
Meditazione sul Respiro
Questa Meditazione sul Respiro, di pratica della mindfulness, di pratica della consapevolezza ci insegna a essere presenti in maniera quanto più totale, qui nell'esperienza che stiamo vivendo, ora, momento dopo momento.
Trascritto
Cominciamo questo ulteriore momento di pratica,
Questa pratica con cui stiamo venendo sempre di più in confidenza,
Questa pratica della mindfulness,
Della consapevolezza,
Della presenza di tutta la nostra persona nell'esperienza che stiamo vivendo qui,
Ora,
Momento dopo momento,
Momento dopo momento e cominciamo portando l'attenzione in primo luogo al corpo,
Alla sua postura,
Al suo essere contratto,
Teso o magari troppo rilassato.
Cerchiamo di trovare la posizione che ci sembra adatta per questa pratica,
Per noi,
In questo momento,
Questa volta,
Possiamo essere sdraiati,
Seduti,
Possiamo rimanere con le gambe incrociate,
Possiamo appoggiarci ad un panchetto,
Qualunque sia la nostra posizione,
È importante che noi assumiamo una posizione che esprima l'intensità,
La fierezza del nostro impegno di rimanere presenti nell'esperienza che stiamo vivendo,
Nel momento in cui la stiamo vivendo,
Così come l'esperienza è.
Quindi il nostro corpo,
La stabilità del nostro corpo,
Sono un punto di appoggio e di riferimento fondamentale per la pratica.
Assumiamo una posizione confortevole,
Stabile,
Che ci faccia sentire quanto più radicati potremmo sentire che non siamo ancora riusciti a trovare questa posizione.
Allora proviamo a fare degli aggiustamenti che diventano probabilmente sempre più minuti.
La nostra schiena dovrebbe essere quanto più diritta,
Ma non rigida,
Perché questa posizione della schiena ci può consentire una migliore vicinanza con l'esperienza della respirazione,
Con l'energia che ci attraversa con il respiro.
Quindi abbiamo assunto una posizione che ci sembra adeguata da mantenere,
Una posizione che potrebbe eventualmente essere corretta,
In parte,
In alcune parti del corpo,
Finché sentiamo che ci siamo in una modalità che ci consente di sentirci stabili,
Sicuri,
Pronti a chiudere lentamente gli occhi e ad accogliere questo momento come un entrare profondamente nella nostra capacità di sentire,
Di sentire il respiro,
Di sentire il respiro che entra,
Di sentire il respiro che esce.
L'intenzione di mantenerci attenti al respiro immediatamente conduce al riscontro delle difficoltà di mantenere questa attenzione,
Perché la mente vaga,
Vaga,
Si distrae.
La mente ci porta eccitazione,
Turbamento,
Distrazione.
La mente ci porta emozioni di rabbia,
Emozioni di gioia.
Ci dice seguimi e noi andiamo immediatamente dietro la mente e perdiamo il punto di riferimento che abbiamo deciso di assumere,
Cioè il respiro.
Ma nel momento in cui ci rendiamo conto che ci siamo distratti,
Bene,
Quello è il momento per ritornare a essere presenti.
Non si tratta di ragionare,
Non si tratta di pensare,
Si tratta di sentire,
Sentire,
Sentire dal corpo il respiro,
Riportare dalla mente,
Dalle distrazioni della mente,
Dalle turbulnze della mente,
La nostra attenzione al respiro,
Percepirlo nel corpo.
Qualcuno lo percepisce di più nella pancia e sente che il respiro la gonfia e poi la lascia.
Qualcuno può percepire il respiro più nell'espansione che essa provoca al livello della gabbia toracica e poi alla sua contrazione.
E qualcun altro può sentir di più,
Percepire di più il respiro che entra attraverso le narici e che esce attraverso le narici.
E va bene,
Va bene comunque.
Noi dobbiamo trovare il nostro modo e rimanere fedeli a quello per tutto il tempo di una sessione di pratica.
E attraverso le sensazioni che il corpo mi dà,
Sento il respiro,
Sento il respiro che entra,
Che esce,
Il respiro che entra,
Il respiro che esce.
Non c'è niente da correggere,
Non c'è niente da modificare,
C'è solo da percepire.
Qualunque sia il ritmo,
Qualunque sia il mio respiro,
Coglierlo,
Percepirlo,
Apprezzare.
E la mente ci ha fatto nuovamente distrarre,
Siamo nuovamente altrove,
Siamo nel passato,
Siamo nel futuro.
Potremmo essere in un'emozione negativa,
In una positiva o in una sensazione del corpo.
Magari ci è venuta in mente una cosa.
Bene,
Cogliamo questa distrazione,
Lasciamo andare qualsiasi cosa ci è venuta in mente e proviamo a ritornare con gentilezza,
Con tanta gentilezza,
Senza nessun rimprovero nei nostri confronti.
Proviamo a tornare al respiro,
Perché rimproverarci e arrabbiarci,
Dire che non sappiamo meditare è del tutto sbagliato.
In quanto meditare,
Essere presenti,
Vuol dire cogliere le nostre distrazioni,
Vuol dire magari sorridere alle nostre distrazioni e tornare indietro laddove c'è il respiro.
Il respiro ci aspetta,
Fedelmente,
È un rifugio,
È un posto sempre presente.
E cento volte,
Cento volte la nostra mente ci porta lontano,
Una sensazione corporea ci porta lontano e cento volte ritorniamo presenti.
Facciamo attenzione a questa distrazione e possiamo cogliere per un attimo l'oggetto che ci ha distratto o il pensiero che ci ha distratto,
La sensazione,
E lasciamola andare ritornando al respiro,
Non attacchiamoci alla distrazione.
È importante che noi compiamo questi passaggi non in modo meccanico,
Non in modo aspro,
È importante immaginare la corrente di una continuità che coglie l'attenzione al respiro,
Lascia nel respiro la propria presenza profondamente,
Poi la distrazione eventuale dopo pochi secondi,
Dopo pochi minuti,
E di nuovo la capacità di cogliere queste distrazioni,
Di cogliere che cosa è che ci ha distratto,
Ma solo per lasciarlo andare,
Nessuna investigazione,
Nessuna analisi,
Nessuna critica,
Nessun apprezzamento su quello che ci ha distratto,
Solo ecco questo è e lo lascio andare per quanto doloroso,
Per quanto interessante,
Per quanto mi riguardi,
Riporto l'attenzione al respiro,
Lo ritrovo,
È lì,
Il resto nel respiro.
E ogni respiro è diverso,
Ogni respiro è unico,
Ogni respiro è quello che è,
Nuovo.
Così come il mio modo di distrarmi è unico,
È nuovo,
Mille modi usa la mente,
Perché è giusto che funzioni come funziona per distrarmi,
Ma mille una volta io riporterò la mente che mi porta dove vuole,
All'attenzione sul respiro,
Che è dove voglio essere io,
Essere presente.
E' un po' come vederlo da questo punto di vista,
Vogliamo controllare noi,
La nostra mente,
O vogliamo che la mente ci controlli?
Ebbene quando la mente ci cattura con le sue distrazioni,
Con i suoi pensieri,
Con le sue sensazioni fisiche,
Insomma quando ci distoglie dall'oggetto della nostra pratica,
La mente in quel momento ci sta controllando.
Ricordiamoci che stiamo praticando,
Per certo versi potremmo dire un allenamento alla presenza,
Che ci accompagnerà poi nella vita,
Oltre la pratica,
Nella quotidianità.
Stiamo praticando un allenamento a essere consapevoli di quanto e di come la mente funzioni autonomamente,
Consapevoli della necessità di portare sulla mente una sorta di fascio di luce,
Come di un faro,
Di un faro che arriva,
Illumina e coglie quell'oggetto che era rimasto all'oscuro per tanto tempo,
Mentre la luce era altrove.
E' come se noi vivessimo all'oscuro del funzionamento della nostra mente e la consapevolezza che alleniamo con la pratica,
Con la consapevolezza del respiro,
Ci aiuterà come ci aiuta ora essere consapevoli di quello che accade,
Momento dopo momento.
Sempre diverso.
Dobbiamo provare a diventare sempre più familiari con il funzionamento della nostra mente e dobbiamo provare a diventare sempre più attenti al suo divagare,
Al suo scegliere di farci vedere una cosa piuttosto che un'altra,
Al suo portarci il futuro nel presente o il passato nel presente,
Perché quello che vogliamo è restare nel presente per quello che è,
Perché solo così sapremo di essere vivi,
Sapremo di essere noi.
Il sapere di cui stiamo parlando è radicato nel sentire di essere vivi,
Nel sentire di essere noi,
Nel sentire le onde del nostro respiro sempre diverse.
Tutto ciò che è vitale è ciclico,
Così il nostro respiro è questo ciclo di aria che entra e aria che esce,
Come le stagioni,
Come le maree,
Come i cicli della fertilità.
Tutto ha un ritmo,
Tutto viene,
Va.
Il nostro respiro ci insegna questa stabilità di fondo rispetto ad una superficie che si modifica,
Che si trasforma.
Il respiro resta e ci quieta,
Ci quieta e quando la mente inquieta ci porta altrove sappiamo come tornare,
Qual è la strada per quel luogo sicuro,
Quel luogo sicuro dove c'è quiete,
Dove siamo noi.
La consapevolezza del momento in cui sto respirando mi ci metto dentro consapevolmente e questo,
Questo essere radicati nella consapevolezza,
Questa presenza è più grande di ogni pensiero,
È più grande di ogni tipo di pensiero,
È più saggio di ogni pensiero,
È più saggio di ogni pensiero,
È più gentile,
È più gentile di ogni pensiero.
Questa consapevolezza è più grande,
Più gentile,
Più saggia di ogni pensiero.
E io ancora per qualche minuto intendo essere presente,
Malgrado la fatica stia arrivando,
Malgrado il senso di stanchezza,
Di sonnolenza che può essere arrivato o di irrequetezza,
Ancora qualche minuto per prendermi cura di me,
Per portare l'attenzione al respiro e prendersi cura di sé e imparare,
Ricordare,
Rinnovare la cura di sé.
Il mio respiro va bene,
Non devo cambiarlo,
Quando mi distraggo posso tornare al respiro dopo aver notato la distrazione.
Tutto questo non è un percorso a gradini,
È una continuità,
Un fluido.
Attenzione,
Distrazione,
Attenzione.
Respiro che entra,
Respiro che esce,
Respiro che entra,
Respiro che esce.
Momento,
Dopo momento,
Dopo momento.
Ed ora lentamente,
Lentamente lasciamo concludere questa pratica e possiamo quindi aprire gli occhi con il nostro ritmo,
Senza fretta,
Possiamo metterci un secondo o un minuto,
Facciamo a modo nostro,
Apriamo gli occhi a modo nostro.
E quando sentiamo che è il momento,
Cerchiamo di sentire dove il corpo chiede di essere mosso e lo muoviamo.
Lasciamo muovere le dita delle mani,
Dei piedi,
Il collo,
Le spalle.
Lasciamo questo momento di pratica,
Di pratica formale,
E andiamo incontro a tutti gli altri momenti della nostra vita,
Di pratiche non formali,
Di consapevolezza.
Ma a questi momenti possiamo arrivare con un modo di essere più consapevole,
Più presenti.
Possiamo arrivare quanto più totalmente noi stessi.
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