
Umanità Condivisa – Ritrovare Connessione e Appartenenza
by Nicolò Mazza
Questa meditazione guidata è un invito a riconoscere ciò che ci accomuna come esseri umani. Attraverso il respiro e l’ascolto del corpo, esploriamo il senso di separazione e lo spazio più ampio della connessione condivisa. La pratica è accompagnata da toni binaurali in onde theta (7 Hz), per favorire uno stato di quiete profonda e apertura interiore. La musica binaurale è stata gentilmente concessa da Nomini Lemhen. Per trarne il massimo beneficio, è consigliato l’ascolto con le cuffie.
Trascritto
Benvenuto o benvenuta in questa pratica,
Prendiamoci qualche istante per accomodarci,
Possiamo sistemare il corpo come è più comodo,
Lasciare che il respiro trovi il suo ritmo e concederci questo tempo insieme.
Siamo qui,
In questo momento,
In questo spazio,
Forse sentiamo di essere soli nel nostro corpo,
Nella nostra esperienza,
Nel nostro modo di vivere questo momento e in parte è vero,
Ognuno di noi abita un corpo diverso,
Porta con sé una storia unica,
Eppure proprio ora respiriamo insieme,
Il peso del corpo che poggia,
Il respiro che entra ed esce,
Questa qualità di presenza ci accomuna,
Possiamo sentire il corpo dove tocca,
Il pavimento o la sedia o il cuscino,
Sentire il peso che si affida senza sforzo,
Senza bisogno di controllare,
E mentre sentiamo questo possiamo anche intuire che in questo stesso istante migliaia di persone stanno facendo la stessa cosa,
Si fermano,
Respirano,
Si concedono una pausa,
Non li conosciamo,
Non sappiamo dove sono,
Eppure condividiamo questo gesto,
Lasciamo che questo inizio sia già un primo filo,
Un primo accorgersi di non essere completamente soli,
Spesso viviamo come se fossimo isole,
Il corpo sembra un confine,
La pelle un muro,
I pensieri una stanza privata dove nessuno può entrare,
E così ci troviamo a gestire tutto da soli,
Le fatiche,
Le paure,
I dubbi,
Ci parliamo dentro cercando di convincerci,
Di controllarci,
Di sistemarci,
A volte perdiamo fiducia negli altri perché ci siamo sentiti fraintesi,
Perché abbiamo detto qualcosa di vero ma ci è sembrato che non venisse visto,
A volte perdiamo fiducia in noi stessi perché ci sentiamo inadeguati,
Perché non riusciamo a stare al passo con ciò che pensiamo di dover essere,
E persino il corpo diventa un territorio da controllare,
Da tenere sotto vigilanza,
Come se potesse tradirci,
Come se non fosse dalla nostra parte,
Questo modo di vivere è faticoso,
Ci logora,
Perché ci mette in una lotta continua con gli altri,
Con noi stessi,
Con il corpo,
Con la vita,
E più ci sforziamo di tenere tutto insieme più ci sentiamo frammentati,
Più cerchiamo di controllare più perdiamo il contatto,
Se questo peso è presente possiamo sentirlo,
Non per giudicarlo,
Non per risolverlo subito,
Solo per riconoscerlo,
Per dire sì,
È qui,
Questo fa parte di ciò che sto vivendo e per un momento lasciarlo riposare qui senza doverlo portare da nessuna parte.
Torniamo al respiro,
Questo respiro che accade ora è lo stesso movimento che attraversa ogni essere vivente in questo momento,
L'aria che entra nei nostri polmoni è passata attraverso alberi,
Attraverso il vento,
Attraverso i mari,
Viene da lontano e andrà lontano,
Respiriamo la stessa aria,
Siamo scaldati dallo stesso sole,
Poggiamo sulla stessa terra,
Il corpo lo sa,
Lo ha sempre saputo,
Siamo fatti dalla stessa materia delle montagne,
Dei fiumi,
Degli animali che camminano accanto a noi,
Ogni cellula del nostro corpo porta in sé elementi che un tempo erano stelle,
Che sono stati pioggia,
Che sono stati alberi,
Quando sentiamo il respiro sentiamo qualcosa che ci attraversa e che appartiene a tutti,
Non è mio,
Non è solo personale,
È parte di un ciclo più grande,
Un movimento che include tutto ciò che vive e quando portiamo attenzione a questo qualcosa può cambiare,
Il confine tra noi e il mondo può diventare meno rigido,
Il senso di separazione può ammorbidirsi,
Quello che viviamo,
Quello che sentiamo,
Quello che attraversiamo è profondamente umano,
La fatica di questi giorni,
Il dubbio che ci accompagna,
La ricerca di qualcosa di più vero,
Fanno parte dell'esperienza umana,
Quando ci sentiamo persi,
Fragili,
Inadeguati stiamo vivendo qualcosa che milioni di persone hanno vissuto prima di noi e che vivono proprio ora,
Questo ci unisce,
Non siamo sbagliati perché sentiamo quello che sentiamo,
Non siamo difettosi perché non riusciamo sempre a stare bene,
Stiamo semplicemente vivendo ciò che fa parte del vivere,
Possiamo permetterci di sentire che l'esperienza non resta chiusa dentro di noi,
Quello che viviamo accomuna invece di separarci,
Quando ci apriamo a questa consapevolezza qualcosa in noi può ammorbidirsi,
La vergogna può allentare la presa perché la vergogna si nutre di isolamento,
Della sensazione di essere gli unici a sentirsi in un certo modo,
L'isolamento può diventare meno pesante perché possiamo intuire che anche se fisicamente soli siamo parte di una trama più grande,
Il giudizio può lasciare spazio alla comprensione,
Possiamo guardarci con più gentilezza sapendo che ciò che viviamo è comprensibile,
È naturale,
Ha senso,
Non serve diventare perfetti,
Non serve risolvere tutto,
Serve solo riconoscere che siamo umani,
Profondamente umani e questo in sé è già abbastanza,
Lasciamo che questo sentire arrivi dove può arrivare,
Non lo forziamo,
Non lo cerchiamo,
Semplicemente lasciamo che sia possibile.
Proprio ora,
Mentre respiriamo,
Siamo parte di qualcosa di più grande,
Uno spazio di umanità,
Uno spazio in cui l'esperienza è riconosciuta come naturale,
Possiamo restare in ascolto di noi stessi e allo stesso tempo sentire di essere dentro qualcosa di condiviso,
Il battito del cuore,
Il respiro che si muove,
La ricerca di senso e il bisogno di vicinanza sono tutte parti di un sentire collettivo,
Non siamo gli unici a cercare qualcosa di più vero,
Non siamo gli unici a desiderare di essere visti,
Compresi,
Accolti,
Amati,
Questo desiderio è universale,
Fa parte del tessuto stesso dell'essere umani,
Quando ci fidiamo di questo possiamo opposare il peso di doverci sistemare da soli,
Possiamo permetterci di essere esattamente come siamo,
Sapendo che questo ha un posto nel mondo,
Non serve nascondere le parti che consideriamo difettose,
Non serve mostrarci solo quando ci sentiamo pronti,
Possiamo semplicemente essere qui così come siamo in questo momento e questo essere così come siamo è già un contributo,
È già un modo di onorare la nostra umanità condivisa,
Ora possiamo semplicemente riposare,
Riposare nel corpo,
Riposare nel respiro,
Riposare nella consapevolezza di essere parte,
Nulla da fare,
Nulla da diventare,
Nulla da sistemare,
Solo questo sentire che ci attraversa e che nello stesso momento attraversa tutto ciò che vive,
Lasciamo che il corpo poggi,
Lasciamo che il respiro fluisca,
Lasciamo che il cuore abbatta al suo ritmo naturale e mentre riposiamo possiamo anche intuire che non siamo mai stati davvero soli,
Non nel modo profondo,
Siamo sempre stati parte di questa trama più grande,
Di questo filo che ci lega a tutto ciò che è vivo.
Piano piano riportiamo l'attenzione al peso del corpo,
Ai suoni intorno a noi,
Allo spazio in cui siamo.
Non serve fretta,
Possiamo prenderci tutto il tempo di cui abbiamo bisogno.
Quando riapriamo gli occhi possiamo portare con noi questo concetto e questo sentire,
Quello che viviamo ci accomuna.
Siamo parte di un filo che ci lega a tutto ciò che respira e ricordarlo può alleggerire il peso di sentirci soli.
Possiamo muoverci con delicatezza,
Muovere le dita,
Muovere le spalle,
Lasciare che il corpo torni al suo movimento naturale.
Quando torniamo alla nostra giornata possiamo portare con noi questo sentire.
Prendiamoci il tempo che serve per tornare.
Grazie per aver condiviso questa pratica con me,
Se ti va puoi lasciare un commento e raccontare cosa hai sentito o cosa si è mosso in te.
La tua esperienza è parte di questo spazio condiviso.
Grazie
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