
Prima e dopo
Più le cose cambiano, più rimangono le stesse. Ma le cose semplici della vita che sembrano sempre invariate sono il vero cuore della pratica. Camminando, stando in piedi, seduti o distesi, che tu sia un monaco o un genitore, notare come ci sentiamo e dove lo sentiamo quando cuciniamo o ripuliamo in cucina o fare qualsiasi cose nella vita è la chiave. Questa meditazione guidata è stata registrata on-line con il gruppo Centro Sati il 18 novembre 2022.
Trascritto
In questo periodo penso spesso di quando sono venuto trent'anni fa.
Ero così emozionato quando sono andato via dall'Inghilterra.
E' molto onorato di essere stato scelto per questa avventura,
Un nuovo monastero in Italia.
E poi avevo anche questo senso di missione personale per capire qualcosa di più profondo di me e qual era il mio percorso nella vita.
Essere monaco,
Non essere monaco,
Tornare negli Stati Uniti.
Non era l'intenzione di essere un monaco per sempre.
L'ho visto come un periodo di formazione.
Speravo che la vita monastica mi desse una prospettiva su come vivere la meditazione quotidianamente.
Ho pensato di tornare dopo qualche anno per riprendere l'università,
Fare un master e ricominciare la mia vita.
Ho anche confessato all'abate prima di partire che non ero sicuro di continuare nella vita monastica,
Ma era re rassicurante.
Disse,
Non sa mai cosa succede nella vita.
E così sono venuto in Italia.
C'era un sacco di lavoro da fare quando siamo arrivati.
All'inizio pulevamo,
Trasformavamo il soggiorno in una sala di meditazione e continuavamo la nostra routine monastica inserita tra la meditazione matutina alle cinque e la saluta serale alle sette e mezza.
All'inizio solo io e Ajahn.
Eravamo alla periferia circa 45 minuti a piedi dal centro se camminavamo veloci.
Ed essendo l'unico novizio,
Ero l'unico autorizzato dalle regole monastiche ad usare denaro e cucinare.
E perciò passavo metà delle mie giornate in cucina i primi tempi.
Spesso ho dovuto andare al mercato,
Prendere il cibo,
Poi prepararlo e poi sistemare la cucina dopo.
Giorno dopo giorno,
Sempre la stessa cosa.
E' stato stancante fino a quando la gente ha iniziato a venire e venivano altri monaci.
Ma a quel punto stavo già guardando oltre.
Stavo cambiando e crescendo come al monastero e volevo fare qualcos'altro nella mia vita.
Non volevo solo cucinare e pulire.
Alla fine sono tornato alla vita laica e ho vissuto per un periodo in una casa vicino e ogni giorno ho camminato avanti e indietro per il monastero vivendo più o meno la stessa vita fino a quando ho iniziato a lavorare.
Poi dopo un paio di anni mi sono sposato e ho iniziato un nuovo capitolo della vita.
Trent'anni.
E come spesso accade nella vita,
Quando sei un po' più grande e guardi indietro alle decisioni che hai preso,
Sorridi.
Quali sono stati i criteri che ti hanno portato a prendere determinate decisioni nella vita?
Perché abbiamo deciso di percorrere quella strada invece di un'altra?
E quindi dopo trent'anni devo ancora andare al supermercato e devo ancora cucinare e pulire e sistemare la cucina dopo.
Sono felice per questa vita che ho e comunque sia mi lascia davvero quando pensavo di voler fare qualcosa più importante trent'anni fa.
Ancora compro il cibo,
Preparo e poi pulisci la cucina.
E così rifletto spesso su come è quella povertà di esperienza.
Intendo quell'esperienza della vita di tutti i giorni.
Le cose semplici che facciamo per vivere le nostre giornate.
Svegliarsi,
Andare in bagno,
Lavarsi la faccia,
Fare colazione,
Trasferirsi al lavoro dovunque andiamo e qualunque cosa facciamo ogni giorno.
Questa povertà della quotidianità è la ricchezza della nostra vita e senz'altro è la ricchezza della nostra pratica.
Se trascorriamo questi aspetti della nostra vita potremmo dire che non stiamo realmente vivendo e in ogni caso stiamo spregando opportunità per conoscere il qui ed ora.
La semplicità e potere di questi momenti è il cuore della pratica.
Un allenamento continuo per discernere e comprendere ciò che sta accadendo momento dopo momento.
E più sperimentiamo la vita così nella quotidianità più cresce un senso di consapevolezza,
Apertura,
Compassione e nel tempo la capacità di maturare,
Cambiare e trasformare.
Così quando mi sento pensare,
Perché io?
Io volevo fare qualcos'altra,
Perché l'ha fatto?
Pratico.
Gran parte della mia vita è basato su questo tipo di pratica.
Conoscere in quell'attimo in cui sorge un'esperienza la qualità di piacere o meno piacere.
Il senso di prontezza di fare quello che è richiesto o la resistenza e vivere pienamente il riconoscimento del momento presente.
Questo è un periodo intenso di lavoro e di studio.
A volte ascolto una lezione o un podcast o un insegnamento mentre sto facendo qualcos'altra.
Ma soprattutto cerco di rimanere nel flusso di quello che sto facendo.
Cogliere le patate,
Fare il sugo,
Dosare la pasta,
Apparecchiare la tavola.
Conoscere il mio senso di distrazione o concentrazione.
Il flusso della vita mondana e laica così com'è.
E spesso provo un senso di gratitudine per la mia famiglia,
Per la vita che vivo in questo paese che ha i suoi lati positivi,
Per i buoni amici e per le lezioni apprese in monastero tanto tempo fa.
Si arriva ad apprezzare la povertà della vita,
Le routine,
Le cose semplici che trascinano dolcemente avanti la vita.
C'è un po' di conforto sapere che alle otto fai così,
Alle nove c'è quello,
Alle dodici e trenta,
Alle tredici,
Alle due meno un quarto.
Un po' come la vita monastica.
Felicità o infelicità,
Ma presente.
Presenti come siamo ora,
Il corpo in movimento o il corpo non in movimento.
Il corpo e la mente che riflettono un senso di piacere o meno piacere.
Distrazione,
Sonolenza,
Lucidità,
Gioia,
Amore.
Tutti i vari stati che vanno e vengono.
Delle esperienze,
Del tatto,
Dell'udito,
Della vista,
Del gusto.
Duro,
Morbido,
Caldo,
Freddo,
Umidità,
Ariosità,
Mentre il respiro entra ed esce.
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