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Radicarsi Nel Corpo

by Manuela Galassi

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Il tema che guiderà la nostra pratica è il 'Radicarsi nel corpo'. Spesso trascorriamo gran parte della nostra vita 'abitando' la testa, persi nel flusso dei pensieri, dei progetti o delle preoccupazioni. Radicarsi significa compiere un gesto semplice ma profondo: spostare l’attenzione dal pensiero al sentire. Il corpo è la nostra ancora sempre disponibile, l'unico luogo dove la vita accade nel momento presente.

Trascritto

Quest'oggi qui insieme vorrei fare una pratica di mindfulness,

Una pratica che ci inviti a radicarci e come mezzo di radicamento ho scelto di appoggiare la nostra attenzione al corpo,

Quindi sarà un radicarsi nel corpo.

Perché radicarsi nel corpo?

Radicarsi intanto è importantissimo,

Soprattutto importante quando abbiamo a che fare con situazioni difficili,

Disagievoli,

Situazioni sofferenti e il corpo è,

A parte è il nostro meraviglioso contenitore per questa vita,

È anche il mezzo per cui se vogliamo possiamo dirigere l'attenzione e ancorarci a delle sensazioni che sono reali,

Sono esattamente nel qui ed ora e nascono e sorgono proprio nell'adesso e quindi ci prendiamo un pochino di tempo,

Sarà una pratica piuttosto semplice,

Guidata,

Dove appunto cercheremo di radicarci,

Di incarnarci meglio nel nostro corpo.

Quindi lì dove siamo invito ognuno a chiudere gli occhi se possibile,

Diversamente possiamo mantenere uno sguardo non focalizzato sullo spazio che abbiamo attorno,

Però uno sguardo che riceve quindi non ha una focalizzazione specifica.

Se non c'è disagio invece,

Semplicemente chiudiamo gli occhi in modo da poter prendere il contatto con noi stessi in questo momento,

Facendo un bel respiro più ampio e durante l'espirazione lasciamo andare qualsiasi distrazione,

Qualsiasi elemento che ci porta via dall'adesso e proprio perché quest'oggi parliamo di corpo,

Possiamo anche sgranchire un attimo la nostra postura,

La nostra schiena,

Per esempio stiracchiandoci,

Allungando le braccia,

Facendo piccole rotazioni del collo in modo da ammorbidire quello che può essersi irrigidito.

Ci prendiamo proprio i primi momenti per arrivare qui insieme e poi quando ci sentiamo un pochino più liberati ritorniamo alla stabilità e sempre in questo ascolto andiamo a costruire insieme la postura che nella pratica meditativa è importantissima e quindi andiamo a dirigere l'attenzione verso la parte bassa del corpo,

In particolare dalla vita in giù e quindi possiamo sentire i nostri piedi ancorati a terra,

Le nostre gambe che se siamo seduti nella sedia hanno assunto un angolo circa di 90 gradi e possiamo sentire anche l'appoggio dei glutei e il bacino stabile e poi possiamo dirigere la consapevolezza ascoltando la colonna vertebrale che è retta,

Che è sospinta verso l'alto però non è rigida,

Questo significa che manteniamo le curve spontanee della colonna vertebrale e in questo allungamento portiamo attenzione al collo che è disteso in modo che la zona cervicale sia bella lunga,

Non contratta e potrebbe esserci utile anche utilizzare in questo momento un'immagine immaginando di avere un filo che ci tira dalla cima della testa ci tira ci tira ci tira verso l'alto e ci fa allungare tutto lo spazio tra le vertebre della colonna vertebrale e poi a un certo punto quando abbiamo allungato lasciamo andare l'immagine con un'espirazione ci ammorbidiamo in questa distensione e poi ancora portiamo la nostra attenzione alle spalle che sono distanti dalle orecchie le spalle sono aperte quindi le scapole si avvicinano leggermente tra loro le braccia sono lasciate essere di fianco al dorso e possiamo tenere le mani appoggiate sulle gambe con i palmi rivolti sulle cosce oppure anche tenute in grembo tra di loro come preferiamo come ci sentiamo più a nostro agio in questa costruzione della nostra posizione ancora portiamo uno sguardo interno del nostro volto che è piuttosto disteso il morso è libero questo significa che la nostra lingua è appoggiata delicatamente al palato diamo un'occhiata anche allo spazio tra gli occhi che è disteso spesso questa è una zona che raccoglie tensioni raccoglie preoccupazioni ecco per quanto riusciamo in questo istante siamo invitati ad ammorbidire quest'area del corpo e poi possiamo lasciare andare questo ascolto interno del volto e per alcuni istanti ci apriamo a sentire il corpo nella sua interezza quindi ci apriamo a sentire sensazioni del corpo intero seduto in questa forma un corpo che sta respirando un corpo che produce istante per istante sensazioni e da questo spazio l'invito per ognuno di noi in questo momento è di richiamare in superficie nel nostro cuore l'intenzione per questa pratica per questo momento di ascolto ognuno ha la propria l'intenzione guida la nostra volontà la nostra presenza mentale il nostro essere qui e ancora magari facendo un altro respiro più ampio proprio durante l'espirazione possiamo lasciare andare l'intento e invitiamo ora la nostra consapevolezza ad appoggiarsi all'ascolto delle piante dei piedi appoggiate a terra quindi ci apriamo a sentire queste sensazioni fisiche sensazioni che possono rappresentare la temperatura che stiamo ricevendo sensazioni che definiscono anche il materiale sul quale siamo appoggiati con le piante dei piedi sensazioni che rappresentano la forma delle piante dei piedi al meglio che riusciamo in modo piuttosto sostenuto proviamo a mantenere questa presenza in contatto con queste sensazioni di appoggio che sono qui che rappresentano il momento presente ci riportano al momento presente e nel momento in cui veniamo portati via veniamo assorbiti da pensieri o dialoghi interni o commenti nel momento che ce ne rendiamo conto possiamo dare un'occhiata che cos'è che ha attratto la nostra attenzione e poi scegliere di lasciare andare e con pazienza e gentilezza riportarci a questo contatto delle piante dei piedi e se sorge un po di irrequietezza al meglio che riusciamo questa irrequietezza la manteniamo nello sfondo mantenendo al meglio che riusciamo in primo piano il contatto delle piante dei piedi al qui ed ora all'istante presente mentre facciamo questo mentre riceviamo questo contatto corporeo delle piante dei piedi potremmo anche dare un'occhiata all'attitudine che stiamo ponendo nella consapevolezza la consapevolezza è composta diciamo così da due attitudini una è la focalizzazione l'altra è la ricettività solitamente è qualcosa che va trovato il modo giusto quindi facciamo casa a questi due aspetti focalizzazione ricettività se ci sentiamo troppo sforzati un po affaticati nel ricevere queste sensazioni forse siamo abbiamo attivato troppa focalizzazione allora l'invito è di ammorbidire di entrare di più in un aspetto di ricevere sensazioni diversamente se invece ci sentiamo di avere una mente un po pigra o piuttosto distratta magari sorge anche un po di torpore allora forse potremmo aumentare un po l'aspetto di focalizzazione nel ricevere queste sensazioni quindi mettere un po più di energia attentiva e ognuno di noi è invitato un po a sperimentare come approcciarci al corpo alle sue sensazioni e questo lo faremo continuamente ogni volta che entriamo in pratica durante la pratica niente di fisso e poi possiamo lasciare andare in secondo piano il contatto delle piante dei piedi la nostra presenza mentale scivola attraverso le gambe aprendoci a sentire sensazioni delle nostre gambe per esempio potrebbero sorgere le sensazioni della postura che le gambe hanno in questo momento sensazione di contatto con i vestiti con la stoffa degli abiti che abbiamo sensazioni più esterne diciamo che sorgono sulla superficie della pelle sensazioni anche più interne che magari sorgono dalle ossa o dai muscoli fino a che potremo nuovamente appoggiare la consapevolezza a un altro aspetto dell'esperienza del momento i nostri glutei glutei appoggiati alla sedia quindi potremmo aprirci a sentire sensazioni di pressione pressione è una parola ma in questo momento ne facciamo esperienza come sono queste sensazioni schiacciamento sensazioni di peso e ancora quando ci troviamo distratti altrove assorbiti da altro possiamo dare un'occhiata cos'è questo altro per poi lasciar andare ancora e ancora per tornare qui radicandoci in questo contatto dando il tempo alla presenza mentale di unificarsi al corpo un pochino di più spesso e volentieri il corpo e la mente viaggiano su come due binari paralleli non chissà che in contatto uno con l'altro ecco in questo momento l'invito è portando la presenza mentale in contatto alle sensazioni di appoggio in questo caso dei glutei aprirci a essere insieme a essere unificati ed ora aiutandoci con un respiro un po più ampio proprio durante l'inspirazione potremmo invitare la consapevolezza a rendersi più ampia includendo le sensazioni di tutto il corpo nella sua interezza quindi dalle piante dei piedi fino su in cima alla testa e provando a stare in questa consapevolezza aperta che riceve il corpo che qui ad occhi chiusi si manifesta attraverso sensazioni un tessuto sensoriale che non è fisso sensazioni che sorgono dalla parte frontale del corpo ma anche dalla parte posteriore del corpo sensazioni che sorgono nella parte alta se così vogliamo definirla del corpo e anche dalla parte bassa del corpo e poi in particolare potremo far caso alle sensazioni che possiamo definire più di superficie che sorgono dalla pelle da questa superficie che è in contatto con l'esterno in contatto con l'aria in contatto con i vestiti ricevendo queste sensazioni e poi potremo anche scivolare più internamente raccogliendo sensazioni della parte più interna del corpo quindi sensazioni che sorgono dagli organi interni dai muscoli e in questo ascolto interno potremo far caso a quelle sensazioni che sorgono dal lato respiratorio quindi sensazioni di movimento che per esempio si presentano nella zona dell'addome o del torace sensazioni che sono abbastanza interne e quindi la nostra consapevolezza si appoggia su questo contatto del respiro nel corpo e il respiro lo manteniamo spontaneo neutro libero di essere quindi se questo movimento del respiro è breve sottile riceviamo questo questo modo di respirare così com'è oppure potremo scoprire in questo momento che il nostro respiro è lento è lungo nel caso riceviamo il respiro in questo suo ritmo quindi la consapevolezza osserva riceve non interviene non modifica e ancora trovandoci distratti altrove semplicemente accorgendocene diamo un'occhiata a questo altrove per poi lasciar andare ritornando al qui ed ora in questo caso all'ancora del respiro nel corpo non l'altro di più e poi da questo sguardo interno potremmo rendere più ampio lo sguardo includendo tutto il corpo seduto che sta respirando quindi cogliendo la percezione del respiro nel corpo quindi non troppo in dettaglio ricevendo questo movimento che avviene anche qui lasciandolo essere sempre il respiro libero spontaneo che avviene nel corpo e quindi crea sensazioni sensazioni che sorgono ad ogni istante sentendoci presenti dentro al nostro corpo una consapevolezza incarnata nel corpo al qui ed ora arrivano pensieri arrivano distrazioni dialoghi interni commenti quant'altro quando ciò avviene che sentiamo spostarci da questa da questo radicamento da questa presenza ecco intenzionalmente lasciamo andare per tornare qui è un movimento interno pratica meditativa è sempre composta da momenti di piena attenzione e momenti di profonda distrazione che però ritorna poi sull'attenzione quindi quando ciò avviene di esserci distratti magari possiamo mettere un po più di energia nel nostro respiro approfondirlo un po di più ritornando qui in questo nostro corpo che sta respirando coltivando pazienza coltivando presenza e da questo stato di presenza incarnata al qui e ora l'invito è di piano piano riaprire gli occhi quindi mantenendoci però ben radicati al corpo non spostandoci quindi lasciamo entrare la luce dagli occhi delicatamente possiamo guardarci attorno nello spazio in cui siamo mantenendo però ancora il contatto interno al corpo al respiro

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