
Guida sugli impedimenti alla percezione di suoni e narici
Questa meditazione si concentra sull'assunzione di una postura stabile e comoda per entrare in contatto con sé stessi e osservare come ci si sente "qui adesso", anziché ricercare subito calma o benessere. Si familiarizza con l'ambiente circostante prestando attenzione ai suoni e notando come la mente tenda a etichettarli, il tutto per riconoscere lo stato mentale e individuare la presenza di ostacoli come l'agitazione, il torpore, la brama, l'avversione o il dubbio. Il fulcro della pratica si sposta poi sul respiro, osservando il suono e le sensazioni dettagliate dell'aria che entra ed esce dalle narici (come la narice predominante o la temperatura). Infine, ogni volta che si verifica una distrazione, si ritorna con pazienza e gentilezza al respiro, continuando a riconoscere se sono presenti gli ostacoli mentali identificati.
Trascritto
Perfetto,
Proviamo a prendere come al solito una postura stabile,
Comoda,
Che ci permetta per un'ora e mezza di entrare in contatto con noi stessi.
Dobbiamo sentire il radicamento dei dischi sul cuscino,
Sulla panchetta,
L'appoggio delle gambe,
Dei piedi al terreno e sentiamo anche la colonna vertebrale che sale verso l'alto,
L'apertura delle spalle e recliniamo anche un po' il mento verso la gola in modo da allungare le germe incali.
Invece di andare alla ricerca di benessere,
Di relax,
Di calma,
Tranquillità,
Cosa che magari siamo portati a cercare venendo a un incontro come questo,
Proviamo invece ad osservare come ci fa sentire stare qui adesso,
Questa sera.
Cominciamo quindi col familiarizzare con questa stanza,
Cominciamo a sentirne i suoni,
Non solo i suoni più evidenti ma anche quelli meno evidenti,
Notiamo come si susseguono,
Notiamo come la mente tende a dare subito un'etichetta a questo suono,
Quest'altro.
Proviamo invece a rimanere con il suono così com'è,
Come se fosse la prima volta che lo ascoltiamo e nel farlo ci rendiamo conto di com'è la nostra mente questa sera,
Ci rendiamo conto se è una mente agitata,
Magari una mente che inclina più verso il torpore,
Verso la sonnolezza,
Ci rendiamo conto se è una mente che brama,
Che desidera magari esperienze straordinarie,
Piuttosto che questo o quello,
Magari una mente che non riesce a sopportare determinate cose,
Carica di avversione.
Magari questa sera ci troviamo con una mente preda di un sacco di dubbi,
Che cosa sono venuto a fare qui,
Forse dovrei tornare a seguire quell'altro colosso.
Insomma proviamo a notare dove inclina la nostra mente questa sera.
Diamo l'attenzione al respiro,
Adesso il suono del respiro,
Ma anche le sensazioni che attraversano il naso e nel farlo notiamo se abbiamo una mente calma,
In grado di osservare questo respiro così com'è,
Oppure se qualcuno di questi ostacoli ci impedisce di fare.
Tutto semplicemente l'aria entra ed esce dalle narici.
Noi proviamo a stare con lei,
Sentire il tocco dell'aria quando entra,
Il tocco dell'aria quando esce.
Notiamo se passa di più da una narice o dall'altra,
Notiamo se è più lungo l'inspiro o l'espiro,
Notiamo se è più calda l'aria che entra o quella che esce.
Ogni qualvolta ci accorgiamo di non essere più qui sul respiro,
Con molta pazienza,
Con molta gentilezza verso noi stessi,
Ritorniamo a essere uno con questo movimento e riconosciamo se c'è agitazione mentale,
Riconosciamo se c'è torpore,
Se c'è brama,
Attaccamento,
Se c'è avversione o se c'è dubbio.
Solo nel caso in cui non riesca a sentire il tocco del respiro,
Posso fare alcune respirazioni più profonde,
Intenzionali,
Per sentire meglio l'aria che attraversa le narici,
Poi torno a lasciare andare,
Sentire il respiro così come è.
E lentamente riprendo contatto con l'ambiente circostante,
Sciolgo la postura se mi fa piacere,
Riapro magari gli occhi.
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4.8 (4)
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