
Pratica di Noting sulle Vedana
Questa pratica meditativa si concentra sul riconoscimento delle Vedanā, ovvero le sensazioni edoniche che sorgono costantemente nell'esperienza: piacevole e spiacevole. E' possibile aprire all'ascolto degli impulsi corporei piacevoli, spiacevoli (come tensione, calore, rilassamento) che avvengono nell'esperienza del momento presente e che normalmente, nel nostro vivere, ci fanno scivolare in comportamenti automatici. Lo scopo non è eliminare queste sensazioni, ma vederle chiaramente per quello che sono: fenomeni transitori. Quando una sensazione è etichettata come piacevole, osserviamo la nostra tendenza ad afferrarla (attaccamento); quando è spiacevole, osserviamo la tendenza a respingerla (avversione) Questo semplice atto di "notare" interrompe la catena di reazione che porta all'impulso automatico e sviluppiamo una saggezza profonda sulla natura effimera dell'esperienza, allentando un po' il nostro condizionamento profondo.
Trascritto
Benissimo,
Quindi lì dove siamo,
Possiamo per un attimo sgranchire il corpo prima di entrare direttamente nella pratica,
Se abbiamo bisogno di,
Non so,
Fare piccole rotazioni del collo,
Oppure alzare e abbassare le spalle,
Anche allungare le braccia in modo da proprio prenderci un tempo per dare spazio al corpo che sia,
Che entri nella posizione senza troppo sforzo,
E poi piano piano riduciamo i movimenti per entrare nella staticità e nella stabilità fisica.
Ognuno dentro di noi dà un'occhiata se la posizione che ha assunto è una posizione che esprime consapevolezza,
Esprime la degnità di presenza,
Di essere qui,
Facendo tutti quei piccoli aggiustamenti che ci permettano di sentirci solidi in questo essere qui.
E richiamiamo in noi ancora una volta l'intenzione,
L'intenzione perché siamo qui,
Perché stiamo facendo questa pratica,
Perché ci sto provando,
Quindi richiamiamo quell'intenzione personale e poi possiamo lasciare andare l'intento e inizialmente appoggiamo la nostra presenza mentale,
La nostra attenzione al corpo nel suo intero,
Nel corpo in questa forma,
Sentendoci qui seduti,
Sentendo sensazioni del corpo,
Sensazioni di appoggio,
Sensazioni di temperatura,
Sensazioni del nostro respiro.
E per aiutare la nostra concentrazione possiamo appoggiarla al respiro,
Portando un conteggio sull'inspiro e sull'espiro di tre o di quattro,
In modo che la nostra mente per i primi momenti sia occupata a stare con qualcosa di solido,
Di un po' più solido,
Che è un respiro leggermente modificato che porta appunto questo conteggio di tre o di quattro.
E se per caso ci troviamo altrove distratti,
Gentilmente riportiamo la nostra attenzione sul conteggio.
Ancora torniamo,
Se per caso siamo andati altrove e possiamo ora lasciare andare il conteggio,
Osservando per esempio il movimento del nostro corpo,
Soprattutto durante l'espiro,
Sentendo che il corpo si abbandona sulla terra durante l'espirazione.
E allora forse la nostra mente può imparare dal corpo lasciando andare per esempio l'attaccamento ai pensieri,
Il coinvolgimento ai pensieri,
Ad ogni espiro anche la mente può imparare a stare qui.
E poi possiamo nuovamente aprirci a tutta l'esperienza del momento,
Quindi sentendo le sensazioni del corpo,
Del respiro.
E l'invito ora è quello di portare questo sguardo più diretto sulle sensazioni del corpo,
Che emergono nell'esperienza,
Emergono in un flusso di esperienza e l'invito è quello di notare se la sensazione che sorge in modo più evidente nell'esperienza è piacevole oppure è spiacevole.
E quindi dentro ognuno di noi andremo a etichettare,
Se così vogliamo dire,
Le sensazioni così quando si presentano.
Quindi per esempio sorge nella coscienza maggiormente la sensazione di appoggio dei glutei,
Posso sentire che è piacevole e poi magari l'istante successivo emerge il dolore al collo sentendo che è spiacevole.
E quindi l'invito è questo,
Di stare dentro al flusso notando piacevole e spiacevole.
Sapete anche che abbiamo il neutro,
Quindi nel caso abbiamo bisogno di usarlo,
Lo utilizziamo.
E se per caso ci perdiamo nelle distrazioni,
Allora possiamo semplicemente tornare nel qui ed ora,
Magari ancorandoci per alcuni istanti al supporto del respiro per poi lasciarlo andare e tornare a notare l'esperienza sulla base di questi binari piacevole,
Spiacevole e anche neutro.
Ci troviamo altrove,
Gentilmente ci riportiamo qui,
Agganciandoci al respiro spontaneo,
Per poi nuovamente aprire,
Stando nel flusso dell'esperienza.
E poi possiamo lasciare andare questa osservazione minuziosa,
Ritornando al semplice ascolto del corpo qui seduto,
Che sta respirando.
E piano piano chiediamo alla nostra attenzione di ancorarsi alle sensazioni del respiro che avviene,
Quindi tutti ci focalizziamo sull'aria che entra,
L'aria che esce.
E poi facendo un bel respiro più ampio,
Prima di aprire gli occhi,
Muoviamo leggermente il corpo in modo da farlo ritornare in una fluidità.
E poi piano piano,
Quando ce la sentiamo,
Possiamo riaprire gli occhi.
Se trovo come metterlo qua.
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