
Riflessioni su come uscire dalla zona di confort
Riflessioni su come uscire dalla zona di confort, usando il metodo del Buddha, con la luce della consapevolezza, per vivere appieno la vita. E' questo il tema che ispira queste riflessioni su come uscire dalla zona di confort: spesso pratichiamo soltanto nella nostra zona di confort, quando né siamo troppo felici né siamo troppo infelici o pieni di sofferenza. Così non viviamo appieno la vita, ma possiamo farlo!
Trascritto
Con questa meditazione volevo cominciare una serie del Satipatthana Sutta.
Il Satipatthana Sutta è l'insegnamento del Buddha,
Quello più praticato.
È una specie di enciclopedia delle meditazioni,
Tutte nella categoria del Vipassana,
Questa meditazione che abbiamo fatto questa sera di osservazione.
Abbiamo già fatto tutte le meditazioni invece della Napanasati Sutta,
Che sono meditazioni di tipo Samatha,
Quindi di calma,
Di raggiungimento anche dei jhana,
Dei stati di concentrazione.
E poi ci sono anche parte,
Anche nel Satipatthana,
Di Vipassana,
Ad esempio quando si osservano i Dharma.
In tutte queste meditazioni uno degli aspetti più importanti è proprio riconoscere che non c'è stabilità in pressoché nulla di quello che osserviamo.
L'elemento più significativo dell'insegnamento del Buddha,
Se lo volessimo dire in una singola parola,
È Anicca.
Anicca vuol dire che non c'è stabilità,
Che non c'è sicurezza,
Che ciò che nasce è destinato comunque a morire.
Anche se il Buddha poi ci insegna che esiste anche un altro stato,
Che è lo stato del senza morte,
Lo stato invece di serena stabilità.
È quello che si tocca quando si raggiunge anche per qualche istante il Nirvana,
È quello che si raggiunge in modo stabile quando si ha la piena illuminazione.
In quel caso non c'è nascita e non c'è morte.
Ma noi siamo immersi nel mondo,
Il mondo invece è continuamente composto da cose che si aggregano,
Per un po' esistono e per un po' non esistono più.
Davanti a un microfono che è composto da una griglietta,
Una scritta,
Una base,
Un bel po' di elettronica,
Un bel cavo di plastica dentro dei fili.
Ma prima o poi questo microfono si romperà,
Il cavo di plastica si usurerà,
Uscirà fuori il rame,
Anche il rame piano piano scomparirà,
Così come la griglietta sarà corrosa dal tempo e non rimarrà più niente.
E così come la griglietta anche il mio corpo subirà esattamente lo stesso trattamento.
Oggi è un corpo che già in questo momento in cui sto parlando sta cambiando e continua a cambiare momento dopo momento.
Un corpo che in realtà non è nemmeno del tutto mio,
Composto da miliardi e miliardi di batteri,
Da infinite cellule,
Peli,
Pelle.
E piano piano questo aggregato che è il mio corpo comincerà a sfaldarsi,
La pelle si invecchierà finché progressivamente tutto il corpo andrà a degradarsi e gli aggregati non saranno più tutti uniti e si divideranno.
Nella meditazione vi passano a questo punto importante di toccare,
Di toccare esattamente questo aspetto della niccia,
Questo aspetto del continuo cambiamento,
Che non è però un'esperienza drammatica perché,
Diciamo come insomma,
Il microfono si rompe,
Il corpo peggio ancora,
Che brutta cosa,
In realtà è invece del tipo proprio,
Ah,
In fondo è così,
Non è che stiamo dicendo nulla di particolarmente strano,
Stiamo dicendo una cosa che è assolutamente la normalità.
Se ci guardiamo intorno lo possiamo vedere in qualunque momento,
Apriamo i cassetti troviamo cellulari vecchi,
Apriamo gli armati troviamo vestiti bucati,
Guardiamo il nostro corpo e scopriamo che non è più un corpo perfetto,
Ammesso che lo sia mai stato,
Anzi,
Progressivamente insomma sta cambiando e magari non sempre per il meglio,
Magari qualche volta sì ma qualche volta no.
Per cui questa è la normalità,
Accettare questa normalità è un passo importante del cammino spirituale.
Il Buddha per arrivare a questo ci insegna non soltanto da buon maestro qual è,
Perché il Buddha è il maestro,
È l'unico maestro che abbiamo,
Chi parla degli insegnamenti del Buddha non dice nulla di suo,
Ma semplicemente diventa una specie di cassa di risonanza,
Dando voce agli insegnamenti che il Buddha ha dato in modo così immirabile,
Così perfettamente adatti a tutte le persone.
Il Buddha è il maestro,
Ma in questo caso il Buddha diventa anche una specie di allenatore,
Perché in realtà di guardare queste cose non è che ci faccia poi tutto questo gran piacere,
Anzi proprio per niente,
Non ce ne va affatto,
E così tendiamo a polarizzare un po' tutte le cose,
Così come quando guardiamo una cosa tendiamo più facilmente a dire questa cosa è bruttissima,
Questa cosa è bellissima,
E se una cosa non è né bella né brutta diventa una cosa immediatamente noiosa,
È una cosa neutra,
Ci stufiamo soltanto a guardarla.
Immaginate un film che ci fa vedere la bella parete di un muro di una casa,
Magari un primo minuto cominciamo a trovarlo interessante,
Dopo un secondo minuto forse già non ce la facciamo più,
Al terzo minuto siamo già pronti a fare di tutto per scappare.
Hanno fatto degli studi sui topi,
Anche sulle persone,
Ma l'hanno fatto anche sui topi,
E hanno visto che lasciando questi topi in completa deprivazione sensoriale,
Dentro la gabbia c'è un unico tasto che si è toccato praticamente da una scossa elettrica,
Non da nessun vantaggio,
Da solo una scossa elettrica,
E questi topi talmente disperati che non sanno più che fare in mezzo a tutta questa noia vanno lì e si vanno a prendere la scossa elettrica.
Sono dei pazzi,
Ma sono topi,
Insomma,
I topi non tendono a sviluppare follia.
E' stato fatto sia con le persone che con i topi,
Tutti e due dopo un po' di fronte a questa grandissima noia provvediscono a prendersi una schicchera di energia elettrica pur di avere qualche sensazione,
Addirittura in quel caso dolorosa.
Per cui ci piace molto la polarizzazione,
Però ci piace poco osservare la polarizzazione,
Osservare che succede quando osserviamo questi stati così critici,
Quelli di estrema bellezza o estrema bruttezza,
Di estremo dolore o estremo benessere.
E c'è un sutta particolarmente interessante del Buddha in cui il Buddha praticamente va a parlare con un allevatore di cavalli che si chiama Kesi Sutta.
Un alleatore di cavalli gli dice tu come insegni i cavalli?
L'alleatore gli dice per insegnare buoni cavalli qualche volta li tratto con dolcezza,
Qualche volta con durezza,
Qualche volta un po' con dolcezza e un po' con durezza e così li addestro bene.
Il Buddha gli dice quando i cavalli non rispondono né alla dolcezza né alla durezza che fai li lascio perdere,
Significa che sono cavalli che non possono essere addestrati,
Non valgono nulla.
Magari li macello e ci faccio carne da mangiare.
L'alleatore di cavalli che è un tizio curioso chiede al Buddha tu che sei invece un maestro di persone?
Che cosa fai?
Faccio la stessa cosa anch'io.
Inizio con la dolcezza indicando qual è la buona condotta fisica,
Qual è la buona condotta mentale e quindi dicendo continua con questa buona condotta fisica,
Con questa buona condotta mentale.
Oppure li addestro con durezza facendogli vedere i danni di una cattiva condotta mentale o di una cattiva condotta fisica.
Oppure un po' e un po' facendogli vedere sia gli aspetti buoni che gli aspetti cattivi della condotta mentale e della condotta fisica.
L'alleatore di cavalli gli dice che cosa fai quando la persona non ti sente né nell'uno né nell'altro caso?
E il buddha gli dice che è semplice,
Lo ammazzo.
L'alleatore dice ma come?
Tu sei il buddha tu non puoi uccidere persone.
Ma come lo ammazzi?
Dice sì,
Lo ammazzo.
Tanto una persona che non può essere condotta a un comportamento adatto al Dhamma né con le buone né con le cattive né con un po' le buone né con un po' le cattive evidentemente non è una persona con cui merita di perderci tempo e quindi lo lascio andare.
Lo lascio andare,
Non ci perdo tempo perché è stato un esperimento e non ha funzionato.
Abbastanza sconvolgente questo insegnamento lo trovo anche un po' umoristico probabilmente il buddha un po' stava scherzando oppure stava semplicemente dicendo lo ammazzo nella mia mente nel senso che lo porto via dalla mia attenzione non ci perdo più tempo in buona sostanza.
Il buddha probabilmente non cedeva nemmeno l'ombra di un insetto non tanto l'insetto in sé.
Però è interessante questo parallelo che c'è fra gli insegnamenti del buddha e l'allenamento dei cavalli e il Satipatthana Sutta questo insegnamento del buddha in cui ci insegna ad entrare in contatto profondo ad osservare quattro grandi categorie che sono le quattro grandi categorie del corpo innanzitutto quindi osservando il corpo,
Il respiro la pelle,
I capelli tutti gli aspetti anche più infimi del corpo addirittura anche il corpo che una delle meditazioni della parte del corpo è quella cosiddetta del cadavere in cui è una meditazione di visualizzazione in cui ci si siede e si immagina se stessi morti in putrefazione e poi pian piano oltre la putrefazione con le ossa finché addirittura non si arriva al punto in cui arriva un vento e toglie via anche l'ultimo polvere delle ossa questa fa sempre parte del gruppo del gruppo delle meditazioni del corpo quelle che si chiamano Kaya Nupassana la consapevolezza del corpo e poi c'è la consapevolezza delle sensazioni queste sensazioni che nell'insegnamento del buddha ovviamente riconoscere che c'è qualcosa di piacevole e spiacevole o di neutro,
Nulla di più non è le sensazioni come le intendiamo noi di amore,
Disperazione,
Passione e così via soltanto mi piace o non mi piace ho messo il dito su una saponetta e il senso è piacevole ho messo il dito sul pulsante che mi dà la scossa elettrica dei topi e non mi piace oppure ho messo il dito su una mattonella per terra ne mi piace ne non mi piace è neutra queste sensazioni vedana vedana nupassana l'attenzione sulle sensazioni è particolarmente importante perché è uno dei punti in cui spesso ci facciamo andare all'attaccamento tramite la lunga catena della produzione condizionata il buddha ci insegna che quando troviamo qualcosa di piacevole spesso da lì nasce nasce la brama,
Nasce l'età,
Nasce la sete e questa sete diventa attaccamento e poi da lì tutti quanti i danni del volere una rinascita qualcosa che ci consenta di sviluppare questa cosa nuova che abbiamo toccato questa cosa nuova che abbiamo bramato fino ad arrivare effettivamente a una nuova nascita e dalla nascita poi inevitabilmente alla morte quindi l'insegnamento del buddha è quello di riconoscere le sensazioni perché le sensazioni sono un po' la frontiera dove se non stiamo attenti diventiamo un po' come i cavalli che un momento stanno attenti un momento invece provano a saltare,
A buttare per terra il cavaliere e l'altro grande blocco invece è quello della mente il cittano passana l'osservazione dei pensieri l'osservazione anche delle coscienze le coscienze fanno parte comunque della mente dei ricordi e così via e l'ultimo grande blocco invece è l'osservazione del dharma dharma in questo caso inteso sia come dharma delle cose che esistono,
Quindi dharma con la d minuscola sia del dharma con la d maiuscola quindi l'osservazione delle quattro nobili verità dei sette fattori di illuminazione e così via,
E questo è il dharma nu passana dharma nu passana in pali questi sono i quattro grandi blocchi del satipatthana sutta che sono poi composti da innumerevoli meditazioni e il Buddha ci invita a osservare perché spesso noi siamo morti al nostro corpo e morti alla nostra mente non siamo coscienti e quindi non ci rendiamo conto di quello che succede in particolare facendo riferimento ai cavalli e facendo riferimento alla mia pratica penso che una delle cose che mi ha insegnato di più è quella di costringermi a meditare nei momenti di maggiore difficoltà e anche nei momenti di maggiore felicità sono due momenti in cui tipicamente non c'è molta voglia di meditare in genere meditiamo quando stiamo un po' bene e un po' male ma quando stiamo molto male allora non ci viene voglia di meditare o se meditiamo tendiamo a fare delle meditazioni di calma magari sul respiro in cui cerchiamo di calmarci ed è anche giusto che sia così ma se vogliamo essere dei buoni cavalli dei buoni cavalli addestrati dal nostro allenatore,
Il Buddha dobbiamo essere capaci di portare l'attenzione anche su quelle cose che ci stanno facendo stare male in quel momento riconoscendo sia quali sono le cose sia come sono fatte queste cose riconoscendo anche una cosa importante che quelle cose prima non c'erano e che probabilmente dopo un po' non ci saranno più se pensiamo ai molti dolori delle nostre vite e qui non parlo allo stress,
All'insoddisfazione ma parlo proprio dei dolori forti dei dolori non tanto fisici quanto quelli mentali ci rendiamo conto che ormai in questo momento non ci sono più quelle cose che ci hanno fatto sembrare la vita del tutto persa del tutto grigia,
Senza più colore,
Senza più nessun interesse adesso se ci ripensiamo non riusciamo nemmeno a ricordarci perché stavamo pensando quelle cose anche dei grandi dolori fisici può essere un dolore alla schiena può essere una malattia importante se ci pensiamo sono stati tanti dolori ma in questo momento non li stiamo provando o forse ne stiamo provando ma non sono quelli di una volta non sono più gli stessi e allora quando sentiamo questi dolori quando sentiamo questa grande sofferenza l'insegnamento del Buddha è di permettere al cavallo di stare fermo di stare fermo e osservare quindi di non far scappare il cavallo come vorrebbe se noi prendiamo un frustino e lo diamo sul sedere del povero cavallo probabilmente il cavallo partirà subito al galoppo invece in questo caso qui vogliamo che il cavallo impari ad osservare esattamente questo dolore senza muoversi semplicemente osservandolo e noi dobbiamo essere un po' come questo cavallo che non siamo più soggetti all'automatismo completo arriva la frustata e partiamo arriva la frustata e non pensiamo appena a niente pensiamo soltanto alla frustata ma che abbiamo la possibilità di osservarla questa frustata allora ci rendiamo conto che innanzitutto la frustata probabilmente non è costante la frustata ha fatto molto male nel momento del primo contatto e poi pian piano va scemando magari se poi ci mettiamo il dito dove è stata ricevuta la frustata farà ancora più male ma poi togliendo il dito diminuirà e quindi questo colore,
Questo dolore questo colore della sofferenza non rimangono stabili e riconosciamo che non è una cosa che coinvolge tutto il corpo,
Tutta la mente ma coinvolge un punto un punto del corpo,
Un punto della mente ma ci sono altri punti che stanno bene se ci danno una frustata sul sedere il braccio è comunque assolutamente in buone condizioni se soffriamo per la perdita di una persona per la perdita della salute abbiamo però altre cose che stanno in quel momento assolutamente bene ma non riusciamo a rendercene conto perché siamo partiti come quel cavallo che pensa soltanto a correre e a scappare d'altro canto anche quando stiamo molto bene è difficile che osserviamo veramente questo star bene l'insegnamento del Buddha è in questo caso ancora più fastidioso perché il Buddha ci dice osserva che stai veramente bene e osserva che anche questo è soggetto a nascere e a morire questo tuo star magnificamente bene hai vinto un milione di euro all'enalotto ti sei appena laureato oppure hai appena preso un lavoro particolarmente buono sappi che anche questo non durerà anche questo andrà a scemare questo è l'insegnamento del Buddha non vuol dire trascura tutto e vedi tutto quanto come orribile destinato a finire nella raccolta del differenziato insieme all'umido con tutti gli scarti delle mele,
Delle banane il caffè usato e così via ma anzi vuol dire proprio semplicemente osservalo in profondità adesso anzi sapendo che fra un po' non ci sarà più osservalo anche cercando di entrare in contatto con questa parte di bellezza che hai in questo momento con questa parte di bruttezza,
Di bellezza cercando però di non dare né troppo valore alla bruttezza né troppo valore alla bellezza cercando di osservare semplicemente che è come osservare un film in televisione a un momento ci fanno vedere il muro rotto di una bicocca un altro dopo ci fanno vedere bellissimi fiori e poi l'altro dopo chissà che cosa succede c'è un film molto bello dello stesso autore che ha fatto Solaris che si chiama Stalker è un autore russo di cui in questo momento non mi viene il nome che è un film stranissimo perché sono delle persone che devono raggiungere un punto vietatissimo da raggiungere dove ogni loro desiderio verrà verato e c'è una persona che è lo Stalker ancora non c'era quel senso negativo che c'è oggi che li accompagna lungo tutto questo percorso che è una specie di percorso spirituale e per arrivare lì passano intorno a dei ruscelli a dei prati e così via il film è veramente molto basato su sul nulla ci sono scene che durano veramente minuti sull'acqua di un ruscello sull'erba che si muove che si muove in un prato ogni tanto c'è qualcosa di particolarmente bello e qualcosa di particolarmente brutto ed è incredibilmente realistico come film è molto poetico e molto realistico perché la vita è così ci stanno grandi momenti di noia grandi momenti di bellezza grandi momenti di bruttezza e poi però passa passa,
Ma la parte interessante è cercare di capire se c'è qualcosa al di là di questo cambiamento continuo che ci può dare un po' di stabilità,
Un po' di sollievo e il Buddha ci dice che non c'è niente che sia stabile in sé che sia calmo in sé e uno dice amico mio grande amico mio Buddha che mi insegni,
Se non c'è niente allora perché devo dar retta alle tue parole e il Buddha ci insegna che la cosa è più sottile,
Che in realtà è un processo è un processo in un altro film che si chiama American Beauty un film abbastanza strano,
Mi piace molto c'è a un certo punto un ragazzo che filma qualunque cosa e c'è una parte del film in cui c'è questo ragazzo che filma una busta di plastica che vola nel vento una busta di plastica di quella della spesa non c'è assolutamente niente di particolare ma questa busta di plastica che vola nel vento,
Io l'ho trovata veramente bella veramente bella e uno si rende conto anche delle cose stupide assolutamente convenzionali nel momento in cui non le vediamo più come cose fisse,
Rigide bloccate,
Ma come le vediamo come se fosse una canzone come se fossero delle note che compongono un canto di spiegarsi di queste cose allora stiamo nel processo e il Buddha ci dice che è nel processo che troviamo la stabilità nel processo dell'osservazione nel processo del continuo cambiamento e che l'osservazione di questo processo è in sé stabile è il processo che è stabile non c'è cosa stabile se non questa osservazione continua,
Questa osservazione di cambiamento allora si prende anche la vita con molta più leggerezza con molta più disinvoltura per cui certe cose che che nella vita ci capitano che sono particolarmente dolorose particolarmente fastidiose possiamo semplicemente osservarlo come un momento brutto di un film sapendo che poi tanto arriverà qualcosa di diverso e se arriva qualcosa di molto bello anziché perderci completamente all'interno di questa bellezza possiamo osservarla con piacere però senza farcela afferrare completamente perché se ci facciamo afferrare completamente dalla bellezza poi rischiamo di rimanere male quando poi questa bellezza scompare magari vediamo anziché la busta che vola nel vento vediamo un fiore che vola nel vento poi scompare e diventa la busta diciamo come c'era un bel fiore e adesso c'è questo schifo della busta ma il processo è così possiamo trovare la stabilità ma per trovare questa stabilità dobbiamo essere un po' come questi benedetti cavalli pronti a sferzarci quando facciamo delle cose che non sono adatte né al corpo né alla mente e anche pronti a trattarci bene a trattarci bene con dolcezza come diceva il Buddha quando invece stiamo facendo delle cose adatte al corpo,
Adatte alla mente adatte a noi,
Adatte a tutti gli altri allora con questo addestramento con questo addestramento da cavalli ma noi forse non siamo così diversi dai cavalli e comunque i cavalli sono degli animali bellissimi con questo addestramento da cavalli pure noi possiamo riuscire a semplicemente correre e star bene cioè non soltanto nel buddismo ma in molte tradizioni spirituali c'è questa idea che c'è questa idea che quando la mente inquieta,
Quando la mente non è ancora bilanciata dal Dhamma dall'insegnamento si pensa sempre a qualche cosa poi quando si raggiunge invece questa stabilità quello che si fa è semplicemente quando si ha fame si mangia quando si ha sonno si dorme senza più nulla nulla dover soffrire nel fare le cose semplicemente si prende la vita com'è senza afferrarla ma semplicemente vivendola vivendola proprio in modo leggero allora si diventa un po' come quella busta che magari non è particolarmente bella ma diventa bella nel momento in cui è libera nell'aria e noi possiamo essere un po' busta un po' cavallo un po' cavallo un po' persona questo lo possiamo scegliere noi ma con la piena libertà del correre nel vento di riposarci di riposarci sull'erba senza dover volere senza voler essere qualche cosa semplicemente essendo semplicemente cambiando e con questo augurio di poter osservare in profondità questo cambiamento di diventare degli ottimi addestratori di cavalli del nostro stesso cavallo che è la nostra mente il nostro corpo concludo le mie riflessioni per oggi grazie
Incontra il tuo insegnante
4.1 (13)
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