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Accettazione e Accoglienza

by Manuela Galassi

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Una pratica in cui fermarci ed entrare nello spazio del cuore.Il Buddha diceva "Ciò a cui frequentemente pensiamo diventa l'inclinazione della nostra mente". E poiché alla presenza mentale si accompagnano accettazione, non giudizio e accoglienza ecco che mentre familiarizziamo con la consapevolezza ci stiamo abituando anche ad essere accettanti, accoglieni e non giudicanti.

Trascritto

Ci prepariamo per questa pratica meditativa sull'accoglienza portandoci in una sedia,

Seduti,

E prima di iniziare però ascoltiamo il bisogno del corpo e se c'è bisogno possiamo scrollarci,

Possiamo stiracchiarci,

Allungarci.

Permettiamo al nostro corpo di arrivare qui completamente,

Dandogli le giuste attenzioni.

Possiamo muovere il collo,

Scrollare le braccia,

Le mani,

I piedi e poi quando sentiamo di aver fatto ci portiamo in una posizione stabile e andiamo a cogliere gli elementi che sostengono la posizione.

Due caratteristiche principali,

La prima è la stabilità della parte bassa del corpo,

Quindi dalla vita in giù,

Sentendo di essere ben appoggiati con i piedi,

Con i glutei e l'altra caratteristica è sentire bene la verticalità della spina dorsale,

Sospinta verso l'alto,

Mano rigida,

Il nostro petto è aperto,

Le spalle sono basse,

Il collo è in linea,

Le braccia sono lasciate essere,

Le mani appoggiate sulle cosce oppure tenute tra loro in grembo con serte,

Gli occhi possiamo tenerli chiusi o socchiusi,

Il nostro morso non è chiuso,

È rilassato,

Quindi resta un leggero spazio tra le due arcate dentali e possiamo fare un bel respiro più sentito,

Quando espiriamo ammorbidiamo il corpo,

La posizione e ricerchiamo l'agio.

Ancora un altro bel respiro e qui ci diamo il benvenuto in questo spazio di pratica,

Uno spazio di ascolto gentile e poi possiamo prendere in mano la nostra attenzione e dirigerla all'ascolto delle sensazioni dei glutei,

Glutei appoggiati alla sedia,

Sensazioni fisiche che possono per esempio presentarsi come pressione,

Come schiacciamento,

Sensazioni che definiscono il peso che viene scaricato,

Sensazioni che rappresentano lo spazio che occupano i glutei appoggiati,

La dimensione e diamo tempo alla consapevolezza di allinearsi a questo contatto fisico che continua a presentarsi istante per istante e questo significa che ogni volta che ci troviamo distratti altrove,

Assorbiti da altro,

Quando ce ne rendiamo conto possiamo dare un'occhiata che cos'è che ha tratto l'attenzione per poi gentilmente e intenzionalmente riportarla in questo caso ai glutei in appoggio alla sedia.

Continuiamo a restare al meglio che riusciamo in questa continuità di ascolto sensoriale e poi possiamo spostarci a cogliere sensazioni delle gambe e dei piedi,

Ancora sensazioni fisiche,

Sensazioni apparentemente sempre uguali in realtà sono fresche e nuove a ogni istante perché proprio sorgono in ogni istante e poi ancora continuiamo questa esplorazione delle sensazioni fisiche spostandoci nella parte alta del corpo,

Quindi sentendo il tronco,

Sentendo questa verticalità della spina dorsale,

Le braccia,

Ancora il volto e la testa e poi rendiamo più ampio lo spazio di attenzione includiamo il corpo seduto quindi dalla cima della testa fino giù alla punta dei piedi.

La consapevolezza ha questa grande capacità di essere piuttosto focalizzata ma anche piuttosto ampia.

Ecco in questo caso consapevolezza ampia include tutte le sensazioni fisiche del corpo che in questo caso è seduto e restiamo insieme a questa interezza fisica e in questa interezza possiamo cogliere sensazioni del nostro respiro,

Sono sensazioni di un respiro naturale spontaneo,

Possiamo sentirle nella zona dell'addome,

Del torace ma anche nelle narici e ognuno di noi decide di ancorarsi proprio laddove è più semplice sentire questo flusso dell'aria che entra e dell'aria che esce e portiamo la nostra consapevolezza via via proprio lì in questa continuità di presenza al respiro,

Respiro che è naturale,

Che è spontaneo.

Quando ci troviamo distratti possiamo dare un'occhiata dove siamo andati per poi ritornare qui.

Quando torniamo avvolgiamo questa distrazione,

Questa tendenza alla distrazione che abbiamo,

L'avvolgiamo di consapevolezza.

La consapevolezza che stiamo coltivando non giudica,

Non reagisce ma accoglie quello che accade.

Quindi quando ci troviamo distratti,

Ripeto,

Diamo un'occhiata dove siamo andati,

Quando ci risvegliamo al momento presente per poter ritornare qui,

In questa accoglienza,

In questa presenza gentile,

Qui dove al respiro che in questo momento è l'ancora che ci riporta al qui ed ora,

L'aria entra ed esce dal corpo in modo spontaneo.

E se per caso ci troviamo distratti da pensieri,

Per esempio,

Di come dovrebbe essere il nostro respiro,

Magari lo sentiamo un po' contratto,

Quindi c'è una parte della nostra mente che desidera un respiro più aperto,

Più ampio,

Ecco,

Quando ce ne rendiamo conto,

Avvolgiamo questo giudizio di consapevolezza e se c'è stanchezza,

Prendiamo atto della stanchezza e con gentilezza fa parte del momento presente,

Ispirando ed espirando.

Continuiamo a restare in questo ascolto dell'aria che entra,

L'aria che esce e continuiamo a restare anche in questa attitudine di accoglienza,

Di ricettività,

Di accettazione di ciò che c'è.

E se per esempio siamo qui e sentiamo il nostro corpo che è un po' irrequieto,

Instabile,

Si arreglidisce,

Magari sorge una necessità di movimento,

Proviamo ad allargare il campo della consapevolezza,

Andiamo a includere anche questo aspetto,

Lasciando andare eventuali desideri di cambiare qualcosa,

Ma piuttosto l'intenzione è di accoglierlo,

Di prenderlo in considerazione come aspetto del momento presente.

Sedendoci incontriamo il nostro mondo interiore e stiamo coltivando anche il muscolo della consapevolezza e la consapevolezza accetta quello che c'è.

Se c'è torpore,

Accettiamo che in questo momento c'è torpore.

Se ci sentiamo in preda alla distrazione,

Allora accettiamo questa tendenza di distrazione continua.

Continuiamo a restare in questo ascolto del respiro e a misurarci ogni volta che si presenta un qualche aspetto sorge,

Per esempio una distrazione sorge a una certa durata e poi accade che ci risvegliamo dalla distrazione,

Allora ci riappoggiamo al nostro respiro senza entrare in un'avversione,

In una reazione,

Continuando a stare in questo ascolto,

In questa spaziosità che è insita della consapevolezza.

La pratica meditativa è composta sempre da presenza e stati mentali che si alternano alla presenza.

Stati mentali di vario tipo,

Quali la distrazione,

Il torpore,

La noia,

Dolori fisico,

L'irrequietezza della mente del corpo.

L'invito della pratica è quello di ogni volta che ci troviamo di fronte a uno di questi climi mentali,

Quando ce ne rendiamo conto,

Avvolgiamo di consapevolezza questo stato,

Questi elementi che si presentano e può aiutarci a continuare a restare ancorati nel nostro respiro,

Un respiro che è spontaneo.

Invitiamoci a essere più accoglienti con il mondo interiore che si presenta sedendoci,

Aprendoci a questo ascolto,

Inspirando ed espirando.

4.5 (35)

Recensioni recenti

Stefy

August 20, 2023

Grazie …🙏🏻

Tamara

October 8, 2022

Grazie 🙏

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