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Donne di Saggezza 2 - Tsultrim Allione

by Krizia - Lunedì non ti temo

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La rubrica “Donne di Saggezza” racconta storie di donne che hanno illuminato il nostro cammino. Nasce dalla lettura dell’omonimo libro di Tsultrim Allione e dalla consapevolezza che la nostra cultura presenta molto raramente biografie di donne alla ricerca della loro spiritualità, eppure le storie degli altri -anzi delle altre- sono punti di riferimento importanti per articolare la nostra esperienza.

Trascritto

State per ascoltare Donne di saggezza,

La rubrica di lunedì Non ti temo,

Che racconta storie di donne che hanno illuminato il nostro cammino.

Siamo arrivati alla prima storia,

Che è quella di Zultrimaglione,

Che poi ha ispirato questa rubrica.

Do qualche indicazione su chi è Zultrimaglione.

Una donna americana nata nel Maine nel 1947,

Che nel 67 la prima volta e poi nel 69 fa un viaggio con quella che allora era una sua amica dell'università,

Prima in India e poi in Nepal,

E discopre un po' quella che era la cultura buddhista,

Cioè sicuramente c'era già qualche influenza nell'Occidente colto,

Però ne fa esperienze in prima persona.

Tanto che nel 1970 è una delle prime americane ad essere ordinata a Monaca dal Karmapa,

Che è un po' come se fosse il Dalai Lama,

Quindi il capo spirituale della scuola Kagyu,

Mentre Dalai Lama fa parte della scuola dei Gelupa,

Dei cosiddetti berretti gialli.

Quindi una delle tre scuole buddhiste kibetane.

Esatto,

Principali e dalla figura più importante di riferimento.

Quando racconta la sua storia,

La prima volta nel suo libro Donne di saggezza,

Che è uscito nel 1984,

E apre secondo me con una storia particolare,

Che è quella delle donne della sua famiglia,

In particolare quella della sua nonna.

Sì,

La particolarità di Zultrim nasce proprio dalla nonna,

Probabilmente era una cosa che faceva parte del sangue di questa famiglia.

La nonna infatti è stata una delle prime donne,

Diciamo la quarta donna in ordine di tempo a conseguire una laurea al Radcliffe College,

Era studiosa di filosofia e anche la nonna conosceva personaggi importanti della cultura e dell'arte come William James e Kadil Gibran,

Così tanto per fare un nome come un altro,

Che tra l'altro la ammirò molto e addirittura le fece un ritratto.

Quindi fa proprio parte un po' della genetica di Zultrim,

Sia l'attenzione verso la cultura e un po' immergersi in un mondo che ti nutre,

E sia un po' questo indirizzo femminile se vogliamo verso la cultura e verso magari la spiritualità.

Nelle prime pagine racconta quanto per la nonna fosse stato difficile dover scegliere tra la sua carriera professionale e la famiglia,

Perché comunque la nonna ha dovuto lasciare tutti i suoi impegni professionali e dedicarsi ai figli,

Tanto da arrivare a chiedere a cena ai bimbi e ai suoi bimbi di fare un po' di conversazione più elevata,

Quindi mostrando forse questa situazione che in quegli anni era sicuramente particolarmente frustrante.

Sì,

Tutto va contestualizzato,

Quindi è stata una delle prime donne a laurearsi,

Però poi ha dovuto sposarsi e ha avuto dei figli e quindi ha dovuto fare una scelta,

Però nella scelta che ha fatto ha comunque trasmesso l'attenzione magari a cose importanti come poter avere delle discussioni elevate durante la cena.

Sì,

Credo che abbia passato anche l'importanza di sentirsi realizzati e indipendenti,

Perché quello che poi fa Zoltrim è viaggiare da giovanissima,

Sicuramente da una posizione privilegiata,

La sua amica del college è la figlia dell'ambasciatore di Calcutta,

Cioè insomma aveva sicuramente un background agiato.

Questo però non l'ha fatta rimanere incollata,

Ma anzi l'ha portata ad esplorare un mondo e a mettersi davvero in gioco,

Perché poi racconta di periodi in cui ha vissuto veramente in stanze fatte di lamiera in India,

In situazioni molto precarie,

Non per niente si è ammalata,

Ha preso anche l'epatite nei primi anni.

Al di là del background agiato,

Poi si è messa in gioco e in discussione in tutto e per tutto.

Lei diventa monaca e conosce un maestro che le dà questa sadhana.

La sadhana è un testo fondamentalmente di pratica buddista,

Che è la mamudra,

E lei inizia a praticare anche da monaca,

Se non sbaglio,

Proprio nel primo periodo con questo testo che le viene dato.

Sì,

Sì,

Lei canta il canto della mamudra di Tilopa e cercava di praticare in questo modo.

Fin quando non incontra però una monaca che le dice che in realtà sta sbagliando,

Che ci sono degli altri step,

Degli altri approcci,

Che sta iniziando da un testo troppo difficile,

Che il percorso corretto non è quello.

E lì,

Secondo me,

È il primo momento,

E poi in realtà nella sua vita ce ne saranno altri,

In cui viene indiottita dal sistema e quindi si stacca da quelle che sono le sue tendenze innate,

La sua spiritualità libera,

E si avvicina invece a quelli che sono i dogmi o le aspettative o gli step previsti.

Però mi viene da fare un appunto,

Nel senso che anche lì probabilmente ritorna un po' il sangue delle donne di quella famiglia.

È vero che lei comincia a seguire un percorso con tutti i crismi,

Quindi studia,

Medita,

Segue il percorso ortodosso,

Tuttavia questo percorso le serve per acquisire conoscenza del buddismo e in particolare per la prima volta in questo modo viene a conoscenza di importanti biografie che saranno per lei motivo di ispirazione,

Ma comincia a trovare anche frammenti di storie di donne e questo quindi un passaggio importante,

Per cui se da un lato è vero che viene in qualche modo inglobata da sistema,

Lei all'interno di quel sistema un po' come fece la nonna quando a cena chiedeva di avere una conversazione un po' più alta,

Riesce poi a trovare il suo mondo e il suo sistema.

Questo senz'altro anche perché lei per prima parla di un'esperienza spirituale che non va forzata,

Non ha senso cercare di afferrarla perché è qualcosa di delicato come il sussurro del vento,

Ma si può purificare la propria motivazione,

Il proprio corpo e cercare di coltivarla.

Apparteniamo a una cultura che ci insegna che c'è sempre qualcosa di esterno da ottenere per essere soddisfatti e finiamo per perdere di vista la nostra saggezza innata.

Lei durante gli anni in cui è monaca vive in India,

Segue poi gli insegnamenti di un maestro,

Un maestro sposato con figli.

Ad un certo punto dice al maestro che sognava spesso di bambini.

Questo maestro scoppia a ridere e le dice tutte le monache dovrebbero avere bambini.

Io sono rimasta comunque un po' stupita da questo tipo di reazione.

Lei continua a parlare di questo dissidio interno tra rimanere monaca,

I sogni dei bambini e quindi probabilmente di una vita lasciando le vesti,

Tanto che un giorno va dal maestro e continua a dirle guarda che questi pensieri sulla maternità,

Sui bambini,

Sul sesso sono sempre più forti.

Quanto devo aspettare?

E lui le risponde ma dipende da quanto puoi aspettare e forse questo è stato il momento in cui si è sciolto l'aspettativa di dover essere in un certo modo e di rimanere attaccati a qualcosa che per lei non era più adatto.

Una delle cose che mi ha particolarmente colpito di Zultrim rispetto al suo periodo da monaca è stato il fatto che lei l'abbia definito come un'esperienza inestimabile e soprattutto un momento in cui lei ha fatto esperienza di un'esistenza vergine,

Intendendo con questo termine il vero significato della parola,

Cioè un'esperienza di ragazza sola,

Completa per sé e che non apparteneva a nessuno.

Lei infatti dice la foresta vergine non è un luogo arido o sterile ma anzi molto fertile e rigoglioso.

Essa si è moltiplicata perché ha colto dentro di sé la vita e l'ha trasformata.

E' un luogo dove la vita nasce spontanea e le cose morte,

Riciclate,

Tornano a vivere.

E' vergine perché non è sfruttata e non è sotto il controllo dell'uomo.

Quindi lei durante questo periodo della sua vita è riuscita a crescere come persona e come donna senza la perdita d'energia che deriva da una relazione,

Per potersi poi magari successivamente sperimentare in altri tipi di relazione.

Ovviamente ha restituito i voti,

Non avevamo specificato,

Però è così dopo circa quattro anni restituisce i voti.

Nel giro di un anno si sposa e diventa mamma,

Quindi diciamo che il cambiamento è stato abbastanza deciso.

Sì,

Probabilmente le pulsioni che sentiva,

I sogni che faceva erano molto forti.

Sì,

Nell'arco di meno di un anno si sposa con Paul,

Un olandese,

E diventa prima mamma di Sherab e nove mesi dopo mamma di Aloka.

Nell'arco di due anni lascia la vita monastica,

Si sposa e diventa mamma di due figlie.

Non è un cambiamento da poco,

Direi,

In generale.

Sicuramente penso che l'indipendenza e la libertà che aveva provato come monaca fosse molto diversa da quello che poi sperimenta invece come moglie,

Come mamma e con appunto dei doveri,

Dei tempi ristretti.

Tant'è che lei stessa dice che i mutamenti furono notevoli e che aveva questo bisogno fisico di diventare madre e di nutrire un'altra creatura,

Ma che allo stesso tempo non aveva la possibilità di continuare la pratica di meditazione come era solita fare.

Nonostante cercasse,

Diciamo,

Di alternarsi con il marito,

Aveva fatto una scelta da cui non poteva più tirarsi indietro,

Quindi sicuramente c'è un senso anche di sopraffazione.

Parla di potere e forze che venivano da dentro il corpo di un'intensità mai provata prima.

Durante quel periodo comunque sperimenta anche il piacere di confrontarsi con altre donne,

Parlando principalmente dei propri figli,

Quindi il confronto rispetto alla propria maternità,

Ma in un secondo momento tutte quelle donne capiscono che non vogliono soltanto parlare di figli ma vogliono parlare e osservare la propria vita confrontandosi tra di loro.

Infatti attraverso questi incontri capisce com'è importante l'esperienza di essere donna,

Comincia proprio ad apprezzarla e apprezza anche la compagnia femminile.

Desideravo ardentemente ritrovare il mio sentiero spirituale nella consapevolezza di me stessa come donna.

Cominciai quindi a pensare a questo libro,

Quindi l'esperienza di mamma,

Il confronto con altre donne,

La riportano a quel sentire che era già arrivato in precedenza quando aveva scoperto frammenti e biografie di altre donne e quindi comincia a pensare alla possibilità vera di scrivere questo libro.

Sì,

Infatti parla proprio di rendersi conto che essere donna non è un impedimento di aver maturato sempre di più questa consapevolezza,

Ma che la donna ha una sua capacità di curare,

Di ascoltare,

Di dare aiuto senza giudicare e vedere direttamente dentro le cose.

Inizia qui forse il percorso da appunto donna,

Mamma,

Il percorso nel buddismo ma fuori dal contesto monacale e lei stessa infatti poi dirà che entrare nel sistema era per lei entrare in una disciplina organizzata che non le permetteva di esplorare,

Di sentirsi,

Che anzi la faceva chiudere,

Stagnare.

Sì,

Sì,

Infatti lei continua a sbicolare,

A sgusciare dai sistemi ben organizzati,

Non riesce a sopportarli anche nel momento in cui si allontana dal marito,

Si separa dal marito e va.

Dici così?

Da un colpo di scena?

Scusate,

Si è separata dal primo marito.

Ho detto che ne ha avuti altre!

Quindi nel momento in cui si separa dal marito,

Va a vivere all'interno di una comunità buddista,

Anche lì si rompe le scatole,

Lo possiamo dire.

Cioè lei non riesce proprio a sopportare un sistema organizzato e in particolare un'organizzazione patriarcale,

Scusate ma quando dico questa cosa mi si impappina la lingua,

Gerarchica e strutturata.

Ovviamente,

Come avete potuto intuire,

Il primo matrimonio dopo qualche anno naufraga.

Vabbè,

Ma lei ha tempi veloci,

Cioè faccio la monaca a quattro anni,

Ho queste pulsioni,

Mi sposo,

Faccio ben due figli in nove mesi,

Però basta,

Basta questo sistema,

Basta,

Ci separiamo.

Ferma,

Ferma,

Non dire tutto quanto,

Abbiamo ancora tutto il podcast.

Dicevo che ha una vita complessissima,

C'è le altre storie in confronto,

Vabbè.

Dicevo che sicuramente il suo approccio è particolare,

Perché all'interno del lineaggio Kagyu,

Lei si avvicina comunque già alla pratica del Cho,

Che è una pratica che ha a che fare con lasciare andare l'attaccamento alla propria forma corporea,

Ma è una tradizione particolare,

Si pratica nei cimiteri per superare le proprie paure,

Le malattie,

Si affrontano queste entità,

Questi demoni creati dalla nostra mente.

Quindi comunque il suo cuore,

La sua spiritualità innata andava già verso qualcosa di un po' fuori dagli schemi.

Comunque dicevamo,

Lascia il primo marito e dopo poco si sposa nuovamente e sceglie un italiano e viene a vivere a Roma.

Parla malissimo della sua esperienza in Italia e di questi anni in cui vive qui,

Rimane incinta quasi subito anche di due gemelli.

A proposito delle chicche di Zuntrimaglione,

Un'altra cosa in comune con la nonna era la conoscenza di personaggi del mondo della cultura,

Dello spettacolo eccetera eccetera.

Infatti Zuntrim conosce il secondo marito grazie a un noto personaggio dal nome Allen Gisberg.

Ora non so se qualcuno per caso non ha conoscenza di questo poeta,

A parte gli scherzi,

Allen Gisberg che conosceva Zuntrimaglione e alla quale peraltro chiede di insegnarli a meditare,

La porta a conoscere quello che poi gli venne il secondo marito di Zuntrimaglione.

La storia con Costanzo è comunque molto triste.

Da lui ha due gemelli,

Chiara e Costanzo.

Zuntrim racconta di questa maternità e di questo parto molto difficile.

Ci sono delle pagine veramente struggenti su questo,

Parla malissimo chiaramente del sistema sanitario italiano.

Non era abituata,

Lei gli altri due figli aveva avuti un parto in casa in un contesto molto più protetto e invece questo essendo un parto gemellare con delle complicazioni o altro ovviamente ospedale e tra l'altro settimane e settimane di incubatrice.

Magari è quella la parte che l'ha spaventata di più e l'ha proprio traumatizzata perché l'idea di non poter accudire i figli,

Di non potersi avvicinare,

Di non poterli allattare per lei è stato devastante.

Anche perché i bambini non miglioravano,

Quindi erano in incubatrice,

Venivano allattati con il latte che lei si toglieva dal seno,

Ma non stavano migliorando e non volevano assolutamente fargli rivedere.

Tant'è che lei ha dovuto poi contattare dei medici americani,

Firmare delle carte,

Insomma si è portata via a casa e come è tornata a casa con i figli la situazione è subito migliorata ed entrambi hanno ripreso forza.

E dice al di là di questo un passaggio che secondo me è molto importante.

Dice che il campo naturale della donna,

La nascita dei bambini,

È stato totalmente usurpato dal patriarcato.

C'era un esperto che ogni giorno mi ripeteva che tutto andava bene e che i bambini avevano solo bisogno di restare qualche altra settimana nell'incubatrice prima che io potessi prenderli in braccio e allattarli.

Mi sentivo impotente,

Indebolita dalla gravidanza dal parto e in soggezione di fronte ai medici dell'ospedale.

Purtroppo nonostante tutto procedesse bene e i bambini crescessero,

Una notte trovò la figlia Chiara morta nel suo lettino.

Era quella che si chiama morte bianca,

Morte in culla.

Questo è stato uno dei momenti più dolorosi nella vita di Zoltrim e per questo parlo di esperienza triste con Costanzo perché entrambi hanno vissuto ovviamente la tragedia del lutto di questa neonata ed è stato molto difficile risalirne sia come coppia che personalmente.

Lei stessa dice che la morte della bambina comunque aveva messo in crisi il rapporto teso con il marito,

Però in un certo senso aveva come ripercorso un giro completo nel cammino spirituale che aveva iniziato tanti anni prima e si era resa conto di essere cambiata sia attraverso i vari insegnamenti che attraverso le varie esperienze che la vita le aveva portato.

A quel punto cercava di integrare con quello che cominciava a capire della spiritualità femminile dello Zou Chen.

Quello che capiva Sun Trimalione era che la spiritualità per lei era legata ad una parte delicata,

Gioiosa e basta che in situazioni di disciplina organizzata si chiudeva,

Che è un po' quello che abbiamo detto prima.

Più lei sentiva che la sua mente era limitata da forme esteriori e più questa energia a lei spulgiva.

Sì,

Diciamo che riprende nella tradizione dello Zou Chen il Chod,

Quindi delle pratiche appunto che poi in realtà l'hanno sempre accompagnata dall'inizio e le approfondisce sempre di più,

Tant'è che si parla qui delle prime visioni di Machiclatron che è la capostipite della tradizione del Chod.

Sì,

Un po' l'incarnazione della saggezza femminile.

E lei ha proprio queste esperienze,

Chiamiamole mistiche,

Di visione,

Di connessione,

Grande connessione con Machiclatron.

Cosa succede?

Si separa da Costanzo,

Torna in America,

Quindi non vive più a Roma e nel 1989 o 86,

Dipende dalle fonti,

Quindi cambiano gli anni,

Incontra quello che sarà il suo terzo marito.

E questa volta non ho spoilerato.

Stanno insieme e sono proprio un sodalizio sia spirituale che d'amore.

Sì,

Esatto,

Sono vicini in tutti gli anni che sono stati poi fondamentali per la crescita di quello che è il lignaggio di Machiclatron,

Ma anche solo del buddismo,

In America.

Zultrim è la capostipite di un gruppo di monache occidentali ordinate in Oriente e che poi tornano in America,

In questo caso,

Per trasmettere il buddismo nella forma più vera e pulita possibile ad un popolo diverso e facendo in modo che possa entrare nelle vite del mondo occidentale.

E questo è stato poi la missione della vita di Zultrim,

Proprio questo ponte tra Oriente e Occidente.

E in questo il terzo marito David l'è stato proprio accanto in tutto e per tutto perché assieme fondano quello che ancora oggi è un grandissimo centro di studio e pratica in Colorado,

Il Tara Institute,

E assieme vivono forse uno dei periodi in cui ci sono i più grandi riconoscimenti per Zultrim Aldione.

Nel 1993 nasce il centro.

Nel 2007 viene riconosciuta da un lama residente in Tibet come emanazione di Machiclatron e poco dopo da un altro lama invece in Nepal di nuovo come emanazione di Machiclatron stessa.

E questo è non così usuale,

Ma comunque è possibile nel buddismo.

Lei ne parla come una sorta di riconoscimento e rafforzamento del lignaggio di Machiclatron anche in Occidente e come un modo di trasmettere gli insegnamenti in maniera ancora più forte,

Di far passare questa energia in maniera sempre più precisa,

Sempre più determinata.

Nel 2009 viene riconosciuta da una commissione illustre in Thailandia come una delle personalità femminili più importanti del buddismo e quindi sicuramente è un periodo di conferme.

Purtroppo nel 2010 viene a mancare per un attacco di cuore il marito.

È una morte improvvisa che ha toccato tantissimo Zultrim Aldione.

Sono stati insieme 21 anni.

Quando lui muore racconta in un'intervista proprio di aver bloccato tutto,

Cancella i suoi impegni di lì a un anno e parte per un lungo pellegrinaggio in India,

Tibet,

Nepal,

Proprio per rinascere,

Per metabolizzare questa perdita e onorare il dolore.

Fa un bellissimo discorso e anche un parallelismo tra il travaglio e il dolore.

In questa intervista parla del lutto come di ritornare nei luoghi di pellegrinaggio a lei più cari,

Come modo per vivere il lutto,

E parla di somiglianza con gli elefanti che periodicamente,

Per molti anni,

Tornano alle ossa dei loro morti e le accarezzano con tronchi e piedi,

Come una sorta di rituale per onorare l'amore che hanno per la propria tribù e per chi è mancato.

E quindi anche lei decide di fare questo pellegrinaggio nei luoghi sacri e parla del dolore come del travaglio del parto,

Qualcosa che non puoi controllare,

Che non puoi prevedere,

Che arriva come un'onda e che ricorda anche la nascita.

Quando si è in travaglio si è soggetti a qualcosa che è appunto fuori dal nostro controllo e l'unica cosa che si può fare è sottomettersi e così accade con il dolore,

Che però fa parte dell'esperienza umana,

Non è qualcosa che possiamo eliminare o far finta che non ci sia.

Dice di sentirsi come se stesse imparando sempre più profondamente un intero pezzo dell'esperienza umana.

In questa intervista parla tra l'altro sia del lutto per la figlia che del lutto per il compagno e dice che non c'è modo di spiegare questa perdita,

Ma allo stesso tempo la rendono più empatica e vicina a chiunque nel mondo abbia subito qualcosa di simile.

E' molto umana quando dice questo,

Perché dice nel buddismo insegniamo sempre l'impermanenza,

Che tutto viene,

Tutto va,

Che niente è per sempre,

Però quando poi muore improvvisamente tuo marito dopo 21 anni,

Questa cosa qui la fai tua ad un altro livello,

In un altro modo ancora,

E che a volte il dolore va oltre le parole e lei decide però di onorarlo e di non volersi anestetizzare o distrarre o cercare di farlo passare il prima possibile.

Vuole onorare l'amore per David soffrendolo completamente e integrando pian piano la parte di perdita con l'aiuto dei luoghi e delle persone che visita in questo pellegrinaggio.

Quindi per concludere,

Come ci piace concludere tutte le volte,

Credo che dobbiamo tanto a Sultan Malione,

Per noi sicuramente è una donna di saggezza,

Una fonte di ispirazione,

Per come ha deciso di vivere la propria vita rimanendo in tutto e per tutto fedele a se stessa attraverso tutte le varie esperienze della vita stessa e della formazione spirituale.

Abbiamo saltato il pezzo in cui lei ha concepito questo libro,

Che nasce alla fine della relazione col secondo marito.

Anche in questo caso,

Come un po' in tutte le esperienze di Sultan Malione,

Mi sembra una sorta di dono al termine di un percorso importante della sua vita,

Un dono che le ha fatto sicuramente a se stessa,

Ma a tutti noi.

Mi piace un po' concludere con le parole che lei stessa ha detto quando ha pubblicato il libro.

Quando avevo cominciato a lavorare per questo libro sapevo solo di poche grandi yogini in Tibet,

La scoperta che in realtà sono molte di più da coraggio e ispirazione.

Considero il presente libro un primo passo,

Non il discorso conclusivo su queste donne coraggiose e piene di potere.

Possa la loro benedizione espandersi ed essere di beneficio a tutti gli esseri senzienti.

E speriamo che arrivi anche a tutti i sei nipotini di Zultri,

Che è nonna.

Dovevamo dire anche questo?

Sì,

Volevo concludere con una nota positiva.

Magari c'è pure i pronipoti e non lo sappiamo,

Dobbiamo indagare.

No,

Al momento non abbiamo trovato niente,

Le nostre doti di stalking online.

Ora chiederemo l'amicizia su Facebook a una delle figlie o delle nipoti di Zultri.

Va bene,

Noi salutiamo tutti e la prossima volta non sappiamo ancora di chi parliamo.

Ma non è vero,

Su su.

Lo sai già di chi parliamo?

Prossima andiamo avanti.

Sul libro continuiamo?

Allora,

Chic,

Chi c'è dopo?

Ma non lo so,

Poi vediamo.

Avete appena ascoltato la rubrica Donne di saggezza di Lunedì non ti temo,

Storie di donne che hanno illuminato il nostro cammino.

Io sono Rachele e io sono Crizia.

Se ti è piaciuto questo episodio seguici per non perdere gli altri e ricordati di lasciarci un feedback e perché no di farlo conoscere.

Sì.

4.6 (33)

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January 8, 2024

Molto interessante. Vorrei sapere di più di lei come madre. Ci sono racconti o interviste dei suoi figli su di lei? Grazie 🙏

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molto bello e interessante

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Bhe, consigliatissimo sia a noi "donne" che agli "uomini" , perché conoscere fa bene! 01.01.2021

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June 1, 2020

Molto interesante! Grazie mille🌷

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May 14, 2020

Molto interessante! Bella la narrazione con doppia voce, stile chiacchierata, rende tutto ancora più piacevole ! Grazie !

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