
Nuovo Anno: portare la saggezza Buddhista nelle intenzioni
Parte 2: Accogliere il Nuovo: portare la saggezza Buddhista nelle intenzioni per l’Anno Nuovo Seconda parte: Intenzioni e Saggezza Buddhista In questo episodio esploriamo un modo diverso di impostare le intenzioni per il nuovo anno, ispirandoci alla saggezza buddhista. Non si tratta di accumulare obiettivi materiali, ma di coltivare stati d’animo positivi e qualità interiori, distaccandoci dall’attaccamento al risultato.Ti guiderò in una pratica di riflessione e scrittura, con domande che ti aiuteranno a connetterti con ciò che il tuo cuore desidera davvero, dando priorità a ciò che conta davvero per te. Preparati a iniziare il nuovo anno con consapevolezza, equilibrio e autenticità.
Trascritto
Rieccoci,
Questa è la seconda parte della pratica di fine ed inizio anno.
Ci concentriamo sull'incontro con il nuovo anno,
Proprio perché nella prima parte abbiamo rivisto,
Processato,
Pensato tutto quello che è stato per noi lo scorso anno,
L'anno che si sta concludendo.
E qua adesso con questa attitudine,
Con questo spazio ripulito,
Con le valigie risistemate,
Con tutte le situazioni più o meno definite e chiarite per quanto riguarda l'anno scorso,
Abbiamo l'energia e la predisposizione per incontrare il nuovo anno.
Si tratta sempre di una pratica che continua ad essere scritta,
Quindi vi chiedo di tenere sempre un diario,
Una penna e soprattutto di darvi uno spazio raccolto,
Uno spazio che dura un po' di più di quest'audio per poter fare la pratica scrivendo.
Rispetto alla prima parte vorrei fare un'introduzione un pochettino più lunga,
Questo perché l'argomento dell'incontro con il nuovo anno apre anche alla tendenza,
Alla scrittura degli obiettivi,
L'elenco delle intenzioni,
Tutto questo mondo che sicuramente ci appartiene.
Sappiamo che ci sono varie tipologie di persone,
Chi non li fa,
Chi li deve assolutamente fare,
Chi li fa e si ma di fatto è un mondo che vorrei provare ad approcciare in una maniera diversa,
Quindi come come si strutturerà un po' questo nostro incontro virtuale.
Nella prima parte vorrei appunto approfondire questo tema e poi ci prenderemo invece dei minuti di pratica,
Di ascolto personale e di riflessione scritta con una serie di domande guida esattamente come abbiamo fatto nella prima parte.
Io farò una brevissima pausa tra una domanda e l'altra che vi permette di premere proprio pausa fisicamente e vi lascia quindi tutto il tempo necessario personale per rispondere alle domande.
Alcune volte avrete voglia di rispondere con tantissime parole,
Altre no e va benissimo così accogliamo semplicemente quello che c'è.
Prima di lanciarci dentro questa seconda parte della pratica di meditazione scritta vorrei appunto fare questa introduzione.
In realtà grazie anche ad una riflessione che ho fatto assieme ad una mia guida proprio ieri.
Io come dicevo da tanti anni che proprio all'inizio dell'anno mi siedo,
Rifletto su quello che è successo nei 12 mesi precedenti,
Su le aree che voglio migliorare nei 12 mesi successivi.
Sono una grande fan della pianificazione al lavoro,
Nella mia vita privata.
Ho usato tantissimi esercizi per sondare e trovare gli obiettivi per i mesi successivi.
Addirittura ho gli obiettivi routine,
Gli obiettivi progetto,
Un mondo.
Un mondo mi piace un sacco,
Mi diverte,
Forse mi aiuta ad avere quella sensazione di controllo che molto spesso aneliamo.
In un mondo che in realtà sappiamo essere impermanente,
Dove tutto cambia,
Dove tutto muta e dove soprattutto ci sono mille cause e condizioni che vengono ad incontrarsi in ogni momento.
Questi semplici esercizi ci danno un po' l'illusione che abbiamo in mano la nostra giornata,
Il nostro tempo.
Non credo ci sia niente di male,
Io stessa magari mi dedicherò uno spazio di pianificazione,
Soprattutto lo voglio fare per quanto riguarda questo progetto,
Quello di lunedì non ti temo.
Perché fissarsi degli obiettivi,
Darsi delle scadenze è sicuramente utile per tracciare un po' una mappa,
Un po' dire io vorrei andare lì,
Ho tracciato questo percorso per arrivarci e spero,
Così mi alzo la mattina e ogni giorno so che pezzettino o che passo devo fare per arrivare lì.
Questo ovviamente è tutto nel mondo della testa,
Nel mondo della pianificazione,
Nel mondo dell'ideale e proprio a questo proposito ho cercato fortemente di arrivare alla registrazione di quest'audio cercando di integrare quanto più possibile la visione buddista dei desideri,
Degli obiettivi con questo mondo magari più schematico,
Più così un po' ideale che spesso accompagna questo momento dell'anno.
La voglia di crescere o di migliorarsi senza dubbio è una cosa positiva e possiamo avere mille scamotage per farlo,
È inutile dirci che se vogliamo un anno diverso dal precedente dovremmo effettivamente fare qualcosa di diverso per ottenere appunto un altro risultato,
Però quello che vorrei provare a fare,
Quello che vorrei provare anche a trasmettere attraverso questa pratica è la possibilità di focalizzarsi di più sull'essere rispetto all'avere,
Sulle qualità che vogliamo coltivare,
Su chi vogliamo essere piuttosto che su che cosa vogliamo raggiungere,
Ecco è un piccolo cambio di prospettiva ma ci permette di staccarci leggermente da quell' identificazione,
Da quella purtroppo facile collegamento che rischiamo tante volte di fare,
Sarò felice quando otterrò questo o quando riuscirò a fare quest'altra cosa con il contraltare della frustrazione,
Della paura,
Dell'ansia,
Ecco quello che accade nello stilare gli obiettivi,
Le intenzioni eccetera è di essere fortemente attaccati al risultato e vado quindi a cercare nelle cose esterne una soddisfazione,
Un senso stesso dell'esistenza che non può fare altro che generare sofferenza,
Perché se andiamo a scavare negli insegnamenti buddhisti,
Forse sono le prime cose che ha detto il Buddha,
La realtà della sofferenza e la realtà dell'impermanenza,
È tutto mutevole,
È tutto destinato a cambiare,
A finire e a rinascere,
Se noi ancoriamo così tanto la nostra felicità o i nostri desideri a qualcosa di esterno,
Rischiamo di soffrire,
Anzi forse ce lo stiamo praticamente tatuando e quando magari non riusciamo ad ottenere quella cosa,
Generiamo frustrazione,
Ansia,
Dolore e quando riusciamo allo stesso modo il sollievo è temporaneo,
Quella stessa cosa magari finisce o siamo di nuovo preda dell'insoddisfazione per altro,
O sorge un altro tipo di desiderio,
Ecco mi piacerebbe che con questa pratica o da quest'anno l'approccio fosse completamente diverso,
Che queste intenzioni,
Quelle che andremo a scrivere con le domande,
Gli eventuali obiettivi che ci prefiggeremo,
Partissero da uno spazio di consapevolezza e da uno spazio allineato ai nostri valori,
Al nostro percorso e a chi vogliamo essere,
Che siano meno legati magari al desiderio personale di ottenere qualcosa e che ci metta in contatto con il fatto che non c'è solo una responsabilità individuale nell'ottenere o non ottenere un determinato,
Cioè nell'arrivare a davvero portare a termine un determinato obiettivo,
Questa è un po' la logica della manifestazione,
Più ci penso,
Più ci metto l'energia giusta,
Più sono connessa,
Meglio le cose andranno e sicuramente otterrò quello che vorrò perché richiamo la stessa energia eccetera eccetera.
Questa è una logica che parte un po' dal presupposto che tutto dipenda da noi,
Che ignora qualsiasi fattore complesso dell'esistenza,
Delle condizioni esterne,
Delle interazioni appunto delle innumerevoli cause e condizioni esterne che concorrono assieme alla nostra volontà,
Assieme al nostro desiderio,
Alla riuscita o alla non riuscita di un determinato desiderio o obiettivo e questo è tanto importante da tenere a mente perché ci dà la possibilità di muoverci da uno spazio più completo,
Forse più complesso,
Ma più neutro,
Più equanime,
Piuttosto quindi che pensare ad obiettivi basati sull'ottenimento di qualcosa di esterno,
Proviamo a rivederli,
Proviamo almeno ad integrarli con valori interiori,
Con stati d'animo che vogliamo coltivare attraverso ad esempio quell'obiettivo,
Voglio correre la maratona perché voglio correre il superamento dei miei limiti o il riconoscimento dei miei stessi limiti,
Cioè possiamo provare ad integrare un obiettivo o addirittura cambiarlo completamente mettendo il focus più che sull'avere sulle qualità che vogliamo sviluppare attraverso quell'obiettivo e questo ci permette di coltivare anche quel minimo distacco dal risultato che altrimenti ci porta all'attaccamento,
Ci porta alla sofferenza,
Ci porta a quell'inganno che in realtà proprio attraverso la meditazione,
Proprio attraverso la consapevolezza stiamo cercando di spegnere,
Di sviare.
Abbiamo appena detto appunto che ci sono cause e condizioni che influenzano il successo o non successo di un'iniziativa e che sono fuori dal nostro controllo,
Ma possiamo sempre rimanere ancorati ai valori,
Agli stati d'animo che stiamo coltivando,
A quello che stiamo imparando lungo il percorso e così cominciamo a mettere un po' di spazio tra noi,
La nostra felicità,
Il senso di quello che stiamo facendo e l'effettivo conseguimento del risultato finale e questo ci permette anche di coltivare uno spazio di presenza,
Di ascolto nel momento proprio presente,
Nel famoso qui ed ora.
Sati o la mindfulness è proprio un antidoto alla tendenza di stare proiettati nel futuro,
Ma ci ancora invece al processo,
Il famoso goditi ogni passo del viaggio,
Ecco è un po' questo.
E anche chiederci ogni giorno non solo dove voglio andare,
Che cosa voglio ottenere,
Qual è il mio obiettivo,
Ma anche se quello che stiamo facendo ci permette di coltivare quel cambiamento,
Se stiamo coltivando quella qualità dell'essere che ci permette di arrivare lì,
Ma se la stiamo coltivando ora e periodicamente nelle famose revisioni degli obiettivi e ci sono anche risorse soprattutto in questo periodo dell'anno che dicono poi l'obiettivo va rivisto ogni tot,
Ecco in quel momento di revisione proviamo a chiederci anche ma questo obiettivo che sto perseguendo,
Magari è il primo mese,
Il terzo mese,
Non importa,
È guidato da compassione o da egoismo,
È un obiettivo che mi aiuta a ridurre la sofferenza o che aiuta a ridurla verso qualcun altro oppure no?
E' una domanda cruciale in cui possiamo essere brutalmente onesti e darci il permesso di osservare quello che c'è.
Sono disposto o disposta a perseguire questo obiettivo con equanimità accettando anche il fallimento oppure no?
Sono tre piccole domande che però ci fanno cambiare focus,
Ci fanno switchare diciamo così da un desiderio,
Da un obiettivo che rischia di portarci nella solita spirale che conosciamo bene di attaccamento,
Ego,
Sofferenza a un desiderio,
Un obiettivo che può essere salutare,
Che può aiutarci nel miglioramento personale senza travolgerci.
E c'è questa preghiera che appunto abbiamo ripetuto ieri all'interno di questo confronto che è stato sicuramente molto nutriente proprio anche per la pratica di oggi e che penso possa aiutarci in poche parole a riassumere quello che abbiamo appena detto.
Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
La forza ed il coraggio di cambiare le cose che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza.
Ecco poche frasi che però spero possano guidare la pratica di oggi.
E ora con calma,
Con gentilezza,
Dopo questa prima parte introduttiva di riflessione che però secondo me è davvero importante soprattutto considerando il periodo storico,
Ci sediamo,
Prendiamo un posto su un cuscino,
Su una sedia,
Teniamo vicino il nostro quaderno,
La nostra penna,
Una tisana,
Una coperta,
Tutto quello che può aiutarvi a prendervi cura nel modo migliore di questo spazio e di questo tempo che vi state,
Che ci stiamo dedicando.
E poi chiudiamo gli occhi e lasciamo che il respiro fluisca libero.
Inspiro ed espiro.
Forse c'è ancora qualche parola,
Qualche riflessione che arriva dalla nostra introduzione,
Lasciamo che queste parole,
Queste riflessioni lentamente scivolino via e aprano il campo uno spazio neutro dove pian piano la mente si acquietta,
Dove i pensieri semplicemente scivolano sullo sfondo.
È normale che ci siano,
È normale che la mente semplicemente non si spenga,
Non succederà mai,
Ma lasciamo che questi pensieri se non altro scivolino sullo sfondo e teniamo in primo piano il respiro.
Possiamo anche chiederci se c'è ancora qualcosa che sentiamo risuonare in noi dell'anno appena trascorso,
Forse un fatto,
Un pensiero,
Magari arriviamo da poco dalla pratica di fine anno e c'è qualcosa che rimbalza dentro,
Forse ci sono ancora delle parole o dei pensieri che abbiamo bisogno di scrivere e possiamo prenderci questo spazio per farlo,
Per svuotare qualsiasi residuo.
Oppure se non avete avuto modo di fare la pratica precedente di così revisione dell'anno appena passato,
È il consiglio proprio di premere pausa e lasciare che questi primi minuti siano dedicati a scrivere di getto qualsiasi pensiero o riflessione su come vi siete sentiti durante questi ultimi 12 mesi.
E poi torniamo,
Torniamo a sederci in meditazione,
Torniamo a respirare,
Lasciando davvero andare quello che è stato e cercando di connetterci al qui ed ora.
Possiamo prestare attenzione ai punti di contatto del corpo con la sedia o con il cuscino,
Sentire magari con la punta delle mani la stoffa dei pantaloni,
Del vestito o della coperta.
Ancoriamoci al presente attraverso i sensi,
Forse c'è un suono in lontananza,
Un odore,
Una sensazione sulla pelle.
Anche qui è importante ricordarsi che non c'è nulla di sbagliato,
Nulla di giusto.
Vediamo se possiamo stare semplicemente rilassati e rilassate con noi stessi,
Noi stessi,
E aprirci a questa pratica,
Una pratica non semplice perché anche chiedersi che cosa vorremmo portare,
Alimentare,
Essere,
Chi vorremmo essere nel nuovo anno,
Non è semplice,
Non è semplice perché si tratta di aprire uno spazio di vulnerabilità,
Aprire uno spazio in cui sentiamo comunque una sorta di mancanza,
Un desiderio di miglioramento,
Un desiderio di superamento anche di alcune situazioni,
Di alcune realtà,
Quindi anche se non sembra,
Anche questa pratica che potrebbe sembrare diciamo completamente positiva e fatta di sogni e desideri,
Non è così così semplice.
Chiediamoci di che cosa avrebbe bisogno il nostro cuore e lasciamo come sempre che emerga da dentro,
Non siamo ancora nella fase di scrittura,
Questa lasciamo che sia una parte di riflessione meditata,
Una domanda posta in uno spazio di ascolto,
Di che cosa bisogno,
Che cosa vorrebbe il mio cuore e quindi potrebbe arrivare una parola,
Un'immagine,
Anche un colore,
Una sensazione.
Teniamola,
Assaporiamola e se ce n'è più di una sondiamo le varie parole,
Le varie immagini e quando ci sarà quella parola,
Quella frase,
Quella sensazione,
Quell'emozione che risuona lo sentiremo proprio vibrare dentro,
Di che cosa ha bisogno il mio cuore,
Quali sono gli stati d'animo che voglio coltivare e possiamo stare in questo ascolto anche per più tempo,
Tutto il tempo necessario e poi quando abbiamo definito la nostra immagine,
Il nostro stato d'animo,
La nostra parola o il sentimento,
Facciamolo diventare il titolo della nostra pratica di oggi.
Quindi ci avviciniamo al quaderno,
Prendiamo la penna e iniziamo con le nostre domande,
Come sempre vi ricordo di mettere pausa tra una e l'altra in modo da prendervi il tempo necessario,
Senza limiti e senza costrizioni di nessun tipo.
E quindi proviamo a chiederci qual è l'emozione che vogliamo che contraddistingua il nuovo anno?
Se è già nella parola e nel titolo possiamo spendere qualche parola in più,
Una frase o due per definirla meglio.
Qual è l'emozione che vuoi che contraddistinga il nuovo anno?
A che cosa vuoi dire più sì nel 2025?
E qui possiamo spizzarrirci,
Possiamo spaziare da cena con gli amici a momenti di solitudine e preghiera,
Possiamo dire di sì alla fiducia,
Possiamo dire di sì al non lo so al viaggio in aereo che ci spaventa.
A che cosa vogliamo dire più di sì nel 2025?
E ricordando quello che ci stiamo detti,
Dette all'inizio,
Stiamo concentrati,
Concentrate sull'essere e non solo sull'avere e sulle qualità che vogliamo sviluppare,
Sugli stati d'animo che vogliamo coltivare.
E così come ci saranno un po' di cose a cui vogliamo dire di sì,
Chiediamoci anche a che cosa vogliamo dire finalmente no nell'anno che verrà.
Sempre con la nostra attitudine a desideri e obiettivi salutari basati sui nostri valori.
La prossima domanda invece è come vuoi nutrire la tua anima?
Ecco abbiamo parlato tanto di valori,
Di sentimenti,
Di qualità che abbiamo desiderio di sviluppare,
Altre che abbiamo desiderio di lasciare andare,
Come vogliamo prenderci cura della nostra anima,
Nutrire la nostra anima?
E la prossima domanda,
Che è la successiva,
In un certo senso vanno sempre nella stessa direzione,
Sembrano simili ma non lo sono,
Le lascio tutte perché alcune possono risuonare di più ad una persona,
Ad altre altre domande,
Quindi avete la possibilità di spaziare.
Qualche volta risponderete tantissimo,
Altre volte poche parole,
Va bene così.
A che cosa vuoi dare maggiore priorità nella tua vita?
Ecco questa è una domanda importante perché il tempo è sempre un tema cruciale,
Spesso la frase non ho tempo è una scusa perché non stiamo dando priorità a quella cosa,
Ecco proviamo a iniziare a scegliere con consapevolezza che cosa dare priorità perché questo ci permette anche di sciogliere un po' di sensi di colpa,
Di cose che non facciamo ma perché in realtà se ci ascoltiamo davvero per noi non sono prioritarie e certe volte ci vergogniamo semplicemente ad ammetterlo o non vorremmo che fosse così,
È importante provare a prenderci del tempo per ascoltare in profondità che cosa accade e quindi chiediamoci a che cosa vogliamo dare più priorità nell'anno che verrà.
E ora sempre a proposito di tempo,
Sempre a proposito di priorità e di nutrimento,
Che cosa puoi fare per prenderti più cura di te?
Quindi un elenco di azioni,
Attività,
Gesti,
Persone,
Animali,
Cose,
Tutto quello che ci viene in mente per prenderci più cura di noi stessi.
E a conclusione dell'elenco,
Che può essere più o meno breve,
Chiediamoci come possiamo proteggere questo spazio,
Questa attività,
Questa selezione,
Come possiamo prenderci cura di noi attraverso le azioni che abbiamo individuato,
Ma come possiamo far sì che queste azioni siano sacre,
Siano libere quanto più possibile da interferenze o da qualsiasi tipo di distrazione,
Interruzione,
Difficoltà,
Poi sappiamo che non abbiamo il controllo su tutto,
Ma forse ci sono dei modi,
Degli stratagemmi,
Per far sì che le cose che sono importanti per noi,
Che ci curano,
Che ci nutrono,
Che ci fanno stare bene,
Siano preservate,
Siano protette.
Ci avviciniamo alla fine,
Una domanda che ha a che fare con l'idea di miglioramento,
Desiderio di crescita costante,
Come vuoi crescere come persona quest'anno?
E' una domanda che sembra,
Suona un po' strana,
Ha bisogno di tempo per essere un po' assaporata,
Quindi quando ci siete mettete pausa e chiedetevi come voglio crescere come persona prossimo anno.
Magari avrà a che fare con migliorare il rapporto con noi stessi,
Con la natura,
Con quella parte del nostro essere che ci sta ancora facendo un po' soffrire.
Magari invece sono delle abilità pratiche che vogliamo acquisire,
Che vorremmo acquisire.
E poi arriviamo all'ultima domanda,
Come vogliamo essere presenti per gli altri l'anno prossimo?
Qui possiamo spaziare,
Partire sempre dalla qualità dell'essere,
Dai nostri valori,
Dagli stati d'animo che vogliamo coltivare e allargarci alla comunità più vicina o più lontana che ci circonda?
Come vogliamo esserci per gli altri in questo 2025?
E concludiamo così questa pratica,
La pratica sicuramente intensa,
Che richiede una buona dose di concentrazione,
Una buona dose di messa a fuoco.
Quindi posiamo la penna,
Possiamo rileggere quello che abbiamo scritto,
Possiamo chiederci se c'è ancora qualcosa che abbiamo bisogno di scrivere,
Di specificare.
Possiamo chiudere gli occhi ancora qualche istante,
Lasciare che dall'attenzione alla penna,
Al foglio,
All'audio,
Si ritorni ad un ascolto interno,
Un ascolto silenzioso,
Un ascolto non giudicante,
Gentile.
Possiamo dipingere un sorriso sul nostro volto,
Vedere com'è sorriderci,
Essere un po' grati del tempo che ci siamo dedicate o dedicati in questo momento.
Sicuramente un buon modo di iniziare l'anno,
Un'energia di consapevolezza e di presenza,
Una spinta che ha la sua direzione e che ci permette di connetterci un po' all'anno che sta arrivando,
Magari appena iniziato.
E possiamo rivedere la prima frase,
La prima parola,
La prima immagine che abbiamo scritto e sentire se è ancora aderente,
Se rispecchia ancora tutto quello che è emerso durante la pratica o se c'è forse un'altra parola,
Un'altra frase,
Un'altra immagine che potrebbe in qualche modo racchiudere con semplicità tutto questo lavoro di consapevolezza,
Di osservazione,
Di fiducia che abbiamo appena fatto.
E se arriva una parola nuova,
Se arriva una frase particolarmente calzante,
Se arriva un così un un'immagine che riesce in qualche modo a racchiudere,
A sintetizzare e a fare da segnalibro a queste intenzioni,
Ecco scrivetela,
Tenete la portata di occhi,
Potete posarla sull'altare,
Scriverla nella copertina del vostro diario,
Tenerla appesa sul frigorifero per fare in modo che diventi proprio una sorta di mantra personale a cui ritornare durante i prossimi 12 mesi per rinsaldare la motivazione,
Per andare a rafforzare la determinazione e per tenerci man mano ancorati ai nostri desideri.
Mi raccomando nel caso delle riflessioni o revisioni periodiche,
Ricordatevi delle tre domande che abbiamo visto all'inizio,
Perché gli obiettivi possono cambiare,
Le priorità anche,
L'importante è ascoltarsi,
Trovare sempre lo spazio per chiedersi come si sta e io spero che vi siate anche divertiti a fare questa pratica di fine inizio anno con me,
Come sempre se pensate che qualcuno possa trarne giovamento,
Possa farla con voi,
Abbia bisogno di scuotersi e di rimettersi in carreggiata per ripartire il prossimo anno,
Ma inoltrate semplicemente l'audio,
Raccontategli del progetto,
Fatemi sapere come state,
Fatemi sapere la parola o le parole che sono emerse dalla pratica e noi ci sentiamo presto.
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