
Dipendenza Affettiva, ma Anche Quella Sana
by Ian Ritter
In questo episodio ti parlo di dipendenza affettiva, una modalità patologica di entrare in relazione. È una forma di legame molto diffusa nella quale sentiamo di non poter sopravvivere senza l’altra persona e pertanto sviluppiamo una serie di comportamenti malsani e viviamo stati di profonda sofferenza. Ti parlo anche di codipendenza, che è un’altra modalità simile negli stati d’animo ma che si distingue per alcuni elementi relazionali. Infine, ti parlo anche di quella dipendenza affettiva che invece malsana non è, ma che, anzi, non solo è perfettamente sana, ma anche naturale ed intrinseca in ogni essere umano.
Trascritto
Sono Ian Ritter,
Sono un Counselor Brennan e ti do il benvenuto.
Questo è il mio podcast,
Dove offro spunti di riflessione per chiunque voglia portare maggiore consapevolezza e autenticità nella propria vita.
Tutti siamo stati bene e tutti abbiamo sofferto per amore.
A volte perché questo amore non era ricambiato,
Altre volte perché questo amore è finito.
Ci sono poi quelle relazioni che sono particolarmente tormentate sin dall'inizio,
Nelle quali non riusciamo a trovare pace e passiamo da intensi stati di benessere a profondi stati di ansia,
Rabbia e angoscia.
Attribuiamo questo malessere al fatto che siamo innamorati dell'altra persona e dunque per forza ci sconvolge emotivamente su tutti i livelli.
Ciò di cui però non ci rendiamo conto è che questo tipo di amore,
Tormentato,
Che metto tra virgolette e poi ti spiegherò perché,
Se da un lato è estremamente coinvolgente,
Dall'altro è causa di grandi sofferenze che col passare del tempo ci logorano profondamente.
Oggi mi piacerebbe invitarti a considerare la possibilità che questo tipo di relazione amorosa di cui abbiamo letto nei romanzi,
Che abbiamo visto nei film e che abbiamo vissuto in prima persona non sia completamente sana e che se da un lato l'espressione «non posso vivere senza di te» può suonare molto romantica e giustificare una serie di gesti estremi,
Dall'altro in realtà spesso nasconde una tematica psicologica irrisolta che più che con l'amore ha a che fare con uno specifico disturbo della psiche.
Nell'episodio di oggi ti parlerò proprio di questo,
Di dipendenza affettiva.
Questo è un termine utilizzato per definire una modalità patologica di entrare in relazione.
È una forma di legame molto diffusa nel quale sentiamo di non poter sopravvivere senza l'altra persona e pertanto sviluppiamo una serie di comportamenti malsani e viviamo stati di profonda sofferenza.
Ti parlerò anche di codipendenza,
Che è un'altra modalità simile negli stati d'animo ma che si distingue per alcuni elementi relazionali.
Infine ti parlerò di quella dipendenza affettiva che invece malsana non è,
Ma che anzi non solo è perfettamente sana ma anche naturale ed intrinseca in ogni essere umano.
Ti aiuterò a distinguere tra comportamenti sani e malsani,
A comprendere come mai abbiamo sviluppato questo tipo di modalità relazionali ed infine come è possibile uscirne per creare una relazione ricca e appagante.
Comincerò dalla dipendenza malsana.
In modo da riconoscerla e sapere dove si collocano determinati comportamenti e stati d'animo.
In questa sezione la definirò semplicemente dipendenza affettiva,
Ma sarà implicito che mi riferirò a quella disfunzionale.
Questo tipo di dipendenza non è come quelle a cui siamo abituati da sempre,
Ovvero le tossicodipendenze da sostanze come alcol e droghe.
Questo perché fa parte delle cosiddette new addictions,
Ovvero quelle nuove dipendenze comportamentali come la dipendenza da internet,
Da smartphone,
Da cibo,
Da lavoro,
Da shopping,
Da gioco d'azzardo e altre.
Si tratta di sindrome psicologiche che ci portano ad atteggiamenti compulsivi,
Impulsivi ed ossessivi nei confronti dell'oggetto della nostra dipendenza,
Nel caso del tema di questo episodio,
Verso una persona.
Nelle dipendenze comportamentali troviamo delle attività comunemente praticate,
Come il fare acquisti,
La navigazione su internet,
L'andare al lavoro o il dedicare tempo ad una relazione,
Ma le vediamo sul loro versante patologico,
Ovvero quello dove queste attività sono portate all'esasperazione.
Laddove però possiamo identificare il comportamento ossessivo attraverso il numero di ore che si trascorrono online o dalla quantità di ore che si trascorrono lavorando,
Ed il comportamento compulsivo attraverso il numero di scarpe che si tratta di aver comprato in un mese,
È raro che si percepisca come malsano il dedicare tanto tempo ad una persona o a una relazione.
È per questo che è così difficile identificare una dipendenza affettiva,
E spesso possono passare anche molti anni prima che ci si renda conto che si tratta di qualcosa di malsano e che sta avendo un impatto negativo sulla propria vita.
È dopo molta sofferenza e quando ci accorgiamo di aver perso la capacità di decidere e di comportarci liberamente che cerchiamo aiuto e scopriamo della nostra condizione.
La dipendenza affettiva è una modalità patologica di entrare in relazione contraddistinta dalla ripetizione di specifici comportamenti,
Emozioni,
Sensazioni e pensieri.
Il legame da dipendenza affettiva è caratterizzato da diversi elementi.
Te ne leggerò una trentina e se ti stai chiedendo se la tua relazione o una che puoi aver avuto rientra in questa categoria,
Allora ti invito a prestare attenzione e notare quanti di questi comportamenti e stati d'animo sono o sono stati ricorrenti nella relazione.
Alcuni di questi sono un bisogno compulsivo dell'altra persona,
La ricerca della fusione con l'altro in una forma di amore simbiotico,
Considerare il partner l'unica e sola fonte di gratificazione,
Felicità e di amore,
Un investimento totale di tempo e pensieri sulla relazione di coppia e sul partner,
Il trascurare le relazioni con amici e familiari a favore di quelle col partner,
La progressiva riduzione fino alla perdita completa della propria autonomia e della propria libertà a favore della disponibilità verso il partner,
Vivere con un senso di solitudine e vedere prive di senso quelle attività che si svolge senza il partner,
La sensazione di sentirsi vivi solo con l'altro,
La perdita di capacità critica verso il proprio comportamento negando gli evidenti aspetti patologici,
La collocazione della propria autostima e valore personale nelle mani del partner attraverso la sua approvazione o disapprovazione,
La continua ricerca di conferme e rassicurazioni per paura di perdere la relazione,
L'emergere di forti sentimenti di dubbio,
Insicurezza e gelosia quando queste conferme vengono a mancare,
La negazione dei propri bisogni a favore di quelli dell'altro,
L'ossessiva attenzione alle notifiche del telefono per controllare se è l'altro che scrive o chiama,
Uno squilibrio fra il dare e il ricevere,
Dove una persona dà molto più dell'altra,
Il rinunciare al proprio spazio vitale pur di non perdere il partner,
L'eccessiva condiscendenza e perdita della capacità di prendere posizioni o esprimere le proprie emozioni per paura di indisporre e perdere l'altro,
La persistente solitudine e senso di vuoto,
La paura della separazione e della rottura del rapporto,
La paura dell'abbandono e del rifiuto,
La paura di non farcela da soli,
La paura di perdere l'altro,
La paura di mostrarsi per quelli che si è,
Il senso di colpa,
Il senso di inferiorità,
Il rancore e la rabbia,
L'isolamento e la limitazione della vita sociale,
La gelosia e la possessività,
L'ansia,
Depressione,
Insonnia,
Inappetenza,
Malinconia,
Pensieri ossessivi e vergogna.
Sebbene nelle prime fasi di una relazione alcuni di questi comportamenti possano essere normali e anche sani,
Come il pensare sempre all'altro e avere un po' di paura che la relazione finisca,
Nella relazione di dipendenza affettiva la paura è molto più grande ed è persistente.
A questa si aggiungono i sensi di colpe e di autosvalutazione,
Oltre che una serie di sintomatologie fisiche.
Essenzialmente c'è una perdita di sé e della capacità di trarre piacere dalla propria vita,
Poiché spostiamo il focus interamente su un'altra persona,
Che diventa la sola ed unica fonte del nostro valore,
Piacere e senso di proposito.
In quella che dovrebbe essere una relazione nella quale trovare piacere e benessere,
Ci ritroviamo a provare molto più spesso stati di profondo malessere.
Per questo ci accaniamo nel voler aggiustare il comportamento dell'altra persona senza renderci conto che il problema non è tanto nel partner quanto nel nostro voler ottenere da un'altra persona qualcosa che non è in grado di darci.
Ma perché sviluppiamo questa forma di dipendenza verso un'altra persona?
Da dove arriva?
Come spesso accade,
Molti dei nostri meccanismi interni nascono in parte nella nostra infanzia.
Quando siamo neonati non siamo autonomi in quasi nulla,
Dunque dipendiamo dalle nostre figure genitoriali di riferimento per quasi tutti i nostri bisogni primari.
Questa fase di dipendenza è indispensabile per lo sviluppo della cosiddetta base sicura,
Ovvero quel legame con la persona su cui il neonato sente di poter sempre fare affidamento e da cui sa di poter tornare man mano che cresce e si allontana dal nido materno.
Questo rapporto non è unicamente circoscritto al bisogno di cibo e sopravvivenza,
Ma è basato sulla necessità di un legame affettivo sicuro che abitui il bambino ad essere visto e accolto nel momento del bisogno in modo da assimilare che i suoi bisogni verranno soddisfatti anche in futuro nella società.
In base a come viene trattato dai genitori,
Il bambino determina dunque quanto amore sente di meritare e sviluppa i modelli di relazione che creerà nella sua vita sociale.
Soprattutto sente che l'allontanamento è un processo sicuro perché ogni volta che ne avrà bisogno potrà tornare alla sua base sicura dove sarà compreso ed accolto.
È per questo che la dipendenza da piccoli,
Se vissuta in maniera amorevole e appagante,
Ci permetterà poi di sviluppare una sana indipendenza,
Ovvero quella capacità di allontanarci dalle nostre figure affettive di riferimento con tranquillità,
Sapendo di essere al sicuro.
Se l'allontanamento non è stata sviluppata perché i nostri genitori non sono stati capaci del giusto accudimento emotivo rappresentando questa base sicura su cui fare affidamento,
Allora diventiamo emotivamente instabili,
Sviluppando la paura dell'abbandone e della solitudine oltre che a forme di ansia importanti ogni volta che c'è una separazione da quelle persone che consideriamo essenziali.
La dipendenza compensatoria,
Ovvero quella sana dipendenza che non siamo riusciti a costruire da piccoli perché i nostri genitori non erano capaci di soddisfare i nostri bisogni affettivi,
Ci porta a cercare di soddisfare quegli stessi bisogni infantili,
Però in età adulta.
Paradossalmente,
Però,
Anziché cercare delle figure di attaccamento capaci di soddisfare quei bisogni,
Ma che non erano capaci o disponibili a darci il giusto sostegno affettivo.
Questo meccanismo,
Che in gergo si chiama coazione a ripetere,
Ci porta a prediligere tipi di legami a cui siamo abituati e che già conosciamo.
Dunque,
Anche quando non sono soddisfacenti e ci fanno soffrire,
Il semplice fatto che questi tipi di relazione ci siano familiari,
In ogni accezione del termine,
Quello che andiamo a creare è appunto una ripetizione del nostro passato,
Dove ritroviamo uno stile di attaccamento insicuro e riviviamo esattamente ciò che abbiamo vissuto,
Ovvero un'esperienza nella quale ci sentiamo inadeguati,
Di non valere e di non essere degni di amore.
Sebbene vorremmo cambiare questa immagine di noi e smentire questa vecchia narrativa,
La compulsione a scegliere attentamente dei partner che non siano emotivamente disponibili è più forte di noi.
Fondamentalmente vogliamo qualcosa di familiare a tutti i costi,
Anche se ci fa soffrire,
E dunque cerchiamo e ritroviamo sistematicamente ciò che ci aspettiamo di trovare.
In riferimento a questo punto,
Però,
Vorrei spezzare una lancia a favore di tutti i genitori.
L'accudimento inadeguato di un genitore che porta ad un deficit e dunque ad una tendenza non implica necessariamente che il genitore sia stato colpevole o incapace di svolgere il proprio ruolo.
Possiamo vedere famiglie nelle quali i due bambini ricevono la stessa educazione,
Ma dove uno dei due crescendo sviluppa questa tendenza,
Mentre l'altro no.
Questo significa che qualsiasi genitore dà in base alle proprie sensibilità e capacità,
Cosa che per un bambino può essere abbastanza per i propri bisogni,
Ma per gli altri no.
Dunque un trauma può essere il risultato di come il bambino ha vissuto l'esperienza,
Non necessariamente del fatto che il genitore sia responsabile del trauma stesso.
Anche se la dipendenza affettiva è una dipendenza comportamentale e non una tossicodipendenza da sostanze,
Le due hanno comunque diversi elementi in comune.
Ovvero quella sensazione di euforia che si prova vicino al partner nei momenti precedenti all'incontro con esso,
Il desiderio urgente e la ricerca compulsiva di ciò da cui si è dipendenti,
Non riuscendo a pensare ad altro,
La tolleranza dove c'è la necessità di aumentare progressivamente la dose della sostanza o la quantità di tempo da trascorrere con il partner,
L'astinenza,
Ovvero quella sofferenza e disperazione accompagnata da sintomi fisici e psicologici quando non si può assumere la sostanza o non si ha stretto contatto con la persona da cui si dipende,
E infine le ricadute,
Nelle quali dopo una pausa più o meno lunga si va di nuovo alla ricerca dell'oggetto da cui si dipende,
Nonostante questo crei malessere e sofferenza nella propria vita.
Anche qui,
Sebbene alcuni di questi elementi siano comuni ad un perfettamente sano innamoramento,
Quello che possiamo riconoscere nella dipendenza affettiva è la progressiva perdita della capacità di controllare se stessi,
Comportamento compulsivo,
L'incapacità di pensare ad altro,
Comportamento ossessivo,
E un latente e continuo stato d'ansia tranne pochi momenti di euforia.
L'esaltazione emotiva di quando si è con il partner è la dose di cui il dipendente affettivo ha bisogno per portare una componente di piacere ad un altrimenti stato di angoscia,
Di senso di vuoto e di terrore interiore.
Queste forti emozioni,
Le rotture e riavvicinamenti,
I litigi,
La passione e il dolore,
Sono un sedativo,
Una sorta di droga che distrae dai propri malesseri Parliamo ora della distinzione fra dipendenza affettiva e codipendenza.
Nel caso della dipendenza affettiva troviamo una persona che tende ad autosvalutarsi e che sente di non essere degna d'amore.
Per questo motivo spesso sceglie partner emotivamente non disponibili che possono essere già impegnati in un'altra relazione,
Che non desiderano impegnarsi oppure che hanno disturbi di personalità e psicologici che rendono impossibile la costruzione di una relazione sana.
Un esempio può essere il caso del disturbo narcisistico.
Il narcisista,
Di cui spesso i dipendenti affettivi si innamorano,
È sfuggente,
Anaffettivo,
Egocentrico ed incapace di impegnarsi in un rapporto intimo.
Il fatto che queste persone sono poco disponibili è compensato dal fatto che sono spesso persone con personalità apparentemente forti e determinate,
Affascinanti,
Intriganti,
Molto stimolanti con i quali si instaura una chimica che spesso si traduce in una fortissima componente passionale di natura sessuale.
Il fine ultimo della persona dipendente è quello di conquistare l'altro,
Diventando speciale ai suoi occhi e facendoli innamorare perché quando finalmente ci sarà riuscita questo sarà l'unico modo di percepire dentro di sé un senso di valore e di amabilità.
Il fatto che uso il femminile per la persona dipendente e il maschile per il narcisista o comunque l'oggetto della dipendenza non è casuale poiché la forma di relazione che avviene più frequentemente è quella in cui è la donna ad aver sviluppato una dipendenza affettiva nei confronti del partner maschile.
Naturalmente anche un uomo può sviluppare una dipendenza affettiva verso una donna e lo stesso vale per le coppie omosessuali.
Nel caso di una relazione con un narcisista l'illusione della persona dipendente è che se saprà soddisfare tutti i suoi bisogni questo sceglierà di restare una volta per tutte.
Lei sarà finalmente degna di amore e la pace sarà stata infine raggiunta.
Naturalmente questo non accadrà mai perché il narcisista è terrorizzato sia dall'intimità sia dalla propria fragilità che lo porta dunque a disprezzare quella della persona dipendente.
Se la donna dovesse fare un grande lavoro su se stesso per elaborare e guarire queste parti di sé nel lasciare andare i suoi tratti narcisistici si discosterebbe troppo da quel genitore unaffettivo che la persona dipendente va ricercando e dunque smetterebbe di essere l'oggetto del desiderio.
In questo senso il rapporto di dipendenza affettiva promette una pace,
Felicità,
Duratura che non può arrivare e di fatto non arriva mai.
Si tratta di partner irraggiungibili emotivamente oppure perché già impegnati e con i quali non è possibile avere un rapporto sano e completo.
In questi casi la dipendenza si fonda sul rifiuto.
Anche qui paradossalmente se questo partner si rendesse ad un certo punto disponibile e dunque il rifiuto non ci fosse più il trasporto amoroso non avrebbe la stessa intensità e la persona dipendente non se ne sentirebbe altrettanto innamorata.
La dipendenza affettiva è da parte di una persona verso un'altra in cui la prima cerca in tutti i modi di ottenere l'approvazione dell'altro.
Oppure può essere una cosiddetta codipendenza ovvero una relazione fra due persone dipendenti.
Laddove nella dipendenza affettiva è anche possibile che la persona verso cui c'è dipendenza non abbia particolari problemi,
Nella codipendenza invece il rapporto è sempre con qualcuno che non ha disturbi psichici,
Tossico-dipendenze o anch'essa di dipendenza affettiva.
Il codipendente sceglie sempre qualcuno che sia problematico.
Questo perché ha bisogno di trovare qualcuno da salvare.
Pertanto nel caso della codipendenza troviamo due persone dipendenti che entrano in relazione.
Il più delle volte è un partner ma non è raro che la codipendenza possa essere anche con un genitore,
Con un figlio,
Con un membro della famiglia o con un amico o un'amica.
Nel caso di due dipendenti affettivi si tratta di un rapporto simbiotico nel quale due persone cercano l'una nell'altra la conferma del proprio valore e dell'essere meritevoli di amore.
Ci sono dunque tutta una serie di accordi non espliciti secondo i quali l'uno deve essere sempre attento al bisogno dell'altro e non far mai mancare quel costante flusso di affetto,
Approvazione,
Rassicurazione e conferme di cui hanno disperato bisogno.
Se per qualsiasi motivo questo flusso dovesse interrompersi ecco che allora emergerebbero forti reazioni emozionali di rabbia e paura all'interno della coppia.
È un rapporto nel quale si collude con le rispettive dinamiche e si tende a volersi salvare a vicenda.
I confini tra l'uno e l'altro sono molto labili ed è da questa sensazione di fusione indissolubile che si deriva un senso di sicurezza.
Questo attaccamento però non fa bene ai due individui ed ha per questo dei costi emotivi molto alti.
Più spesso però solo una delle due ha una dipendenza affettiva mentre l'altra è affetta da dipendenza patologica dunque da sostanze,
Alcol eccetera.
L'obiettivo è quindi quello di salvare il partner grazie alla propria presenza,
Ai propri sacrifici ed il proprio amore.
Non lo fa però in maniera sana ed equilibrata lo fa piuttosto attraverso una serie di comportamenti estremi e disfunzionali di controllo,
Accudimento e cura.
Dal salvare qualcuno che ha bisogno il dipendente affettivo deriva un senso di utilità sentendosi vivo e di avere un valore.
Attraverso l'altro si ha una percezione di sé più positiva radicata e funzionale dunque l'interazione viene cercata ripetutamente.
Il codipendente inoltre coltiva la fantasia che il partner una volta guarito dalla propria dipendenza patologica manifesterà la propria gratitudine con amore eterno.
In realtà i codipendenti non sono in grado di mantenere relazioni con persone che non abbiano bisogno di aiuto dunque in quei casi in cui l'altro guarisce dalla propria dipendenza la relazione finisce e si mettono subito alla ricerca di qualcun altro da salvare.
Il codipendente dipende dal bisogno di salvare l'altro per sentire di avere un senso e un valore pertanto sceglie partner che considera problematici e bisognosi d'aiuto.
Dunque il codipendente ha bisogno di salvare mentre il dipendente affettivo deve riuscire a conquistare l'altro.
Se il motto del codipendente è io ti salverò quello del dipendente affettivo è io ti conquisterò.
Il codipendente dice ti amo perché hai bisogno di me il dipendente affettivo dice più ti allontani più ti voglio.
Di fatto essere affettivamente dipendenti nella sua variante patologica implica che la persona nei momenti di maggiore disagio non sente di poter sopravvivere senza l'altro.
Per gli stati d'animo che la persona vive risulta essere una dipendenza vitale più che affettiva ovvero una dipendenza nella quale senza l'altro la persona sente che cesserebbe di esistere.
È per questo che i profondi stati di malessere impediscono un pensiero razionale perché la persona dipendente è totalmente focalizzata sulla propria sopravvivenza.
La sofferenza è profonda e questa sofferenza viene poi scaricata all'interno della relazione attraverso gelosie,
Recriminazioni,
Accuse creando tensione,
Scontri e fondamentalmente tirando delle gran picconate alle fondamenta della relazione stessa.
Il pensiero e spesso le parole della persona dipendente sono io sto male perché tu e può essere perché tu non mi fai sentire abbastanza amata perché tu non mi proteggi abbastanza perché tu non mi desideri abbastanza e via discorrendo.
L'implicita richiesta in queste accuse è sempre quella di far cessare il proprio malessere.
La convinzione interna è che se l'altro si comportasse diversamente allora la persona dipendente sentirebbe di essere meritevole di amore,
Di essere al sicuro e di essere bella dunque il suo malessere cesserebbe.
Come spiego nell'episodio intitolato Tutti abbiamo bisogno,
Però questi sono bisogni infantili.
Dunque la parte bambina di noi cerca nel partner quelle cose che non sente di aver ricevuto durante la propria infanzia nell'esperienza coi genitori.
Quando la persona non ha imparato a soddisfare autonomamente il bisogno di sentirsi meritevole di amore di sentirsi bella,
Di sentirsi al sicuro allora sente di dipendere dall'altro per ottenere questo appagamento.
Essendo la persona nella propria parte infantile più che adulta allora anche i comportamenti sono quelli di un bimbo o di una bimba soprattutto la grande impazienza di avere tutto subito poiché non sente di essere capace di poter tollerare il disagio della mancanza troppo a lungo.
Poiché per un bambino non avere i propri bisogni soddisfatti è vissuto come un'ingiustizia,
Allora quando siamo nella nostra parte bambina c'è questa pretesa che i propri bisogni vengano soddisfatti come se l'altro avesse l'obbligo di risarcirci di un danno subito.
Questo senso di «io sto male perché tu» implica una non-assunzione di responsabilità e la percezione di una mancanza di potere.
La persona sente di essere impotente affronte ai comportamenti dell'altro e dunque si sente una vittima e di stare subendo un'altra ingiustizia.
Per questo la sua unica possibilità di far cessare il malessere è quella di chiedere a gran voce che l'altro cambi i propri comportamenti in modo da far cessare il disagio poiché la persona non sente di essere in grado di farlo.
Non essendoci la capacità di disidentificarsi da questa parte bambina disperata e dunque dalla reale causa del proprio malessere Nella testa del dipendente affettivo il problema è il partner che non è disposto a soddisfare i propri bisogni ovvero la proiezione dei propri genitori.
Come abbiamo visto dunque la reale causa della sofferenza della persona dipendente è il vuoto creato da ciò che non ha ricevuto durante l'infanzia e che dunque non è in grado di dare a se stessa oggi.
Questo crea forti reazioni emozionali rivolte alla persona oggetto della nostra dipendenza e una delle cose che più fa arrabbiare la persona dipendente è sentirsi dire che in questa dipendenza non c'è amore.
Lo so per esperienza diretta sia nel mio lavoro di counselor sia perché faceva infuriare me negli anni in cui stavo lavorando sulla mia dipendenza affettiva.
Provando emozioni così travolgenti e desiderando una persona così intensamente diamo per scontato che il sentimento debba essere per forza amore.
In realtà il dipendente cerca disperatamente di ottenere l'amore della persona desiderata ma nei suoi comportamenti per quanto altruistici possano sembrare non c'è un dare amore c'è solo un profondo bisogno di riceverlo.
Per questo uno dei termini che viene usato per le dipendenze affettive è quello di amore tossico se abbiamo una serie di caratteristiche in comune con l'amore queste sono virate verso il patologico.
Ciò che spesso può essere fuorviante è il fatto che anche in amore nella fase iniziale di una relazione quella di innamoramento c'è una sensazione di dipendenza emotiva nella quale pensiamo continuamente all'altra persona la idealizziamo,
Ci sentiamo euforici e abbiamo il batticuore.
Questo è normale ed è anche fisiologico col passare del tempo però in un rapporto sano questi sentimenti si stabilizzano e la relazione prosegue su binari più tranquilli in un rapporto malsano invece questi pensieri ossessivi rimangono e si intensificano alimentati dalla paura di perdere l'altro e dall'idealizzazione di una relazione che non diventa mai quella immaginata nelle proprie fantasie le continue montagne russe non danno tregua in questo tipo di relazione quando la persona non è nella propria modalità dipendente è possibile che sia nel proprio adulto che è in grado di dare e ricevere amore incondizionatamente contribuendo alla costruzione di una relazione sana quando però emerge la parte infantile spaventata questa dà degli scossoni che buttano giù ciò che la parte adulta ha costruito per questo la coppia fatica a crescere in maniera serena e progressiva anche con i membri della propria famiglia può esserci amore naturalmente ma se c'è anche la dipendenza allora emergono quei sentimenti egoistici che non vorrebbero che l'altra persona si allontanasse in questi casi l'amore che vorrebbe lasciare libera la persona amata diventa possessività che gelosamente vuole tenere stretta a sé la persona da cui si dipende a questo punto la persona dipendente si sente ambivalente tra il voler lasciare libero il membro della propria famiglia e tenerlo stretto a sé per paura di quel senso di vuoto interiore il punto sostanziale è che né il codipendente né il dipendente affettivo sono pronti per una relazione stabile e serena il codipendente sceglie solo persone problematiche da salvare mentre il dipendente affettivo sceglie solo persone che non sono disposte a restare entrambe stanno cercando in vano di colmare un vuoto dentro di sé usando i problemi o la non presenza degli altri è chiaro dunque come questo tipo di relazione non è una dinamica nella quale si dà e si riceve sulla base delle richieste e delle disponibilità dell'altro è piuttosto una dinamica nella quale io ti do e mi prendo sulla base dei miei bisogni non c'è uno scambio c'è piuttosto un prendersi quel che ci serve è un modello relazionale che non funziona e che non permette di colmare i propri vuoti interiori c'è una poesia di Alda Merini intitolata La Pace che parla proprio di questo tipo di amore tormentato e nella prima frase della poesia possiamo trovare tutti gli elementi di questo tipo di relazione la poesia comincia così la pace che sgorga dal cuore e a volte diventa sangue il tuo amore che a volte mi tocca e poi diventa tragedia la morte qui sulle mie spalle come un bambino pieno di fame che chiede luce e cammina per concludere questa parte vorrei parlare anche di come si esce dalle dipendenze affettive malsane come accennavo all'inizio generalmente si chiede aiuto quando si è in una fase avanzata della dipendenza e a volte anche per decenni in forma sempre maggiore e non è più possibile ignorarli come accade per ogni forma di dipendenza però poiché l'oggetto della nostra suefazione ci dà anche un senso di piacere siamo molto reticenti a vederla come un problema da un lato riconosciamo che questa dipendenza ci sta generando profonde sofferenze che hanno un impatto importante sulla nostra salute mentale e spesso anche fisica l'ambivalenza di separarci da quella persona è intollerabile generando un senso di angoscia e di vuoto profondo questa ambivalenza genera in noi una grande frustrazione e rabbia che spesso sfoghiamo su noi stessi è per questo che a livello terapeutico il processo di allontanamento dalla relazione malsana spesso deve cominciare da dentro piuttosto che da un brusco distacco è necessario lavorare sulle proprie tematiche personali in modo da coltivare le nostre risorse interiori ed esteriori per prepararci e sentire di essere sufficientemente forti per compiere il passo per questo genere di tematiche è fortemente consigliabile rivolgersi ad una figura psicoterapeutica competente preferibilmente specializzata nelle dipendenze affettive e possibilmente che utilizzi anche il metodo EMDR l'accoppiata della psicoterapia e dell'EMDR sono a mio avviso la strada più efficace per affrontare questo tipo di condizioni negli anni ho lavorato con molte persone che soffrivano di questa problematica ma sono molte di più quelle che ho riferito a figure psicoterapeutiche specializzate in alcuni di questi casi ho continuato a lavorare con loro in affiancamento alla loro psicoterapia poiché la mia modalità di counseling è complementare a questo tipo di lavoro è però una tematica delicata e complessa che necessita del supporto dei professionisti più esperti e preparati su questo fronte e poiché si ripercuote su ogni aspetto della nostra vita incluso quello spirituale ricevere supporto anche su questi fronti può contribuire ad una guarigione più efficace in ogni caso ci vuole tempo costanza e tanta pazienza perché ci sono sempre ricadute passi indietro è un percorso terapeutico che porta benefici man mano che evolve ma che può richiedere anche anni non si sta affrontando solo la relazione presente ma anche quella con i genitori e schemi interiori antichi il primo passo che la persona dipendente deve compiere è quello di assumersi la piena responsabilità della scelta di questo tipo di relazione senza colpevolizzarsi un po' come nei programmi per la disintossicazione da droghe e alcol il primo passo è ammettere di avere un problema e di non avere il controllo su questa dipendenza a quel punto il percorso terapeutico passa dal vedere le cause di questa dipendenza affettiva all'impatto che la famiglia di origine ha avuto su questa tematica a ciò che accade internamente e come autoregolarsi al creare maggiore autostima al trovare supporto nelle figure terapeutiche e in quelle affettive amicali e familiari creando una solida rete di supporto naturalmente il fine ultimo è quello di trovare una buona autonomia e metterci nelle condizioni di creare relazioni sane mature e appaganti veniamo infine alla dipendenza affettiva quella sana poiché l'essere umano è una creatura sociale il bisogno di relazione è assolutamente naturale e fa parte dei nostri bisogni fondamentali ognuno di noi dipende dalle proprie figure affettive di riferimento per tutta una serie di bisogni la distinzione tra bisogni adulti e bisogni infantili è determinante per vedere se la forma di dipendenza che sviluppiamo è sana o malsana come ho già accennato se vuoi approfondire la distinzione tra bisogni adulti e infantili puoi fare riferimento all'episodio intitolato tutti abbiamo bisogno se abbiamo una serie di traumi pregressi che non abbiamo elaborato a sufficienza potremmo portarci a sviluppare forme di codipendenza e dipendenza affettiva qualora però questi traumi non facciano parte della nostra infanzia o su di essi sia stato fatto un importante lavoro terapeutico allora è lì che riusciamo a vedere l'altro non più come un salvagente che ci permetta di non affogare ma piuttosto come qualcuno al fianco del quale navigare nel nostro quotidiano è per questo che quando facciamo riferimento ai bisogni infantili parliamo di bisogni primari e quindi essenziali alla nostra sopravvivenza nel caso dei bisogni adulti invece non si tratta più di una questione di vita o di morte e questo ci permette di entrare in relazione da una prospettiva di benessere più che di urgenza nel caso di una dipendenza sana dunque si parla di interdipendenza più che di codipendenza continuando con la metafora dell'acqua l'altra persona non è il nostro salvagente anche perché se nessuno dei due è capace di nuotare bene allora è più facile che ci si agiti molto e ci si tiri giù a vicenda generando più malessere che altro l'imparare a nuotare è quel processo nel quale sviluppiamo una certa dose di autonomia e non siamo più dipendenti da qualcun altro per non affogare l'affogare trasposto all'aspetto relazionale è quell'insieme di stati di ansia,
Angoscia,
Paura e anche disperazione che ci affliggono nel momento in cui sentiamo il vuoto della solitudine e l'incapacità di tollerarla da soli essere soli a questo punto non è più semplicemente l'essere single ma si traduce in un profondo senso di isolamento e smarrimento la sana dipendenza si basa su un equilibrio di dare e ricevere sul darsi supporto,
L'incoraggiarsi a vicenda sul sostegno pratico nelle faccende di tutti i giorni le fondamenta di un individuo in una sana dipendenza sono una buona dose di autostima la fiducia nei propri mezzi la capacità di aprire il cuore e la capacità di sentirsi al sicuro in relazione in una sana relazione di dipendenza il supporto e l'incoraggiamento di un partner ci permettono di affrontare con più facilità le situazioni di vita quotidiana,
I problemi in una dipendenza sana possiamo fare affidamento sull'altra persona,
Ci appoggiamo ad essa e con essa ci sentiamo al sicuro diversamente dalla relazione malsana nella quale dobbiamo sentire di dover rinunciare a noi stessi per tenere viva la relazione nella sana relazione di dipendenza c'è un rafforzamento della nostra individualità perché non c'è una fusione con l'altro in questa individualità c'è la capacità di tollerare l'attenza e l'attesa dell'altro quando non c'è in una sana relazione di dipendenza affettiva è normale pensare che senza l'altra persona non saremmo altrettanto felici è normale sentire la mancanza l'uno dell'altro quando si è separati e si costruisce una progettualità quotidiana e concreta che porta la relazione a crescere giorno per giorno questi sentimenti sono equilibrati e reciproci nella sana dipendenza affettiva si accettano compromessi e ci si viene volentieri incontro perché la disponibilità è vicendevole e non c'è qualcuno che rinuncia alle proprie cose più dell'altro la durata e salute della coppia è una priorità di entrambi dunque entrambi sono disposti a dedicare tempo e fare sacrifici per il bene della relazione quindi parte della sana dipendenza è l'accettazione dei vincoli del legame la sana dipendenza è basata sulla fiducia e il supporto reciproco con la capacità di affrontare e risolvere problemi in maniera condivisa si è in grado di percepirsi come soggetti separati e c'è un rispetto dei rispettivi confini permettendoci di conservare la propria autonomia e individualità dalla sana dipendenza affettiva dipende il nostro benessere non la nostra sopravvivenza se abbiamo una dipendenza affettiva malsana ci porti a passare da grandi stati euforici a stati di profondo malessere e in generale è contraddistinta da uno stato di ansia più o meno costante nella sana dipendenza non c'è questo continuo alternarsi di altissimi e bassissimi ed è contraddistinta da un senso di benessere più o meno continuo quindi nel momento in cui siamo in dubbio se la nostra relazione sia sana o malsana è semplicemente riferimento al nostro stato d'animo se riusciamo a mettere da parte la mente e tutti i film che questa tende a farsi dalla mattina alla sera e impariamo a connetterci con il nostro corpo e sentire se siamo rilassati o in tensione allora siamo anche in grado di sentire se lo stare con una determinata persona è qualcosa che alimenta la nostra paura oppure si alimenta un sano stato di benessere quando parliamo di sana dipendenza affettiva le persone sono per lo più nei loro ego adulti pertanto nel momento in cui c'è del malessere la persona è in grado di percepire che la maggior parte delle volte non è il partner a causarlo se nelle dipendenze affettive la frase è io sto male perché tu nella sana dipendenza affettiva è io sto male perché io e a questo punto può essere io sto male perché io a questo punto sentiamo di poterci assumere la responsabilità di questo disagio e se sentiamo la necessità di avere conferma dell'amore del partner possiamo semplicemente condividere con l'altro come ci stiamo sentendo e chiedere una rassicurazione che l'altro ancora ci ama in entrambi i casi ci sentiamo vulnerabili ma nel caso della dipendenza malsana reagiamo con rabbia e accusa verso l'altro in quella sana ci assumiamo la responsabilità del nostro malessere e ci adoperiamo al fine di pacificarlo internamente magari chiediamo un abbraccio o la presenza dell'altro ma in ogni caso il lavoro lo facciamo noi per noi stessi quando lavoro con persone che stanno affrontando questo tipo di tematica nel momento in cui si rendono conto di quanto tempo hanno avuto a che fare con questa dipendenza facendosi per lo più controllare da essa risolverà fortemente il loro senso di impotenza sentire di non poter gestire questa situazione genera ansia in loro e il primo istinto che hanno è quello di volerla risolvere a tutti i costi nel più breve tempo possibile è per questo che il commento che sistematicamente sento fare è devo imparare a non aver bisogno di nessuno questo passare da un estremo all'altro un atteggiamento tipico delle dipendenze stesse un gesto drastico risolverà il proprio problema è la ricerca di una scorciatoia e come dice saggiamente Abdi Assadi shortcuts are for addicts le scorciatoie sono per i tossici questo approccio via al dente via al dolore è solo la conseguenza della paura di non avere il controllo sulla situazione il pensiero che eliminando l'oggetto della dipendenza risolva la dipendenza stessa è abbastanza ingenuo perché appena gliene viene data l'opportunità la maggior parte delle persone torna dall'individuo da cui sono dipendenti soprattutto non è realizzabile in un contesto di vita di tutti i giorni questo perché una persona affetta da dipendenza affettiva manifesta sì un attaccamento malsano verso una persona ma al contempo palesa un profondo bisogno di relazioni affettive sane cosa che non sentia di aver ricevuto da piccolo nella forma in cui aveva bisogno quindi questo approccio è un po' come buttare via l'acqua sporca con il bambino dentro questo pittoresco detto di origine teotonica ci ricorda che quel bambino deve essere il nostro focus perché quando è felice lui siamo felici noi sarebbe un po' come un alcolista che dice basta devo smettere di bere qualsiasi cosa un attimo ok smettere di bere alcolici ma se una persona non beve più niente comincia a soffrire su altri livelli l'acqua è indispensabile magari anche dei buoni succhi di frutta ogni tanto anche qualche bibita perché no ma bere è un bisogno fisiologico di ogni essere umano certo bere cose che fanno bene non cose che intossicano l'organismo dunque trasponendo questa analogia al nostro caso qui abbiamo bisogno di disintossicarci da quel tipo di relazioni che ci fanno male e mandano in sofferenza al nostro sistema ma non possiamo togliere ogni forma di relazione perché da esse dipende il nostro benessere l'essere umano ha bisogno della relazione con altri membri della propria specie per star bene chi ha un deficit su questo fronte ha ancora di più bisogna imparare a coltivare relazioni personali sane mentre si lavora sulle nostre dipendenze affettive magari evitando relazioni di coppia per un po' ma comunque lavorando in quella direzione la relazione terapeutica stessa è una palestra per sperimentare e imparare nuove forme di relazione più sane vorrei aggiungere che spesso si sente dire prima devi stare bene da solo e poi puoi stare bene in coppia questo è corretto ma non vuol necessariamente dire che bisogna essere felici nella stessa misura da soli come in coppia per qualcuno può essere vero ma per altri essere in coppia fa stare meglio che stare da soli questo non è malsano ma per molte persone hanno bisogno di essere in una relazione di coppia per stare meglio certo,
È essenziale che a monte ci sia una buona capacità di autonomia e di tollerare la solitudine ma non sta scritto da nessuna parte che bisogna stare bene indifferentemente da soli piuttosto che in coppia da questo punto di vista il termine indipendenza è fuorviante perché nella sua radice latina vuol dire mancanza di dipendenza noi non puntiamo alla totale eliminazione della dipendenza puntiamo piuttosto alla coltivazione di una dipendenza sana nella quale stiamo bene anche in assenza dell'altra persona ma stiamo meglio quando c'è man mano che lavoriamo su questa tematica prendiamo atto della nostra parte patologica ma contemporaneamente possiamo essere consapevoli di una parte adulta capace di avere anche un'esperienza relazionale sana se siamo già su un percorso di crescita personale e abbiamo lavorato su queste tematiche può essere che abbiamo a che fare con entrambi gli aspetti dunque a volte essendo in relazione dalla nostra parte adulta mentre altre dalla nostra parte bambina la guarigione di queste tematiche consiste nel riuscire sempre di più ad accudire la nostra parte bambina in tutti i suoi bisogni e relazionarci ai nostri partner dalla nostra parte adulta quando abbiamo questo tipo di deficit da piccoli non abbiamo imparato a mettere un fondo al nostro pozzo ogni goccia di amore che riceviamo fatichiamo a trattenerla è per questo che se non c'è nessuno che in qualche modo butta continuamente acqua nel nostro pozzo sentiamo questo enorme vuoto fare un lavoro dedicato su noi stessi e su una nostra sana autonomia corrisponde al costruire questo fondo che man mano che riceviamo amore e affetto si riempie sempre di più dunque nel momento in cui non ci sono i nostri cari la nostra riserva di acqua ci permette di stare bene anche da soli se siamo capaci di contenere questo amore e di non permettere mai che il pozzo si svuoti riempiendolo periodicamente dando amore a noi stessi e ricevendolo dalle persone a noi care allora ci garantiamo una vita ricca e con il cuore pieno qualora tu avessi riconosciuto degli elementi di dipendenza affettiva o codipendenza e volessi ricevere aiuto per affrontarle vorrebbe darti dei riferimenti che ritengo possano essere utili il primo è l'associazione codipendenti anonimi che con lo stesso approccio dell'anonimo alcolisti aiuta gratuitamente in tutta Italia le persone ad affrontare le proprie dipendenze affettive ci sono poi due figure che tengo a ringraziare perché hanno fornito moltissimi spunti nello sviluppo di questo episodio sono due psicologhe e psicoterapeute la dottoressa Annalisa Barbier che opera su Roma e la dottoressa Chiara Venturi che opera su Milano entrambe sono specializzate tra le altre cose in dipendenze affettive ed entrambe lavorano anche attraverso l'online potete trovare l'associazione codipendenti anonimi la dottoressa Barbier e la dottoressa Venturi attraverso una semplice ricerca online
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