
Meditazione Accendi la Tua Luce e Illumina il Mondo
Questa meditazione si ispira al testo del maestro Zen Thich Nhat Hanh "Essere la luce che illumina il Mondo" che aiuta a riflettere sul concetto di "essere dove si deve essere". Anzichè sentirci impotenti di fronte alle numerose e gravi situazioni che affliggono il mondo, possiamo essere parte della soluzione se accendiamo la "luce" del nostro contributo personale ed esercitiamo il potere di influenzare positivamente il nostro contesto. Si tratta di un incorragiamento prezioso nello spirito di interconnessione che collega strettamente tutti gli esseri viventi: essere luce per fare la differenza.
Trascritto
Benvenuta,
Benvenuto.
Scegli una posizione comoda,
Da sdraiati o da seduti,
Che possa essere mantenuta per tutta la durata dell'ascolto di questa meditazione.
Sistemati con calma e porta semplicemente l'attenzione al tuo respiro.
Senza provare a modificarlo,
Ma semplicemente prendendo atto delle sue caratteristiche in questo momento.
Ad ogni espiro senti il corpo che si radica sempre di più e nello stesso tempo,
Ad ogni espiro,
Senti che si rilassa ogni parte del tuo corpo.
Questa breve meditazione può aiutare a fronteggiare il flusso di informazioni cariche di angoscia che quotidianamente stimolano la nostra mente nella direzione dello sconforto e del pessimismo.
La guerra sempre più estesa nel mondo,
Le notizie di cronaca che riportano fatti gravi avvenuti fra le mura domestiche,
Di servizi sanitari con conseguenze irreparabili.
Tutto ciò favorisce una fisiologica tendenza umana a mettere in primo piano soprattutto gli eventi negativi dai quali difendersi.
Siamo qui perché la nostra mente è stata in grado di intercettare i pericoli per la nostra vita,
I dinosauri,
Le catastrofi climatiche e i felini feroci e di attivare forme efficaci di difesa.
È la legge della sopravvivenza che grazie a questa predisposizione neurologica del nostro cervello ha permesso l'evoluzione della razza umana dalla preistoria ai giorni nostri.
Conoscere le ragioni scientifiche,
Però,
Non ci fa stare meglio e il rischio è quello di innescare un circolo vizioso che ci rende sempre più infelici.
Ad esempio,
Pensiamo alle persone e soprattutto ai bambini che soffrono in una guerra geograficamente lontana da noi ma così familiare grazie ai mezzi di comunicazione e ci sentiamo tristi,
Addolorati e impotenti ad agire per cambiare le cose.
Ma,
Come suggerisce il maestro Zen Thich Nhat Hanh nel testo che segue,
Possiamo sentire in noi la forza di fare la differenza nel mondo semplicemente sentendo la responsabilità e l'impatto che i nostri pensieri e le nostre azioni possono produrre.
Non dobbiamo smettere di sognare.
Non dobbiamo smettere di avere un progetto,
Uno scopo che guidi e renda significativo il nostro esistere.
Non c'è nulla di più importante.
Non il denaro,
Non il possesso di cose materiali ma la realizzazione del nostro essere attraverso ciò che facciamo e che rende migliore il nostro ambiente e quello di tutti coloro che compongono l'umanità.
Non preoccupiamoci se non siamo una personalità politica o un grande imprenditore in grado di influenzare il destino del mondo perché la forza più potente è quella che può esprimere ognuno di noi nel proprio quotidiano,
Negli atti di vera gentilezza,
Nell'attenzione rivolta anche agli sconosciuti,
Nella capacità di ascoltare e nel rispetto che muove le azioni.
Non sacrifichiamo la nostra passione profonda,
Ciò che sentiamo di amare e che ci fa sentire bene in attesa di un tempo che non sappiamo se arriverà.
Incominciamo da subito a coltivare il nostro sogno,
Come faremmo con il seme di una pianta rara e preziosa.
La metafora della luce nella stanza sottolinea l'importanza di portare la propria positività e il proprio contributo nei luoghi in cui si trova ciascuno di noi.
Nonostante le difficoltà nel mondo,
Il Maestro suggerisce di non lasciarsi abbattere da ciò che non si può cambiare direttamente,
Ma di focalizzarsi sulle azioni e sulle energie che possono migliorare il proprio ambiente.
La riflessione sul concetto di essere dove si deve essere enfatizza il concetto di destinazione e di responsabilità individuale.
Portare la propria luce simboleggia il contributo personale alla positività e alla bellezza della vita,
Sottolineando il potere che ognuno di noi ha di fare la differenza nel proprio contesto.
Infine,
Il Maestro chiude con un incoraggiamento,
Un incoraggiamento a essere parte della soluzione ed essere una luce nel buio del mondo.
Questo messaggio può ispirare a concentrarsi sulle azioni positive,
Sulla condivisione e sulla saggezza per costruire un mondo migliore,
Un passo alla volta.
Un bellissimo auspicio che ognuno di noi può fare proprio.
Ed ecco il breve ma profondo testo del Maestro Zen Thich Nhat Hanh.
Maestro,
Stanno succedendo cose orribili nel mondo e non so cosa fare.
Divento triste.
Non so come aiutare.
Non voglio chiudere un occhio e forse mi sento in colpa per stare bene quando gli altri stanno molto male.
Il Maestro rispose.
Quando vai a dormire,
Spegni tutte le luci,
Ma accendi quella nella tua stanza.
Non sei più in cucina,
Non sei più nel cortile con i cani.
Sei nella tua stanza,
Dove devi essere in quel momento.
E lì accendi la luce per non stare al buio.
Così è nel mondo.
Se c'è la guerra ma tu non ci sei,
È perché non devi stare lì,
Ma nel posto in cui ti trovi puoi accendere la tua luce.
Se hai da condividere,
Condividi.
Se hai qualcosa di prezioso da portare al mondo,
Fallo.
Se sei saggio e sai dare consigli,
Dalli.
Sii parte attiva della bellezza della vita.
Ognuno è dove gli spetta.
Chiamalo karma,
Destino,
Scopo.
Se non ci sei è solo che non devi essere lì.
In guerra non tutti muoiono e dove non c'è guerra molta gente muore.
Fai solo quello che devi fare,
Che è per questo che sei venuto ed è per questo che sei dove sei.
Accendi la tua luce.
Sii parte della luce,
Non del problema,
Disse il maestro.
Il mondo,
Quando è buio,
Ha bisogno di più luci accese.
Namastè
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4.4 (30)
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