
L'Incertezza e L'Ansia che ne Deriva
by Ian Ritter
Nessuno è esente da ansia, che è una comune reazione a periodi di incertezza come quello che stiamo vivendo in questo momento. Comprenderne le cause e gestirla diversamente rispetto a come abbiamo sempre fatto può fare una grande differenza nel modo in cui viviamo questo tipo di situazioni e può anche avere un grande impatto sulle persone che ci circondano.
Trascritto
Sono Ian Ritter,
Sono un counselor psico-energetico Brennan e ti do il benvenuto.
Questo è il mio podcast,
Dove offro spunti di riflessione per chiunque voglia portare maggiore consapevolezza e autenticità nella propria vita.
Siamo alla fine dell'ottobre 2020.
Quando la diversità di opinioni e posizioni,
Quindi il confronto,
Diventa scontro,
Allora c'è una componente reattiva in gioco.
E come ho accennato nel podcast precedente,
Alla base di ogni dinamica reattiva c'è una o più emozioni coinvolte.
In questo periodo particolare,
L'emozione predominante è sicuramente la paura.
Anche se non tutti siamo particolarmente spaventati dalla situazione attuale,
Per il semplice fatto che così tanta gente intorno a noi è pervasa dalla paura,
Per induzione armonica la innesca anche dentro di noi.
Questa paura latente la definiamo comunemente come ansia.
E nessuno ne è esente.
Tutti la proviamo a intensità variabili e in momenti diversi della nostra vita.
E se c'è qualcosa che genera ansia è proprio l'ignoto.
In questo periodo di grandi incertezze l'ansia è particolarmente alta.
Ognuno cerca di gestirsela o di sbarazzarsene come può.
Uno dei modi più comuni di farlo è cercare risposte a tutti i costi,
Anche quando risposte non ce ne sono.
In tanti prendono posizioni a favore o contro determinate linee di pensiero e si scontrano,
Laddove quasi nessuno ha le competenze specifiche o l'esperienza sul campo per avere la certezza di ciò che afferma.
Ma piuttosto che restare nel dubbio,
È frequente che si scelgano determinate figure di riferimento,
Esperte o meno in un determinato campo,
E portino i pensieri con fervore e convinzione come fossero nostri.
Spesso sono ragionamenti validi e sensati,
A volte possono esserlo di meno,
Ma il punto non è questo.
Il punto è che sentiamo il bisogno di prendere una posizione per forza,
Perché l'idea di restare nell'ignoto e nell'ignoranza diventa insostenibile a causa dell'ansia.
Ma prendere una posizione nel momento in cui è coinvolta l'ansia significa soprattutto trovarsi un rivale,
Un nemico,
Ovvero un pretesto per incanalare quella rabbia che così spesso è la diretta conseguenza della paura.
A questo punto non abbiamo più delle idee ed un dibattito,
Ma abbiamo delle armi ed uno scontro.
Ma cosa succede se non prendiamo una posizione?
Beh,
Succede che restiamo a guardarci negli occhi e con la nostra ansia,
E pochi di noi sono disposti a farlo.
È però indispensabile per evitare che al clima di tensione che già pervade l'ambiente che ci circonda contribuiamo con la nostra aggressività.
Non prendere una posizione non significa astenersi da un dibattito scomodo.
Vuol dire non dare energia a quella parte di noi che vuole trovare un nemico a tutti i costi,
Che vuole trovare a tutti i costi un colpevole per il disagio che stiamo provando dentro.
Ogni pretesto è buono.
Non prendere una posizione vuol dire ammettere di non sapere e di non avere modo di verificare con mano come stanno veramente le cose,
Accettandone il disagio.
Non aderire a tutti i costi a quella che è per forza di cose un'opinione altrui.
Non prendere una posizione vuol dire scegliere di non appartenere a una fazione.
Vuol dire non scegliersi a tutti i costi qualcuno da accusare,
E da condannare per tutto ciò che sta accadendo.
Trovare un colpevole non diminuirà l'ansia che tutti proviamo in una misura o in un'altra.
Ciò che migliorerà la nostra situazione non sarà un vaccino o lo smascherare l'ordine mondiale che ci vuole in schiavitù in base alla fazione d'appartenenza.
Questi obiettivi sono palliativi per un'ansia interiore che tutti proviamo,
Nessuno escluso.
La disponibilità a riconoscere e tollerare questo disagio sarà ciò che ci permetterà di trovare un po' di pace.
È controintuitivo,
Lo so,
Ma ciò che si resiste persiste.
Più la situazione è incerta,
Più sale l'ansia.
Più sale l'ansia,
Più sale il bisogno di sbarazzarcene.
E per farlo siamo abituati a cercarci un responsabile esterno per ciò che proviamo internamente.
Ci creiamo l'illusione di un nemico e lì incanaliamo tutte le nostre energie come se sconfiggendo questa entità troveremo pace.
È però una battaglia senza fine perché ce n'è sempre uno nuovo solo con un uniforme leggermente diversa.
Il problema è che col passare del tempo a fuori di combattere ci sentiamo sempre più stanchi,
Sempre più abbattuti,
Sempre più soli.
Sono tante le persone che in queste settimane mi hanno confidato quanto si sentono spossate da tutto questo combattere.
Che il nemico sia il virus,
Che sia il politico,
Che sia il cittadino che non si pone abbastanza domande o quello che non rispetta abbastanza le regole,
Non importa.
Sono tutte illusioni.
Il nemico non esiste.
Sono tutte personificazioni della nostra ansia alla quale dobbiamo dare una faccia per poterla combattere.
Ma se l'ansia la si combatte,
Non la si vincerà mai.
Non perché è un nemico troppo forte per noi ma perché l'ansia è la nostra paura di un'esistenza incerta.
È la difficoltà di fronte a ciò che non si sa.
È la nostra fragilità.
È la nostra parte bambina che dice non so come andranno le cose e se ce la potrò fare.
Non possiamo vincere una battaglia contro la nostra parte bambina perché non stiamo facendo altro che tentare di sconfiggere noi stessi.
È per questo che più va avanti la battaglia più siamo sfiniti.
Un bambino spaventato non lo tranquillizzi aggredendolo.
Lo fai solo abbracciandolo e rassicurandolo del fatto che non è da solo e che noi siamo lì con lui.
Anche se a molti non piace l'idea di stare agendo da una propria parte infantile al momento siamo tanti bambini spaventati che si aggrediscono a vicenda non facendo altro che aumentare la paura collettiva.
È il circolo vizioso di un meccanismo fallato che non ci porta al risultato desiderato ma lo possiamo interrompere questo circolo vizioso e lo facciamo innanzitutto prendendo atto di questo meccanismo perverso e scegliendo di non metterlo più in atto rendendoci conto che siamo costantemente in reazione anche quando siamo convinti di essere nell'azione facendo un passo indietro facendo un respiro profondo e dicendo mi arrendo uscendo dalla battaglia deponendo le armi e l'armatura riconoscendo di essere così arrabbiati perché abbiamo paura riconoscendo che l'altra persona è spaventata quanto noi e per questo ci aggredisce vedendo che questa persona ci fa da specchio e poiché non ci piace prendere atto del fatto che abbiamo paura ci fa arrabbiare ancora di più ma arrendersi non significa smettere di agire per ciò che sentiamo giusto significa piuttosto smettere di reagire nei confronti di ciò che sentiamo sbagliato e non c'è nulla di male nello scegliere la soluzione più comoda ma questo ha un impatto sul collettivo fare un respiro in più e sentire che la nostra ansia ha ben poco a che vedere con l'altro è più faticoso ma ci mette più in contatto con il nostro potere e ci sentiamo meno vittime delle circostanze del comportamento altrui a quel punto possiamo scegliere di essere più comprensivi o di aggredire non c'è giusto o sbagliato però c'è la conseguenza delle nostre azioni se ci dà più soddisfazione sfogarci su qualcun altro siamo liberi di farlo ma questo ci porterà ad essere una società sempre più frammentata e divisa e questo non sarà di peso solo da come si sono comportati gli altri ma anche da come noi abbiamo scelto di affrontare la nostra ansia tutti siamo umani tutti abbiamo un cuore tutti vogliamo stare bene tutti siamo spaventati tutti abbiamo la possibilità di scegliere possiamo creare una società più armonica e più coesa nell'affrontare questa situazione se riusciamo a tranquillizzare gli uni gli altri tutti abbiamo l'opportunità di essere comprensivi perché facendolo rassicuriamo anche noi stessi e sappiamo bene quanto abbiamo bisogno di essere rassicurati in questo momento per chi fosse interessato ad un percorso di crescita personale o anche solo per un contatto può fare riferimento al sito www.
Ianritter.
Com a presto
Incontra il tuo insegnante
4.5 (311)
Recensioni recenti
More from Ian Ritter
Meditazioni correlate
Insegnanti Correlati
Trusted by 35 million people. It's free.

Get the app
