
Perché siamo nati Buddhadasa bikku (parte terza)
Buddhadāsa divenne un bhikkhu (monaco buddhista) nel 1926 e gli fu assegnato il nome Ven. Indapañño, che significa: "dotato di saggezza" o "dotato di intelligenza." La sua intenzione era quella di tornare alla vita laica dopo poco tempo, andò quindi a Bangkok per studiare, dove restò circa 10 anni. Disgustato dalla corruzione e dal lassismo che regnavano all'interno dei templi, favoriti dall'oppressione del governo, ritornò al paese natale e si rifugiò in un tempio abbandonato.
Trascritto
Appena una persona è riuscita a comprendere questo processo,
Deve necessariamente provare interesse per la condizione opposta.
Giunge a capire che denaro,
Rinomanza e fama e cose del genere non sono affatto d'aiuto e che c'è bisogno di qualcosa di meglio.
Allora inizia a guardarsi attorno alla ricerca di qualcosa di più alto,
Di una qualche altra strada.
Continua la sua ricerca fino a che non incontra una persona spiritualmente avanzata.
Si siede sui piedi e impara da lui la verità,
Il Dhamma.
In questo modo viene a conoscenza di quella condizione che è proprio l'opposto di tutto quel che ha avuto e fatto fino a quel momento.
Viene a sapere del Nibbana e del modo di ottenerlo.
Capisce,
È per questo che sono nato.
Tutto il resto è coinvolgimento,
Un restare impiegati nell'attività delle formazioni composte.
Solo questo fa uscire dalle fiamme ricca frescura,
Serenità.
Il suo interesse per il Nibbana lo spinge a cercare i mezzi per ottenerlo ed è convinto che procedere su questo sentiero per il Nibbana è la ragione per cui è nato.
A questo proposito c'è un'altra piccola questione sulla quale riflettere.
Sono contento o no di essere nato?
Ovviamente nessuno è mai stato nella condizione di poter scegliere,
Non è mai avvenuto che una persona sia stata in condizione di scegliere se nascere o no,
È semplicemente nata.
Appena nasce però entra in contatto con gli oggetti dei sensi per mezzo dell'occhio,
Dell'oricchio,
Del naso,
Della lingua,
Del corpo e della mente.
È riassorbita da questi oggetti e in essi trova soddisfazione.
Ciò significa che è contenta di essere nata e desidera continuare ad esistere al fine di poter ancora sperimentare questi oggetti sensoriali.
Così,
Quando la gente parla di fare multimeriti per continuare a sperimentare oggetti sensoriali dopo la morte,
Nella migliore delle ipotesi,
Ad un livello più alto e raffinato che nel presente,
Ciò indica un ancora più grande desiderio di essere nato al fine di godere di queste cose piacevoli.
Il punto importante è questo,
Una persona,
Quando nasce,
Prova piacere nelle forme,
Nei suoni,
Negli odori,
Nei sapori,
Nelle sensazioni tattili e nelle immagini mentali incontrate dalla sua mente.
Il risultato è che si aggrappa a tutto questo,
Ci si attacca in modo egoistico e possessivo.
Si nasce e si prova soddisfazione e piacere nell'essere nati,
Si teme la morte perché essa significa che non si proveranno più tutte queste cose.
L'essenziale è che nessun essere umano nasce per sua spontanea volontà,
Per sua stessa decisione.
La nascita avviene in quanto processo naturale che caratterizza tutte le cose viventi che si riproducono.
Appena una persona nasce,
Ecco che sorge un piacere nei riguardi di quella stessa nascita nel modo appena descritto.
In una situazione del tutto naturale,
Tra gli animali di livello più basso,
Il desiderio per la nascita è molto lieve e non si pone quale grande problema così come avviene per gli esseri umani.
Una persona dovrebbe interrogare se stessa e verificare queste due cose.
Sono felice di essere nato e sono nato per una qualche ragione.
Se si giunge alla conclusione che si è felici della propria nascita per portare a compimento il più alto compito possibile per un essere umano,
Allora ci si trova in una posizione piuttosto paradossale.
Se il vero scopo della vita è la libertà dalla rinascita,
Allora si è nati per non rinascere e perciò,
In primo luogo,
Non si dovrebbe mai essere nati.
Perché si dovrebbe essere contenti di essere nati e poi incamminarsi sul sentiero verso il Nibana?
Se la libertà della nascita è cosa ottima,
Allora perché vi è innanzitutto una nascita?
Queste sono proprio alcune domande rappresentative dell'ignoranza o che,
Almeno,
Sorgono dall'ignoranza.
Sono nato per mia libera volontà o sono stato costretto a nascere?
Sono nato e allora che cosa dovrei fare?
L'uomo comune non si addentra troppo in queste domande,
Accetta la sua nascita come dato di fatto e si pone una domanda elementare,
Che fare ora?
Credendo di essere nato per accumulare ricchezze,
Comincia subito a farlo.
Se invece crede di essere nato per mangiare o per farsi un nome,
Una fama,
Allora si dedica a questi scopi.
Pensa che sia sufficiente.
Avere fama,
Rinnomanza e benessere è quello che una persona comune vuole.
Questo è l'ideale.
Non sono poche le persone che hanno questa visione ristretta delle cose.
Noi siamo ora però in condizione di rispondere a questa domanda in modo più profondo.
Abbiamo visto che non c'è numero di azioni di tal fatta che possano in alcun modo essere soddisfacente.
C'è sempre qualcosa in esse che lascia insoddisfatti.
Manca qualcosa.
Non importa con quanto successo possano essere perseguiti questi fini mondani,
Saremo sempre insoddisfatti.
Siamo obbligati a riconoscere che c'è bisogno di qualcosa in più.
Ed ecco che alla fine ci rivolgiamo a Dhamma.
Giungiamo a capire di essere nati per studiare la parte più alta e preziosa della conoscenza umana,
Il Dhamma,
E riusciamo a capirlo al fine di ottenere la libertà,
La cosa più alta e più preziosa alla quale possa cedere un essere umano.
Questo è il sommo bene,
La cosa migliore che possa essere raggiunta da un essere umano.
Supponiamo di aver accettato di essere nati e che,
Essendo nati,
Dobbiamo svolgere un certo compito,
Un compito talmente importante da condurre a termine da essere il sommo scopo di un essere umano.
Non ci può essere uno scopo più alto del raggiungimento della completa libertà dalle infelicità che rega questo stato di insoddisfazione.
Seguendo le indicazioni del Buddha,
Questa totale libertà può essere ottenuta.
L'insegnamento buddista è comparso nel mondo al fine di informare gli esseri umani dello scopo più alto che gli esseri umani sono in grado di raggiungere.
Tutte le altre religioni esistenti prima del buddismo avevano avuto lo stesso obiettivo,
Rispondere alla domanda perché sono nato.
Si erano tutte quante occupate di questa stessa questione.
Qual è il bene più alto,
In ragione del quale un essere umano nasce?
Alcune di queste religioni ritenevano che il bene più alto fosse il soddisfacimento sensoriale.
Altre consideravano sommo bene pura beatitudine non sensoriale del Brahma Loka.
Nota a piedi pagina,
Brahma Loka,
Il regno di Brahma dell'essere infinito,
Uno dei regni celesti della cosmologia hinduista,
Dimora di quegli spiriti che hanno raggiunto il più alto stato di liberazione.
Vi era una setta la quale riteneva che nella vita lo scopo di un essere umano fosse quello di cercare beatitudine nella conoscenza che assolutamente nulla esiste.
Si pensava perfino che quanto di più alto potesse essere ottenuto da un essere umano fosse la condizione di completa inconsapevolezza,
Simile alla morte nella quale non si ha consapevolezza di nulla affatto.
Queste erano le dottrine di maggior rilievo quando colui che divenne Buddha iniziò la sua ricerca spirituale.
Quando cercò e studiò nei vari ashram,
Questi erano gli insegnamenti più alti che egli riuscì a trovare.
Siccome fu sufficientemente saggio da comprendere che tutto questo non rappresentava in alcun modo il sumo bene,
Iniziò a investigare per conto suo.
Così arrivò alla perfetta visione profonda e saggezza che pongono fine alla condizione di insoddisfazione e ottenne il Nibbana.
Anche se molto prima del Buddha si è parlato del Nibbana,
Il senso in cui questa parola è stata da lui impiegata differisce da tutti gli altri significati che essa ebbe per quelle sette.
Le semplici parole non valgono,
Quel che conta è significato.
Quando diciamo di essere nati per ottenere il Nibbana,
Con Nibbana intendiamo quel che voleva dire il Buddha,
Non ci riferiamo al Nibbana di altre sette,
Ossia all'abbondanza di piacere sensoriali o allo stadio più alto della concentrazione mentale.
Quando affermiamo che il Nibbana è il nostro fine,
Dobbiamo tenere a mente il Nibbana così come esso è inteso nell'insegnamento del Buddha,
Cioè quale condizione è opposta a quella delle formazioni mentali composte.
Ciò viene espresso anche nel detto in lingua pali che abbiamo già citato,
Sankara,
Paramam,
Dukkha,
Nibbana,
Paramam,
Sukham.
Il Nibbana è semplicemente libertà dai Sankara,
Dalle formazioni mentali composte.
Dobbiamo capire che siamo nati per ottenere la libertà di questa attività che crea tali composti.
Alcuni potrebbero ridere per questa affermazione che il nostro obiettivo nella vita è raggiungere la libertà dalle formazioni mentali composte.
Questo vorticare in tondo nella ruota delle samsara e in soddisfazione è sofferenza,
Libertà dalle formazioni mentali significa avere un tal grado di visione profonda che questo circolo vizioso è interrotto e vinto completamente.
Quando c'è libertà dalle formazioni mentali non c'è più girare in tondo,
Non c'è più la ruota delle samsara.
Il nostro scopo nella vita è arrestare il ciclo delle samsara,
Porre fine per sempre allo stato di insoddisfazione.
Questa totale libertà dall'insoddisfazione è chiamata Nibbana.
Il Nibbana non è cosa occulta e misteriosa,
Non è una specie di miracolo,
Un qualcosa di soprannaturale,
Inoltre il Nibbana non è una cosa che debba essere raggiunta solo dopo la morte.
Si tratta di un punto che è necessario comprendere,
Il Nibbana si raggiunge tutte le volte che la mente è libera dalle formazioni mentali composte.
In qualsiasi momento la libertà dalle formazioni mentali composte è il Nibbana.
La permanente cessazione delle formazioni mentali composte è il Nibbana completo.
La cessazione momentanea è un Nibbana momentaneo,
Che è quello del quale abbiamo parlato.
L'esperienza del Nibbana momentaneo serve da incentivo per andare avanti,
Per puntare al Nibbana permanente,
Il Nibbana completo che fa diventare un essere umano,
Un Naharant.
Questo stato sorge con la conoscenza che i Sankara,
Ossia generare in continuazione i formazioni mentali composte,
Sono sofferenza,
Mentre il Nibbana,
La libertà dalle formazioni mentali composte,
È pace,
Beatitudine.
Lo scopo di ogni essere umano nella vita dovrebbe essere quello di camminare sul sentiero verso il Nibbana completo.
La risposta alla domanda perché siamo nati è offerta dalle ultime due frasi della citazione «Le cose composte sono sofferenza assoluta,
Il Nibbana è la maggior beatitudine».
Incontra il tuo insegnante
4.4 (10)
Recensioni recenti
More from Vittorio Bianco
Meditazioni correlate
Insegnanti Correlati
Trusted by 35 million people. It's free.

Get the app
