
La Via sopra il respiro
Ogni tradizione meditativa considera l’osservazione consapevole del respiro una base fondamentale per la pratica. È con l’ingenuità della mente del principiante che sono partito in cerca di pensieri e riflessioni per trasferirli in questo audio che puoi ascoltare, come a mia volta ho ascoltato, letto, meditato.
Trascritto
Ciao,
Sono Matteo e come te,
Sono sul sentiero,
Così come gli alpinisti lasciano un segno che arriva prima o dopo,
Ti lascio queste riflessioni,
Sorte,
Durante la pratica della meditazione.
Egli va nella foresta,
Ai piedi di un albero,
O in una stanza vuota,
Si siede,
A gambe incrociate nella posizione del loto,
Tiene il corpo eretto e stabilisce la consapevolezza di fronte a sé,
Egli inspira,
Consapevole di ispirare,
Egli espira,
Consapevole di espirare.
Questo,
Che ho appena letto,
È il primo esercizio che troviamo nel testo,
I quattro pilastri della consapevolezza,
Di Thich Nhat Hanh.
Un libro semplice e pratico,
Che consiglio a chiunque voglia avvicinarsi alla pratica della meditazione.
Dunque,
Il primo esercizio che incontriamo è proprio l'attenzione al respiro.
Porre l'attenzione al respiro aiuta a stabilire una distanza tra noi e i pensieri,
La distanza ci consente di osservare con consapevolezza,
La distanza implica una separazione,
La generazione di uno spazio vuoto.
Prestare attenzione al respiro è uno di quei processi fisici che si osservano e vi passano,
Ispirare ed espirare consapevolmente,
Il ventre che si dilata nell'ispirazione si contrae con l'espirazione,
L'aria che attraversa le narici,
Si osserva il movimento del corpo tralasciando tutto il resto,
Il resto è fatto di pensieri e questi come è normale che sia cominciano ad affacciarsi durante l'osservazione consapevole.
La pratica insegna proprio ad osservare i pensieri,
Ad accoglierli,
A lasciarli andare per tornare a osservare il respiro,
I pensieri sorgono e non vanno bloccati,
Siamo esseri sociali e come tali costituiamo dei legami con il mondo,
Legami che possono essere contaminati da avversioni,
Attaccamenti,
Illusioni,
Ignoranza che in sanscrito si chiamano klesha e sono le afflizioni.
Durante la meditazione i klesha possono distrarci dall'osservazione consapevole,
Dal momento che sorge un qualsiasi pensiero se ci limitiamo a osservarlo ci troviamo ancora ben saldi all'interno del flusso meditativo ma se cominciamo a pensare il pensiero andiamo ad alimentare una distonia mentale che ci distrae.
Quando si verifica che un pensiero è in grado di distoglierci dal mantenimento del focus attentivo verso il respiro significa che una parte del nostro inconscio si identifica proprio con quel pensiero.
La meditazione intesa come quell'educazione superiore che rafforza la nostra concentrazione mentale è proprio in questo momento che rivela la sua efficacia.
Come se fossimo a cavallo nel momento in cui ci accorgiamo di essere stati catturati da un pensiero scopriamo di aver allentato le briglie e il nostro cavallo si è messo a brucare senza che ce ne accorgessimo.
È proprio nell'accorgerci che ci rendiamo conto e operiamo nuovamente un distacco proiettando il pensiero senza identificarsi con esso,
Meditando sul respiro operiamo lo spostamento della vita vivente verso un luogo della rappresentazione per vedere e accogliere quindi lasciare andare i pensieri che sorgono.
Respirare è assolutamente un atto naturale,
Scevro da attaccamenti o avversioni,
Un oggetto attenzionale puro così lentamente i pensieri saranno sempre meno nostri e sempre più solo pensieri.
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