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Quando Senti Di Annegare

by Marina Buccali

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Ci sono momenti in cui tutto sembra difficile e ci sentiamo sopraffatti dalle emozioni. Questa meditazione ti accompagnerà dolcemente verso un luogo sicuro dentro di te, aiutandoti a ritrovare calma, forza e fiducia. Concediti questo momento. Lasciati guidare dalla voce e ritrova la serenità in te, un respiro alla volta. Credit Music: "Our Peaceful Ocean" by Music of Wisdom Foto di Ivan Bandura

Trascritto

Ben trovati nel nostro spazio di meditazione.

Oggi ti propongo una meditazione per ritrovarti quando ti senti a pezzi.

Quando ti senti all'improvviso investito da qualcosa più grande di te.

Quando pensi di non farcela.

In quel momento quando tutto sembra perduto.

C'è sempre una forza dentro di te.

Pronta a sostenerti e a farti rinascere.

E allora cominciamo Trovo una posizione comoda.

Puoi chiudere gli occhi se ti fa sentire al sicuro.

Oppure lasciarli socchiusi.

Non c'è niente che tu debba fare in questo momento.

Non devi risolvere i tuoi problemi.

Non devi trovare le risposte.

Non devi dimostrare di essere forte.

Per qualche minuto puoi semplicemente essere qui.

Porta dolcemente l'attenzione al tuo respiro.

Non cercare di cambiarlo.

Lascialo arrivare e andare.

Esattamente così com'è.

E se oggi anche respirare ti sembra faticoso.

Non c'è niente di sbagliato in te.

Forse stai attraversando qualcosa che ti ha ferito profondamente.

Forse hai trattenuto troppe lacrime.

Troppe parole.

Troppe emozioni.

Forse hai continuato ad essere forte per così tanto tempo,

Che hai dimenticato come ci si sente quando qualcuno si prende cura di te.

E adesso ti senti stanco.

FRAGILE forse persino rotto.

Ma ascolta queste parole.

Senza obbligarti a crederci subito.

Non sei sbagliato perché stai soffrendo.

E non devi guarire velocemente.

Ora,

Se vuoi.

Immagina di trovarti davanti ad un grande mare.

Il cielo è scuro Il vento soffia.

Le onde si sollevano e si infrangono con forza.

Questo mare rappresenta tutto ciò che stai vivendo.

Le paure che non riesce a raccontare.

Le delusioni che ancora fanno male.

Le assenze,

Le perdite.

Le parole che avresti voluto sentire e che non sono mai arrivate.

Forse senti di essere proprio lì,

In mezzo a quelle onde.

Cerchi di nuotare.

Cerchi di resistere.

Cerchi di tenere la testa fuori dall'acqua e più ti sforzi più ti senti stanco.

Per un momento.

Concediti di non fare nulla.

Non devi vincere il mare.

Immagina semplicemente che sotto di te ci sia una superficie capace di sostenerti.

L'acqua non ti chiede di essere diverso.

Non ti chiede di smettere di avere paura.

Ti sostiene un istante alla volta.

E tu puoi concederti di non combattere ogni singola onda.

Puoi lasciarla passare.

Poi un'altra.

Un'altra ancora.

Non devi affrontarle tutte insieme.

Devi soltanto attraversare questo momento,

Un respiro alla volta.

Ora immagina che il mare cominci lentamente a calmarsi.

Il vento si attenua le onde diventano più morbide.

E sotto il tuo corpo compare una luce delicata.

Calda.

Rassicurante.

Quella luce assume la forma di una piccola imbarcazione,

Oppure di un luogo sicuro che puoi immaginare come preferisci,

Non importa quale forma abbia.

L'importante è che tu possa sentirti sostenuto.

Ti lascia accompagnare verso una piccola baia riparata.

Dove l'acqua è tranquilla e il rumore delle onde diventa sempre più lontano.

Non devi nuotare.

Non devi dimostrare niente.

Puoi finalmente riposare.

Senti la Terra sotto di te.

L'aria sul viso.

La presenza del tuo corpo qui.

In questo preciso momento.

E immagina una voce gentile che ti dica Puoi fermarti.

Poies restanco.

Puoi non sapere come andare avanti,

Almeno per oggi.

Non devi avere tutto sotto controllo per meritare pace.

Non devi essere perfetto per meritare amore.

E non devi nascondere le tue ferite per essere degno di essere amato.

Lascia che queste parole arrivino fino a te,

Senza forzature.

Ora immagina di guardare dentro di te.

Forse vedi un cuore stanco.

Forse un vaso inclinato.

Forse una parte di te che sembra essersi spezzata in mille frammenti.

Non devi aggiustarla.

Non devi raccogliere subito tutti i pezzi.

Avvicinati a quella parte di te con la stessa tenerezza con cui ti avvicineresti a qualcuno che ami e che sta soffrendo.

E prova a dirle «ti vedo».

So che hai sofferto.

Mi dispiace che tu abbia dovuto sopportare tutto questo peso.

Non ti chiederò di guarire in fretta.

Non ti abbandonerò perché sei fragile.

Ora immagina che attraverso le piccole crepe cominci a filtrare una luce tenue.

Non è una luce che cancella ciò che è successo.

Non rende giusto ciò che ti ha ferito.

Non fa sparire il dolore per magia.

Una luce che ti ricorda che la tua sofferenza è una parte della tua storia,

Ma non è tutta la tua storia.

Essere ferito e continuare a meritare cose belle.

Sentirti fragile.

E avere ancora valore.

Puoi non riconoscerti più per un periodo.

E ritrovarti lentamente.

E può ricominciare senza dover tornare esattamente la persona che eri prima.

Forse da questa esperienza nascerà qualcosa di nuovo.

Forse per ora hai soltanto bisogno di riposare.

Entrambe le cose vanno bene.

Immagina ora di essere seduto sulla sabbia della piccola baia.

Davanti a te.

Il mare si estende fino all'orizzonte.

Non sai quanto tempo ci vorrà perché tutto diventi più facile.

Non conosci ancora tutte le risposte.

Ma non hai bisogno di conoscerle adesso.

Guarda la linea dell'orizzonte c'è spazio davanti a te.

C'è ancora un domani che non hai vissuto.

E ci sono piccoli momenti di pace.

Che forse oggi non riesci ancora ad immaginare.

Ma che potranno tornare a raggiungerti.

Non devi correre verso di loro.

Adesso puoi semplicemente restare qui.

La tua storia.

Con tutto ciò che senti.

Se vuoi,

Appoggia una mano sul cuore oppure sul ventre.

Senti il calore della tua mano.

E ripeti mentalmente e lentamente.

Sono qui.

Sto attraversando un momento difficile,

Ma non devo affrontare tutta la mia vita in questo istante.

Posso chiedere aiuto.

Posso concedermi riposo.

Anche adesso.

Anche così.

Merito gentilezza.

Ora,

Lentamente… comincia a percepire di nuovo il luogo in cui ti trovi.

Senti il contatto del corpo con la superficie che ti sostiene.

Ascolta i suoni intorno a te.

Lascia che il respiro trovi il suo ritmo naturale.

E porta con te questa immagine.

Non devi impedire ad ogni onda di arrivare.

Puoi imparare poco alla volta a cercare riparo,

A lasciarti sostenere e a tendere la mano quando hai bisogno di qualcuno.

Se oggi ti senti ancora a pezzi,

Non significa che resterai così per sempre.

Non devi vedere tutta la strada.

Ti basta il prossimo piccolo passo.

E per oggi forse quel passo è semplicemente prenderti cura di te.

Quando ti sentirei pronto.

Riapri dolcemente gli occhi.

E ricorda,

Non sei solo.

Il tuo dolore.

Sei anche la parte di te che,

Nonostante tutto,

È ancora qui.

Namaste.

© 2026 Marina Buccali. All rights reserved. All copyright in this work remains with the original creator. No part of this material may be reproduced, distributed, or transmitted in any form or by any means, without the prior written permission of the copyright owner.

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