
Piccole Consapevolezze - n.5 - Abbastanza per Sopravvivere
by Sara Buzi
In questa nuova traccia nata da una giornata trascorsa allo zoo con le mie bambine, parlo di disagio, adattamento, intuizione e di tutte quelle volte in cui restiamo in luoghi, relazioni o situazioni che ci permettono SOLO di sopravvivere… ma non di vivere davvero. Un invito gentile a tornare ad ascoltare ciò che il corpo forse sa già.
Trascritto
Ciao benvenuti a piccole consapevolezze numero 5.
A volte le consapevolezze arrivano nei posti più strani e io sinceramente non pensavo di trovarne una mentre ero allo zoo con la mia famiglia.
Eppure è successo,
Ho portato le mie bambine in un posto bellissimo a vedere gli animali.
E oltre ad aver passato una giornata favolosa sono tornata a casa con delle riflessioni che voglio condividere con te.
Allo zoo a un certo punto siamo entrati nell'area dei cocodrilli,
Iguane,
Serpenti.
Era una struttura a parte con una temperatura davvero alta,
Un'umidità impressionante,
Un ambiente giustamente ricreato appositamente per quel tipo di animali.
Le mie bambine hanno iniziato subito a piangere,
Non volevano stare lì dentro,
Era troppo caldo,
Non riuscivano a respirare.
Il loro corpo aveva reagito prima che la loro mente potesse riuscire a spiegarsi il perché.
Io le ho accompagnate subito fuori,
Le ho tranquillizzate,
Ho cercato anche di spiegargli cosa fosse quel caldo e poi una volta che loro sono calmati gli ho chiesto se volessero entrare di nuovo,
Ma loro mi hanno detto di no.
Questa è la prima cosa che mi ha colpito,
Perché noi crescendo impariamo a il contrario,
Noi impariamo ad ignorare il disagio,
Impariamo a razionalizzarlo,
A restare nel disagio.
Anche quando qualcosa dentro di noi ci sta dicendo chiaramente questo posto non è per me,
Questa persona non mi fa star bene,
Questa decisione non la sento più mia.
Ecco da bambini tutto questo non c'è,
Il corpo parla forte e chiaro e basta quello che ci dice il corpo.
Poi piano piano diventando adulti iniziamo a convincerci che dobbiamo sopportare,
Che forse siamo noi ad essere troppo sensibili,
Troppo emotivi,
Troppo esagerati,
Troppo esigenti.
E allora restiamo,
Restiamo in relazioni,
Lavori,
Ambienti,
Pezzi di vita,
Restiamo anche quando il corpo si chiude,
Anche quando il respiro cambia,
Anche quando sentiamo che ci stiamo restringendo.
E la cosa più difficile è che a volte quegli ambienti,
Quelle relazioni,
Quei pezzi di vita,
Quelle persone ci sembrano giuste.
Come quella stanza dei coccodrilli,
La temperatura è corretta per loro,
C'è il cibo,
C'è la cura per loro,
La sopravvivenza è garantita.
Io continuavo a guardarli pensando sì,
Va tutto bene,
Tranne per il fatto che questa non è vita,
È semplicemente uno spazio costruito per farli sopravvivere.
E allora la consapevolezza che mi sono portata a casa da quella giornata è chissà quante persone ci sono là fuori che vivono così,
In ambienti che permettono loro di sopravvivere abbastanza da non andarsene mai.
Ambienti in cui c'è abbastanza amore,
Abbastanza sicurezza,
Abbastanza soldi,
Abbastanza approvazione,
Abbastanza da confondere la sopravvivenza con la vita.
Ecco che la gabbia diventa persino familiare.
La arrediamo,
La giustifichiamo,
La difendiamo,
Perché uscire fa paura ovviamente,
Ma rimane un fatto,
Ciò che sia familiare non significa che sia casa.
E oggi forse voglio lasciare una domanda a chi si sente un po' come quel coccodrillo.
Da quanto tempo stai chiamando vita qualcosa che in realtà ti sta solo permettendo di andare avanti,
Di sopravvivere anche oggi?
Quei il punto non è giudicarci,
Non è assolutamente colpevolizzarci per essersi adattati.
Gli esseri umani si adattano,
È quello che facciamo per proteggerci,
Ma arriva un momento in cui il disagio che il corpo sente può smettere di esserci nemico e diventare messaggio,
Diventare un invito.
Un invito forse non a distruggere tutto oggi,
Non a scappare immediatamente,
Ma almeno ad essere onesti con noi stessi,
A riconoscere che il nostro corpo sa,
Che la nostra anima sente e che dentro di noi esiste ancora una parte capace di riconoscere gli spazi in cui si restringe e quelli in cui finalmente può espandersi.
Io ti ringrazio per avermi ascoltata,
Ti aspetto alla prossima consapevolezza.
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