rabbia come un'emozione naturale e sana,
Che se espressa nella maniera corretta non solo non deve fare del male a nessuno,
Ma può essere una grande fonte di energia e una risorsa preziosa nella nostra vita di tutti i giorni.
Quando si sente parlare della rabbia,
Il più delle volte viene definita come un'emozione negativa,
Che sarebbe meglio non provare.
Nel malaugurato caso in cui la sentissimo,
Però,
Meglio far finta di niente e per l'amor del cielo sempre meglio non esprimerla.
Per questo è molto più facile sentire dire «non t'arrabbiare» o «stai calmo» o «non c'è nessun bisogno di arrabbiarsi» piuttosto che «capisco bene come questa cosa ti faccia arrabbiare» oppure «vai,
Arrabbiati pure»,
Che suona quasi come una provocazione per poi azzuffarsi.
Questo perché le forme di espressione della rabbia che ci sono state insegnate attraverso l'esempio coinvolgono quasi sempre un carnefice,
Colui che prova rabbia,
E una vittima,
Colui che la subisce.
Quindi,
Quando una persona è arrabbiata,
La regola non scritta è «qualcuno verrà fatto fuori».
Ecco il perché dell'ansia che provano quasi tutti coloro che si trovano nei paraggi di questa emozione,
Sia per chi la prova,
Perché suo malgrado si trasformerà in un carnefice,
Che per chi la potrebbe subire.
Questo accade quando nella nostra storia personale abbiamo osservato ed imparato forme malsane di rabbia,
Che portano inevitabilmente a ferire qualcuno psicologicamente,
Emotivamente o fisicamente.
È stata dunque confusa la sana espressione della rabbia con una delle sue tante forme distorte che si manifestano sotto forma di abuso,
Di aggressione,
Violenza,
Manipolazione,
Critica,
Sarcasmo,
Giudizio e crudeltà solo per menzionarne alcune.
Ma cosa siamo abituati a farne della rabbia?
Molti di noi,
Memori di quando siamo stati feriti dalla rabbia altrui,
Piuttosto che manifestarla e rischiare che qualcun altro si faccia male,
Preferiamo tenercela dentro.
Ma poiché la rabbia è un'energia che non possiamo semplicemente eliminare,
Né tantomeno ignorare,
Qualcosa dobbiamo pur farne.
Ricordo bene quasi quindici anni fa quando avevo appena iniziato a lavorare sull'espressione della rabbia ed ero alla mia prima seduta.
Il terapeuta mi ha messo in mano un maico di scopa e mi ha invitato a picchiarlo su un cuscino.
Come ho alzato il legno per tirare il primo colpo,
Me lo sono dato forte sulla testa.
Questo ha dato a entrambi un'idea piuttosto chiara di come mi ero abituata ad esprimere la rabbia fino a quel momento.
Dunque,
Cosa ne facciamo solitamente di questa rabbia?
In base a come siamo fatti,
O come ci è stato insegnato,
Possiamo farne diverse cose.
Possiamo cercare di nasconderla,
Tenendola imbottigliata nel nostro corpo e trasformandola in accumulo energetico,
Che fisicamente può tradursi in accumulo di peso,
Per esempio.
Oppure la possiamo rivolgere verso noi stessi,
Sotto forma di autocritica,
Giudizi e rigidità,
Generando disturbi fisici e psichici e sviluppando diversi tipi di patologie.
Oppure la possiamo scaricare sul capo espiatorio di turno nella nostra vita quotidiana.
Un partner,
Un membro della nostra famiglia,
Un vicino di casa,
Un automobilista,
Un collega di lavoro,
Un tifoso dell'altra squadra,
Chi non la pensa come noi su Facebook e via discorrendo.
In ciascuno di questi casi c'è sempre qualcuno che ne paga le conseguenze.
Che siamo noi,
O che sia il malcapitato di turno,
Qualcuno deve subire la nostra rabbia.
E non sembrerebbe esserci alternativa.
Quando arriva la rabbia,
Qualcuno ci rimette.
E se questo fosse solo il risultato di un vecchio modello di vittime carnefice,
Dove la rabbia deve essere per forza scaricata su qualcuno?
E se esistesse un altro modo per farla scorrere senza che nessuno debba necessariamente lasciarci le penne?
La rabbia non è di per sé negativa,
Ma sono molto negativi gli effetti di un uso sbagliato che possiamo scegliere di farne.
Cosa ne possiamo fare,
Dunque,
Di questa potente e scomoda emozione quando inizia a farsi sentire?
Ci sono tre importanti passaggi che possiamo seguire perché non crei eccessivo disagio e soprattutto non danneggi nessuno.
Innanzitutto identificarla.
Il primo passo è quello di riconoscere l'arrivo della rabbia senza subito mobilitarci per nasconderla o scaricarla su qualcuno.
Se abbiamo familiarità con questa emozione,
Può venirci facile riconoscerne l'arrivo.
Se diversamente è qualcosa che tendiamo a evitare,
Un utile indicatore dell'arrivo di un'emozione scomoda è l'ansia.
Fare caso al fatto che possiamo sentire un po' di ansia può aiutarci a prendere atto del fatto che,
Sotto questo strato di ansia,
Proviamo rabbia.
A questo punto abbiamo l'opportunità di domandare a noi stessi,
Cosa sto provando,
Perché mi sento a disagio.
Una volta identificata la rabbia,
Un secondo passaggio importante è quello di cercare di accettarla,
Facendo una scelta consapevole di non respingerla,
Ma di concedercela e di accoglierla.
Non è indispensabile sentirci pienamente a nostro agio con essa,
Possiamo anche prenderne atto al nostro malgrado,
Però non cercare di mandarla via appena la si riconosce è già un passo importante.
Può aiutare a fermare a noi stessi,
Sono arrabbiato e va bene così.
Non dobbiamo per forza amarla per riuscire ad accoglierla,
È sufficiente accettarne la presenza,
Respirare e ripetere più volte mentalmente o ad alta voce,
Sono arrabbiato e va bene così,
Ci aiuta a riconoscerla come qualcosa di normale e naturale.
Il terzo passo è quello di provare a sentire questa rabbia a livello fisico,
Poiché spesso è concentrata in un punto specifico del nostro corpo,
Abbiamo l'opportunità di localizzarla fermandoci un attimo chiedendoci dove la sento la mia rabbia,
Poiché spesso è concentrata in un punto specifico del nostro corpo,
Abbiamo l'opportunità di localizzarla fermandoci un attimo chiedendoci dove la sento la mia rabbia,
Se ci ascoltiamo potremmo sentirci chiamati in una zona specifica del nostro corpo perché contratta,
Dolente o particolarmente calda e altre manifestazioni fisiche che portano la nostra attenzione in quella zona specifica,
Potremmo sentirci chiamati a una parte del nostro corpo anche solo intuitivamente,
Portando lì la nostra attenzione poi facendo respiri profondi ed immaginando di farli esattamente in quel punto,
Possiamo aiutare l'energia accumulata a sciogliersi e tornare a scorrere liberamente,
Se siamo in grado di farlo anche solo per un minuto di fila questo processo può avere effetti sorprendenti sul nostro stato emozionale fisico,
A questo punto l'intensità della rabbia potrebbe essere diminuita,
Questo non perché l'obiettivo fosse di mandarla via ma perché se ci concediamo di osservare,
Accogliere e respirare questa emozione nel nostro corpo essa avrà libertà di movimento,
Non essendo più focalizzata in un unico punto potrà seguire il suo corso naturale lasciando il suo posto ad altro,
Diversamente se cerchiamo di mandarla via è più facile che la sua presenza si protragga anche per giorni e in alcuni casi anche per anni,
Non è sempre facile riuscire a farlo da soli soprattutto se è un'emozione con la quale abbiamo dei problemi perché l'abbiamo subita in passato o perché in famiglia era un'emozione tabù e ci è stato insegnato a non sentirla e a non mostrarla,
In questi casi l'istinto di evitarla è forte e spesso entra in gioco in automatico,
Gli effetti collaterali di questa soppressione però si fanno sentire in diversi ambiti della nostra vita a livello di salute fisica,
Di qualità del sonno,
A livello di umore e sul piano psicologico,
È per questo che quando si lavora con questo tipo di emozione inseduta il primo passo è quello di creare uno spazio nel quale poco a poco ci si possa sentire sufficientemente al sicuro per sentirla e da lì gradualmente ripercorrerà ritroso il cammino verso la sua fonte,
Ma quali sono i vantaggi nel fare questo tipo di lavoro?
Molti pensano che sia la rabbia a causare l'ansia,
In realtà è il tentativo di bloccarla che la innesca,
L'avere dunque permesso a questa rabbia di fluire dentro di noi ha anche alleviato la tensione interna,
Essere più calmi ci permette di essere anche più lucidi il che potrebbe portarci a riconoscere i veri motivi del nostro stato d'animo,
Sapere cosa ha innescato la nostra rabbia fa luce sulle nostre tematiche interiori e ci aiuta nella loro elaborazione,
Avere maggiore chiarezza sul perché di ciò che proviamo ci permette di scegliere con maggiore facilità quello di cui abbiamo bisogno in quel momento,
Potrebbe esserci qualcosa che abbiamo bisogno di fare o di dire in qualche ambito della nostra vita oppure potremmo avere semplicemente bisogno di prendere un momento per noi stessi e guardare una tematica che ci mandi in reazione,
Sono due le principali modalità che implementiamo a livello energetico per far fronte alla rabbia quando non vogliamo sentirla,
Entrambe sono modalità che implementiamo nel momento in cui si presenta un'emozione che per noi è pericolosa come può essere la rabbia ma questo vale anche per altre emozioni che consideriamo tali,
La prima modalità è una soppressione attiva di quell'emozione dove convogliamo tutte le energie necessarie per tenerla bada,
Questo comporta dirigere una quantità di energia proporzionata all'intensità dell'emozione che sentiamo per riuscire a tenerla bada e non sentirla più,
Se l'intensità dell'emozione è lieve possiamo semplicemente riscontrare un po' meno energie del solito,
È una vaga sensazione di qualcosa che non va nel sottofondo,
Se però l'emozione è forte allora la quantità di energia necessaria per tenerla bada sarà talmente tanta che gradualmente ci sentiremo sempre più esausti,
La seconda non è di simile ma ci può portare a sentirci esausti e privi di forze improvvisamente,
Questo accade perché di fronte a un'emozione per noi pericolosa viene automaticamente implementato una sorta di protocollo di emergenza per farle fronte,
A livello inconscio scegliamo di spegnere l'interruttore togliendo corrente a tutto il sistema,
Così ci assicuriamo che questa rabbia non possa far del male a nessuno ma per quanto efficace non si rivela essere un sistema particolarmente efficiente poiché ci sentiamo spossati,
Entrambe le modalità comportano un importante dispendio di energie e la creazione di blocchi che nel tempo possono darci problemi,
Come un fiume,
Questi blocchi sono delle dighe che periodicamente cedono inondando e creando danni oppure si accumulano a dismisura creando altri tipi di problemi periferici,
Imparando a lasciarla scorrere invece la possiamo gestire e sfruttare per migliorare la qualità della nostra vita,
Troviamo maggiore equilibrio e vitalità tanto per cominciare ma spesso ci sono anche dei benefici come la perdita di peso,
Il miglioramento delle relazioni con gli altri,
Una maggiore creatività e altri effetti positivi inaspettati,
Quando non è un'urgenza che dobbiamo sfogare all'istante così come quando non è un problema che dobbiamo sopprimere a tutti i costi allora questa rabbia la possiamo incanalare,
Può diventare carburante per alimentare un pensiero così come un'azione,
Sì perché se la rabbia non è cieca allora ci rende più lucidi e ci permette di entrare più in contatto con ciò che è per noi vero ed affermarlo con forza e chiarezza,
Quando familiarizziamo con la rabbia diventa un'enorme fonte di energia che possiamo incanalare in diverse attività della nostra vita,
Può diventare determinazione sportiva,
Creatività artistica,
Aggressività positiva,
Assertività per affermare i nostri diritti e confini,
Perseveranza per raggiungere un obiettivo,
Resilienza di fronte ad avversità e molto molto altro,
Faccio un esempio che magari non è particolarmente collegato alle situazioni odierne che potrebbero stare generando rabbia,
Rende però bene l'idea di come potrebbe svolgersi una dinamica legata a quest'emozione,
Paola è appena uscita da una riunione in ufficio e torna a sedersi alla sua scrivania,
Si accorge che è nervosa,
Non riesce a stare ferma e prova un forte senso di ansia,
Ma non se ne spiega il perché,
Forse è la giornata,
Forse è stata la riunione ma non importa,
Di fatto è nervosa e c'è la sua collega che sta ricevendo parecchi messaggi sul telefonino e le continue notifiche le stanno dando sui nervi,
Non è mai stato un problema,
Tant'è che nemmeno Paola toglie la suoneria al suo perché nel loro ufficio è sempre andata bene così,
Oggi però è diverso,
Cerca di far finta di niente ma non riesce a concentrarsi sul documento su cui dovrebbe lavorare,
Decide di mettersi la musica nelle orecchie per non sentire le notifiche della collega,
Prova a rimettersi al lavoro ma nulla da fare,
Riesce a sentire comunque gli avvisi del telefonino,
A questo punto si strappa le cuffie e sbotta ma non puoi metterlo in silenzioso quel telefono,
La collega alza la testa stupita da questo rimprovero improvviso e sentendosi un po' in colpa si scusa e disattiva la suoneria,
Col passare dei minuti la collega inizia a provare sempre più risentimento per quello che ha vissuto come un'aggressione ingiustificata,
Man mano che sale la pressione interna per entrambe è verosimile che da lì a breve ci sarà uno scontro,
Analizziamo questa situazione è successo qualcosa nella riunione alla quale Paola appena partecipato che l'ha fatta arrabbiare,
Non se ne è resa subito conto ma col passare del tempo la rabbia è iniziata ad aumentare nel suo corpo rendendola irrequieta,
Non volendo sentire ciò che accadeva dentro di sé Paola ha mancato ad identificare la rabbia che provava e l'ansia che continuava a salire,
Il disagio interno e questa scelta di spostare l'attenzione al di fuori di sé l'hanno resa molto più suscettibile agli stimoli esterni ed insofferente al telefono della collega,
Per cercare di non sentire nemmeno questo disturbo sonoro ha cercato di mettersi della musica nelle orecchie allungando solo i tempi e facendo crescere il disagio emozionale,
A questo punto non riuscendo più a trattenersi sbotta e aggredisce la collega,
Pur non usando parole particolarmente aggressive energeticamente scarica comunque molta rabbia su di lei che non essendo in alcun modo responsabile dello stato d'animo di Paola se ne risente,
Questo attacco ingiustificato fa sì che poco alla volta anche nella collega inizia a montare la rabbia,
In base a come quest'ultima sceglierà di gestire questa emozione potrebbe scaturire uno scontro con Paola o con qualcun altro,
Vediamo come sarebbe potuta andare diversamente però questa situazione,
Paola è seduta alla sua scrivania e sente che c'è qualcosa che non va,
Si sentirebbe quieta ed ansiosa,
C'è un documento su cui dovrebbe lavorare ma sa che non ci riuscirebbe,
Sceglie piuttosto di fare un respiro profondo e domandarsi cosa sta succedendo,
Cosa provo,
Resta qualche istante in ascolto di sé e si rende conto che prova molta rabbia,
È soprattutto concentrata nella gola come se avesse un groppo che non si muove,
Cosa mi ha fatto arrabbiare così tanto,
Quasi immediatamente le arriva un'immagine del suo capo che durante la riunione di poco fa l'ha rimproverata davanti a tutti i colleghi,
Si è sentita umiliata e sminuita,
Questo poi per qualcosa che non era nemmeno interamente colpa sua,
Sente che è stato un trattamento ingiusto e svidente,
È arrabbiata con lui per questo gesto,
Anzi è incazzata come una vipera,
Paola sente questa rabbia che le scorre nelle vene come lava bollente e continua a respirare questa sensazione di calore soprattutto nella gola,
È un fuoco che le brucia dentro e le ricorda quelle volte che da piccola quando succedeva la stessa cosa con la maestra davanti a tutta la classe o con i genitori durante le cene coi parenti,
Quei rimproveri pubblici non le sono mai piaciuti e li ha sempre trovati ingiusti,
In questo caso specifico sente di aver lavorato bene e se c'è stato un errore è stato di tutto il team,
Motivo per il quale non merita di essere presa a lei come capo respiratorio,
Questa è la verità e questo sente di aver bisogno di affermare al suo capo,
Paola non sente di essersi meritata a questo trattamento e non vuole che si ripete in futuro,
Sa che il suo capo la stima e ne riconosce il valore ma sente che è comunque importante mettere in chiaro le cose,
Questa rabbia che prova le dà un senso di potere,
Di forza nel poter andare da lui e senza aggredirlo dichiarare come si sente e ciò che vuole succede in futuro,
Questa rabbia l'aiuta ad entrare in contatto con la sua verità,
Fa due respiri profondi,
Si alza e si avvia verso l'ufficio del suo capo,
Nel frattempo la sua collega sta ricevendo un concerto di messaggi sul telefonino,
Cosa di cui Paola non se nemmeno accorta,
Non l'abbiamo mai vista come tale ma la rabbia può anche essere una saggia consigliera che in uno stato di equilibrio interiore è quella parte di noi che dice no,
Di fronte a quelle situazioni che non sono in linea con i nostri valori,
È una sana indignazione,
Di fronte ad abusi di potere,
Censura e a tutto ciò che non risuona con ciò che sentiamo giusto per noi,
La rabbia è quell'energia che ci permette di intervenire o di non permettere a qualcun altro di violare un confine,
Imparare a fidarci della nostra rabbia è avere a disposizione una risorsa saggia e potente che è sempre al nostro fianco e al fianco delle persone che amiamo,
Come ogni creatura potente però va accettata,
Va conosciuta e va rispettata,
Quando la rabbia smette di essere pericolosa inizia ad essere vista per quello che è,
Un'energia potente,
Una grande risorsa e un prezioso alleato al nostro fianco nella vita di tutti i giorni,
Per chi fosse interessato a un percorso di crescita personale o anche solo per un contatto può fare riferimento al sito www.
Ianritter.
Com a presto
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4.8 (203)
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