
Consapevolezza Piena e Gentile
Una consapevolezza piena e gentile della nostra esperienza interiore può aiutarci ad entrare in intimità con la nostra vita. Quante volte ci ritroviamo a non accorgerci di quello che ci muove dentro? Allenarci ad ascoltare il corpo, la mente e le nostre emozioni è fondamentale per vivere profondamente la nostra vita e condividerla con equilibrio, ascoltare con gentilezza e attenzione sè stessi per sviluppare intenzioni ed azioni sagge. Buone abitudini per un corpo, una mente ed un cuore saggio.
Trascritto
Oggi portiamo l'attenzione al respiro,
Alle sensazioni del corpo,
Ai suoni ed ai pensieri e alle emozioni.
Proviamo a portare attenzione anche alla nostra postura.
Proprio in questo momento,
Mentre coltiviamo l'intenzione ad essere presenti,
Aperti e nello stesso tempo radicati,
Stabili.
Se siamo radicati,
Stabili e disponibili,
Potremmo portare un'attenzione gentile e nello stesso tempo ampia alla nostra esperienza.
Quindi magari potremmo sentire come il nostro corpo appoggia sulla sedia,
Sul cuscino o sulla panchetta,
Notando che la nostra postura è più solida se il corpo viene sostenuto da almeno tre punti d'appoggio.
Se siamo seduti su una sedia,
I tre punti di appoggio potrebbero essere le piante dei piedi e i glutei.
Se siamo a gambe incrociate su un cuscino,
Potrebbero essere le ginocchia insieme ai glutei.
Se siamo a cavalcioni su un cuscino o inginocchiati su una panchetta,
Potrebbero essere ginocchia e gambe insieme ai glutei.
Sentiamo così che la nostra postura è radicata,
Che possiamo mantenerci eretti ma non rigidi,
Che la nostra schiena si autosostiene e le spalle possono rimanere morbide,
Aperte e morbide.
Potremmo sentire che il collo è in linea con la colonna e che la testa è ben sostenuta dal collo,
Ben in equilibrio e non pende né in avanti né all'indietro.
Potremmo scegliere come tenere le mani,
Se tenerle aperte,
Poggiate sulle ginocchia o nella classica posizione di chi medita,
Con il palmo della mano sinistra che accoglie dolcemente il dorso della mano destra ed i pollici che si sfiorano.
Proviamo a scegliere la postura,
Veramente,
Profondamente la scegliamo.
Sarà la casa su cui poggeremo la nostra pratica.
Quindi scelta la nostra postura,
Potremmo portare l'attenzione proprio alle zone del corpo che poggiano,
Notando come il corpo si fa sostenere,
Affidando il suo peso al cuscino,
Alla sedia o alla panchetta.
Ci prendiamo qualche istante per assaporare proprio questo e poi dolcemente potremmo spostare la nostra attenzione e portarla al luogo del corpo attraverso cui sentiamo il respiro più vivido,
Attraverso cui poter sentire il respiro più facilmente.
Potrebbe essere l'addome che si gonfia e si sgonfia quando inspiriamo o espiriamo.
Potrebbe essere il petto,
Il torace che si espande quando inspiriamo e i polmoni si riempiono d'aria.
Si abbassa un po',
Si contrae quando espiriamo ed i polmoni si sgonfiano.
Potrebbero essere le narici attraverso cui scorre l'aria,
Forse tiepida,
Forse fresca quando inspiriamo ed esce fuori l'aria,
Forse tiepida quando espiriamo.
Forse potremmo percepire il respiro anche attraverso le spalle,
Notando dei piccoli movimenti di espansione quando inspiriamo e di contrazione quando espiriamo.
Scegliamo il luogo del corpo attraverso cui avvicinarci al respiro,
Sentire il respiro,
Attraverso cui entrare in intimità con il respiro,
Portando un'attenzione affettuosa proprio lì dove le sensazioni del respiro sono più visibili.
Potrebbe aiutarci a notare il primo istante in cui inspiriamo e il primo istante in cui espiriamo,
Collegando la nostra attenzione a tutto un ciclo del respiro.
Inizia l'ispirazione,
Arriva al suo apice,
Una piccola pausa,
Inizia l'espirazione,
Si conclude,
Ancora una pausa e così via.
Respiro dopo respiro.
Forse potremmo notare le sensazioni dell'ispirazione e dell'espirazione e magari notare anche le sensazioni delle pause,
Di quelle piccole pause tra l'ispirazione e l'espirazione e tra l'espirazione e l'ispirazione.
Non c'è nulla da cambiare,
Nulla da modificare nel nostro respiro.
Quello che possiamo fare è semplicemente notare il respiro che c'è,
Così com'è.
Un respiro dopo l'altro,
Come le onde del mare,
Come l'onda e il respiro inizia,
Arriva al suo apice,
Scende,
Lascia il posto a un altro respiro e noi vicini e vicini al respiro ne notiamo il susseguirsi.
E' come le onde e i respiri si avvicendano e sono sempre diversi,
Unici e ripetibili.
E' per quello che coltiviamo la nostra curiosità e il nostro interesse,
Perché ogni sensazione possa essere assaporata con la nostra attenzione.
Gustata,
Riconosciuta e naturalmente proviamo a fare questo come meglio ci riesce,
Senza sforzarci,
Senza tenderci,
Semplicemente nutriendo il nostro interesse,
La voglia di conoscere il respiro proprio da vicino.
Ed è naturale che presto o tardi la nostra attenzione potrebbe essere portata lontano dal respiro,
Attratta da un pensiero,
Da un ricordo,
Da una cosa da fare,
Da un'associazione mentale.
E tutto ciò è normale,
È proprio così che succede.
La mente si distrae e si allontana dal respiro.
Quello che possiamo fare è notare dove è andata,
Senza cacciare i pensieri,
Senza luttare con la distrazione,
Perché è normale che ci sia.
E meditare è proprio questo,
Accorgerci di ciò che accade,
Mentre viviamo,
Mentre respiriamo e anche mentre ci distraiamo.
Quindi notiamo dove è andata la mente.
Magari potremmo anche mettere un'etichetta al luogo che la mente ha visitato.
Preoccupazioni,
Pensieri,
Ricordi.
Ok,
La mente è andata lì?
Con dolcezza,
Senza credine se riusciamo,
E sviluppando invece pazienza e accettazione.
Prendiamo per mano l'attenzione,
Riaccompagniamola a questa ispirazione o a questa espirazione,
A questo respiro.
Proprio ora,
Proprio qui.
E quando ci accorgiamo che la mente è andata via,
Si è allontanata dal respiro,
Facciamoci complimenti,
Congratuliamoci.
Siamo stati presenti a noi stessi.
Siamo presenti.
La riaccompagniamo qui ed ora.
Forse ad un certo punto potremmo sentire che il corpo attira la nostra attenzione.
È già un po' di tempo che siamo seduti.
Potremmo forse dirigere la nostra attenzione al corpo,
Notando magari se ci sono delle sensazioni intense in questo momento che attirano la nostra attenzione.
Forse potremmo localizzare l'area del corpo in cui queste sensazioni si manifestano,
Provando ad osservarle da vicino.
Notando nelle componenti,
Quelle semplici di base.
Notando per esempio se c'è calore o pulsazione o tensione.
Se c'è fastidio,
Prurito.
E se c'è un po' di dolore,
Provando a notare di cosa è fatto questo dolore.
Naturalmente possiamo cambiare la posizione.
E magari scegliendo di cambiarla,
Potremmo scegliere intenzionalmente i movimenti da fare.
In modo tale da rimanere svegli,
Non reattivi.
E prenderci cura di noi con intenzione ed attenzione.
Oppure potremmo scegliere di non cambiare la posizione.
E magari immaginare di entrare in relazione,
Andare proprio lì,
Lì vicino all'area del corpo in cui si manifesta la sensazione intensa oppure quella difficile.
Potremmo scegliere di esplorarla ancora più profondamente.
Immaginando il respiro che dalle narici lungo il corpo raggiunge proprio quella zona lì,
Quella sensazione,
Quell'area del corpo.
Magari quando inspiriamo l'aria arriva proprio lì e quando espiriamo da quella zona,
Seguendo il percorso opposto,
Esce fuori dal corpo.
Potremmo notare cosa succede quando portiamo la nostra attenzione proprio lì,
Scegliendo di farci aiutare dal respiro.
Per entrare in contatto,
Per prenderci cura della sensazione che accade ora,
Proprio adesso.
O forse la sensazione è molto intensa e noi scegliamo di riposare un po',
Di allontanarci un attimo dalla sensazione e farci sostenere dal respiro.
Spostando l'attenzione verso l'addome o verso il torace e scegliendo di tornare sulla sensazione difficile coi nostri tempi.
Potremmo scegliere di fare tutto ciò e notare che succede alle sensazioni del corpo.
Identiche,
Si spostano,
Cambiano di intensità e l'idea non è quella di sistemare le sensazioni,
Ma di sperimentare un modo amorevole di entrare in relazione.
Anche con ciò che è difficile,
Esplorandolo,
Invece che evitarlo,
Che allontanarci,
Ci avviciniamo al corpo e a tutte le sue sensazioni.
Provando a notare anche quelle gradevoli,
Quelle che la nostra mente etichetta come piacevoli.
Forse potremmo notare come entriamo in relazione anche con queste e come le accogliamo,
Come le conosciamo.
E forse potremmo notare anche che ci sono delle sensazioni neutre,
Né facili,
Né difficili,
Né gradevoli,
Né sgradevoli.
Semplicemente sensazioni.
Anche quelle fanno parte della nostra esperienza.
Ed ora espandiamo la nostra attenzione oltre i confini del corpo e proviamo ad accogliere i suoni.
Lo facciamo senza evocarli,
Semplicemente notando i suoni presenti,
Localizzando quelli vicino a noi o quelli lontano.
Proviamo ad accoglierli tutti,
Notandone il tono,
L'intensità,
Il timbro.
Forse la nostra mente fa associazioni e ci dice cosa produce quel suono.
E se riusciamo possiamo ancorarci alle caratteristiche di base dei suoni,
Lasciando andare associazioni mentali o pensieri.
E riportando l'attenzione a questo suono o magari anche al silenzio tra un suono e l'altro.
Forse potremmo sentire che alcuni suoni sono gradevoli al nostro giudizio,
Mentre altri sono sgradevoli ed altri ancora sono neutri.
Potremmo allora immaginare i suoni come strumenti di un'orchestra,
Ognuno con la sua melodia,
Ognuno con la sua nota.
Potremmo riposare,
Lasciando che la nostra attenzione si poggi su questo suono o su questo silenzio.
Così come abbiamo accolto i suoni,
Senza evocarli,
Ma esplorandoli,
Potremmo accogliere i pensieri,
Notare i pensieri.
I pensieri che attraversano il panorama della nostra mente.
Potremmo immaginarli come nuvole.
Alcuni pensieri sono innocenti,
Chiari,
Leggeri.
Cosa mangerò più tardi?
Bello quel film.
Altri invece sono un po' più scuri,
Carichi di pioggia o di grandine,
Con un gradiente emotivo molto alto,
Come le nuvole.
Come le nuvole,
Ogni pensiero attraversa il cielo della nostra mente.
Un pensiero arriva,
Noi possiamo notarlo,
Notarne le caratteristiche e lasciarlo andare.
Notando anche che ci sono dei pensieri forti che attraggono la nostra attenzione.
E notando forse a volte che rimaniamo impigliati,
In concatenazioni.
Che la nostra attenzione a volte sale su un vagone del pensiero.
Vagone dopo vagone,
Attraversa tante associazioni e si allontana dal presente.
E quando scende da quel treno a volte ci ritroviamo in luoghi molto diversi da quelli in cui eravamo partiti.
Magari anche con delle emozioni costruite,
Appesantite,
Modificate da quel concatenarsi.
E ad ogni modo scendiamo dal treno e lasciamo spazio.
E ancora forse può arrivare un pensiero nuovo,
Differente,
Presentarsi,
Fare un inchino sul palcoscenico della nostra mente.
E noi così lo vediamo come un evento mentale,
Non come un fatto.
Lo notiamo e lasciamo che vada via.
E se arriva un'emozione forte,
Portata su da qualche nuvola grigia.
Possiamo sempre immaginare di essere al sicuro in un anfratto mentre una cascata impetuosa scorre davanti a noi.
E noi dal nostro luogo sicuro,
Allasciutto e comodi possiamo vedere le emozioni scorrere,
Scrosciare e mantenendoci radicati e stabili.
Accogliere anche esse come naturali componenti della nostra esperienza interiore.
E con benevolenza,
Con apertura,
Con amorevole presenza potremmo predisporci a un'attenzione aperta,
Non selettiva.
Potremmo lasciare che le consapevolezze che abbiamo nutrito si susseguano scegliendo di accogliere in maniera aperta.
Ora le sensazioni del respiro,
Ora un suono,
Ora una sensazione del corpo o un pensiero.
Lasciando che tutto scorra nel paesaggio della nostra consapevolezza senza evitare o senza attaccarci.
Semplicemente notando cosa si presenta in questo momento,
Cosa si affaccia alla finestra della nostra presenza.
Nutrendo l'intenzione a riposare in una consapevolezza aperta,
Benevolente,
Non selettiva.
Che tutto accoglie e tutto integra,
Che tutto onora e tutto lascia andare,
Momento per momento per momento.
Anche dopo la fine di quest'audio,
Se vogliamo continuare la pratica.
Grazie
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