
Meditazione sul Corpo
La meditazione sul corpo permette di sviluppare consapevolezza somatica, imparando il linguaggio che il corpo utilizza per comunicare con noi malessere e disagio, ma anche rilassamento e benessere. Questa versione da 20 min è consigliata per chi vuole una pratica non eccessivamente lunga.
Trascritto
Possiamo iniziare la pratica di ascolto del corpo scegliendo una posizione comoda,
Una posizione che proprio il nostro corpo ci può suggerire,
Una posizione che è testimonianza di una postura,
Di un atteggiamento,
Di un'intenzione che vogliamo coltivare durante questa meditazione,
Un'intenzione di attenzione,
Di ascolto,
Di accoglienza.
Ed è sempre grazie al nostro corpo che possiamo osservare quel movimento a volte impercettibile,
A volte più evidente,
Che accompagna il nostro respiro.
Osserviamo il nostro corpo che si espande quando inspiriamo,
Osserviamo il nostro corpo che si rilassa quando espiriamo.
E qualsiasi sia il punto del corpo in cui più facilmente riusciamo a osservare questo movimento,
Lasciamo che la nostra attenzione resti qui per alcuni istanti,
Ad osservare l'aria che entra,
L'aria che esce.
Quando siamo sufficiente stabili con il nostro respiro,
Quando sentiamo che il suo flusso è spontaneo,
Naturale,
Possiamo iniziare ad allargare la nostra attenzione a tutto il corpo,
Andando a notare se ci sono messaggi,
Segnali che in questo momento il nostro corpo ci sta inviando.
Possiamo partire dai piedi,
Dalle gambe,
Risalire attraverso il bacino o verso l'addome,
Il busto,
Naturalmente la schiena,
Le spalle,
Il collo e prendendoci il nostro tempo notare da quali punti specifici del nostro corpo arrivano messaggi,
Messaggi semplici che possono raccontare una tensione,
Una stanchezza,
Un affaticamento,
Messaggi ai quali probabilmente fino a questo momento non avevamo prestato grande attenzione.
E quindi ora possiamo accogliere,
Ascoltare,
Restare attenzione a ciò che questi messaggi ci stanno dicendo,
Come ce lo stanno dicendo e dove,
In quale punto del corpo ci stanno inviando questo messaggio.
E da questi segnali naturalmente ne scegliamo uno,
Quello che in questo momento sentiamo di voler eleggere,
Come segnale a cui prestare per la prima attenzione.
E in qualsiasi punto del corpo arrivi questo segnale,
Iniziamo ad osservare se si tratta di tensione,
Di contrazione,
Di fatica,
Di stanchezza,
Di un vero e proprio dolore,
Se è un dolore muscolare,
Un dolore interno,
Se è un dolore fisso o intermittente o varia a seconda della posizione che assumo.
E posso notare anche se questo dolore mi fa percepire una sensazione di caldo o di freddo,
Oppure di rigidità,
Di debolezza.
E posso anche notare se questa sensazione fisica mi produce un'immagine nella mia mente,
Magari una parola,
Un colore.
E qualsiasi siano le sensazioni fisiche che questo disagio mi procura in questo momento,
Prendo consapevolezza che le posso accogliere,
Che in questo momento sono parte di me,
Che sono il frutto di un messaggio che il mio corpo mi sta inviando nel mio interesse,
Nell'interesse del mio benessere,
Della mia salute,
Del mio equilibrio.
Posso riconoscere la regittimità di questi segnali,
Senza cadere nella trappola di considerarli giusti o sbagliati,
Buoni o cattivi,
Belli o brutti,
Senza cadere nella trappola di volerli respingere,
Eliminare,
Ma semplicemente in questo momento accogliendoli così come sono,
Osservando e ascoltando ciò che c'è così com'è.
Ed è comunque possibile che arrivi un pensiero,
Una distrazione,
A portarmi in un altro luogo,
In un altro momento,
In un tempo differente dal qui e ora.
So che può accadere,
E qualora accadesse,
Posso aiutarmi con il mio respiro,
A ricentrarmi,
A recuperare la mia attenzione e tornare a dedicarla al malessere,
Al punto del corpo che in questo momento sta esprimendo questo malessere,
Con gentilezza,
Senza giudizio,
Andando questa volta a osservare se questo messaggio che il corpo mi sta inviando sta suscitando in me anche un'emozione particolare o alcune emozioni.
Magari tensione o frustrazione o rabbia e qualsiasi emozioni sento emergere in questo momento esplorando questo disagio provenire dal corpo,
So che posso accoglierle.
So che posso nominarle e riconoscerle e anche in questo caso non cadrò nella trappola di giudicarle sbagliate o cattive o di volerle cacciar via,
Eliminarle.
Semplicemente ascolterò ciò che queste emozioni mi stanno raccontando come parte di me da accogliere in un momento di fragilità,
Di debolezza,
Di disagio.
Un disagio lieve,
Leggero,
Gestibile,
Ma pur sempre un disagio che è accompagnato da messaggi che il mio corpo mi sta inviando come segnali di attenzione,
Come richieste di attenzione.
E quindi posso accogliere,
Abbracciare le sensazioni fisiche,
Le emozioni che da questo punto del corpo vengono espresse e generate in questo momento.
E proprio in questo momento posso notare se da quando ho cominciato ad ascoltare questo messaggio il mio disagio è aumentato o diminuito,
O è rimasto tale quale.
Se magari si è spostato.
E posso notare se anche le emozioni che sono emerse si sono in qualche modo ammorbidite o cambiate o hanno modificato la loro intensità.
E qualsiasi osservazione,
Qualsiasi informazione emerga la registro semplicemente così com'è.
Senza il giudizio senza la tentazione di considerare buono o cattivo ciò che è emerso senza la tentazione di giudicare me,
Una persona buona o cattiva,
A seconda di ciò che provo.
E piano piano prendo consapevolezza che questo disagio che il mio corpo mi ha espresso fa parte di me e posso accoglierlo,
Posso prendermene cura come una parte di me fragile che ha bisogno di affetto,
Di amore,
Di attenzione di essere ascoltata,
Compresa,
Presa con me.
E resto ancora qualche istante con la mia attenzione a questo punto del corpo e con il mio atteggiamento,
Con la mia intenzione nella piena accoglienza di ciò che emerge.
E naturalmente posso affiarmi alla conclusione di questa pratica esprimendo un grazie che posso rivolgere al mio corpo per il continuo dialogo per il continuo rivolgermi questi messaggi che vanno nella direzione esclusiva del mio benessere,
Della mia salute e naturalmente posso estendere,
Se voglio,
Questo senso di gratitudine a me stesso e a me stessa per la intenzione di voler accogliere anche ciò che in questo momento mi procurava disagio e per la comprensione di ciò che è fragile in questo momento e necessita di cura,
Di amore.
E piano piano con questo senso di gratitudine nel cuore possiamo lentamente cominciare a sciogliere le estremità del nostro corpo,
Mani e piedi dedicarci successivamente al collo,
Le spalle,
Le gambe,
Le braccia se avevamo chiuso gli occhi potremmo riaprirli se eravamo coricati potremmo metterci su un fianco per qualche istante e poi tornare in posizione seduta tutto molto lentamente ascoltando ciò che ci chiede il nostro corpo finché potremo spontaneamente ritornare in piena connessione con l'ambiente circostante
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