
Il respiro e la mente
by Andrea Spila
Meditazione nella natura. Sulle rive di un lago costiero, parto dall'ascolto delle cicale, usando il loro canto ininterrotto come metafora della mente che Thich Nhat Hahn chiama "radio NST (Non-Stop Thinking)" ossia la radio del pensiero continuo, o del cosiddetto Default Mode Network, scoperto nelle ricerche di neuroscienza. Usiamo il respiro per prenderci una pausa dai pensieri che ci riportano al passato e al futuro, riuscendo così a tornare a noi stessi, nel presente.
Trascritto
Meditazione sul respiro come le cicale che sentiamo adesso qui siamo in riva a un lago è estate e sentiamo tutti i rumori della natura come le cicale che sentiamo che cantano continuamente così è la nostra mente alcuni la chiamano radio che non si ferma mai altri invece la chiamano default mode network una rete di regioni del cervello che è continuamente attiva comunque sia siamo tutti consapevoli e coscienti del fatto che spesso la nostra mente rumina continua ad avere pensieri sul passato sul futuro preoccupazioni critiche giudizi come possiamo riuscire in qualche modo a bloccare questo flusso continuo e a riuscire a ottenere una situazione di tranquillità di pace di calma di serenità perché spesso con questa modalità è difficile riuscire ad affrontare con serenità tante situazioni uno dei modi per farlo è la meditazione di mindfulness ossia la meditazione che faremo oggi sul respiro cominciamo a trovare una posizione comoda dove ci troviamo possiamo sederci su una sedia se vogliamo a terra oppure possiamo sdraiarci come preferiamo se siamo seduti però teniamo la schiena dritta un pochino avanti rispetto allo schienale della nostra sedia ma rilassata teniamola rilassata con le spalle che scendono giù rispetto alle orecchie e allineata con il collo e anche con il nostro bacino le braccia sono lungo il corpo e le mani sono con le palme appoggiate sulle cosce sulle ginocchia rilasciate rilassate oppure una mano sull'altra in grebo sentiamo questa posizione eventualmente rilasciamo delle parti che sentiamo contratte e prepariamoci alla meditazione sul respiro continuiamo a sentire sullo sfondo la mente che che rumina che chiacchiera che gira vagabonda e noi adesso cerchiamo di avere una pausa rispetto a questa attività costante della mente ci prendiamo un po di riposo cominciamo intanto con un paio di respiri profondi inspiriamo dal naso ed espiriamo o dalla bocca o dal naso molto lentamente e mentre espiriamo lasciamo andare qualsiasi tensione che ancora abbiamo delle braccia delle gambe facciamo ancora un altro respiro profondo inspiriamo ed espiriamo lentamente e completamente ora cerchiamo un contatto con il nostro respiro rivolgiamo lo sguardo all'interno possiamo chiudere gli occhi se preferiamo ottenerli aperti leggermente succhiusi fissando un punto davanti a noi come preferiamo e adesso entriamo in contatto con il nostro respiro respiriamo tantissime volte al giorno alcuni dicono anche 20.
000 volte ma noi raramente ce ne accorgiamo se non quando siamo in ansia o corriamo o stiamo facendo qualche cosa per cui ci accorgiamo del nostro respiro ora invece che siamo seduti rilassati proviamo ad entrare in contatto col respiro e per aiutarci cerchiamo un ancora ossia cerchiamo di trovare una parte del nostro corpo dove sentiamo il respiro nella maniera migliore possibile per esempio potrebbe essere le narici da dove entra l'aria o la gola sentendo l'aria che scende verso i pulmoni o ancora possiamo per esempio sentire la casta toracica che si amplia per lasciare spazio all'aria che entra nei pulmoni o allo stomaco l'addome che sentiamo che si espande quando inspiriamo e poi si contrae mentre espiriamo scegliamo una di queste parti del corpo dove sentiamo più il respiro così che ci aiuti a concentrarci di più su questa nostra attività fondamentale se c'è la necessità possiamo anche mettere per esempio le mani per esempio sull'addome per sentire meglio l'aria che entra e che esce cominciamo a sentire il respiro inspiriamo possiamo anche dire a noi stessi inspiro per sottolineare il momento in cui inspiriamo e poi espiriamo possiamo dire a noi stessi nella nostra mente espiro lasciamo che la nostra inspirazione ed espirazione siano quelle naturali non le forziamo in alcun modo è possibile che ci sia un'inspirazione lenta ma potrebbe essere anche più veloce potrebbe essere lunga notiamo com'è questa nostra ispirazione com'è l'espirazione concentriamoci proprio su questo che facciamo con curiosità come se fosse la prima volta che ci accorgessimo di respirare e la mente continua a richiamarci come le cicale incessanti che sentiamo sullo sfondo e ogni volta che ci richiama dicendoci ricordati che devi fare questo o non è proprio il momento giusto di fare questa cosa o ieri ho fatto qualcosa di sbagliato qualsiasi altro pensiero noi ritorniamo al respiro con gentilezza non cerchiamo di eliminare i pensieri semplicemente riportiamo la nostra concentrazione sul respiro facciamo questo esercizio adesso per un paio di minuti ogni volta che la mente divaga ci porta lontano noi la riportiamo al respiro inspiro ed espiro questa semplice attività concentriamoci sull'inspirazione dell'espirazione così come sono in questo momento facciamo un controllo siete concentrati sulla respirazione o la mente sta vagando se sta vagando riportiamola riportiamola al respiro la meditazione sul respiro sta tutta qua nel riportare la mente ogni volta che vaga lo fa lo fanno naturalmente noi pazienti gentili la riportiamo senza giudizio al respiro questa è la meditazione sul respiro è tutta qui e lo possiamo fare in qualsiasi momento della giornata quindi adesso se volete potete continuare a farla o se volete potete interromperla e riprenderla in qualsiasi momento della giornata in cui avete bisogno di concentrarvi su di voi di tornare a voi stessi di ascoltarvi e il respiro è la prima cosa che potete fare la più semplice e la più immediata per ritornare a voi stessi volete allora potete lentamente aprire gli occhi se l'avete chiusi e riprendere le vostre attività oppure continuare a meditare sulla respirazione grazie per aver praticato insieme a me e buona pratica
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