
Impermanenza e Relazioni Affettive
Un discorso sull'Impermanenza nelle relazioni affettive, al quale segue una meditazione guidata. Riflettiamo su come ogni nostro legame si trasforma col trasformarsi delle condizioni che lo determinano. Una consapevolezza profonda della natura impermanente della realtà ci può aprire alla bellezza e alla meraviglia del cambiamento. Vediamo che ogni istante della relazione è nuovo e diverso, senza attaccarci a un singolo momento del flusso continuo. Un viaggio verso l'accettazione del cambiamento e la riscoperta della natura del flusso, che è l'Amore.
Trascritto
Ecco,
Oggi riprendiamo il nostro approfondimento dell'impermanenza,
Nel senso della natura impermanente di tutta la nostra realtà,
Vedendo come,
Cominciando a vedere come la natura impermanente della realtà si manifesta nelle nostre relazioni e come questo può spesso portarci a sofferenza.
Io,
Come sapete,
Come mi è stato anche chiesto,
Mi ricollego agli insegnamenti antichi,
Che sono molto profondi,
Soprattutto su questo tema,
Ma spero che in modo qualche spunto di riflessione,
Qualche piccolo flash arrivi da queste parole.
E anzitutto quando parliamo di relazioni,
Ognuno di noi tende a pensare alle relazioni che ha con i propri cari,
Cioè i genitori,
I figli,
I compagni,
Le compagne,
I fratelli,
Le sorelle,
Gli amici,
Le persone a noi più vicine,
Quelle con le quali condividiamo la nostra vita di tutti i giorni.
Ci sono tanti altri tipi di relazioni,
Perché in quanto esseri umani siamo totalmente relazionali,
Siamo relazioni,
E questo è un altro argomento che vale la pena approfondire,
Ma sostanzialmente quando pensiamo alle nostre relazioni pensiamo a quelle.
Perché pensiamo proprio a quelle?
Perché ognuno di noi sa che proprio queste relazioni sono spesso fonte di sofferenza sotto varie forme.
Delusione,
Irritazione,
Impazienza,
Senso di abbandono,
Sensazione di non sentirsi abbastanza amati,
Di non essere capiti o di non capire,
O desiderio di avere di più,
Inquietudine,
Lutto,
Diversi tipi di lutto,
Difficoltà di comunicazione.
Quindi è proprio in queste relazioni affettive che sorgono le difficoltà.
E infatti questo è proprio il nostro ambito di ricerca,
È questo l'ambito,
Il terreno della ricerca,
Non è la foresta,
È questo.
Ed è su questo che possiamo capire e avere anche dei brevi momenti di risveglio.
Come ci può aiutare la consapevolezza della natura impermanente e della realtà su questo terreno,
Quello delle relazioni affettive.
Ecco,
Forse ci possono essere due modi che in realtà non sono alternativi,
Si integrano tra di loro,
Si sostengono.
A un primo livello,
Un primo modo consiste nel riportare alla mente,
Nel contesto,
Quello che tutti sappiamo ma che diamo per scontato.
Cioè che tutte le nostre relazioni finiranno,
Avranno un termine.
E in questo ci possono essere d'aiuto le tradizionali quattro contemplazioni,
Quelle si chiamano quattro contemplazioni o quattro ricordi,
Ma riportate sulla specifica persona con la quale in questo momento siamo in relazione,
Anche in questo momento della giornata,
In relazione dal vivo o anche col pensiero.
Quali sono queste quattro contemplazioni o questi quattro ricordi?
Il primo è che esiste l'invecchiamento e quella persona non ne è esente.
Tutti gli esseri viventi,
Inclusa quella persona,
Quella persona cara,
Invecchiano.
Quindi quella persona non potrà sfuggire al passare del tempo,
Non può già ora e ai cambiamenti fisici che questo passare comporta.
Il secondo ricordo è che esiste la malattia e quella persona non è esente.
Tutti prima o poi sperimentiamo la malattia e nessuno,
Nemmeno quella persona che c'è così cara,
È esente dal dolore fisico o mentale.
Il terzo ricordo è che esiste la morte e quella persona non è esente.
Prima o poi arriverà anche per lei.
Il quarto è che tutto ciò che ci è caro sarà separato da me e quella persona non è esente.
Anche quella persona perderà immancabilmente ogni cosa che in questo momento lei è cara.
Il sutta originario,
Che si chiama il sutta delle contemplazioni,
Ci dice di portare queste riflessioni su noi stessi.
Ma queste quattro riflessioni o ricordi indirizzate alla persona con cui siamo in relazione in quel momento,
Anche una sola,
Non solo di questo ricordo,
Una sola di queste contemplazioni,
Anche solo per un attimo,
Aprono a un'altra dimensione di quella relazione.
E se ci proviamo ce ne rendiamo conto subito.
È una delle forme che prende la pratica della meraviglia.
Perché cosa succede quando portiamo la mente a quelle quattro riflessioni su di una persona che ci è cara?
Anzitutto vediamo la persona com'è al di là delle nostre richieste o aspettative su di lei.
E poi,
In secondo luogo,
Apriamo il cuore.
È un'esperienza di apertura,
Arriva come un lampo.
Noi possiamo anche praticare queste riflessioni in modo separato,
In modo formale,
Per esempio in una meditazione formale,
E poi richiamarle nel contesto.
E anche se non è semplice,
Questo primo livello di pratica,
Chiamiamolo primo livello di pratica,
È quello più accessibile a tutti.
Ed è infatti proposto da molte tradizioni.
Anche il memento Mori degli Stoici era caldario in questa direzione.
Allenarci ad accettare che le relazioni finiscano.
Ma cosa significa accettare?
E questo qui entriamo in un altro ambito.
E per capire cosa significa accettare,
Vorrei intanto raccontarvi brevemente due storie.
La prima è quella che ci viene tramandata da un importante sutta che racconta della morte del Buddha.
Quando,
Dopo tanti anni,
45 anni di insegnamento,
Il Buddha muore,
Ci sono grandi manifestazioni,
Poi c'è tutta la mitologia,
Ma sostanzialmente una cosa molto interessante è che ci sono due gruppi di monaci.
Un gruppo piange la morte del Buddha,
L'altro gruppo invece critica il primo gruppo perché dice voi non avete capito gli insegnamenti del Buddha.
Il Buddha diceva di lasciare andare,
Di non essere attaccati.
Ecco,
Quale dei due gruppi ha ragione?
Ha più ragione?
A quale dobbiamo dare più ascolto?
Su questo ci sono naturalmente nella tradizione,
Tradizionalmente viene dato più valore al secondo gruppo perché chiaramente da un punto di vista didattico,
Ma in realtà la questione è molto più complessa.
E da questa storia c'è un insegnamento più umano,
Più vicino a noi,
E qui vorrei raccontarvi un'altra storia che ho sentito questa volta,
Non viene da un sutta,
Ma da un insegnamento.
Adesso non ricordo più di chi che ho ascoltato una volta.
Questa storia è così,
In un villaggio nasce un bambino e la madre muore subito dopo la nascita.
Il padre alleva il bambino con grande amore,
Con grande affetto,
Con grande dedizione,
E vivono insieme finché il bambino,
Il ragazzo,
Cresce e decide di andare fuori casa,
Parte,
Va via.
E in quel momento anche il padre decide di andare in un monastero a studiare,
Si fa monaco e a studiare.
Passano gli anni,
I due rimangono in corrispondenza,
Si iscrivono,
Il ragazzo ha un grande successo nel mondo,
Il monaco diventa un insegnante molto seguito,
Di grande valore,
Finché a un certo punto il ragazzo scrive al padre e gli propone di incontrarsi nel villaggio originario.
Quindi,
La cosa avviene,
Il padre è contentissimo e parte.
Quando parte alcuni dei suoi allievi dicono beh,
Insomma,
Vorremmo venire anche noi,
Così durante il viaggio continuiamo a imparare.
E partono insieme.
Quando arrivano al villaggio scoprono che il figlio è già arrivato da un po',
Si è ammalato ed è morto.
Il padre allora va al cimitero e piange.
Comincia a piangere sulla morte,
Sul sepolcro del figlio.
Da quel punto i monaci gli dicono,
Maestro,
Tu ci ha insegnato di non attaccarci a niente,
Di lasciare andare,
Perché piangi?
E il monaco risponde,
Vi ho insegnato correttamente,
È giusto quello che vi ho insegnato,
Infatti questo è il più grande amore della mia vita.
Ecco,
Cosa ci dice questa storia?
Ci dice che la separazione è già dentro la relazione stessa.
Fin da quando comincia,
Fa parte della relazione.
E quindi la sofferenza del cambiamento è da mettere in conto,
È umana,
Ed è anzi fonte di conoscenza,
È fonte anche di amore quando viene riconosciuta come tale.
Riconoscendola,
Riconosciamo la trasformazione e accogliamo la nuova forma della relazione.
Adesso mi viene in mente anche un'altra storia,
Ma non è una storia.
Il grande maestro,
Anche ancora,
Suzuki Hiroshi,
Diceva sempre,
Lui gli ha regalato un'antica tazza cinese,
Preziosissima,
E lui dice,
Quando insegnava,
Beva da questa tazza e diceva,
Vedete questa tazza?
Per me è già rotta.
Proprio per questo io la curo.
E questo livello parte dalla consapevolezza che tutto è in costante cambiamento e che ogni istante di questo flusso sorge per via di cause e condizioni che permettono che sorga,
Come un fotogramma.
E quando queste condizioni cambiano,
Cambia.
Cambia la situazione,
Cambia la relazione.
E questo significa che nessuna delle relazioni che noi abbiamo avuto e che abbiamo nella nostra vita è davvero finita.
Nessuna delle nostre relazioni è finita,
Si sono solo trasformate.
Persone che abbiamo amato o che abbiamo conosciuto e che ora abbiamo perso di vista,
O con le quali non andiamo più d'accordo,
O che forse non ci sono neanche più,
In tutti questi casi noi siamo sempre in relazione con loro.
E questo in fondo lo sappiamo,
Io non lo sappiamo.
Come il monaco con il figlio scomparso.
E quando noi soffriamo o anche siamo semplicemente insoddisfatti o inquieti per un caso di relazione,
Attuale o passata,
È perché non riconosciamo il cambiamento.
Restiamo attaccati a quel particolare fotogramma che ci ricordiamo e che pensiamo ci dovrebbe riflettere.
E anche una cosa interessante è ricordarci che quando parliamo di relazione,
Non significa solo relazioni con le persone.
Questo accade anche con tutte le altre relazioni,
Compresa quella con noi stessi,
Con i pensieri,
Con i sentimenti,
Con le emozioni,
Con i ricordi.
Tutte le relazioni trasformano continuamente.
Ora,
Se siete d'accordo,
Io staccherei una campana e vi proporrei una breve meditazione,
Anche così,
Esperienziale,
Su queste cose,
Su questi argomenti,
Su questo argomento.
Quindi stacco,
Ancora.
E dunque se abbiamo gli occhi chiusi,
Diamo ancora una volta agli occhi permesso di chiudersi e se li abbiamo aperti li possiamo chiudere,
Se vogliamo,
E trovare la nostra posizione,
Una posizione comoda,
Possibilmente retta,
Possibilmente con le mani,
Palmi delle mani appoggiati sulle gambe,
Perché questo ci dà stabilità,
Ci dà una sensazione di progressiva stabilità.
Troviamo il nostro respiro,
Passiamo rapidamente in passegna i punti,
I nostri punti di contatto con le superfici che ci sostengono,
Immaginiamo di mandare il nostro respiro verso le mani,
Che piano piano scendono come ancore e ci tengono sempre più fermi,
Come in un abbraccio,
E forse ci accorgiamo come piano piano il ritmo del nostro respiro cambia,
Il silenzio attorno a noi ci avvolge,
Ogni tanto viene attraversato da un suono,
E mentre scendiamo verso un stato di calma profonda,
Portiamo alla mente una persona che ci è cara,
O che ci è stata cara,
Una persona è meglio una persona con la quale siamo in relazione ora,
Forse all'inizio alla mente si presentano più persone,
Lasciamo che una di queste venga alla ribalta,
Tanto ci sarà tempo e spazio anche per altre persone.
Immaginiamola davanti a noi,
Immaginiamola fisicamente,
La forma,
L'espressione,
Gli occhi,
Mentre si manifesta sempre più chiaramente questa persona,
Questa persona cara,
Osserviamo come la nostra relazione con questa persona continua ad evolversi anche in questo momento,
Anche ora,
Mentre rimaniamo insieme,
In silenzio,
La nostra relazione sta cambiando,
Tutto fluisce,
Ogni istante è diverso,
Anche se non sembra lo è,
E le relazioni si trasformano come una danza,
Anche se non siamo fisicamente insieme,
Perché è dentro di noi,
Non importa se la distanza o il tempo ci separano,
La relazione è qui,
Ora,
Come un flusso che non si interrompe,
Osserviamo come i pensieri,
Le emozioni,
I sentimenti nei confronti di questa persona cambiano momento per momento,
I pensieri,
Le emozioni possono sembrare gli stessi,
Ma non lo sono,
Non sono quelli di un anno fa,
Ma neanche di un minuto fa,
È come anche qui,
Come un fiume che scorre,
Come se ogni nuova esperienza arricchisca quella relazione,
E anche la persona che abbiamo davanti nella nostra mente sta cambiando proprio in questo istante,
Anche lei è in un flusso di pensieri,
Emozioni,
Esperienze,
Non è la stessa persona che era un minuto fa,
E neanche noi lo siamo,
Possiamo sentire che anche noi siamo nella mente di questa persona che è davanti a noi in modo continuamente diverso,
Prendiamoci un momento per sentire la bellezza di questa trasformazione continua,
E anche forse il senso di avventura,
Di scoperta e di libertà.
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