
Il soldato e l'acciarino - storia della buonanotte
La storia di questa sera è Il soldato e l'acciarino, di Hans Christian Andersen. Letto da Salima, questo racconto ci ricorda l'importanza di guardare oltre alle apparenze e credere sempre nel potenziale di tutti. E' un inno all'ambizione, al successo e alla bontà. Sdraiati in una posizione comoda, chiudi gli occhi e lasciati trasportare nel Mondo dei Sogni!
Trascritto
La storia della buonanotte di stasera vi è letta da Salima e Simpitola,
Il soldato e l'arciarino,
Dal racconto di Hans Christian Andersen.
Un soldato marciava allegro sulla strada che conduceva al suo paese.
1-2-1-2-1-2 Con lo zaino in spalla,
E la sciabola al fianco,
Tornava dalla guerra.
Ad un certo punto incontrò una strega,
Una strega molto vecchia e molto brutta.
— Buongiorno,
Soldato,
Gli disse la strega.
— Hai una bella sciabola,
Ma il tuo zaino sembra proprio vuoto.
Ti piacerebbe avere del denaro?
— Certo che sì,
Rispose il soldato.
— Bene,
Allora scendi giù,
Nel tronco di quell'albero cavo.
Ma prima ti lego una corta attorno alla vita,
Per farti risalire quando me lo chiederai,
Proseguì la strega.
— E che cosa troverò nell'albero?
Chiese il soldato.
— Del denaro,
Soldato,
Tanto denaro.
Quando sarai arrivato in fondo,
Vedrai una galleria rischiarata da centinaia di lumi.
A sinistra,
Osserverai tre porte,
Ognuna delle quali conduce ad un salone.
Nel primo salone,
Vedrai un grande baule sopra il quale è accucciato un cane.
Un cane che ha due occhi grandi come piattini.
Non aver paura,
Stendi per terra il mio grambiule blu a quadretti,
E facci accucciare sopra il cane.
Poi,
Apri il baule e prendi tutte le monete di rame che vuoi.
Se invece vuoi monete d'argento,
Devi entrare nel secondo salone.
Anche qui c'è un baule,
Con sopra un cane,
Con gli occhi grandi come le macine di un mulino.
Fa come ti ho detto e prendi tutte le monete d'argento che vuoi.
Ma se vuoi monete d'oro,
Devi entrare nel terzo salone.
Qui troverai un cane dagli occhi grandi come la torre rotonda di Copenhagen.
Fa come ti ho detto e prendi tutte le monete d'oro che vuoi.
È proprio quello che voglio,
Borbottò il soldato.
Ma tu che cosa vuoi in cambio?
Portami solo l'acciarino che mia madre ha dimenticato laggiù l'ultima volta che è scesa nell'albero soldato.
Bene,
Dammi il tuo grambiule,
Legami la corda alla vita e scenderò subito in fondo all'albero,
Disse il giovane ben deciso.
E tutto andò come la strega gli aveva detto.
Il soldato trovò,
Uno dopo l'altro,
I tre cani spaventosi con i loro enormi occhi.
Riempì le tasche di monete di rame,
Poi le svuotò per riempirle di monete d'argento e poi le svuotò ancora per riempirle di monete d'oro che mise anche nello zaino e negli stivali.
Era così ricco che poteva comprarsi l'intera città di Copenhagen.
Quindi trovò l'acciarino,
Lo prese e richiamò la strega.
A cosa ti serve questo acciarino?
Le chiese quando fu di nuovo sulla strada.
Sei troppo curioso,
Soldato.
Accontentati di tutto l'oro che hai trovato nell'albero cavo.
Ma io voglio anche l'acciarino.
Dammelo o ti uccido.
La strega rifiutò decisa.
Allora il soldato la uccise e con passo strascicato,
Perché era molto appesantito dal suo carico,
Arrivò fino alla più vicina città dove andò ad alloggiare nell'albero più bello e cominciò a condurre una vita allegra e lussuosa circondato da gente che lo adorava.
Un giorno sentì parlare della bellezza e delle virtù della principessa figlia del re di Danimark.
Mi piacerebbe proprio conoscerla,
Sospirò.
E' impossibile,
Gli risposero.
La principessa vive rinchiusa in un castello circondato da alte mura.
Nessuno può avvicinarla.
Il re la fa sorvegliare attentamente perché un mago gli ha predetto che sua figlia sposerà un semplice soldato.
Per non pensare più a questo suo desiderio impossibile,
Il giovane incominciò ad andare in giro con gli amici,
Spendendo le sue ricchezze.
Cosicché un brutto giorno non gli restò più neanche una moneta e fu costretto a lasciare l'albero per andare a vivere in una misera soffitta.
I suoi amici lo dimenticarono o almeno fecero finta.
E poi,
Per andare a trovarlo,
C'erano troppi gradini da salire.
Una sera,
Una sera molto buia,
Il soldato volle accendere una candela e batte la ciarina della strega.
Nel momento in cui spuntò la fiammella comparve uno dei cani dai grandi occhi.
Ordinami ciò che vuoi signore,
Io ti obbedirò e anche i miei compagni sono pronti a servirti.
Il soldato capì che si trattava di un acciarino magico e ordinò subito delle monete d'oro.
Così tornò ricco e pieno di amici,
Ma era sempre triste perché amava segrettamente la principessa.
Una notte,
Non potendone più,
Incaricò uno dei cani di portarglie là.
La principessa era così graziosa,
Profondamente addormentata sul dorso dell'animale,
Che il soldato le diede un bacio.
Poi il cane la ricondusse al castello.
L'indomani la principessa raccontò ai regali genitori quello che essa credeva fosse un sogno.
Ma,
Sospettoso,
Il re la fece seguire da un valletto per vedere dove si recava di notte.
Il cane però riuscì astutamente a far perdere le sue tracce.
Allora la regina fece cucire nell'abito della figlia un sacchetto pieno di grani d'orzo con un buco sul fondo.
Così,
Quando il cane,
La notte seguente,
Si portò via la ragazza,
I grani d'orzo segnarono il cammino dal castello fino alla soffitta del soldato.
E il soldato fu preso,
Messo in prigione e condannato all'impiccagione.
Il giorno dell'esecuzione sulla piazza della città si era radunata moltissima gente.
I sovrani e i giudici erano seduti su un'alta tribuna.
Le guardie condussero sulla piazza il condannato,
Che chiese un favore prima di morire,
Poter fumare un'ultima volta la sua pipa.
E il favore gli fu concesso.
Così tirò fuori il suo acciarino e lo battè tre volte.
Comparvero subito tutti e tre i cani,
Ferocissimi,
Con i loro grandi occhi spalancati.
I cani si gettarono sul re e sulla regina e li fecero cadere giù dalla tribuna.
«Viva il piccolo soldato!
» urlò la folla,
Che non amava i suoi sovrani.
«Viva il nuovo re!
» Il soldato,
Divenuto re,
Sposò la principessa.
E vissero felici,
Sempre protetti dai tre cani,
Dai grandi occhi rotondi.
«Buonanotte!
»
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