
Meditazione sulla Compassione per Sostenere la Pace
In questa traccia condivido una serie di riflessioni sul tema della compassione perché vivere in pace è ciò che tutti desiderano ma alcuni si trovano coinvolti in conflitti sempre più spaventosi e altri sono influenzati dalla tempesta di notizie trasmesse dai media che spesso generano inquietudine e senso di impotenza. Ci chiediamo “cosa posso fare?” e una delle risposte è sviluppare la qualità della compassione. Non l’atteggiamento di pietà che sfiora il disprezzo, bensì l’empatia "in azione" che è la partecipazione alla sofferenza dell’altro e contemporaneamente il desiderio di alleviarla. Come insegna il Dalai Lama “Se vuoi che gli altri siano felici, pratica la compassione. Se vuoi essere felice, pratica la compassione.”
Trascritto
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Trova la tua posizione di meditazione più confortevole e prepara il tuo corpo e la tua mente a sostare per qualche tempo per riflettere,
Per contattare attraverso la tua respirazione il tuo mondo interiore.
Porta semplicemente l'attenzione al respiro e osserva per qualche istante le fasi dell'inspiro e dell'espiro senza modificare nulla.
Fai affidamento sul tuo respiro per entrare in uno stato di calma.
Questa è una meditazione sulla compassione perché vivere in pace è ciò che tutti desiderano ma per alcuni è impossibile perché pur non avendolo scelto si trovano coinvolti in conflitti sempre più spaventosi.
Per altri che vivono lontano da quei pericoli diretti è reso difficile vivere in pace per l'inquietudine che striscia sottilmente nel cuore suscitata dagli eventi,
Quelli vicini e quelli più lontani ma così presenti grazie alla diffusione da parte dei mezzi di comunicazione.
Qualche volta avvertiamo scoraggiamento e ci sentiamo impotenti a cambiare davvero lo stato delle cose.
Ci chiediamo come possiamo noi soli ad esempio fermare una guerra o come impedire che un pazzo armato aggredisca e uccida bambini di due anni che stanno facendo una passeggiata in un parco o ancora come elevare la nostra protesta in modo efficace di fronte a leggi malapplicate che condannano innocenti a danni di prigione ma poi vengono seguite alla lettera per liberare un uomo accusato a livello internazionale di crimini di guerra,
Di tortura e violenze.
Noi che aspiriamo al bene,
Che cerchiamo di nutrire la mente e il cuore coltivando gentilezza e gratitudine per ogni bellezza del creato,
Noi che cerchiamo pian piano di liberarci dalle catene della sofferenza che deriva dalla rabbia,
Dall'odio,
Dai pregiudizi e dalle discriminazioni e sentiamo la fatica che comporta perché è tanto più facile cadere nella trappola dell'indifferenza,
È tanto più comodo attribuire agli altri la responsabilità dei nostri dolori e dei nostri insuccessi e di ogni evento che ci è avverso.
Noi che con ostinazione un passo alla volta prendiamo coscienza,
Accorgiamo di capire di più e più a fondo,
Di riuscire a non reagire con modalità automatiche sulle quali grava l'ipoteca delle esperienze passate.
Noi cosa possiamo fare?
La risposta è in un concetto antico ma non sempre compreso in profondità.
Possiamo sviluppare la qualità della compassione,
Non l'atteggiamento di pietà che sfiora il disprezzo,
Ma l'empatia in azione che è la partecipazione alla sofferenza dell'altro e insieme il desiderio di alleviarla.
Una comunione intima con un dolore che non nasce con me proprio ma che può portare ad una unità ben più pura di ogni altro sentimento fra esseri umani.
La manifestazione di un amore incondizionato che non chiede nulla in cambio.
Come insegna il Dalai Lama se vuoi che gli altri siano felici pratica la compassione,
Se vuoi essere felice pratica la compassione.
Ecco possiamo rivolgere il nostro pensiero ai potenti protagonisti di tanta sofferenza e percepire che soffrono a loro volta.
Possiamo connetterci a loro con compassione sapendo che le loro azioni sono ispirate dalle catene della rabbia che li spinge ad odiare e non riconoscere l'amore,
Che è la paura di non essere all'altezza che li porta a mantenere una mente ostilmente chiusa per la paura di confrontarsi con ciò che non conoscono e possiamo inviare la luce e il calore della nostra compassione.
Possiamo dal profondo del cuore davvero coltivare il sentimento della compassione e chiedere che venga insegnato insieme alla lettura e alla scrittura a tutti i bambini del mondo e se non accade a scuola possiamo intanto farlo nelle nostre famiglie attraverso il nostro comportamento.
Possiamo operare insieme perché la compassione,
Cioè la capacità di percepire la sofferenza di un altro essere umano e il desiderio sincero di alleviarla rappresenta il fondamento della gira universale.
Allora sì i nostri figli e nipoti potrebbero costruire una civiltà ispirata ai valori di giustizia,
Di etica,
Di amore,
Di inclusione e accettazione di ogni differenza.
Differenza che diventerebbe elemento di valore e non di divisione.
Voglio fare del mio meglio,
Voglio essere di aiuto,
Un facilitatore per la consapevolezza,
Per l'amore nel mondo,
Per le mie relazioni e per quelle di tutti gli esseri umani.
Voglio generare una energia incondizionata e altruistica,
Una capacità di guardare e vedere che altri intorno a me stanno male.
Voglio essere meno concentrata su me stessa,
Lasciare che nel mio cuore emergano parole benevole,
Un amore compassionevole che è come una luce che mando a me stessa e a tutti senza distinzioni.
Non la limito a qualcuno,
La mando proprio a tutti come fosse la luce del sole che non esclude nessuno nel suo splendore.
Luce su ognuno,
Anche quelli che mi ispirano antipatia o odio.
Respiro e immagino che sia energia e calore che scalda d'amore il cuore di tutta l'umanità.
Capisco senza giudicare,
Comprendo le emozioni che affliggono tutti e auguro a tutti di essere liberi da queste sofferenze.
Pensate se i potenti del mondo fossero in pace con se stessi.
Non avremmo avuto 60 milioni di morti a causa di Hitler e di Mussolini e non avremmo decine di guerre in tutto il mondo.
Possiamo dare piena fiducia alla compassione senza scoraggiarci,
Diffondendo questo sentimento a piene mani,
Ispirandoci a quelle figure che testimoniano,
Come Dalai Lama o Madre Teresa di Calcutta,
Che vale la pena di non demordere.
Vale la pena di crederci,
Anche se non vedremo il risultato del nostro impegno,
Ma seminando avremmo contribuito al raccolto.
Pensate quali effetti.
Meno violenza,
Meno aggressività.
Quanta,
Quanta pace.
Voglio concludere con le riflessioni del monaco zen Thich Nhat Hanh,
Che nel suo libro Spegni il fuoco della rabbia,
Annota.
Quando il discorso di una persona è di rabbia è perché soffre profondamente,
Poiché a tanta sofferenza diventa pieno di amarezza.
E' sempre pronto a lamentarsi e attribuire la colpa agli altri per i suoi problemi.
Ecco perché trovi molto spiacevole ascoltarlo e cerchi di evitarlo.
Quando uno è arrabbiato e non sa gestire la sua rabbia è impotente,
Soffre,
Fa soffrire anche le persone che lo circondano.
All'inizio senti che merita una punizione,
Vuoi punirlo perché ti ha fatto soffrire,
Ma dopo dieci o quindici minuti di meditazione e sguardo consapevole e respiro consapevole ti rendi conto che ciò di cui ha bisogno è aiuto e non punizione.
Questa è una buona visione.
Per comprendere e imparare la rabbia dobbiamo sviluppare la pratica dell'ascolto compassionevole e dell'uso di parole amorevoli.
Tutti dobbiamo imparare la pratica dell'ascolto profondo perché ascoltare con compassione può aiutare l'altra persona a soffrire meno.
Se riesci a sederti tranquillamente e ad ascoltare in modo profondo la persona per un'ora puoi rimediare a molte delle sue sofferenze.
Ascoltare con un solo scopo,
Consentire all'altro di esprimersi e trovare sollievo dalle sue sofferenze.
Mantieni viva la compassione durante tutto il tempo dell'ascolto.
L'ascolto compassionevole è una pratica molto profonda.
Ascolti senza giudicare,
Senza incolpare.
Ascolti solo perché vuoi che l'altra persona soffra meno.
L'altra persona potrebbe essere nostro padre,
Nostro figlio,
Nostra figlia o il nostro partner.
Imparare ad ascoltare l'altra persona può davvero aiutarlo a trasformare la sua rabbia e la sua sofferenza.
Concludiamo con un augurio che tutti i potenti possano trovare pace prima possibile sapendo quanto soffrono,
Che possano stare bene perché questo porterà un enorme beneficio a tutti quanti.
E per noi che io possa vivere nel sorriso e nella gioia,
In pace,
Salute e sicurezza.
Che tutti gli esseri viventi possano vivere nel sorriso e nella gioia,
In pace,
Salute e sicurezza.
Namastè
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4.6 (19)
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