
Perché siamo nati buddhadasa bikku parte prima
Buddhadāsa divenne un bhikkhu (monaco buddhista) nel 1926 e gli fu assegnato il nome Ven. Indapañño, che significa: "dotato di saggezza" o "dotato di intelligenza". La sua intenzione era quella di tornare alla vita laica dopo poco tempo, andò quindi a Bangkok per studiare, dove restò circa 10 anni. Disgustato dalla corruzione e dal lassismo che regnavano all'interno dei templi, favoriti dall'oppressione del governo, ritornò al paese natale e si rifugiò in un tempio abbandonato.
Trascritto
Perché siamo nati,
Di Buddha Dasa Bhikkhu,
Parte prima.
Prima di tutto chiediamoci se si tratta di una domanda significativa per l'uomo.
Penso che possiamo ritenere che si tratta di una domanda alla quale siamo tutti interessati.
Un bel rompicapo.
Alcuni potrebbero sollevare un'obiezione.
Il Buddha insegnò la non-esistenza dell'essere,
Dell'individuo,
Del se,
Del tuo e dell'io.
Insegnò che non c'è alcun se che nasce.
Perciò il problema perché siamo nati non si pone.
Quest'obiezione è valida solo al più alto livello mentale,
Per chi conosce già la libertà.
Ma per l'uomo comune che non conosce ancora la libertà non si tratta di un'obiezione valida,
Rilevante.
Chi non conosce il Dhamma a fondo è costretto a percepirsi come coinvolto nel processo della nascita ed ha moltissimi problemi e moltissime domande.
Non ha idea della ragione per cui è nato.
Solo un Arahant,
Una persona che ha percorso fino in fondo il sentiero del Buddha-Dhamma potrà davvero comprendere che non c'è nascita,
Che non c'è alcun essere,
Persona o se a nascere.
Per un Arahant la domanda perché sono nato non si pone.
Per chi invece non ha ancora raggiunto la condizione di Arahant,
Benché possa trovarsi a un livello inferiore dell'illuminazione e della visione profonda,
Ad esempio chi è entrato nella corrente,
In cui l'idea del sé è ancora in un qualche modo presente,
La domanda perché sono nato si pone indubbiamente ancora.
Per questa ragione ci stiamo ponendo la domanda perché sono nato.
E stiamo ritenendo che sia rilevante per chi non si trovi ancora nella condizione di Arahant.
Diamo un'occhiata alle varie idee che spontaneamente sorgono nella mente della gente per rispondere a questa domanda.
Se chiediamo a un bambino la ragione per cui è nato,
Dirà semplicemente che è nato per giocare e per divertirsi.
Un adolescente o una adolescente risponderanno che sono nati per avere un bel aspetto,
Per avere degli incontri e per amoreggiare.
Un adulto,
Un genitore,
Un capo famiglia dirà che probabilmente è nato per guadagnarsi da vivere,
Per risparmiare denaro per la sua pensione e per i suoi figli.
Sono queste le risposte che necessariamente otterremo.
Una persona diventa anziana e debole,
Più che probabilmente avrà la stolta idea che è nato per morire e per rinascere,
Sempre in continuazione.
Sono molto pochi coloro i quali penseranno che dopo essere nati moriranno e basta e che sarà la fine di tutto.
Fin dall'infanzia siamo stati abituati ed addestrati all'idea di un altro mondo,
Di un'altra nascita che verrà dopo la morte,
Con il risultato che ciò ci è entrato in profondità nella mente.
In ogni cultura che ha le sue origini in India,
La maggioranza delle persone buddhisti,
Hinduisti ed altre ancora,
Aderiscono a questa dottrina della rinascita dopo la morte.
Per questo motivo la gente troppo anziana per essere in grado di pensare al proprio futuro è costretta a rispondere che è nata per morire e per rinascere.
Queste sono in genere le risposte che otteniamo.
Se entriamo di più nei dettagli,
Troveremo alcuni che diranno di essere nati per mangiare perché hanno un debole per il cibo.
Altri,
Che sono permanentemente schiavi dell'alcol e la ritengono in assoluto la cosa migliore,
Diranno di essere nati per bere.
Altri ancora affermeranno di essere nati per giocare d'azzardo e si farebbero spellare vivi piuttosto che rinunciare a questo vizio.
Ci sono ulteriori genere di cose,
Alcune delle quali oltremodo volgari,
Nelle quali la gente resta coinvolta a tal punto da ritenere che si tratti di quanto di meglio c'è.
Qualcuno,
Di solito coloro che sono detti per bene,
Attribuiscono molto valore al prestigio e sono molto occupati a farsi un nome.
Queste persone sono nate per avere fama e rinomanza.
Così c'è gente che dice di essere nata per mangiare,
Altra per la sensorialità,
Ed altra ancora per avere fama e rinomanza.
La prima di queste cose il cibo è una necessità,
Ma la gente esagera a tal punto da infatuarsi dei sapori e diviene dipendente dal mangiare.
Attualmente va in genere crescendo l'interesse per il cibo.
Tenendo conto del numero delle pubblicità presenti nelle riviste che fanno pubblicità all'arte del mangiare,
Si deduce che non sono pochi coloro che sono ossessionati dal mangiare e che venerano il cibo.
Questi nati per mangiare formano il primo gruppo.
Il secondo gruppo comprende i nati per la sensorialità,
Per qualsiasi genere di piacere e di godimento ottenibile per mezzo dell'occhio,
Dell'orecchio,
Del naso,
Della lingua e del corpo.
La maggior parte delle persone,
Dopo aver gratificato se stessa con il cibo,
Va alla ricerca di altri piaceri sensoriali.
La loro sottomissione al dominio della sensorialità può giungere a tal punto da poterli opportunamente ritenere schiavi di essa.
Alla fine,
Ogni genere di infatuazioni che abbiamo menzionato fino ad ora può essere inclusa nella sensorialità.
Perfino le idee della mente e il sesto dei sensi possono essere una fonte di piacere che equivale ad un'infatuazione.
Si può dire che queste persone vivono per la sensorialità,
Per vedere,
Udire,
Odorare,
Gustare,
Toccare e sperimentare cose mentali che rappresentano i loro oggetti di desiderio.
Costoro rappresentano il secondo gruppo.
Il terzo gruppo comprende che è nato per avere fama e rinomanza,
Sono stati condizionati per venerare il prestigio al punto che per esso sacrificherebbero anche la vita.
Fama e rinomanza,
Sia che i mezzi impiegati per ottenerla rechino beneficio agli altri,
Sia che il vantaggio riguardi solo se stessi,
Sono ritenute cose degne ed in termini di valori mondani non si tratta di cose da condannare.
In termini di valori assoluti,
Però,
Arrivare al punto di essere schiavi di fama e rinomanza è una tragedia,
Non pone in alcun modo fine alla condizione di insoddisfazione ducca.
Così il cibo,
La sensorialità e il prestigio conducono tutti quanti a vari generi di ossessioni.
Tra i più poveri,
Più di qualsiasi altra cosa,
Si sente parlare della necessità di guadagnarsi da vivere per procurarsi quel che è necessario.
Per il povero nulla è importante o necessario come guadagnarsi da vivere,
Questa è la sua principale preoccupazione e si può dire che egli è nato per guadagnarsi da vivere.
Sta per tutto il tempo a coltivare i suoi campi oppure a seguire i suoi affari o quale che sia la sua occupazione,
Fino al punto che ciò diventa la sua unica e sola preoccupazione e non ne ha mai abbastanza.
In altri termini,
Egli sente davvero di essere nato per guadagnarsi da vivere e per lui non c'è nulla di più importante di questo.
Questo si spiega con il fatto che non è mai stato con persone spiritualmente più evolute,
Da loro non ha mai ascoltato il Dhamma,
È quasi certo che è stato solo in compagnia dei suoi conoscenti mondani ed ha sentito parlare solo di questioni mondane.
Il Dhamma si tratta di una cosa sulla quale vale la pena riflettere.
Una persona di questo genere considera il suo modo di vivere profondamente giusto,
Retto e utile.
In realtà è giusto solo per metà,
Forse anche meno.
La grandezza dell'ossessione per le cose materiali che alberga in un uomo di questo genere mostra che egli vive per ottenere ben di più di quel che può mangiare.
Ognuno di noi deve occuparsi di se stesso ed esaminarsi e giungere a comprendere con chiarezza se la ragione per cui siamo nati consiste nel guadagnarsi da vivere e rimanere in vita.
Quando siamo riusciti a capire qual è il fine ultimo per il quale ci troviamo in questa vita,
Comprendiamo che questa faccenda del guadagnarsi da vivere è un qualcosa di assolutamente incidentale e di sussidio per un altro scopo più grande ed importante che è la vera ragione per la quale siamo nati.
Ci guadagniamo da vivere solo al fine di mantenerci in vita e di continuare ad accumulare in modo interminabile sempre più ricchezze e proprietà?
Oppure lo facciamo per raggiungere uno scopo più alto?
Per la maggior parte della gente questo interminabile accumulo di ricchezze e proprietà sembra essere finalizzato a guadagnarsi da vivere.
Poche sono le persone che si limitano a guadagnare quel tanto che basta a soddisfare le loro necessità basilari per nutrire se stessi e la loro famiglia,
Per provvedere al necessario per una vita felice e libera dalla miseria.
Per la maggior parte della gente non c'è ricchezza,
Non ci sono proprietà che possano bastare.
La maggioranza non sa quando fermarsi ed hanno talmente tanto da non sapere che farseli.
Nel mondo questo genere di persone abbonda.
In termini religiosi questo tipo di comportamento è considerato esplicitamente o implicitamente peccaminoso.
Nel cristianesimo l'accumulo di una quantità di ricchezze maggiore del necessario è esplicitamente indicato come un peccato.
Altre religioni dicono cose molto simili.
Chi continua ad accumulare e ammazzare senza sosta ricchezze e proprietà si infatua di esse e ne è ossessionato.
E' considerato un illuso e un peccatore.
Non pecca tanto quanto chi uccide,
Ma è comunque un peccatore.
È così che dovremmo considerare questa cosa.
Non dovremmo vivere solo per accumulare incessantemente ricchezze e proprietà,
Dovremmo considerarle solo un mezzo per un fine.
Dovremmo acquisire ricchezze solo per soddisfare i nostri bisogni basilari e per finire di poter andare in cerca di qualche altra cosa,
Un qualcosa di meglio della ricchezza.
È proprio di questo che ci occuperemo in seguito.
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