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La gioia dello stare bene

by Federica Gaeta

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Pratica intermedia, registrata durante un gruppo di pratica live; per questo, potrebbero esserci suoni non eliminabili. In questa pratica basata sul corpo, ci apriremocon gioia all'incontro con tutte le parti di noi che "funzionano bene". Invece di concentrarci sempre su ciò che va male e ciò che manca, porteremo intenzionalmente la nostra attenzione gentile a tutto quanto di buono il nostro corpo già fa per noi, ogni giorno, pronti ad accogliere la gratitudine e la gioia di questa scoperta!

Trascritto

Oggi proprio la pratica cade a pennello perché celebriamo lo stare bene,

Una celebrazione,

Proprio così il titolo della pratica,

Che è una variante della pratica di gratitudine,

Delle pratiche di gratitudine che stiamo esplorando questi ultimi due o tre incontri.

La pratica sul celebrare lo stare bene si può fare in realtà anche quando non stiamo bene,

Quindi non bisogna essere perfetti a costo,

Senza nessun problema,

Per poter praticare sullo stare bene,

Proprio perché partiamo da quello che c'è,

Da come siamo perfettamente in questo momento e indirizziamo solo,

Come vedremo tra poco,

La nostra attenzione su determinati punti piuttosto che altri,

Che di solito pensiamo sempre a cosa non va,

Le cose che mancano,

Quello che non funziona,

Quello che vorremmo diverso.

Invece questa pratica serve proprio ad allenarci a guardare anche altro,

Quindi faremo questo allenamento.

Ok,

Allora ci mettiamo comodi nella nostra posizione che abbiamo scelto,

Nel nostro punto che abbiamo scelto di occupare in questa sessione,

E facciamo qualche movimento,

Come al solito possiamo entrare con calma nella pratica,

Quindi prenderci proprio il tempo con comodità di entrare nella pratica,

Come se fosse per esempio l'immagine di entrare in un bagno caldo,

Se ci piace fare un bagno caldo,

Possiamo provare a immaginare questo,

Che stiamo entrando con calma in quest'acqua bella calda,

Con tutta la schiuma,

Non c'è fretta,

Facciamo i movimenti che abbiamo bisogno di fare,

E quando ce la sentiamo possiamo lasciare che gli occhi si chiudano completamente,

Oppure anche solo parzialmente,

Lasciarli socchiusi,

Se preferiamo.

Se gli occhi sono socchiusi possiamo lasciare lo sguardo morbido su un punto del pavimento davanti a noi,

E anche durante la pratica possiamo cambiare la posizione,

Anche muoverci un po' per aiutare questo senso di agio,

Di comodità.

Iniziamo a collegarci alcuni istanti al nostro respiro,

Il respiro così com'è naturale,

Senza manipolarlo.

Magari abbiamo un respiro ravvicinato,

Un po' veloce,

Magari abbiamo già un respiro molto calmo e rilassato,

Magari il nostro respiro è un po' calmo,

Poi si rilassa,

Poi accelera.

Permettiamoci semplicemente di riposare nel respiro per alcuni istanti,

Possiamo notare il punto del corpo dove sentiamo in modo più evidente,

Più chiaro il respiro,

Il punto che è più facile per noi,

Dove sentiamo il respiro.

Possiamo concentrarci là,

Oppure se adesso il respiro per noi non è così piacevole da seguire,

Allora scegliamo un altro punto del corpo.

Possono essere i glutei appoggiati sulla sedia,

Sul cuscino,

Possono essere le mani che riposano in grembo sulle gambe.

Ci diamo proprio l'occasione di riposarci,

Riposare il corpo in questo punto piacevole della nostra esperienza,

Ma anche di riposare la mente che magari è ancora un pochino alterata,

Un pochino attivata dalle attività,

Dalle cose del giorno e continuando a rimanere ancorati alla sensazione piacevole del nostro respiro o alla sensazione piacevole di un altro punto del corpo.

Iniziamo proprio a renderci conto che ci stiamo dedicando a una pratica gioiosa,

Una pratica che vuole celebrare,

Vuole festeggiare tutte le cose che funzionano bene.

Ci sono le cose che magari non sono proprio perfette,

Magari abbiamo anche qualche acciacco in questo momento,

Qualche difficoltà fisica o psicologica.

Riconosciamo questo,

Ma intenzionalmente.

Adesso guardiamo anche alle altre cose e a quelle che vanno,

A quelle che funzionano e ci ispiriamo per fare questo anche alle parole di un maestro che volevo condividere,

Che è Thich Nhat Hanh,

Il famoso maestro Zen,

Che ha detto che quando abbiamo mal di denti siamo tutti presi dai nostri denti,

Pensiamo ai nostri denti,

Siamo preoccupati per il dolore ai denti,

E invece quando non abbiamo mal di denti non ci pensiamo,

Facciamo le nostre cose senza minimamente renderci conto della gioia di non avere mal di denti.

E così dedichiamo attenzione per esempio ai piedi,

Ai nostri piedi in questo momento.

Iniziamo a sentirli,

Possiamo anche muoverli un po' se vogliamo,

Muovere un po' le dita per avere una percezione delle sensazioni.

Iniziamo a entrare in contatto con la salute,

La bontà dei nostri piedi.

Se in questo momento i nostri piedi stanno bene possiamo riconoscerlo e riflettere su tutte le cose positive che fanno,

Questa piccola superficie dei piedi che ci permette di andare in giro,

Di camminare,

Magari anche di saltare,

Di correre.

E semplicemente lo riconosciamo senza nessun'altra pretesa,

Nessuna aspettativa.

Inspiriamo e sentiamo i nostri piedi ed espirando immaginiamo di poter sorridere ai nostri piedi.

Magari sembra un po' strano,

Immaginiamo proprio di mandare un sorriso a questi piedi che lavorano così tanto per noi.

E pensiamo anche adesso a tutto il lavoro che fanno le gambe,

Le ginocchia,

Le gambe fino ai fianchi,

Alle anche,

Le articolazioni.

Tutti questi grossi muscoli che abbiamo nelle cosce,

Quanto lavoro anche c'è qua.

Possiamo provare a sentire magari se ci fa piacere il respiro nelle nostre gambe o il movimento tipo come un cullare,

Un movimento ondulatorio che fa il nostro respiro nelle gambe.

E riconosciamo come abbiamo delle gambe che funzionano e anche qua insieme ai piedi ci portano in giro,

Ci fanno salire le scale,

Ci fanno guidare.

Se abbiamo nipotini o bambini piccoli ce li fanno mettere sulle nostre.

.

.

Li fanno tenere appoggiati.

Tutte le cose belle che ci permettono di fare queste gambe.

Possiamo pensare al privilegio di avere delle gambe che funzionano.

Che bello no?

Avere delle gambe che funzionano.

Ispirando sentiamo le gambe ed espirando immaginiamo di poter sorridere dalle nostre gambe.

Se questa idea del sorridere ci sembra un pochino forzata o meccanica,

Allora possiamo solo immaginare di rivolgere uno sguardo affettuoso,

Uno sguardo di amicizia alle nostre gambe,

Semplicemente per il fatto che sono là,

Che ci aiutano,

Che collaborano con noi.

E poi saliamo lungo il nostro corpo,

Notando la seduta dei glutei sulla nostra sedia o sul cuscino.

Questi glutei che sono quasi come dei cuscini,

Cuscini incorporati che abbiamo nel corpo e che rendono il nostro stare seduti comodo.

E anche il nostro bacino con le ossa che ci tengono insieme,

Le ossa del bacino che contengono anche tutti gli organi genitali,

Il sistema contorinario,

Tutto che funziona.

Possiamo provare a essere contenti che tutto bene o male funzioni,

Che ci permetta di vivere una vita tranquilla.

Magari possiamo rievocare quei momenti in cui non siamo stati bene,

Magari abbiamo avuto un po' i disturbi,

Un po' di mal di pancia,

Un po' di cistiti,

Infiammazioni.

Ecco,

Adesso che non abbiamo questi disturbi,

Possiamo sentire la differenza,

Vedere com'è bello stare bene e ispirando ci rendiamo conto di stare bene,

Ispirando sentiamo la gioia di stare bene.

E poi saliamo lungo la nostra schiena,

La schiena così com'è,

Con tutte le sue vertebre,

Lo spazio tra le vertebre,

Le scapole,

Fino su alle spalle.

E questa schiena che magari in alcuni momenti ci dà dei problemi,

Magari ci dà dei dolori,

Dei disagi,

Magari abbiamo proprio dei disturbi anche alla schiena.

Respiriamo dentro questa schiena,

Dentro i muscoli,

Le ossa,

E se adesso la nostra schiena sta bene,

Rendiamoci conto della bellezza di non avere mal di schiena.

Possiamo anche sentire il nostro respiro nella schiena,

Anche il respiro che si espande nel petto,

Nel torace,

Nell'addome.

E se in questo momento il nostro respiro scorre facile,

Scorre libero,

Senza particolari ostacoli,

Allora possiamo gioire,

Possiamo collegarci a questa possibilità della gioia,

Della gioia di avere un respiro che scorre libero.

Ma se adesso invece magari il nostro respiro non scorre libero,

Allora riconosciamo la situazione,

Possiamo offrirci anche delle parole di conforto o un gesto di gentilezza,

Magari poggiare una mano nel punto dove sentiamo il respiro,

O dover respire bloccato,

E portiamo anche l'attenzione alla nostra pancia e a tutti gli organi che sono dentro,

Allo stomaco,

All'impestino,

Al fegato,

Al pancreas.

Riflezziamo su come questi organi stanno funzionando.

Magari alcuni non funzionano perfettamente,

Magari a volte ci danno dei disturbi,

Ma forse in questo momento possiamo apprezzare il loro lavoro,

Possiamo apprezzare magari di non avere mal di pancia,

Di non avere mal di stomaco,

Che di solito pensiamo al nostro stomaco solo quando ci fa male o quando magari abbiamo mangiato pesante.

Perché non pensarci anche non riconoscere la bellezza dell'avere il non mal di stomaco o il non mal di pancia,

E poi anche la nostra gola,

Il nostro collo.

Se sono parti che adesso stanno bene,

Magari abbiamo mal di gola in questo momento,

O forse no,

Se stanno bene queste parti notiamo la bellezza di avere una gola sana.

Notiamo anche il resto della nostra bocca,

Per esempio,

Dei denti,

Della lingua,

Com'è avere il non mal di denti,

Come dice il maestro Thich Nhat Hanh.

Abbiamo il non mal di denti.

Possiamo semplicemente farci caso anche quando le cose vanno bene e non solo quando potrebbero essere meglio.

Tutte le parti della nostra faccia,

La bocca,

Il naso che ci permette di sentire gli odori,

Le orecchie.

Se portiamo intenzionalmente attenzione ai suoni che sentiamo in questo momento,

Per esempio,

Lasciandoli scorrere così come arrivano,

E com'è il fatto di avere delle orecchie che possono sentire i suoni?

Possiamo essere felici,

Anche solo un po',

Di avere orecchie che funzionano.

Magari alcuni suoni ci piacciono,

Magari altri ci danno un po' fastidio,

Magari altri non ci facciamo caso.

In ogni caso le nostre orecchie funzionano e sono lì per ascoltare,

E così allo stesso modo anche i nostri occhi che sono molto preziosi,

Che ci aiutano a vedere tutto quanto,

A vedere le persone che sono a casa con noi,

I nostri familiari,

Amici,

Bambini,

Animali,

A vedere i nostri colleghi,

Vedere il mondo,

La natura,

I fiori,

Le piante,

Gli uccelli,

Le montagne.

Com'è avere occhi che funzionano?

E saliamo fino anche alla nostra testa,

Alla cima della nostra testa.

Una testa dentro la quale,

Come ben sappiamo,

C'è un cervello,

Un cervello che funziona,

Ci permette di pensare,

Ci permette di ragionare,

Ci permette di ricordare,

Fare esperienza delle cose,

Di leggere.

È bello o no avere un cervello che funziona?

E ora ci allarghiamo,

Allarghiamo l'attenzione fino a comprendere tutto il corpo,

Dal nostro cervello fino giù lungo le braccia,

Lungo la schiena.

Anche queste mani ci permettono di fare un sacco di cose,

Di toccare gli oggetti,

Di toccare le persone.

Ci sono persone che magari non hanno le mani o le perdono in seguito a incidenti.

Esistono anche quelle cose,

Ma esistono anche le mani che funzionano.

Possiamo diventare consapevoli della gioia,

Del privilegio anche qua di avere mani che funzionano.

Negli ultimi istanti di questa pratica possiamo rimanere nell'osservazione di tutto il corpo nel suo insieme,

Come totalità.

Il mio invito è di rimanere nel silenzio,

Quindi smetterò di guidare per alcuni minuti e semplicemente ognuno per sé possiamo rimanere in questa contemplazione,

In ordine sparso,

Come vogliamo,

Di tutte le parti del corpo che funzionano bene.

Può capitare che nel silenzio magari ci vengano in mente le parti che non funzionano.

Quando succede,

Semplicemente riconosciamo,

Ok,

È così,

Questa parte non funziona come vorrei,

E poi intenzionalmente allarghiamo lo sguardo e guardiamo anche quello che funziona bene per alcuni minuti in silenzio.

Ora è possibile che in questa pratica,

Durante la pratica,

Siano emerse determinate sensazioni di piacere,

Di gioia,

Di gratitudine.

Se sono emerse,

Allora possiamo essere gioiosi di queste sensazioni,

Di esserci commessi a questa gioia.

Ma anche se non sono emerse,

La pratica comunque dà i suoi frutti,

Perché iniziamo a inclinarci in quella direzione,

Inclinarci a riconoscere tutto quello che funziona bene.

Così ci ricolleghiamo alcuni istanti al nostro respiro,

E ispirando sentiamo il respiro,

Ed espirando immaginiamo di sorridere tutto il corpo,

Tutto il corpo nel suo insieme,

Ed esprimiamo anche l'intenzione di accorgerci durante il resto della giornata,

Tra poco che riapriremo gli occhi,

Che torneremo alle nostre cose.

Esprimiamo l'intenzione di riconoscere tutto quello che va bene,

Come il nostro corpo si muove,

Come quando mangeremo la cena,

Come la nostra lingua assapora le cose.

Tutte queste cose che funzionano bene,

Provando a inclinare la mente verso la gioia di queste cose belle.

E poi lentamente possiamo prenderci il nostro tempo per fuoriuscire gradualmente dalla pratica,

Muovendo un po' il corpo,

E piano piano poi riaprendo gli occhi.

© 2026 Federica Gaeta. All rights reserved. All copyright in this work remains with the original creator. No part of this material may be reproduced, distributed, or transmitted in any form or by any means, without the prior written permission of the copyright owner.

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