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I canti antichi

by John Angelori

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Uno degli elementi importanti della vita monastica che ho vissuto è stato il canto. Sedersi con le mani unite sul cuore (Anjali Mudra) e inchinarsi di tanto in tanto con la testa a terra. Sono gesti che richiedono lo movimenti nello spazio, con dignità e grazia, e l'uso della nostra attenzione come una meditazione su tutto il corpo. Insieme al linguaggio del canto, siamo trasportati oltre questi semplici comportamenti e alla fine, l'armonia di tutto sembra giusta. (Centro Sati on-line 03/05/22)

Trascritto

Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa.

Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa.

Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa.

Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa.

Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa.

Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa.

Gli alimenti attraenti per me negli anni della mia permanenza ai monasteri sono stati i canti.

Essendo musicista da diversi anni,

Dall'infanzia,

E principalmente cantante,

Era un legame forte,

Intuitivo e facile per me.

E poi se hai frequentato il monastero hai avuto l'esperienza del canto legato anche ai gesti,

Lo stare in posizione dell'inchino,

Mani in angeli davanti al cuore e periodicamente l'inchino davanti mettendo la testa sulla terra.

Tutti gesti,

Movimenti,

Comportamenti grossolani e nello stesso tempo molto graziosi.

All'fuori il solito movimento in fretta,

Movimento incosciente,

A volte è movimento senza senso.

E poi il canto,

Pur essendo spesso un linguaggio antico,

Un linguaggio anche mascolista di altri tempi,

Tutto l'insieme ti fa riflettere,

Ti fa a volte sospendere la parte della mente che vuole giudicare,

Che vuole prendere una posizione,

Avere un'opinione.

Essendo uno molto semplice,

Uno che tendenzialmente è dei nostri tempi secolari,

C'era per me la sfida.

Più che conoscevo le parole,

Più che conoscevo i significati,

Più dovevo sospendere la parte critica.

E negli anni due pezzettini del canto rimane con me e vengono molto spontaneamente.

Quello che ho appena fatto all'inizio,

Il cosiddetto prendere rifugi nel Buddha Dhamma Sangha,

L'atto è,

In un certo senso,

L'insegnamento più importante,

Almeno per me,

Il ricordo del Dhamma.

Il Dhamma è stato perfettamente insegnato dal maestro,

Presente qui ed ora,

Eterno,

Che incoraggia la ricerca,

Che conduce all'interno ciò che ogni saggio deve personalmente sperimentare.

Non ogni buddista,

Non ogni yogi,

Ogni saggio,

Ogni saggia deve personalmente sperimentare.

Per tutti noi ci sono quello che chiamo agganci,

Momenti in cui sentiamo una cosa,

Vediamo una cosa,

Saggiamo una cosa,

Sentiamo una cosa e siamo trasportati a volte per un attimo o per periodi lunghi in un altro tempo,

In un altro momento della nostra vita.

Maria Cama può dirci di più dal punto di vista di un psicologo,

Però dal punto di vista della psicologia buddista c'è questa dinamica continuamente nella nostra vita che ci porta al passato,

Al futuro,

Molto è legato a qualche esperienza,

Ricordo e questo schiarisce o sfuga quello che sentiamo in questo canto,

Presente qui ed ora,

Sanditico,

Acallico e ipassico,

Che incoraggia la ricerca del presente all'interno e quindi non vogliamo bloccare o reprimere la nostra tendenza di ricordare,

Sentire,

Essere trasportati,

Ma durante la pratica formale vogliamo ricordarci spesso presente qui ed ora,

Che conduce all'interno e che ogni saggio,

Ogni saggia deve personalmente sperimentare.

Vedi tabu vignuiti e quindi queste parole è quello che vi offro stasera come un'inquadratura della nostra pratica come a volte Vicua Anelaio dice con un sorriso quando noti che la mente sta facendo un giro un lungo giro sorridi e riportare la mente a tua presenza a tua capacità di conoscere qui ed ora al qui ed ora,

Al presente.

Usiamo i prossimi venti minuti ognuno nel modo suo per stabilire questa presenza per restare nel qui ed ora personalmente sperimentando momento dopo momento dopo momento in questi ultimi minuti della pratica insieme se stai lavorando con il respiro come ancora come punto di riferimento potresti per qualche respiro sperimentare con una specie di pranayama di cercare di sull'inspiro di espandere il petto lasciando l'addome e quando senti che sei gonfio a quel punto puoi riempire anche l'addome e poi il contrario sull'esperno sull'espirazione piattisci l'addome piano piano arrivi al petto e la dinamica del respiro puoi sentire un senso del petto delle costole che espandono,

Che gonfiono che si alzano verso su si senti proprio la zona centrale del petto nel cuore che gira verso su e il contrario quando respiri potresti sperimentare con queste sensazioni cercare di sentire pienamente questa dinamica allungando l'espiro la fase del svoltamento ispirando siamo felici e sperando condividiamo questo senso di gratitudine di felicità con tutto il mondo

© 2026 John Angelori. All rights reserved. All copyright in this work remains with the original creator. No part of this material may be reproduced, distributed, or transmitted in any form or by any means, without the prior written permission of the copyright owner.

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