
Osservazione equanime della mente: meditazione guidata
In questa meditazione guidata ci esercitiamo a osservare in modo equanime la mente. Già l'osservare la mente non è qualcosa di scontato, ma è possibile, come vedremo. Ciò che cambia tutto è però imparare a farlo con equaniità, senza discriminare tra ciò ciò ci piace e ciò che non ci piace. Questo ci addestra anche a non giudicare di continuo noi stessi e gli altri.
Trascritto
L'osservazione equanima della mente è la base proprio della meditazione,
Anzi forse è il regalo più grande che ci fa la meditazione,
Perché a destra ci insegna innanzitutto a fare una cosa che se non si è mai meditato neanche viene in mente che sia possibile,
Ci insegna a osservare la mente,
Questo già può sembrare per qualcuno un paradosso,
Come può la mente osservare se stessa,
Come possiamo uscire da noi stessi,
Poi si vede con la meditazione che è possibile perché ci si disidentifica gradualmente dalla mente e si capisce che la mente è un fenomeno come tutti gli altri che si crea nel momento al determinarsi di condizioni specifiche e quindi piano piano cominciando dal respiro si capisce che è possibile osservare la mente.
In più la meditazione ci insegna a osservarla in modo equanima che è forse la cosa di passaggio più difficile perché noi siamo abituati di solito a identificarci con i nostri stati mentali e a giudicarci per quello che siamo e quello che facciamo,
Per esempio ci erbiamo o qualcuno che conosciamo fa qualcosa di interessante e proviamo invidia per quella persona e quindi ci identifichiamo con questo stato d'animo e ci sentiamo in colpa perché queste cose non dovremmo provarle e questo stesso giudizio che noi applichiamo noi stessi che è un giudizio continuo e tremendo per la maggior parte di noi,
Poi magari condivideremo su questo se è così,
Questo giudizio poi ovviamente lo applichiamo agli altri e giudichiamo,
Discriminiamo e questo qua è un ostacolo enorme alla nostra gioia di vivere proprio,
Però la pratica ci aiuta a lavorare su questo piano piano e adottare un atteggiamento più equanime proprio osservando la mente.
Quindi quello che vi proporrò oggi sarà in particolare una meditazione sulla consapevolezza e diciamo basata su uno schema di Sharon Salzberg che è una insegnante di Vipassana americana a cui io spesso mi ispiro perché la trovo molto interessante e poi leggeremo un brano proprio di una figura di riferimento agli antipodi rispetto a Salzberg che è Osho,
Un maestro di meditazione un po' controverso ma che ha scritto anche delle cose interessanti come vedremo.
Quindi vi invito a assumere una posizione che sia confortevole almeno ai inizi,
Poi potrebbe non diventarlo più a forza di stare seduti ma questa è la pratica e posizione che ci permetta anche di mantenere un atteggiamento di attenta osservazione e questo qua essendo mente e corpo inseparabili è molto legato proprio al tipo di posizione che assumiamo e si ottiene più facilmente se noi stiamo con la schiena dritta ma non troppo rigida e le spalle aperte e i muscoli del viso rilassati,
Proprio per dire le cose più importanti.
Mentre adottiamo questa seduta,
Questa posizione vi invito a fare altre due cose,
Uno a osservare i punti di contatto del corpo con il terreno che sono tipicamente i glutei,
Le gambe,
I piedi e osservare anche l'atteggiamento mentale col quale ci mettiamo a praticare,
La motivazione che ci sta spingendo.
Dopo averla fatta un po' lunga penso che ci sentiamo tutti pronti per iniziare la pratica vera e propria,
La pratica guidata,
Quindi l'esercizio cominciando dall'ascolto di tre suoni di campana.
Ecco,
Siamo seduti così tranquillamente senza nessuna particolare aspettativa e adesso l'unica cosa che ci proponiamo veramente,
L'unico risultato tra virgolette di osservare il respiro,
Esattamente com'è in questo momento.
Lo osserviamo nel punto che ci riesce più facile,
Può essere l'aria che passa attraverso le narici,
Oppure l'addome,
Il movimento della pancia o il torace,
O anche il corpo in generale per qualcuno,
E seguiamo il respiro,
Semplicemente.
Seguirlo significa che non cerchiamo di cambiarlo ma di andiamo dietro,
Cioè quello che succede spontaneamente con il respiro noi semplicemente lo osserviamo.
Per tutta la durata e lo svolgimento di questo movimento onduratore che respira,
Dall'inizio dell'ispirazione fino a sua fine,
Alla pausa,
Poi tutta l'espirazione e la pausa di nuovo.
Adesso ci mettiamo ad osservare tutto ciò che d'importante si manifesta a livello cosciente,
Per esempio i suoni,
Un'altra cosa che non possiamo decidere noi,
Ma semplicemente osservare quando si manifestano,
Per esempio immagini che si creano nella mente e sensazioni corporee,
Che forse è la parte più consistente di quello che possiamo osservare,
Sia a livello della pelle,
Come il prurito,
Sia in modo più profondo a livello muscolare,
Degli organi interni e anche odori,
Sapori.
Proviamo ad osservare tutto ciò che accade con immediatezza,
Senza interpretazioni e senza giudizi.
Questo è proprio il cuore dell'esercizio,
È qualcosa che normalmente non facciamo a livello cosciente,
Sono pure sensazioni.
Ad esempio può capitare di provare dolore fisico,
Piccolo dolore,
Grande dolore,
Dolore a posizione,
Dolore dovuto a una patologia,
Mal di testa,
Qualunque sia.
L'indicazione è in questo caso di diventare consapevole delle sensazioni che proviamo,
Che può essere calore,
Tensione,
Pressione,
Senso d'oppressione,
Senza lasciarci trasportare dai pensieri come è un bene,
È un male,
Ho fatto male perché ho fatto qualcosa di sbagliato.
Osservare senza attribuire significato,
Senza attribuire giudizio.
Nel momento in cui si manifesta un fastidio non è facile rimanere neutrali,
Perché siamo abituati storicamente,
Sia nella nostra storia personale,
Sia nella nostra storia umana,
A trattare il fastidio e il dolore come nemici,
Come inconvenienti da evitare,
Da scacciare,
O per i quali attribuire responsabilità.
Invece osserviamo la pura sensazione fisica.
Anche nei confronti del prurito se si manifesta,
Nei confronti anche della schiena dolente,
Le spalle dolenti.
E prendiamo coscienza anche di un'altra cosa,
Di quanto le sensazioni possono cambiare.
Se proviamo un fastidio,
Se proviamo un dolore,
Possiamo non sapere intellettualmente,
Ma vedere direttamente come questo fastidio e questo dolore in realtà cambiano.
Non sono né immutabili né permanenti.
Un'altra cosa che vi invito a osservare è il fatto che non sempre siamo capaci di controllare le sensazioni che proviamo.
Anzi,
La maggior parte delle volte non lo siamo.
Se proviamo dolore,
Normalmente non è perché è a seguito del nostro desiderio.
E questa qua è la base per non sentirci responsabili del disagio che proviamo.
Potremmo stare in contatto con questa dimensione del fastidio,
Del disagio,
Del dolore,
Anche se può essere piccolo,
Come di un fatto oggettivo che abbiamo semplicemente incontrato.
Possiamo osservare direttamente come di fatto la sofferenza non ci appartenga.
Non è qualcosa di nostro,
Anche se poi nel linguaggio che usiamo diciamo mi fa male questa cosa,
Il mio dolore,
Ho il mal di testa,
Eccetera.
Ma questa sofferenza è solo il risultato dell'incontro di determinate condizioni che crea la sensazione.
E il tempo con questa consapevolezza della sensazione che proviamo come qualcosa che è originato da una serie di cause indipendenti da noi.
Naturalmente in questo processo che stiamo seguendo,
Capita che salgano dei pensieri che non c'entrano a niente con questo lavoro,
Oppure sono decollegati,
Estranei.
Se ci accorgiamo che c'è un pensiero,
Semplicemente lo etichettiamo come pensiero,
Senza preoccuparci e soprattutto senza occuparci del suo contenuto,
E lo lasciamo andare.
Anche in questo caso senza affatto sentirci in colpa.
Man mano che si avvicina il Natale,
Vogliamo essere più buoni con noi stessi.
Continuiamo a sentire,
A lavorare su queste sensazioni che sentiamo,
A vederne il carattere sia oggettivo,
Indipendente dalla nostra volontà,
Sia impermanente.
Consideriamo ciò che sentiamo nel profondo di noi stessi.
In questo modo ci rendiamo conto che ogni fenomeno può scomparire da solo.
Procedendo con questa pratica,
La mente dovrebbe essere più calma,
Meno propensa a spostarsi nel passato e nel futuro,
E più a soffermarsi sul momento presente.
Tendenzialmente,
Ma non è che dobbiamo essere performanti e volere che sia così in assoluto.
Stiamo ancora continuando a lottare con qualche distrazione,
Con sviamenti del pensiero,
Ma anche grazie alla voce che guida possiamo rendercene conto e gentilmente senza giudizio tornare sempre all'osservazione dei fenomeni.
Ci stiamo esercitando a osservare qualsiasi cosa si manifesti a livello cosciente.
C'è la nostra coscienza,
Non ci soffermiamo su quanto sia,
E in questo campo della coscienza entrano dei fenomeni,
Possono essere suoni,
Possono essere sensazioni fisiche,
Sensazioni del corpo,
Fastidi,
Piaceri,
Senza che noi lo desideriamo entrano nel nostro campo della coscienza.
C'è la nostra capacità di osservarli,
Questi fenomeni,
E li osserviamo in modo equanimo per quelli che sono.
Di ogni tipo di fenomeno possiamo osservare il carattere oggettivo e impermanente.
Più riusciamo a stare fermi e immobili nella posizione,
Più questo lavoro è facile.
Perché se noi ci aggiustiamo la posizione,
Ci spostiamo,
Non osserviamo i fenomeni,
Li scegliamo,
Eliminiamo quelli sgradevoli,
Accogliamo con equanimità tutti i fenomeni piacevoli,
Spiacevoli e neutri.
Rimaniamo ancora per un paio di minuti con questo atteggiamento di pura osservazione equanime di ciò che accade e formuliamo il proposito di portare questo stesso atteggiamento di pura osservazione equanime in ogni momento della nostra giornata per i giorni che verranno.
Incontra il tuo insegnante
More from Paolo Subioli
Meditazioni correlate
Insegnanti Correlati
Trusted by 35 million people. It's free.

Get the app
