
Riflettere e lasciare andare: pratica di Fine Anno
Parte 1: Riflettere e Lasciare Andare In questo episodio ti invito a prenderti un momento di introspezione, per chiudere con consapevolezza l’anno appena trascorso. Attraverso una pratica guidata, esploreremo le emozioni, gli eventi e le lezioni che hanno segnato questi ultimi 12 mesi. È il momento di onorare ciò che è stato, lasciar andare ciò che non serve più e fare spazio al nuovo. Prepara un quaderno, una penna e un luogo tranquillo: insieme ci dedicheremo al coraggio di guardarci dentro e riscoprire la nostra energia per ripartire.
Trascritto
Rieccoci,
È da tanto che non registro un audio per questo podcast,
Sono stati mesi forse anni di silenzio e sono contenta di rompere appunto questa stasi con una pratica che mi piace moltissimo,
Che faccio da molti anni,
Che è la pratica di fine e inizio anno.
La dividiamo in due parti,
Oggi ci concentriamo sulla fine dell'anno quindi sul processare l'anno che è appena terminato e nel prossimo audio ci occuperemo proprio di prepararci ad accogliere il nuovo anno.
Lo facciamo sempre con un'attitudine di consapevolezza e di disponibilità ad ascoltare,
Ascoltarci con autenticità e quindi vi chiedo di predisporvi uno spazio,
Un tempo per fare con me questa pratica,
Se vi va.
Si tratta di una serie di domande a cui rispondere scrivendo,
Per riflettere sull'anno appena trascorso,
Su come ci sentiamo in questo momento,
Su quello che è accaduto,
Su magari situazioni che hanno ancora bisogno di un po' di tempo.
Noi spesso ci lanciamo verso il futuro,
Rinneghiamo,
Giudichiamo quello che è successo nel passato e cerchiamo subito il cambiamento,
La soluzione,
La novità,
Il nuovo corso,
Il nuovo passatempo,
Ma per lanciarci davvero verso tutte queste novità,
Per accogliere davvero l'energia del nuovo,
C'è bisogno di fare pulizia,
Di lasciare andare il vecchio,
Di accogliere e anche onorare qualsiasi cosa sia successa,
Qualsiasi cosa ci abbia fatto magari anche male durante quest'anno,
Ed è per questo che dedico forse più tempo al processare l'anno che si sta finendo piuttosto che a immaginarmi qualcosa di nuovo per l'anno prossimo.
È qualcosa che faccio da molti anni,
In varie forme,
L'abbiamo fatto anche insieme in passato,
Sia attraverso le lettere che attraverso le foto.
Quest'anno torniamo alla versione un po' più tradizionale di domanda e risposta,
Però come vi dicevo servirà un po' di tempo,
Immagino più della lunghezza di quest'audio,
Perché ogni tanto sarete appunto invitati a premere pausa e a prendervi il vostro tempo per rispondere.
Non c'è un modo giusto di scrivere,
Non c'è una lunghezza adeguata,
Ci saranno sicuramente delle domande che risuonano di più e che magari vi richiederanno più tempo,
Delle altre che verranno liquidate diciamo così con una o due parole.
Quello che importa è l'attitudine,
Cioè la volontà di dedicarsi a questa pratica,
All'osservazione autentica,
Sincera di quello che è ora alla luce dei dodici mesi trascorsi.
Quindi per iniziare ci prendiamo qualche istante,
Magari prepariamo il nostro spazio,
Ci prepariamo una tisana,
Un quaderno,
Una penna,
Una seduta comoda e poi diamo qualche istante al silenzio,
Al respiro,
Ad atterrare in questo momento,
In questa pratica.
Io ora come ora sono su una terrazza davanti al mare,
Ho scelto di registrare qui anche se magari può esserci qualche rumore perché è uno spazio di quiete,
Uno spazio che ispira.
Non so se avete la possibilità di godere di una vista,
Di un fiore,
Di un panorama,
Ma lasciate che queste immagini o anche solo un panorama ricreato nella vostra mente vi accolga,
Vi predisponga,
Vi ispiri.
Facciamo qualche respiro iniziando a rivolgere l'attenzione verso l'interno.
Lo sguardo è rivolto verso di noi,
Verso il nostro corpo,
Verso le nostre sensazioni.
Forse ci sono delle parti tese,
Possiamo respirare attraverso questa tensione e lasciare che si sciolga.
Possiamo sentire com'è rimanere in contatto con noi,
Con il silenzio,
Per qualcuno potrebbe essere nuovo perché magari non ha una pratica meditativa costante.
Abbracciamo quello che c'è,
È uno spazio in cui non c'è nulla da fare,
Da sistemare,
Nessuno da salvare,
Nessuna soluzione da trovare.
Ci stiamo solo dedicando a noi così come siamo in questo momento senza chiederci niente.
E mentre siamo in questo spazio di ascolto,
Di non giudizio,
Di gentilezza,
Proviamo a vedere se emerge un sentimento,
Una parola,
Un'immagine sull'anno che appena ha trascorso.
Cerchiamo di non andare a pescare con la mente,
Ma di lasciare emergere da dentro.
Forse arriva una parola,
Forse arriva un sentimento che non riguarda direttamente qualcosa che è successo o qualcosa che abbiamo provato.
Proviamo a fidarci di lasciare emergere senza controllare,
Senza cercare attivamente.
E quando emerge una parola,
Un'immagine,
Una sensazione,
Teniamola vicino al cuore,
Lasciamola oscillare assieme al respiro e osserviamo che cosa succede in noi,
Che cosa succede nel corpo,
Se arrivano altre immagini,
Altre parole,
Altre sensazioni.
E qui ci prendiamo tutto il tempo necessario per sentire questa parola,
Questa sensazione,
E quando siamo poi pronte,
Pronti,
La scriviamo come titolo della nostra pagina.
E a ruota libera,
Se ci viene,
Aggiungiamo ancora altre parole,
Riflessioni,
Considerazioni,
Disegni su quanto emerso.
Come vi accennavo prima,
Mettete pausa durante quest'audio tutte le volte in cui ne avete bisogno.
Quando lasciamo emergere una parola da dentro senza cercarla,
Senza andare a pescare al sentimento che abbiamo provato di più,
Magari rieschiamo anche di rimanere stupite o stupiti,
Perché emerge qualcosa di diverso da quello che pensavamo,
Ma che in qualche modo si ricollega.
È chiaro che se avessimo fatto questo stesso esercizio in un momento dell'anno particolarmente triste sarebbe emerso qualcos'altro,
In un momento particolarmente felice sarebbe emerso qualcos'altro ancora.
Accogliamo quello che è emerso ora,
Per quello che è adesso,
E lasciamoci ispirare nella scrittura,
Nella elaborazione di questa parola,
Se ci viene da aggiungere qualcosa.
Quello che faccio poi io sempre per raccapezzarmi un po' e spesso mi aiuto con le foto è ripensare all'anno,
Quindi scrivo tutti i 12 mesi e accanto con poche parole cerco di ripercorrere i principali accadimenti di quel mese.
Per me è importante perché io ho un rapporto un po' strano con il tempo,
Mi dimentico le cose e quindi ho proprio bisogno di rinfrescare la memoria.
Per qualcuno magari è una cosa che avviene di getto,
Scrivono i 12 mesi e sanno già quando è successo cosa,
Quant'è durata,
Quell'altra cosa.
Ecco io ho bisogno spesso di aiutarmi,
Di riguardare le foto,
Di riguardare alcune cose scritte,
Quando le usavo magari riguardavo anche i miei profili social perché così riuscivo a capire meglio che cosa succedeva in un altro periodo.
Quindi quello che vi chiedo adesso è di fare proprio un elenco degli avvenimenti principali dell'anno,
Seguendo proprio la progressione temporale,
Quindi a gennaio è successo questo,
A febbraio è successo quest'altro.
Potete inserire vari tipi di avvenimenti,
Il viaggio,
La situazione triste,
Il momento particolarmente felice.
È importante avere proprio i grandi accadimenti,
Prendendovi il tempo che vi serve.
Per me questo alcune volte è un processo che dura anche giorni,
Soprattutto se lo faccio in maniera creativa,
Se lo faccio usando le foto,
Creando quasi un mini-album dell'anno.
Per qualcuno,
Ripeto,
Può essere qualcosa anche solo di pochi minuti.
Però prendetevi il tempo di farlo e di ripercorrere per iscritto i passi di quest'anno.
Quando lo avete fatto provate a riguardare questo quadro,
Questo quadro di parole,
Questo quadro di foto,
Di disegni,
Se avete avuto modo,
E chiedetevi c'è ancora qualcosa che ha bisogno della mia attenzione?
A volte non ci prendiamo il tempo di stare su quello che accade,
Un po' perché siamo travolti dalla vita,
Un po' perché ne abbiamo paura,
I motivi possono essere tantissimi,
Ma forse c'è ancora qualcosa che ha bisogno di attenzione.
Forse non abbiamo pianto tutte le macrime che avremmo voluto,
Espresso tutta la rabbia,
Gioito quanto avremmo voluto.
E perché per me è così importante questa fase di revisione dell'anno?
Perché mi sembra un po' di sistemare,
Come se ripulissi,
Facessi ordine,
E non è che basta ovviamente questo per passare davvero attraverso alle situazioni più difficili e più dolorose,
Ce ne sono alcune che mi trascino da più di un anno,
Però è un buon modo per me per onorare il tempo che passa,
Onorare la mia vita,
Onorare quello che ho provato,
Onorare quello che ho vissuto.
Ed è fondamentale per iniziare anche con una certa chiarezza il nuovo anno,
È come se non riuscissi a farne a meno,
Non riuscirei senza aver fatto sedimentare quest'anno lanciarmi direttamente nel 2025,
In questo caso,
Nell'anno nuovo.
Soprattutto se è successo qualcosa di davvero duro potrebbe,
Appunto,
Potremmo aver bisogno di tempo per raperguarire,
Non riusciamo sicuramente a darcelo tutto ora,
Però anche solo vederlo,
Anche solo ricordarci che c'è quel sassolino che è ancora lì,
Aiuta a fare chiarezza e soprattutto tutte le situazioni toste e difficili ci aiutano a rivelare qualcosa di importante per noi,
Quindi ora che magari siamo lontani dalla situazione che ci ha fatto soffrire,
Che ci siamo ritagliati e ritagliate uno spazio di ascolto,
Di non giudizio,
Abbiamo davvero la disposizione d'animo,
Di cuore,
Di accogliere e di provare a vedere la preziosità di ogni momento.
Quello che vi chiedo poi di scrivere e di soffermarsi proprio in maniera precisa è qual è l'avvenimento più doloroso dell'anno appena trascorso,
E non in maniera generica,
Non un periodo,
Ma proprio andare a cercare un fatto,
Un avvenimento che ritenete essere il più doloroso dell'anno appena trascorso,
Di prendervi il tempo per metterlo a fuoco,
Per sceglierlo,
Per descrivere che cosa è successo,
E poi continuare chiedendovi che cosa avete imparato di voi stessi,
Voi stesse,
Da questo avvenimento.
Questo è un punto di vista,
È un lato importante,
Mettiamo a fuoco l'avvenimento,
Scriviamo quello che è stato per noi la situazione più dolorosa di quest'anno,
E poi chiediamoci che cosa abbiamo imparato su di noi attraverso quell'avvenimento.
E' come contraltare,
Visto che da un po' che stiamo forse con focalizzati su quello che può aver appesantito,
Chiediamoci con la stessa meticolosa precisione qual è stato invece l'avvenimento positivo di quest'anno,
Qual è stata la parte più meravigliosa,
E anche qui senza rimanere generici,
Senza parlare in maniera vaga di una relazione piuttosto che di una persona,
Ma andando a scegliere un momento,
E chiedendo,
Anche in questo caso,
Che cosa ho imparato di me da questo avvenimento.
Iniziamo a lavorare anche su un altro versante,
Su quello delle cose positive,
Perché ne abbiamo davvero bisogno,
Ne sono sempre più convinta,
I confronti con le persone vicine me ne fanno rendere conto sempre di più.
Abbiamo un estremo bisogno di allenare la fiducia,
Allenare un occhio al positivo,
Un occhio alle cose che sono andate bene,
Un occhio alle cose che sono riuscite,
Piuttosto che focalizzarci solo sulle mancanze o su quello che non va.
Il maestro parlava di mente velcro e mente teflon.
Abbiamo la mente velcro quando capita qualcosa che non va,
Una critica,
Un problema,
Una difficoltà,
Si attacca tutto come al velcro e non si stacca più.
Abbiamo la mente teflon,
Quindi quello dell'antiaderente delle pentole,
Quando capita qualcosa che va bene,
Quando capita un successo,
Un complimento,
Raggiungiamo un traguardo o riusciamo a fare qualcosa,
Scivola via senza se e senza ma,
Viene sminuita,
Viene dimenticata,
Presto torniamo alla parte velcro.
Questo è sicuramente un'abilità e una tendenza che in passato ha aiutato la nostra specie a sopravvivere,
Ma che appesantisce molto.
Abbiamo la necessità di allenarci a trasformare un po' la mente teflon in velcro,
Se non altro mantenere qualcosa di più in quella padella in cui scivola via tutto.
Quindi vi chiedo di elencare tutti i risultati piccoli o grandi che avete raggiunto quest'anno e so che la prima sensazione è dire ma non ho raggiunto niente,
Tutto uguale,
Non ho fatto questo.
Ok prendetevi il tempo,
Cercate magari in questa,
Se sentite un po' di resistenza,
Di darvi un po' più di spazio per provare ad elencare tutti i traguardi,
Tutte le cose che avete raggiunto in questi 12 mesi.
E quindi lasciare lo spazio alla gratitudine,
Perché il prossimo passo è fare un elenco di grazie,
È proprio un elenco di gratitudine,
Un elenco libero,
Non è vincolato a traguardi,
Ma un elenco che può essere lungo quanto volete,
Vedete che più si dà da mangiare,
La gratitudine più ne viene fuori.
Grazie,
Puntini puntini,
Da completare così,
Di getto uno dopo l'altro,
Prendetevi il tempo,
Come vi dicevo ogni domanda richiede lo spazio,
Lasciatevi soprattutto trasportare,
Non limitatevi,
Ma andate proprio di getto a scrivere tutto quello per cui ringraziate,
Grande,
Piccolo,
Scontato,
Strano,
Tutto.
E poi dedichiamo uno spazio alle persone che ci sono state più vicine,
Chi sono,
Come mai sono state così preziose,
Possiamo anche immaginare come sarebbe stato lo stesso anno senza quelle persone e scriviamo,
Scriviamo i loro nomi,
Il loro,
Il suo nome,
Se è solo una,
Ma prendiamoci uno spazio per guardare attorno,
Per guardare a chi è stato con noi,
Che è stato più vicino a noi in quest'anno.
E poi iniziamo a passare alla parte finale,
Quella un po' più introspettiva,
E iniziamo a chiederci in che modo sono cresciuto,
Sono cresciuta quest'anno.
Purtroppo molto spesso,
Quasi sempre,
Si cresce attraverso esperienze difficili,
Si cresce attraverso delusioni,
Si cresce attraverso la rabbia,
Attraverso la frustrazione,
Attraverso la sofferenza.
Vediamo se possiamo anche qui cambiare un po' l'ottica,
Visto che questo è uno spazio protetto,
Uno spazio in cui possiamo essere autentici con noi,
E riguardare a quella timeline che abbiamo tracciato all'inizio e chiederci appunto in che modo sono cresciuta,
Cresciuto quest'anno.
Quanto sento di essere stato connesso,
Di essere stata connessa a me quest'anno?
Quindi ok la crescita,
Ma quanto ci sono stato,
Stata per me?
Quanto mi sono sentita,
Mi sono sentito?
Quanto sono stata presente?
Quanto sono stato consapevole?
Quanto ho vissuto e quanto mi sono lasciato vivere?
E poi quanto sento di esserci stato o stata per gli altri?
Quanto sento di essermi messa in gioco,
Messo in gioco nelle relazioni,
Nell'aiuto alla comunità,
Nell'aiuto dell'altro,
Qualsiasi sia quest'altro,
Dal partner,
Agli amici,
Alla famiglia,
Al volontariato,
Alla comunità in senso più generale.
Quanto sento di esserci stato o stata per gli altri?
E poi ancora,
Sento il bisogno di perdonare?
Se sì,
Chi sento il bisogno di perdonare?
Me stesso,
Me stessa,
Gli altri,
Qualcun altro,
Una situazione?
Che cosa sento di aver bisogno di perdonare nel senso di finalmente accogliere,
Perdonare non nel senso di condonare o nel senso di dimenticare,
Ma nel senso profondo di perdono,
Di accettazione,
Un perdono che libera innanzitutto noi stessi.
E che cosa voglio finalmente lasciare dietro di me quest'anno?
Dico finalmente perché possiamo renderci conto anno dopo anno che facciamo questo tipo di pratica,
Ma anche semplicemente nella nostra quotidianità,
Che alcune situazioni,
Alcuni problemi,
Alcuni pattern si ripetono anno dopo anno,
Magari non identici ma simili.
C'è sempre un nodo,
C'è sempre un centro che diciamo unisce tutti questi puntini e quindi quel finalmente sta proprio a significare ok,
Ho compreso il messaggio,
Ho rilavorato su questo punto,
Sono passato,
Passata attraverso questo e sono finalmente pronta o pronto a lasciarlo andare.
È arrivato il momento per me di lasciar finalmente andare questo.
E che cosa invece abbiamo scoperto,
Trovato,
Magari un'epifania,
Un'illuminazione,
Una realizzazione,
Una comprensione profonda che abbiamo avuto quest'anno e che invece vogliamo profondamente portare con noi,
Tenere con noi,
Anzi rinfrescare sottolineare,
Evidenziare per l'anno prossimo e gli anni futuri.
Siamo finalmente arrivati alla fine,
Alla fine di un percorso che in quest'audio è durato una mezz'oretta circa,
Ma che nella pratica di ognuno ha significato sicuramente molto di più.
Perché è significato riattraversare momenti,
Situazioni,
Sentimenti,
Paure,
Speranze,
Frustrazioni,
Desideri.
E quindi posata la penna possiamo guardare a quello che abbiamo scritto,
Al tempo che ci siamo dedicati e innanzitutto sorridere.
Sorridere perché quello che abbiamo fatto,
La pratica che ci siamo concessi,
Il tempo,
L'ascolto,
La scrittura stessa,
È energia ed è una scelta coraggiosa.
Non è scontata,
Sarebbe stato molto più semplice fare qualsiasi altra cosa.
Oppure leggere le domande,
Pensare alle risposte un po' a casaccio senza dedicarci lo spazio necessario.
Perché noi con la testa siamo sempre più veloci di quello che poi è la realtà.
Siamo convinti che per me imparare a meditare basta leggere un libro senza fare la fatica della pratica.
Così tante volte siamo convinti che per superare alcune emozioni o alcune situazioni basti leggere qualcosa,
Capirle con la testa e non ci rendiamo conto che il passaggio fondamentale è dell'esperienza,
Del corpo,
Della pratica,
Della sensazione.
Così come praticare non è come leggere di meditazione,
Per quanto leggere di meditazione possa fare bene,
Possa essere altamente ispirante,
Così ascoltare le domande e rispondere a mente non è la stessa cosa che prendersi il tempo per scrivere le risposte,
Per ascoltarsi,
Per mettere pausa e dedicarsi a sé.
Quindi fare questo è coraggioso,
Farlo è molto controcorrente rispetto ai ritmi,
Alle velocità,
Alle richieste che spesso arrivano da fuori,
Soprattutto in questo momento dell'anno.
Ma è fondamentale chiedersi se nella propria vita,
Nel proprio corpo,
Nella propria pelle è un bel posto dove stare.
E anche accogliere,
Accogliere con gentilezza qualsiasi cosa sia immersa da questo resoconto,
Respirare,
Respirare profondamente,
Respirare guardando i fogli scritti,
Il foglio scritto ed ispirando,
Lasciando che questo processo di essere semplicemente come siamo non abbia fine.
Ci diamo il tempo per assaporare quello che abbiamo fatto sorridendo,
Sorridendo con gioia per quello che siamo,
Per dove siamo,
Per il tempo che ci siamo dedicati,
Per il coraggio,
Ricordandoci che siamo tutti in un mare di fatica,
Frustrazione,
Insoddisfazione che come diceva il Buddha fa parte,
Che la sofferenza fa parte di una delle verità dell'esistenza e che forse quello che può cambiare è il nostro grado di consapevolezza e di rilassatezza con quello che accade,
Perché questo ci può dare anche un'energia diversa,
Un'energia più pulita,
Più chiara per affrontare tutto quello che arriverà.
Quindi abbracciamoci,
Sorridiamo,
Posiamo una mano sul cuore,
Una mano sulla pancia,
Dedichiamo proprio questi ultimi momenti a ringraziarci,
A ringraziarci perché siamo così come siamo,
Non perché abbiamo sistemato qualcosa,
Non perché abbiamo risolto,
Non perché abbiamo superato,
Perché siamo,
Perché stiamo vivendo,
Perché stiamo facendo del nostro meglio giorno dopo giorno.
Prima di salutarvi,
Di darvi poi appuntamento alla pratica di inizio anno,
Vi chiedo di condividere quest'audio,
Questa pratica con tutte le persone che pensate possano aver bisogno,
Voglia,
Desiderio di fermarsi,
Di ascoltarsi,
Di prendersi un momento per fare pulizia,
Per processare quello che è stato e per rimettere un po' in ordine sensazioni,
Idee,
Pensieri e darsi quindi una carica davvero diversa per affrontare il nuovo anno.
A presto!
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