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Lo spazio tra i pensieri

by Stefano Baldacci

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I pensieri arrivano. Uno dopo l’altro. Alcuni leggeri, altri più insistenti. Alcuni li segui… altri ti portano via. In questa pratica non dobbiamo fermarli. Non dobbiamo cambiarli. Impariamo solo a fare una cosa diversa: accorgerci. Accorgerci che tra un pensiero e l’altro c’è uno spazio. Ed è proprio lì che possiamo tornare a respirare.

Trascritto

Troviamo una posizione in cui il corpo sia comodo e sostenuto per tutta la durata della pratica.

Chiudiamo gli occhi del tutto in parte e poi facciamo qualche respiro lento e profondo per rilassare e lasciare andare un po' di tensione del corpo.

Se lo desideriamo possiamo appoggiare una mano sul cuore o in qualsiasi altro punto che sia per noi confortevole.

Proprio per ricordarci che stiamo portando non solo attenzione ma anche un'attenzione affettuosa sia alla nostra esperienza che a noi stessi.

E poi possiamo lasciare la mano dov'è oppure metterla a riposo in qualunque altro punto e qualunque altro momento,

Conservando comunque l'energia e la propria gentilezza.

In questa meditazione sentiremo il respiro nel nostro corpo e sappiamo che per alcune persone concentrarsi sul respiro non è sempre piacevole.

Se vi sentite così allora potete delicatamente tenere anche gli occhi sottiusi e potete portare la vostra attenzione alle sensazioni del corpo che magari ondeggia delicatamente e dolcemente avanti e indietro mentre respirate.

Solo se vi sentite a vostro agio allora cominciate a sentire il respiro all'interno del corpo,

Sentite il corpo che respira e poi espira.

Potremmo anche notare che il corpo viene nutrito nell'ispirazione e che viene poi rilassato nell'espirazione.

Lasciamo che sia il nostro corpo a respirare,

Noi non dobbiamo fare proprio nulla,

Notiamo semplicemente il ritmo del respiro,

Sentiamo l'aria che entra e l'aria che esce.

Prendiamoci qualche momento per sentire il ritmo naturale del respiro all'interno del corpo.

Adesso portiamo l'attenzione al respiro con quell'attitudine che potremmo avere verso un bambino amato o un caro amico.

E poi proviamo a sentire tutto il corpo che si muove lentamente e lievemente con il respiro,

Con un movimento simile a quello delle onde del mare.

La mente vaga ed è naturale che questo accada,

È come un cucciolo o un bambino curioso che si perde,

Quando viene ritorniamo gentilmente al ritmo del respiro.

Se notiamo che stiamo osservando il respiro proviamo a lasciarlo andare,

Semplicemente stando nel respiro e sentendolo.

Se ci va adesso possiamo lasciare che il corpo venga aculato dall'interno e gentilmente accarezzato dal respiro.

E poi ancora sempre se ci va possiamo anche andare oltre il respiro,

Possiamo diventare respiro.

Adesso lasciamo andare la nostra attenzione al respiro,

Restiamo seduti in questa nostra esperienza e consentiamo ad ogni sensazione di cui siamo consapevoli di essere così com'è,

Proprio adesso,

In questo momento.

E poi lentamente e gentilmente possiamo dolcemente riaprire gli occhi e concludere così la nostra esperienza.

© 2026 Stefano Baldacci. All rights reserved. All copyright in this work remains with the original creator. No part of this material may be reproduced, distributed, or transmitted in any form or by any means, without the prior written permission of the copyright owner.

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