
Approccio allo stress in 5 fasi
Questa è una pratica rievocativa per aiutarci a gestire eventi stressanti nel quotidiano. Sarà richiesto di ricordare un evento difficile vissuto di recente; scegli un episodio che ti senti in grado di gestire, né troppo leggero né troppo pesante. La pratica è preceduta da un'introduzione di circa 1 minuto e mezzo ed è suddivisa in 5 fasi utili ad esplorare l'evento: Riconoscere, Accogliere, Sospendere il giudizio, Ascoltare in profondità, Agire. E' una pratica avanzata, sconsigliata ai neofiti
Trascritto
Approccio in cinque fasi a un momento stressante.
Questa è una pratica di tipo rievocativo,
Quindi saremo invitati nel corso dell'esplorazione a ricordare,
Quindi a rievocare un momento della nostra vita in particolare e ad esplorarlo attraverso la pratica.
In particolare esploreremo un momento che abbiamo vissuto di recente,
Che ci ricordiamo abbastanza bene,
In cui abbiamo vissuto una situazione di stress o una situazione difficile,
Non con lo scopo di correggerla o di cadere di nuovo nella narrazione o nella reattività di quel momento,
Ma con l'intenzione di fare un passo indietro e di osservarla e di metterci realmente in ascolto di quell'esperienza,
In tutta la sua ricchezza.
E da questa esplorazione potremo anche metterci in ascolto di una risposta che potrebbe emergere,
Risposta che viene dalla nostra saggezza interiore.
È una pratica divisa in cinque fasi e durante questa esplorazione andremo da una fase all'altra rievocando questo evento.
Ma ora iniziamo con un momento di centratura.
Per svolgere questa pratica assumiamo la posizione seduta,
Possiamo stare seduti sulla sedia con la schiena preferibilmente staccata dallo schienale,
Dritta ma non troppo rigida,
Con entrambi i piedi appoggiati sul pavimento in modo che le nostre gambe siano comode,
Siano stabili.
Se siamo seduti sul pavimento possiamo usare il nostro cuscino di pratica oppure un sostegno che siamo abituati a usare,
Un panchetto di meditazione o qualunque altro sostegno.
Iniziamo semplicemente con grande delicatezza a chiudere gli occhi.
Apprendiamo proprio anche questo atto di chiudere gli occhi come una scelta intenzionale e delicata appunto,
Quindi senza chiudere all'improvviso o strizzare gli occhi e buttarci nella pratica,
Ma con relax,
Con rilassamento.
Invitiamo gli occhi a chiudersi e in questi istanti iniziali della pratica iniziamo a collegarci con il suono della campana accogliendo questo suono dall'inizio alla fine attraverso tutto il suo svolgimento.
Lasciamo che il nostro corpo possa rilassarsi nella posizione Possiamo prenderci alcuni istanti per lasciare assestare la posizione,
Quindi muovere un po' le spalle se necessario,
Sciogliere un po' il collo e poi invitarci,
Una volta che abbiamo sistemato la nostra posizione,
Invitarci in una posizione ferma.
La staticità ci può essere molto d'aiuto per fermare il movimento esteriore e poter accorgerci di quello che si muove all'interno come pensieri,
Emozioni,
Stati d'animo,
Sensazioni più sottili.
Colleghiamoci ai punti del nostro corpo dove sentiamo in modo più evidente il contatto con il sostegno,
Con la sedia,
Il cuscino,
Con il pavimento.
Questi sono i punti dove il nostro corpo è sostenuto,
È sorretto pazientemente dalla terra o dalla nostra sedia,
Dal nostro cuscino.
Colleghiamoci anche al nostro respiro senza cambiare nulla del suo flusso naturale,
Semplicemente aprendo la nostra consapevolezza al respiro così com'è ed esprimiamo l'intenzione all'interno di questa pratica di rivolgere alla nostra esperienza uno sguardo il più possibile gentile,
Senza fretta,
Senza forzare nessun tipo di esperienza.
Esprimiamo l'intenzione di essere presenti alla nostra esperienza qualunque essa sia.
In questa rievocazione lasciamo gradualmente emergere nella nostra mente il ricordo di un evento che abbiamo vissuto di recente,
Un evento che abbiamo trovato in qualche maniera stressante,
Difficile,
Un evento che,
Col senno di poi,
Avremmo voluto gestire diversamente.
Può essere qualsiasi tipo di evento,
Un evento sul luogo di lavoro oppure in famiglia con degli amici,
O anche un evento semplicemente tra noi stessi,
Molto personale.
Lasciamo che emerga l'evento che ricordiamo in modo più nitido.
Se ce ne sono parecchi che in questo momento stanno attirando la nostra attenzione noi scegliamone uno e rimaniamo su quello poi senza passare da uno all'altro.
Invitiamo la nostra memoria a ricordare i particolari di quell'evento a ricordare dove eravamo,
A ricordare se c'era qualcuno con noi,
Qual era l'argomento centrale della difficoltà.
Mentre emergono i dettagli di questo evento noi ricordiamoci la nostra intenzione,
Quella di essere presenti all'esperienza,
All'esperienza rievocata,
E quindi di non ricadere di nuovo dentro la reattività di quel momento.
Possiamo ancorarci alla nostra esperienza del corpo,
Ancorarci quindi ai punti di appoggio con il pavimento,
Con la seduta,
O ancorarci al nostro respiro in modo da non finire risucchiati all'interno della narrazione.
E possiamo notare nella prima fase di questa pratica possiamo invitarci a riconoscere la situazione di quel momento,
A riconoscerla brevemente,
Discussione sul lavoro,
Litigio in famiglia,
Difficoltà personale,
Irritazione,
Rabbia.
Se c'era un'emozione possiamo dare un nome a questa emozione che ha caratterizzato quel momento difficile,
Tristezza,
Frustrazione,
Insicurezza.
Qualunque cosa ci sia ci invitiamo semplicemente a riconoscere la sua presenza senza ulteriori commenti.
È come un dire ti vedo,
Rabbia ti vedo,
Delusione ti vedo.
E dando un nome così a questa esperienza riconosciamo anche come si presenta nel corpo.
Quindi sganciandoci dalle eventuali storie,
Dai commenti,
Dalle narrazioni,
Dai pensieri,
Dai dialoghi,
Dai giudizi con grande semplicità com'è nel corpo questa cosa,
Questa rabbia,
Questa delusione,
Questo litigio in famiglia,
Sul lavoro.
Quali sensazioni fisiche sentiamo limitiamoci a riconoscerle magari all'altezza del petto,
Della gola,
Dell'addome.
Queste possono essere zone molto ricche di sensazioni fisiche ma le sensazioni possono arrivare anche da altre zone.
Se sentiamo un senso di oppressione al petto o una chiusura nella gola,
Una contrazione nell'addome mettiamoci in ascolto osservando questa esperienza,
Riconoscendola nel corpo così come così come arriva ricordandoci che è solo una rievocazione e che possiamo abbracciarla nello sguardo compassionevole della consapevolezza provando a fare spazio a questa situazione senza cercare di mandarla via.
Può anche capitare che sentiamo una sorta di intorpidimento o come se ci fosse se non ci fosse nessuna sensazione facciamo spazio anche a questo così entriamo nella seconda fase della pratica che è accogliere quello che c'è accogliere,
Fare spazio come potrebbe essere ritrovarci più spaziosi di questa difficoltà c'è la difficoltà,
C'è l'evento stressante,
Ma c'è anche più spazio,
Siamo più grandi questo è accogliere in qualsiasi momento ci sentiamo più risucchiati dalla storia possiamo ricordarci allora di fare ancora di ancorarci al respiro o ai punti di appoggio accogliere l'esperienza,
Fare spazio notare come si modifica se si modifica quella sensazione fisica e mentre accogliamo in questa maniera possiamo anche provare a lasciare andare eventuali giudizi o dialoghi o commenti man mano che emergono è un'esperienza comune che emergano pensieri o giudizi sull'evento quando ce ne accorgiamo semplicemente ci invitiamo a sospendere il giudizio sospendere la storia è capitato è arrivata questa esperienza,
È arrivata questa sensazione come sospendere il giudizio se notiamo che tornano in modo anche più intenso quelle come se fossero delle ondate di rabbia o di frustrazione quelle emozioni o stati mentali che hanno caratterizzato l'evento bene,
Notiamo che sono tornati,
Che si sono intensificati e riconosciamo il loro ritorno,
Facciamo spazio ulteriormente io ti vedo e lasciamo di nuovo andare il giudizio lasciare andare la storia in questa terza fase sospendiamo il giudizio sospendiamo la storia e ascoltiamo ascoltiamo questa esperienza più in profondità entrando cos�� nella quarta fase della pratica ascoltare in profondità non con l'obiettivo di cambiare le cose,
Ma semplicemente rivolgendoci la nostra incondizionata presenza un incondizionato ascolto che cosa c'era in quel momento,
In quell'esperienza?
C'era un bisogno c'era la necessità di proteggerci da qualcosa c'era una paura,
Un desiderio ascoltare in profondità questa è la quarta fase semplicemente aperti e disponibile ad ascoltare ascoltare in profondità quel momento qual era il messaggio potrebbe capitare a un certo punto che il ricordo di quell'evento inizia un po' a sfumare,
Che iniziamo a perdere un po' il filo o l'immagine di quell'evento questo è perfettamente normale ancoriamoci di nuovo al respiro,
Ai punti di appoggio del nostro corpo e invitiamo nuovamente il ricordo di quell'evento a ripresentarsi alla memoria possiamo anche,
Se necessario,
Ripercorrere le fasi quindi di nuovo partendo con il riconoscere quello che c'è riconoscere le sensazioni fisiche accoglierle,
Fare spazio sospendere il giudizio,
La storia su quello che emerge i dovrei,
I non dovrei rivolti a noi stessi o rivolti a qualcun altro avrebbe dovuto,
Non avrebbe dovuto sospendere il giudizio,
Sospendere la storia e ascoltare in profondità ascoltare noi stessi ascoltare l'altro se eravamo con altre persone in profondità sotto la superficie di un comportamento,
Di un momento stressante,
Cos'è che voleva essere ascoltato ascoltare in profondità e da questo momento entrando nella quinta ed ultima fase di questa pratica possiamo fare spazio ad un'azione ad un agire non più basato sulla reattività di quel momento in cui non avevamo così tante scelte in cui eravamo nel vortice del pilota automatico,
Della reazione ora in questa rievocazione possiamo immaginare di poter agire da questa prospettiva più consapevole che abbiamo coltivato adesso non con lo scopo di cambiare o di correggerci ma proprio con una estrema dolcezza,
Con una grande compassione lasciamo spazio ad una soluzione diversa ad un'azione che possa rispondere in modo più pieno,
Più presente a un bisogno che è emerso quando abbiamo ascoltato in profondità senza forzare,
Lasciamo che emerga quinta fase agire agire consapevolmente potrebbero emergere diverse alternative di azione e questo è normale che sia così perché con la consapevolezza possiamo vedere altre strade e non solo quella reattiva,
Automatica a cui siamo obbligati senza cercarle,
Senza forzare lasciamo emergere delle eventuali azioni e ora lasciamo gradualmente andare questa esplorazione esprimendo l'intenzione al meglio che possiamo di poterci ricordare di questo spazio di consapevolezza la prossima volta che ci ritroveremo in un evento stressante che io mi possa ricordare di prendere uno spazio di consapevolezza che io mi possa ricordare di prendermi uno spazio di consapevolezza magari a volte riusciremo mentre altre volte no,
Non è questo l'importante l'importante è che ci sia l'intenzione da un'intenzione potrà emergere un'azione saggia e gradualmente riportiamo l'attenzione nel corpo entrando pienamente in contatto con i punti di appoggio del corpo e con il nostro respiro seguiamo semplicemente il flusso dell'aria che entra e che esce dal corpo per alcuni istanti che noi tutti possiamo vivere in piena consapevolezza
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