
Resilienza: come reagire quando le cose vanno storte
Nelle ultime settimane ci sono state diverse cose che sono andata storte nella mia vita. Ci sono stati momenti difficili, che mi hanno messa a dura prova. Come le ho affrontate? In questo podcast imparerai:# come reagire quando le cose vanno storte# come accettare avvenimenti sui quali non possiamo avere influenza# come osservare tutte le voci nella nostra testa # come superare la vergogna # come superare il senso di colpa # come trovare la tua autostima, anche in situazioni difficili.
Trascritto
Ciao,
È bello che tu sia qui ad ascoltare Happy Daily,
Il tuo podcast per raggiungere un po' di felicità alla tua giornata.
Il mio nome è Giuse Valentini,
Sono Life Career Mindfulness Coach e,
Come sai,
Probabilmente se mi segui già da un po',
Sono anche diventata da poco insegnante di yoga.
E una cosa che voglio dire,
La quale tengo particolarmente oggi in questo podcast è grazie,
Grazie,
Grazie,
Grazie per tutti gli auguri di compleanno che mi hanno raggiunta ieri.
Ieri ho compiuto 44 anni,
Il 14 novembre del 2019,
E mi sono arrivati veramente moltissimi,
Moltissimi auguri di buon compleanno tramite tutti i canali per email,
Per whatsapp,
Su facebook,
Nella community,
Su instagram,
Privatamente,
Pubblicamente,
Insomma,
È stata un'esplosione di auguri di compleanno,
Di buon compleanno,
Che mi hanno fatto molto,
Molto,
Molto piacere,
Profondamente piacere,
Profondamente grata di questo riconoscimento del fatto che comunque,
Insomma,
Anche semplicemente pensare un attimo al mio compleanno e scrivermi attivamente qualcosa per augurarmi buon compleanno mi ha fatto molto,
Molto felice,
Quindi ti ringrazio moltissimo per questo.
E anche per ringraziarvi di tutta questa valanga di auguri che mi ha raggiunta,
Ieri sera ho fatto una diretta,
Sì,
Proprio la sera del mio compleanno,
Ho fatto una diretta nella community di facebook e anche su instagram,
Quindi se non sei riuscita a guardare la diretta nella quale ho risposto a moltissime delle vostre domande,
Delle tue domande,
Puoi andare nella community di facebook,
Happy daily podcast appunto su facebook e basta mettere happy daily podcast in facebook e trovi appunto la community,
Basta fare una richiesta per entrare e io ti faccio entrare,
Insomma,
Senza problemi,
La cosa importante è che il tuo profilo abbia fondamentalmente una foto o comunque che tu sia visibile in qualche modo,
Perché ogni tanto mi arrivano delle richieste da profili,
Insomma,
Che non hanno né una foto né diciamo un'amicizia eccetera,
Mi sembrano un pochino degli account fake,
Degli account un pochino falsi,
Quindi se hai questo tipo di account,
Allora magari scrivimi extra,
Scrivimi a parte per dirmi guarda io sono la persona XY,
Non uso facebook solitamente,
Magari l'ho fatto apposta,
Insomma,
Per poter far parte della community,
Quindi per cortesia fammi entrare,
Scrivimi magari due tre cose di te,
Quindi questa è una possibilità nella community di facebook,
Happy daily podcast,
Puoi vedere e seguire la diretta di ieri sera ancora per i prossimi giorni,
Le prossime settimane,
L'altra opzione è se non hai facebook e hai instagram entro le 21 di questa sera,
Forse le 22,
Non lo so,
Perché comunque diciamo rimangono per 24 ore nelle stories,
Le dirette,
Quindi se non sei riuscita,
Insomma,
A vedere la diretta,
Puoi andare nelle stories e appunto vederla e visionarla lì fino a questa sera.
Un regalo da parte mia che ti voglio fare per festeggiare,
Diciamo,
Il mio compleanno,
Festeggiare diciamo tutto insieme,
È il 30% di sconto che offro su tutti,
Diciamo,
I miei prodotti,
Se li vogliamo chiamare così,
E cioè su il corso trova la tua autostima,
C'è il 30% di sconto,
Fino a domenica a mezzanotte,
Quindi fino a domenica 17 a mezzanotte,
C'è il 30% di sconto,
Così come su tutte le meditazioni dello shop giusivalentini.
Com slash shop,
Lì trovi tutte le meditazioni,
Anche quelle sono a il 30% di sconto,
Quindi se stavi magari pensando di fare il corso sull'autostima,
Se stavi meditando,
Di meditare insieme a me,
Può valerne la pena,
Insomma,
Approfittarne entro domenica a mezzanotte,
Perché appunto c'è il 30% di sconto per festeggiare il mio compleanno.
Nel podcast di oggi ti parlo di un tema che mi sta molto a cuore,
Che è la resilienza,
So che questa parola insomma è un pochino inflazionata e a volte non si sa bene neanche che cosa significhi in realtà la resilienza.
Resilienza di per sé,
Siccome è una parola che viene praticamente dalla fisica,
In particolare della fisica dei metalli,
È diciamo la capacità dei metalli di adattarsi ad esempio a temperature esterne oppure pressioni esterne e traducendola praticamente nel mondo degli esseri umani parliamo di resilienza quando si parla di adattarsi come esseri umani alle realtà esterne e quindi anche agli eventi che succedono,
Che magari sono eventi che non non ci piacciono molto,
Sono eventi che non abbiamo pianificato,
Sono cose che praticamente succedono e quando succedono spesso la nostra prima reazione è quella di resistere a questi eventi,
Quindi la prima reazione è fondamentalmente quella di non volerci credere,
Quella di rifiutare,
Quella di dire no aspetta un attimo questa non è una cosa che mi appartiene e quindi siamo in una specie di stato di shock fondamentalmente.
Inizia poi dopo la fase di shock tutta una serie di altre fasi che tra l'altro sono anche insomma studiate e codificate nel coaching,
C'è chi parla di cinque fasi,
C'è chi parla di sette fasi per arrivare diciamo non solo all'accettazione ma all'integrazione diciamo di quello che ci succede,
Di questi fatti esterni che succedono all'interno della nostra vita.
Non ti voglio parlare oggi di modelli di coaching che possono appunto spiegare qualcosa,
Bensì ti voglio parlare di delle cose,
Di alcuni eventi,
Avvenimenti che mi sono successi non solo quando ero in India durante il corso di formazione per diventare insegnante di yoga ma anche durante il mio rientro.
Quindi mentre diciamo il podcast passato,
Quello in cui ti raccontavo molte cose,
Non tutte chiaramente perché insomma nonostante mi sia dilungata un pochino oltre 40 minuti sono riuscita a raccontarti solo una parte delle cose che sono successe.
Ecco considera che questo può essere una sorta di seconda parte appunto del podcast in cui ti raccontavo di come era andata,
Raccontandoti alcuni aspetti in particolare,
Raccontandoti che cosa mi è successo,
Di cose poco piacevoli come ti puoi chiaramente immaginare e come in qualche modo sono riuscita ad integrarle e superarle io perché in questo modo magari ti possono essere di ispirazione magari anche di motivazione se in questo momento nella tua vita ci sono degli avvenimenti che fai fatica ad accettare che proprio senti una cosa,
Una voce dentro di te che ti dice no ma questa non la voglio accettare,
Questa non fa parte della mia vita,
Non capisco da dove viene,
Non capisco perché stia succedendo a me.
Ecco magari questi avvenimenti che non sono gravissimi quelli che sono successi però sono comunque state delle sfide che ho dovuto affrontare visto che sono successe da poco tempo allora magari è più facile parlare di queste rispetto ad altre cose che sono state insomma anche più profonde,
Più emotive,
Anche molto più difficili,
Molto più dolorose però magari mi è più facile parlare adesso di queste proprio perché sono gli avvenimenti più freschi e anche fondamentalmente per farti capire o per raccontarti o per dirti che chiaramente non è sempre tutto oro quello che luccica ma che nonostante io abbia vissuto moltissime cose estremamente belle ho vissuto anche delle cose un po' meno piacevoli.
Chiaramente anche nel podcast in cui ti parlavo del mio corso di yoga quindi del mio percorso diciamo come come yoghini quindi di praticante per poi arrivare insomma a questo primo piccolo traguardo che è quello di diventare insegnanti di yoga però chiaramente lo yoga è un percorso che va avanti tutta la vita e che va coltivato quotidianamente e di questo sono molto consapevole chiaramente ma al di là di quello anche per farti vedere che è vero che è bello andare un mese in India,
È vero che è bellissimo fare un percorso di questo tipo però è anche vero che ci sono anche delle altre cose che succedono che non dipendono dalla nostra volontà e che nel momento in cui succedono allora come si fa a reagire nella maniera non dico migliore però magari quella più diciamo adatta alla situazione perché rispetto a tutte le cose che ci succedono l'unico potere che abbiamo se sono cose che sono successe successe al di là della nostra volontà l'unico potere che possiamo veramente esercitare è quello di decidere che tipo di reazione avere e quindi magari appunto questo podcast ti può ispirare e quindi ti auguro intanto buon ascolto ti ricordo che se ancora non ti sei iscritta al mio videocorso gratuito per coltivare e iniziare da subito a lavorare alla tua autostima che chiaramente è anche un elemento della resilienza perché nel momento in cui arrivano degli elementi esterni allora magari cominciamo a dubitare di noi stesse allora cominciamo magari a pensare magari mi è successo perché io ho fatto questo e quindi è come se ci mettessimo in discussione mettiamo in discussione il nostro potere le nostre facoltà le nostre scelte mettiamo in discussione magari addirittura noi stessi e diciamo ma magari sì non dovevo farlo oppure avrei dovuto reagire in maniera diversa quindi avere diciamo una solida base di autostima per poter reagire ad avvenimenti sui quali non abbiamo appunto l'influenza che spesso purtroppo soprattutto in questi casi quindi sfortune sfighe se vogliamo chiamarla con una parola un pochino più volgare e avere una buona base di autostima significa agire dal qui ed ora quindi agire nel momento in cui le cose succedono nella maniera adulta responsabile e consapevole il più possibile se invece non abbiamo una buona base di autostima a volte è difficile riuscire a reagire in una maniera diciamo adatta alla situazione proprio perché magari alcune cose ci buttano o ci travolgono e ci magari fanno proprio cadere in una sorta di vortice di che sia autovittimismo oppure autosabottaggio odio e disprezzo nei confronti di noi stessi oppure nei confronti degli altri e quindi se ancora non ti sei iscritta al videocorso gratuito per coltivare la tua autostima lo puoi trovare sul mio sito giusivalentini.
Com e lo trovi direttamente nella home se vuoi invece continuare da subito a lavorare la tua autostima allora ti posso consigliare chiaramente con tutto il mio cuore perché ci tengo molto e perché so quello che sta facendo per moltissime wonder women il corso trova la tua autostima che è sempre disponibile sul sul mio sito giusivalentini.
Com e che è un corso di due settimane che però insomma puoi fare non solo più volte ma anche secondo la tua la tua tempistica quindi prendendo anche più di due settimane se ne hai bisogno e appunto lo trovi sempre su giusivalentini.
Com tra l'altro proprio rispetto a questo c'è una super novità legata anche al mio compleanno che era ieri il 14 novembre del 2019 ho fatto 44 anni e quindi niente insomma in questa occasione perché mi piace diciamo condividere non solo insomma le cose che faccio e le cose che imparo ma mi piace anche condividere diciamo le risorse che per me sono fondamentali adesso nella mia vita per gestire le mie emozioni i conflitti le situazioni appunto inaspettate eccetera mi piace condividerli e quindi per il mio compleanno ho pensato appunto ad un'offerta super super speciale che troverai appunto anche non solo sul mio sito giusivalentini.
Com ma anche nella newsletter quindi dai un'occhiata anche alla newsletter perché può darsi che insomma ci sia qualcosa che ti può veramente interessare e quindi adesso partiamo con il podcast.
Quando le cose vanno storte cosa facciamo solitamente?
Accendavo nell'introduzione che il primo la prima reazione solitamente appunto quella dello shock quindi il fatto di non volere che sia vera c'è un meccanismo dentro di noi di autoconservazione che proprio dice no ma questa cosa non è vera e io me la ricordo poi tra l'altro questa reazione chiarissima tra l'altro diversi anni fa quando mi chiamò una mia collega e amica e mi disse che purtroppo era deceduto un nostro collega che tutte e due stimavamo moltissimo era stato il suo capo ed era stato anche il mio capo in qualche modo è stato anche il mio mentore nel senso che lui aveva visto delle potenzialità delle cose dentro di me che io ancora non avevo visto quindi in questo senso è stato il mio mentore cioè mi ha incoraggiato a fare delle cose che io magari diversi anni fa adesso sto parlando di 8 8 9 anni fa non avrei avuto probabilmente il coraggio in quel momento insomma di affrontare e sto parlando insomma in particolare della radio pubblica tedesca e quindi il mio mentore che si chiamava Luigi si chiamava purtroppo Luigi lui è stato colui che praticamente mi ha spinto a cominciare a lavorare per la redazione in lingua tedesca quindi a cominciare a fare la giornalista anche in lingua tedesca e non solo in lingua italiana anche se la lingua italiana è la mia madrelingua e invece il tedesco è la mia lingua acquisita che chiaramente dopo 18 anni a berlino insomma l'ho studiata molto e l'ho parlata moltissimo eccetera però non è chiaramente la mia madrelingua e lui è stato diciamo il la prima persona che che ha visto un potenziale dentro di me e ha pensato insomma di appunto di spingermi a provare delle cose nuove e che sono cose che mi hanno portato poi ad arrivare addirittura al punto in cui sono sono arrivata sono arrivata oggi e per farla breve mi chiama insomma questa mia collega e mi dice che appunto Luigi è morto e io ricordo benissimo proprio la mia reazione che io ad alta voce ho detto no non è vero no non è vero cioè tu adesso mi richiami e mi dici che non è vero e questa reazione me la ricordo ancora ad oggi perché è stata così potente è stata così decisa proprio così diretta che per me è come dire l'esempio più semplice più pratico che posso usare per per dirti appunto la reazione che a volte abbiamo ad avvenimenti che non vogliamo accettare o che per noi sono uno shock sono proprio questi cioè il fatto di mettere una barriera tra noi e questi avvenimenti dire no non è successo a me non è vero appunto tu adesso mi richiami e mi dici che era uno scherzo che non è un bello scherzo ma comunque che non è vero e diciamo questo tipo di di reazione è quello che ho avuto anch'io quando dopo due settimane che stavo in india ho ricevuto io poi tra l'altro controllavo molto poco il mio cellulare lo accendevo al massimo boh non lo so una volta ogni due giorni per massimo 10 minuti in 20 minuti internet o funzionava poco nel posto dove ero ma appunto ci sono stati esempio tre giorni in cui proprio non funzionava per niente e poi lo tenevano acceso lo tengono acceso solo dalle 3 alle 4 ore al giorno proprio per dare la possibilità anche agli ospiti di staccare completamente e in uno diciamo di questi giorni in cui invece detto no ma oggi lo accendo vedo un po magari boh come sta la mia famiglia come sta il mio ragazzo no magari c'è qualcuno che ha scritto così io avevo chiaramente lasciato gli estremi ai contatti del posto dove ero per qualsiasi evenienza quindi chiaramente insomma sarei stata raggiungibile se fosse successa una cosa molto grave però diciamo per le cose appunto semplicemente dire ma io sto bene tu come stai eccetera anche come dire a volte fra una pausa di uno due giorni solitamente non succede nulla basta ribadire che appunto insomma le persone poi sono nei nostri pensieri non c'è bisogno appunto di avere un contatto diretto ogni giorno e fatto sta che in uno insomma di questi giorni in cui non funzionava molto bene il telefono io ricevo insomma delle foto molto belle il mio ragazzo in quel periodo era in spagna era andato con degli amici a fare del surf e ricevo queste foto molto belle e mentre le sto proprio scrollando sul mio cellulare a un certo punto e dopo l'ultima foto molto bella di questa spiaggia nel nord della spagna con questo mare bellissimo le onde eccetera dopo questa foto la foto subito dopo diciamo mentre scrollavo le guardavo era la foto di due gambe stese in un letto e una di queste gambe praticamente aveva un gesso non capivo bene sarà un gesto comunque era affasciata quindi una gamba era affasciata io all'inizio non avevo mai capito di che gamba si trattasse quindi ho aperto il messaggio collegato a questa foto e marcos il mio partner mi dice che si è strappato il tendine di achille che è una cosa che non so se tu la conosci adesso che ascolti questo podcast se c'è qualcuno nella tua famiglia che ha già vissuto questa cosa probabilmente sai di che cosa sto parlando e cioè del fatto che è una cosa estremamente brigosa non per forza dolorosa però brigosa nel senso che ti si stacca praticamente il tendine che tiene attaccato il tuo piede attraverso il calcagno lo tiene attaccato praticamente al resto della gamba quello che era successo è che marcos non solo non era più in grado di camminare quindi aveva questo gesso che in qualche modo teneva fisso questo piede che altrimenti era come se non avesse più proprio nessuna tenuta con il resto insomma della gamba doveva rientrare in germania per farsi vedere da un medico da un chirurgo da un ortopedico eccetera e forse ti puoi immaginare come mi sono sentita non so bene neanche come descriverlo a dir la verità ma ho sentito come una sorta di tuffo al cuore è una sorta di quasi disperazione che mi saliva proprio una sorta di anche agitazione credo di essere diventata rossa aver cominciato proprio a respirare in fretta mi sono venute subito le lacrime perché chiaramente mi sono resa conto che la cosa era grave e non solo questo ma che io ero a migliaia di chilometri di distanza so che lui non era da solo in quel momento era con i suoi amici eccetera però comunque diciamo questo senso di chiaramente di responsabilità di unione che ho con lui da quasi nove anni è una cosa che mi ha messa chiaramente in crisi e la prima reazione è stata quella di provare empatia nei suoi confronti quindi il fatto di dispiacermi per lui di provare come dire una sorta di dolore per quello che gli è successo perché io vabbè tanti anni fa più di dieci anni fa mi sono rotta il malleolo del piede quindi ho avuto il gesso per quattro settimane ho dovuto fare la riabilitazione per altre due settimane insomma quindi due mesi della mia vita li ho praticamente dedicati a questo piedone che doveva doveva rimettersi in forma e so che cosa significa usare le stampelle per due mesi solo che con il tallone d'achille è ancora un pochino più complicato quando si strappa un tallone d'achille perché mentre nel mio caso la rottura del malleolo significava il gesso e rimanere ferma quindi l'osso doveva praticamente ricomporsi doveva rimettersi in sesto lui doveva affrontare un'operazione perché senza operazione non si può rimettere insieme praticamente questo tendine d'achille e quindi diciamo la mia sensazione proprio di non avere nessun tipo di potere di sentirmi completamente sì priva di ogni non dico influenza ma anche proprio di di poter dare il mio contributo a quello che lui stava stava vivendo né di essere vicino insomma dal punto di vista emotivo fargli coraggio aiutarlo nelle cose proprio più semplici quotidiane perché quando hai due stampelle solitamente non solo ti manca un piede ma ti mancano anche due mani ti senti molto molto ristretta nel tuo nel tuo raggio di azione in quello che sei in grado di fare puoi fare veramente diciamo le cose proprio più piccole più fondamentali ma non puoi nemmeno prendere che ne so la tazza del tuo tè e portarla in un'altra stanza non puoi perché bisogno delle stampelle per portarti nell'altra stanza e quindi niente mi son sentita in qualche modo tra virgolette morire dentro volevo andare via subito ho sentito un grosso senso di colpa perché ero molto lontana da lui volevo prenotare un volo per rientrare subito in europa per per esserci insomma durante la sua operazione perché poi chiaramente insomma un'operazione di questo tipo si consiglia una una anestesia totale e quindi per me è stata proprio questa sensazione di cavolo ci sto facendo qua e chiaramente poi nella prima telefonata che abbiamo fatto io ho potuto vederlo proprio in faccia tramite facetime ci siamo commossi tutti e due chiaramente perché in quel momento è come se non lo so ti vedi per la prima volta dopo due settimane in faccia e in qualche modo senti proprio questa questa questo desiderio insomma no di abbracciare l'altra persona di dire o c'è mi dispiace quello che ti è successo sono qui puoi contare su di me vedrai che andrà tutto bene eccetera e chiaramente essendo a quasi 10.
000 chilometri di distanza questa cosa non era assolutamente possibile e quindi è stato un momento insomma difficile innanzitutto quello proprio di vedere come stava sì sentivo proprio senza nessun nessun potere nessun tipo di influenza che potevo avere in questa situazione e la mia prima reazione è stata quella di dire guardo subito il primo volo per rientrare così riesco ad essere lì se non altro per la tua operazione e questa cosa non è stata semplicissima neanche per per noi due perché chiaramente da una parte c'era una parte dentro di me che voleva rimanere lì a finire quello che avevo iniziato l'investimento di tempo energia denaro così dall'altra mi sentivo in colpa per desiderare di voler essere lì e mi davo la colpa del fatto che invece non mi venisse automatico il fatto di dire no vabbè vado subito c'è ovvio non ci penso neanche non mi costa neanche per un attimo lui dall'altra parte stessa cosa avrebbe voluto avermi lì con lui perché in quel momento sentiva che il mio sostegno mio supporto gli avrebbe fatto sicuramente bene dall'altra però si sentiva egoista magari anche semplicemente dire sì vieni perché lui sa sapeva tuttora quanto io ci tenevo a questa cosa quanto mi è costato anche diciamo prendere insomma questa decisione organizzare tutte le cose prima eccetera quindi da una parte lui che mi ha sempre sostenuto nel prendere questa decisione dire sì vai fai questo corso io lo so che lo vuoi fare lo vuoi fare lì lo vuoi fare con Yamuna eccetera e si sentiva in colpa a desiderare che io fossi lì con lui e quindi vabbè non è stata non è stata decisamente semplice per nessuno dei due devo dire che però tutti e due in quel momento abbiamo avuto proprio la fermezza di poterne parlare da una parte in maniera emotiva emozionale sentita quindi empatica e dall'altra però anche di rimanere pragmatici e di dire ma veramente è quello che può portare a qualche cosa tu sei qui tra due settimane finisci quello che hai iniziato io qua ce la faccio anche senza di te non ti preoccupare sono in buone mani ce la faccio questo è quello che mi ha detto lui io da una parte non lo volevo neanche accettare da una parte uno perché appunto mi sentivo in colpa che ero lì dall'altra parte che c'era quest'altra come dire vocina dentro di me che mi diceva beh ma allora non hai bisogno di me ma come non hai bisogno allora non sono neanche così importante questo per farti capire quante voci ci sono all'interno della nostra mente ogni giorno e che spesso noi non siamo neanche in grado di coglierle non siamo in grado di isolarle l'una dall'altra ascoltarle una rispetto all'altra c'erano tutta una serie di dinamiche dentro di me da una parte il senso di colpa dall'altra il lego e diciamo la giusie egoista che voleva rimanere lì dall'altra quella la giovanna d'arco no che voleva salvare quindi doveva partire per questa tra virgolette pseudo crociata di noi io vado ti salvo eccetera l'altra molto pragmatica che voleva rimanere presente l'altra quella un pochino forse invidiosa o gelosa del fatto che ci sono altre persone che si occupano di te allora appunto io non sono così importante quindi tutte queste persone tutte queste voci tutte queste giusi parlavano dentro di me io a un certo punto non è che ci capissi molto so solo che abbiamo appunto comunicato lui poi insomma si è messo subito in moto quindi ha cominciato insomma a capire da chi poteva andare da quale chirurgo a berlino lui si sarebbe voluto far operare nel frattempo la sua redazione che è una redazione anche che si occupa di temi di medicina gli aveva praticamente già chiesto di cominciare a fare una sorta di pseudo documentario dico pseudo perché chiaramente all'inizio insomma con con il cellulare eccetera perché non aveva la telecamera però comunque gli aveva chiesto di cominciare subito a girare del materiale perché probabilmente erano interessati ad un documentario su il fatto che si era strappato il tendine di Achille e su tutto diciamo il processo di non solo di guarigione ma di riabilitazione quindi improvvisamente lui non solo aveva delle cose da fare ma aveva addirittura anche un incarico da parte della sua redazione quindi lui è entrato subito in questa in questa in quest'onda del faccio faccio faccio faccio fare fare fare no che è una cosa che conosciamo solitamente quando appunto diceva è successo qualcosa ok come reagiamo qual è la prima cosa che devo fare quale è la seconda eccetera quindi questo è un modo a volte appunto molto pragmatico di reagire poi magari la botta tra virgolette emotiva il fatto che ti viene da piangere che ti senti disperato che dici ma perché cavolo è successa messa roba quelle magari viene dopo ci sono persone invece che regiscono in maniera diversa no che prima di tutto rimangono come dire scioccate si piangono tra virgolette addosso è ovvio che insomma una cosa di questo tipo che debba lasciare anche spazio a la frustrazione il dolore la paura il fatto di sentirsi anche così sì così vulnerabili e ci sta benissimo quindi non piangersi addosso in maniera negativa ma come dire prendersi del tempo per piangere per lasciare andare queste emozioni e dopo magari cominciano a decidere quali sono le cose da fare quindi ognuno di noi poi reagisce in maniera diversa poi questi due modi forse sono anche un pochino come dire semplificati ce ne sono sicuramente anche molti di più quindi questo è quello che è successo e il modo diciamo in cui l'abbiamo risolto noi due è stato quello di proprio comunicare dal profondo del nostro cuore e senza come dire nasconderci né dietro a sensi di colpa né a falsi egoismi né a falsi altruismi ma semplicemente rimanere sul pezzo dire va bene di che cosa hai bisogno adesso qual è la decisione giusta per te e qual è la decisione giusta per me in questo momento e devo dire che non è stato semplice una sorta di reality check in cui mi sono detta wow cavoli ma che cosa è successo e chiaramente la sfida di continuare comunque a mantenere uno spazio anche per me continuando però a rimanere vicino a lui quindi facendogli sentire la mia la mia vicinanza facendogli sentire che io comunque anche se a tanti chilometri di distanza lo penso sono energeticamente con lui che lui può sempre come dire contare su di me che può parlare o comunicare con me tutte le volte in cui lui ne ha bisogno anche se sono così lontana e quindi diciamo la sfida successiva per me è stata quella di come faccio adesso come dire a rimanere qua altre due settimane senza croggolarmi nel senso di colpa senza pensare ogni minuto che dovrei essere da un'altra parte senza controllare il cellulare ogni minuto bensì avere anche fiducia nel fatto che lui sta prendendo le decisioni giuste per per per se stesso e appunto ci sono anche altre persone tra quei suoi amici o la sua famiglia che si possono prendere cura di loro e che è ok così quindi questa è stata una diciamo delle sfide più più grandi se non la sfida più grande quella di accettare con resilienza questa cosa che è successa che poi tra l'altro non è successa a me io mi rendo conto che ci sono degli incidenti molto più gravi che non che non appunto questo come dicevo all'inizio visto che è questa la cosa che è successa allora magari per me adesso è più facile parlare di questo rispetto ad altre cose che possono essere successe non voglio assolutamente mettermi qui sul piedistallo e dire ma mi è successa la cosa più terribile che poteva succedere perché mi rendo conto che ci sono altro tipo di malattie o di incidenti se tu ascolti questo podcast da tempo o mi conosci da tempo sai che ho perso la mia mamma 18 anni dopo due anni di cancro quindi la diciamo la gestione di una malattia anche che dura tanto tempo è una cosa che ho conosciuto anche diciamo molto presto da adolescente quindi questo perché non voglio mettere insomma su diciamo su una scala dall'1 a 10 che cosa è peggio che cosa è meglio tra virgolette tra tutte le cose che possono succedere quindi che ha messo a dura prova anche questo la mia resilienza perché da una parte dici no ma perché è successo a lui ma perché è successo a noi ma perché adesso in questo momento è una cosa che voglio fare da dieci anni ma perché adesso quindi da una parte la rabbia dall'altra il senso di colpa dall'altra la passività dall'altra ci sono talmente tante cose che a un certo punto veramente non sapevo bene neanch'io come mettere diciamo in ordine tutti i pensieri che ho avuto so che comunque io sono tornata sono tornata insomma per stare adesso anche vicino a lui e chiaramente adesso la sfida è quella successiva cioè di accettare per tutti e due che il nostro quotidiano è diverso rispetto a quello che è stato negli ultimi anni che comunque ci sono adesso dei limiti nel nostro quotidiano che prima non c'erano e così come il fatto che io mi devo occupare di molte più cose per noi due e anche in particolare per lui che fino a poco poco tempo fa non esisteva questa cosa nella nostra vita poi siamo tutti e due persone e due persone molto attive quindi per lui accettare adesso il fatto che appunto deve rimanere molto sdraiato che deve lasciare insomma questa gamba in riposo e che chiaramente il suo fisico in questo momento gli sta dicendo guarda io posso fare solo questo cioè tipo andare dall'ortopedico è andata e ritorno e poi dopo però ti devi ristendere perché ti si rigonfia il piede anche questo è un processo che lui chiaramente sta facendo di accettazione e di resilienza e io questo percorso lo vedo da fuori e da una parte mi vedo un pochino rispecchiata perché quando mi sono rotta io il piede io mi ricordo che ero molto molto molto arrabbiata molto di più di lui e io ero molto nervosa è successo più di dieci anni fa forse quindici anni fa però ero estremamente nervosa ero estremamente arrabbiata a volte trattavo anche male le persone proprio perché avevo questa aggressione questa energia che non sapevo bene dove metterla poi insomma io mi ricordo era tra l'altro a berlino un gran freddo c'era il ghiaccio sulle strade io insomma con questo piedone cioè con questo gesso praticamente e in più con le stampelle con le stampelle che mi che mi scivolavano sul ghiaccio sul sul marciapiede insomma non è stata diciamo non è stato un bel periodo però adesso se ci ripenso se non altro quel quel percorso che ho fatto io mi fa sentire più empatica magari nei suoi confronti perché posso immaginare in alcuni momenti come si sta sentendo anche se chiaramente si tratta di un altro tipo di incidente però comunque anch'io ho fatto l'esperienza di avere questi due cavolo di stampelle e a un certo punto ti fanno male i polsi a un certo punto ti fanno male le mani a un certo punto ti fanno male le spalle perché fai degli dei movimenti che di solitamente non fai mai se metti tutto il peso da una parte allora magari comincia a farti male la schiera da una parte ti fa male l'anca insomma è una discreta rottura di scatole possiamo anche nominarla proprio così come si chiama però come dire che cos'è la resilienza è anche questo accettare le cose per quelle che sono e in qualche modo fare del nostro meglio lui sta facendo del suo meglio io sto facendo del mio meglio e quindi sto cercando appunto di accompagnarlo medici ospedali che praticamente il giorno dopo il mio rientro da 30 gradi praticamente in braghe corte arrivare a berlino col freddo il grigio e il piumino e cominciare subito a guidare per questa città dopo settimane mesi forse che non guidavo più mi sentivo no queste mi sentivo anche un pochino spaesata non sapevo bene dove ero mi sembrava di essere un pochino in un sogno anche perché oltre a appunto adesso a occuparmi di questa cosa che non mi pesa ci mancherebbe altro però comunque c'è un momento di adattamento rispetto a questa nuova situazione non solo c'è un conflitto burocratico che devo risolvere e quindi è una cosa praticamente di cui mi devo prendere cura proprio da subito che nel periodo in cui ero fuori insomma sono arrivate delle lettere che io non ho potuto vedere e quindi adesso devo prendere atto devo risolverlo più presto possibile e l'altro è che il mio rientro è durato praticamente 48 ore perché il il volo diciamo che da goa doveva arrivare passando per mumbai o bombay comunque mumbai si chiama diciamo nella versione originale la città appunto indiana da goa tramite mumbai arrivare a delhi ecco diciamo questo questo volo non è potuto atterrare a delhi per via della visibilità a delhi in questo periodo qui c'è uno smog pazzesco che è come se si fosse una sorta di nebbiolina bianca però non è nebbia non è umidità è proprio smog è un fumo è un fumo bianco che tu vedi praticamente ovunque non vedi il cielo blu ed è come se tutta l'aria attorno a te fosse appunto un pochino sì opaca cioè hai queste queste particelle praticamente di polveri sottili ovunque e quindi non riesci veramente a vedere vedere bene non ti dico come riesce a respirare nel senso che io l'ho sentito subito sinceramente nella mia gola questo non lo so forse questo residuo di polveri sottili mi è quasi subito bruciato la gola gli occhi cominciavano a bruciarmi eccetera comunque per via di questo smog non il volo non è riuscito ad atterrare quindi ho perso la coincidenza per tornare in Italia perché dovevo volare a Roma e quindi questo che cosa è significato è significato praticamente una sorta di trafila burocratica di almeno otto ore all'aeroporto di Delhi in cui io insieme ad altre centinaia di passaggeri che non erano riusciti praticamente a prendere la coincidenza ci siamo dovuti mettere in una sorta di fila selvaggia perché non era una vera fila ma era una fila un pochino all'indiana o avvero un pochino all'italiana e cioè gente che spinge a destra gente che spinge a sinistra gente che alza la voce gente che dice di essere arrivata prima gente che si infila gente che mi vien da ridere adesso perché ti puoi immaginare dopo un mese zen più o meno no in questo posto completamente come dire staccata dal mondo reale mi sento catapultata in questa in questa sorta veramente di pseudo che ne so inferno burocratico in cui devo mettermi in fila non solo per capire dove è finita la mia valigia che non è assolutamente arrivata a Delhi punto numero uno punto numero due come posso continuare il volo il giorno dopo perché ormai è chiaro che non riesco più a partire quel giorno ma devo partire il giorno successivo su quale volo mi possono mettere per tornare in Europa come faccio a tornare a Berlino visto che il mio volo era per Roma ma io il giorno dopo avevo un biglietto per Berlino quindi mi saltava l'aereo per Berlino come faccio ad arrivare a Berlino che volo devo prenotare per tornare a casa e l'altra cosa dove dormo stanotte e quindi ci sono stati praticamente questi elementi che ho dovuto cercare di risolvere insieme a centinaia di altre persone in un ambiente che e questo non ha assolutamente nessun giudizio e mi si è rivelato in quel momento estremamente caotico poco organizzato chiaramente una grossa crisi questa però non c'era veramente un management dedicato a chiarire e far sì che tutto andasse diciamo nella maniera maniera migliore sono stati tutti molto molto gentili ai collaboratori e i lavoratori di Air India però mi è costato praticamente moltissimo tempo e anche molti molti nervi perché ogni cinque minuti cambiava praticamente la dichiarazione cioè mi si diceva sì il mio bagaglio è arrivato no il mio bagaglio non è arrivato il suo bagaglio è a Mumbai no il suo bagaglio è nel volo per arrivare adesso a Delhi ogni cinque minuti mi si cambiava la versione delle cose non sapevo più che cosa dovevo credere a un certo punto sto bagaglio per me non è diventato cioè ha smesso di diventare importante anche se avevo dentro i regalini ma mi son detta sapete che cosa tenetevi il bagaglio io l'unica cosa che adesso mi interessa è tornarmene a casa e quindi mettetemi sul primo volo per Berlino cosa che non volevano fare mi volevano mandare a Roma io mi sono detta no ma che cosa ci vado a fare a Roma se devo tornare a casa e quindi alla fine insomma mi hanno messo su questo volo per Francoforte Francoforte Roma il volo Francoforte Roma non l'ho non l'ho preso anche se mi hanno messo il che mi hanno fatto il check in non ho preso quel volo ma ne ho preso un altro insomma per Francoforte Berlino e la valigia è arrivata cinque giorni dopo dove però dentro c'era tutto non è successo assolutamente nulla è probabilmente stata sbattuta destra sinistra per tutti questi voli quindi era un pochino acciaccata però fondamentalmente non è successo assolutamente nulla e tra l'altro insomma il postino chiamiamolo così insomma la persona che mi ha portato la valigia quando gli ho detto ma che bello è arrivata la mia valigia ormai non ci speravo più lui mi ha detto ma che cosa vuoi che sia cinque giorni gli altri giorni ho portato a una ragazza che l'aspettava da quattro mesi va bene ok anche questo è possibile quindi per riassumere questo podcast la resilienza quando le cose vanno storte cioè quando le cose vanno non vanno come vuoi tu come è possibile diciamo superare tutti questi elementi tutti questi avvenimenti il primo è quello di cominciare fondamentalmente a osservare le proprie emozioni e cercare di capire che cosa mi sta dicendo questa voce non vergognarsi dei sensi di colpa o non vergognarsi dei moti di egoismo eccetera ma semplicemente guardarli con attenzione e curiosità e cercare di capire che cosa ci vogliono dire e non far e né fare a finta che non esistano né dagli troppo spazio quindi semplicemente osservare te stessa cercare di capire quali sono tutte le voci che sono dentro di me che cosa mi stanno dicendo nel momento in cui hai questa consapevolezza esprimere tutte queste cose in maniera adulta quindi appunto da un posto in cui ad esempio ti senti molto presente sei sicura di te stessa hai autostima cioè tu stimi te stessa non non ti giudichi per quella che sei o quello che pensi ma sai che hai un valore anche con i tuoi momenti di debolezza o con i tuoi momenti di egoismo o con i tuoi sensi di colpa e da quel luogo cominciare a comunicare con le altre persone in maniera proprio più aperta col cuore più aperto possibile per cercare di evitare conflitti ma veramente di cercare delle soluzioni e dei punti d'incontro quindi questo secondo me è il primo elemento del della resilienza poi chiaramente cominciare ad agire nel modo migliore possibile e quindi anche guardando quali sono le risorse sia emotive che fisiche tue che delle altre persone rimanere sinceri rimane rimanere sincere rimanere presenti e soprattutto anche ogni tanto chiedersi ma è ancora questo quello che sto pensando è ancora attuale questo questo moto questo desiderio che ho oppure è cambiato qualcosa adesso che sono passati un paio di giorni come la vedo questa cosa come sto reagendo e poi comunque e questo credo che sia fondamentale in tutti i rapporti quanto sono disposta io a dare di me stessa e quanto sono disposti gli altri a dare di se stessi e prendersi gli spazi senza sentirsi egoiste se tu hai preso una decisione che per te era importante senza metterla in discussione bensì pensi bensì renderti conto che questa era la tua e quindi è giusto anche che in qualche modo tu la difenda sia nei confronti di te stessa che nei confronti delle altre persone per quanto poi riguarda chiaramente cose che non puoi cambiare sì è un lavoro a volte quotidiano però nel momento in cui arriva il pensiero o arriva la tendenza di dire ma perché è capitato a me ma perché è capitato a lui ma perché è capitato a noi questo purtroppo è una domanda alla quale molto raramente riusciamo a rispondere e quindi semplicemente rimanere orientate sulla soluzione sul cui è ed ora e non cominciare magari a scavare in cose vecchie o passate o addirittura a fare delle accuse perché io mi ricordo che all'inizio marcos non mi voleva raccontare come come si era fatto male forse perché da una parte uno si vergognava e dall'altra perché magari aveva forse un pochino il timore della mia reazione cioè che magari gli avrei detto ma come ti è venuto in mente oppure ma ti sembra il caso oppure anche in quei momenti come dire rimanere presenti a se stesse dire in questo momento dare diciamo la colpa a quest'altra persona che comunque come dire alla quale è successa una cosa che chiaramente non voleva non porta assolutamente a nulla e quindi in che modo posso invece io adesso fare del mio meglio per come dire rimanere vicino a questa persona senza vittimizzare me stessa e senza vittimizzare lei quanto riguarda cose tipo la valigia che finiva fatto ritardo nel biglietto che sia un aereo che sia un treno insomma che sia anche sul raccordo anulare insomma non lo so tu dove vivi e che tipo magari di ritardi o imprevisti più o meno simili a questo puoi vivere anche di cercare come dire di fare del tuo meglio del nostro meglio e invece di arrabbiarci e come dire vivere per otto ore come avrei potuto fare io immersa nell'ansia nella rabbia e nella frustrazione ho semplicemente cercato di fare la fila il più possibile ordinata che potevo senza mai alzare la voce ma rimanendo paziente sia con le persone che mi spingevano dietro sia con le persone che stavano cercando di darmi una mano i collaboratori di india che stavano cercando di fare il loro meglio per come dire far sì che questa crisi finisse e poi fondamentalmente si accettare le cose per quelle che sono e magari vedere anche con un pochino di spirito d'avventura perché in realtà poi alla fine di tutte ste cose io è la cosa che sto raccontando un sacco se non altro le persone miei amici che sto vedendo l'esperienza dello yoga è un'esperienza talmente come dire intensa che è difficile riuscire come dire a raccontarla magari una specie di small talk in una sera in una cena con delle persone e invece queste cose qua che sono quelle tipo ah sì no ho perso l'aereo sì sono andata a dormire lì ah lo smoke di delhi ah la valigia che è arrivata dopo queste adesso stanno diventando sono diventati degli aneddoti quasi addirittura simpatici sui quali volendo insomma ci rido pure questo per quanto riguarda la resilienza come reagire alle cose che vanno storte io ti ringrazio moltissimo per avermi ascoltata fino a qui mi piacerebbe sapere chiaramente il tuo parere la tua opinione che cosa ha imparato da questo podcast che cosa ti ha aiutata quali elementi ci sono stati che per te sono stati tra virgolette illuminanti o che ti hanno fatto riflettere su qualcosa che magari tu conosci di te stessa e quindi mi piacerebbe moltissimo sapere la tua opinione lo puoi fare nella community di happy daily podcast che si chiama appunto happy daily podcast su facebook oppure andando sul mio canale instagram che si chiama giusy valentini coach se non sei ancora iscritta a il videocorso gratuito sull'autostima lo trovi su giusy valentini.
Com se invece stai cercando un corso per lavorare alla tua autostima per coltivare la tua autostima per finalmente affrontare degli elementi che in qualche modo ti trattengono ti tengono lontana da una vita con più autostima quindi con più autodeterminazione con degli strumenti diversi per risolvere i conflitti per volere di più dalla tua vita per ottenere di più dalla tua vita dalle tue relazioni sia diciamo quelle private che quelle professionali ti consiglio di andare sul mio sito e di cercare trova la tua autostima che è il mio nuovo corso online che appunto si chiama trova la tua autostima e lo trovi sempre su giusy valentini.
Com se mi vuoi lasciare 5 stelline mi faresti molto contenta sia diciamo su itunes che sul mio sito e avere appunto una recensione poi fare fa sì che questo podcast possa salire nelle classifiche e magari raggiungere ancora più persone più donne lì fuori che magari potrebbero giovare da sentire da ascoltare questo podcast quindi io ti ringrazio moltissimo ricorda be happy daily coltiva la tua felicità ogni giorno ciao ciao e alla prossima
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4.5 (21)
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