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Trovare la Propria Direzione

by Ian Ritter

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Trovare la propria direzione nella vita è un bisogno primario di qualsiasi essere umano. Sentire di stare andando nella direzione giusta per noi può significare vivere in maniera serena e fluida, oppure con un senso di smarrimento e ansia. In questo episodio parlo di quale parte di noi ci può indicare la strada e fungere da bussola interiore.

Trascritto

Sono Ian Ritter,

Sono un counselor psicoenergetico Brennan e ti do il benvenuto.

Questo è il mio podcast dove offro spunti di riflessione per chiunque voglia portare maggiore consapevolezza e autenticità nella propria vita.

Uno dei bisogni principali di qualunque essere umano è quello di sentire di avere una propria direzione ed un senso di proposito nella vita.

Dunque una delle più grandi fonti di sofferenza è quella che emerge quando non si sa dove si sta andando e non si riesce a trovare un senso per la propria esistenza.

Tutti abbiamo bisogno di sentire che c'è un motivo per il nostro essere qui.

Quasi ognuno di noi prima o poi si interroga sul senso della vita a livello cosmico,

Quindi chi siamo,

Da dove veniamo,

Trovando risposte più o meno soddisfacenti e di quelle si accontenta.

Però la domanda dove sto andando è presente con noi quasi ogni giorno della nostra vita e condiziona il nostro stato d'animo in maniera significativa,

In positivo come in negativo.

Sentire di essere sul proprio cammino ed essere in contatto con il significato della nostra vita può darci un enorme senso di tranquillità e sicurezza,

Rendendo il muoverci nel quotidiano qualcosa di fluido e morbido.

E ci sono diverse cose che possono darci quel senso di proposito,

Un lavoro,

Una relazione,

Un figlio,

Un cammino spirituale e via discorrendo.

Questo stato però raramente è continuativo ed ininterrotto e con il tempo può cambiare e quando scompare allora torna il malessere.

Dunque nella stessa misura in cui ci siamo sentiti sereni,

Sentirsi di non avere una direzione ci può far sentire persi e può generare molta ansia dentro di noi.

Per non restare con questo senso di vuoto,

Come reazione,

C'è chi compensa con l'agire,

Entrando in uno stato frenetico dove deve fare tutto quello che può e sempre di più per non entrare in contatto con l'ansia di non sapere dove sta andando,

Spesso portandosi allo sfenimento psicologico e fisico.

Oppure può compensare con il non agire,

Entrando in uno stato depressivo dove non ha nemmeno le energie per muoversi,

Dunque non dovendo affrontare il dilemma che riguarda la propria direzione nella vita.

Entrambe sono reazioni ai poli opposti per far fronte a questo grande disagio che ha radici profonde in ognuno di noi.

Quando lavoro con persone che si trovano in questa situazione,

Uno dei grandi luoghi comuni che emerge spesso è quello che la propria strada dovrebbe già esserci chiara sin dalla nascita e durante tutto il corso della nostra vita,

Altrimenti c'è qualcosa che non va.

Ecco,

Magari non come dei piccoli Mozart che a tre anni già suonano il pianoforte e vanno avanti il resto della loro vita a comporre capolavori,

Ma comunque una chiarezza sulla nostra direzione,

Che se così non è,

Allora c'è qualcosa di rotto nel sistema di navigazione dentro di noi.

Un altro luogo comune è che una vera vocazione è qualcosa di nobile,

Di grande,

Che tocca ed ispira milioni di persone.

Ecco,

Questi due sistemi di credenza,

Cioè che debba essere chiara sin da subito e che debba essere di una certa statura,

In tandem pongono l'asticella ad un'altitudine talmente astronomica ed irraggiungibile che avrebbero il potere di deprimere chiunque.

Non a caso,

Quando le sentiamo dentro di noi,

Entriamo in una frenesia iperattiva oppure in una rassegnata apatia.

Tanti anni fa,

Quando ho scoperto dell'esistenza della Barbara Brennan School of Healing,

La scuola statunitense nella quale mi sono formato,

E stavo considerando la possibilità di iscrivermi,

Per chiarirmi le idee ho contattato quello che era uno degli insegnanti e che sarebbe poi diventato il mio terapeuta e supervisore per i primi quattro anni di corso.

Durante la nostra conversazione,

Mentre gli parlavo della mia indecisione,

Lui mi ha detto un'altra delle frasi che sarebbero rimaste con me per tutti gli anni a seguire.

Mi ha detto «Ci sono due parti di te a cui puoi far condurre la tua vita,

La mente o il cuore.

Puoi far guidare la mente chiedendo al cuore di seguire e rinunciare ai suoi bisogni,

Oppure far guidare il cuore chiedendo alla mente di seguire e trovare soluzioni.

Entrambe le modalità funzionano,

Ma una sola ti rende felice».

Credo sia chiaro a quale delle due parti facesse riferimento.

E benché questa affermazione possa suonare un po' assoluta,

Negli anni si è rivelata essere assolutamente vera.

Il cuore deve essere appagato per poter vivere una vita felice o anche solo serena.

Esso deve dunque essere la nostra bussola per indicarci la strada.

Ma come facciamo a sapere quando è il nostro cuore che parla e quando la nostra mente?

Se non ci siamo mai posti la questione e abbiamo approfondito la distinzione tra queste due sfere,

Potrebbe essere una domanda alla quale non sappiamo dare una risposta.

Proverò quindi a dare qualche indicazione su come distinguere tra queste due sfere,

Quali caratteristiche hanno e come ci si sente quando sia nell'una o nell'altra.

Benché ci siano altre parti di noi che parlano,

Oltre a mente e cuore,

Oggi mi concentrerò su queste due e come possono manifestarsi dentro di noi.

È innanzitutto essenziale fare una premessa.

Un altro luogo comune che spesso ci complica le cose è il pensiero che quando avremo trovato la nostra direzione sarà chiaro tutto l'evolversi della nostra vita in ogni sua tappa fino alla fine.

Poiché nella società moderna la nostra ansia ci porta ad essere tutti dei maniaci del controllo,

Vogliamo sapere tutto in anticipo.

Nel nostro cammino vogliamo sapere quando comincia,

In che direzione va,

Quali tappe ci porta ad attraversare,

Così possiamo prepararci adeguatamente,

Quanto ci metteremo,

Dove ci troviamo in ogni momento del viaggio,

Quanto manca,

Dove arriveremo e a che ora.

Qui in molti ci incagliamo,

Perché non è così che funziona una bussola.

Questo è il navigatore che tutti abbiamo sul telefono,

Ma noi dentro abbiamo una bussola,

Non un GPS.

Abbiamo un'analogica,

Semplice,

Meravigliosa bussola che indicandoci una direzione ci dice semplicemente di là,

Senza aggiungere altro.

Il difficile per noi è dunque ascoltare questa indicazione e senza sapere verso cosa questo di là ci indica,

Avere fiducia che ci guiderà bene,

Indipendentemente da dove ci porterà.

E questo di là a volte può essere un resta qua,

Invitandoci a rimanere dove siamo senza specificare quando tornerà il momento di muoversi.

Già questo di per sé è un lavoro enorme,

Comporta riuscire a mollare un po' del controllo e a restare nell'ignoto,

Che è forse la cosa che più spaventa ogni essere umano.

Ma per fortuna non è indispensabile esserci già riusciti per poter entrare in contatto con il cuore.

Può essere un lavoro in corso,

E nei momenti che riusciamo a spostare l'energia verso il basso,

A mettere a tacere la mente ed entrare in contatto con il cuore,

Trovare quella connessione che ci indica la via.

Non saremo certo in grado di mantenere continuamente il contatto con il cuore,

Non da subito quantomeno.

Quindi abituiamoci sin da ora ad entrare e uscire da quello stato,

Perché è naturale.

Bene,

Come si sa dunque se sia nel cuore o meno?

Parlerò di come si percepisce la cosa sui vari livelli,

Partendo dal fisico,

L'emozionale,

Mentale ed infine energetico.

NEL FISICO A livello fisico,

Quando siamo nel cuore,

Lo si capisce perché il corpo si rilassa.

È pieno,

Energeticamente parlando,

Ma è rilassato.

Sicuramente questo è un indicatore essenziale per capire se una persona,

Un luogo,

Un'attività,

Un cibo,

Una direzione sono giusti per noi.

Ciò che ci fa sentire bene fisicamente è in linea con la nostra verità.

Ciò che genera stress a livello fisico,

No.

Il corpo dà un feedback istantaneo e quando è rilassato,

Ma forte,

Inteso come non molle e svuotato di energie,

Allora questa cosa ci fa bene,

Ci sentiamo a nostro agio con essa ed è giusta per noi.

Non giusta in senso assoluto,

Ma giusta per noi.

Questa è una distinzione importante perché troppe volte,

Quando troviamo qualcosa che funziona per noi,

Cerchiamo subito di convincere altri a farla,

Dando per scontato che vada bene per tutti.

Una piccola tensione iniziale con una persona,

Un lavoro,

Un'esperienza nuova di qualsiasi tipo,

Ci sta ed è fisiologica.

Ma se questa tensione perdura ed il corpo non riesce a rilassarsi,

Allora c'è qualcosa che non va.

E questo non vuol dire che l'altra persona o l'ambiente in cui ci troviamo abbia qualcosa di negativo di per sé,

Vuol semplicemente dire che in questo momento quella particolare cosa non è giusta per noi.

Lo stesso vale per quando il nostro corpo è anestetizzato piuttosto che rilassato.

Questo significa che abbiamo implementato un sistema di difesa per non sentire il disagio che quella persona o situazione ci dà.

Le nostre funzioni vitali dunque vengono soppresse per evitare di far fronte al fatto che quella cosa semplicemente non è giusta per noi.

L'emozionale.

L'emozione predominante quando siamo nella mente è la paura.

La mente tende a farci un po' da guardia del corpo,

Mettendoci costantemente in guardia da quelle cose che pensa potrebbero minacciare la nostra incolumità.

La nostra incolumità o il suo dominio,

Visto che tende ad essere un po' prepotente a voler comandare sempre lei.

Il cuore,

Diversamente,

È dominato da un maggior senso di pace.

Sarà scontato,

Ma siamo abituati ad associare al cuore l'amore.

Ed è così.

Ma non l'amore quello passionale,

Eccitante,

Adrenalinico,

Che ci spazza via e ci trascina in esperienze incredibili.

Quello è l'amore romanzato a cui ci ispiriamo quando abbiamo bisogno di una ventata di emozioni ed avviene più che altro dalla pancia.

L'amore a cui mi riferisco io è quello tranquillo,

Sereno,

Presente,

Contento.

È un morbido e rilassato sentire che stiamo andando nella direzione giusta e che va tutto bene.

Non è necessariamente un senso di beatitudine cosmica,

Anche se a tratti può succedere e ritengo essere la diretta conseguenza di un cuore appagato,

Quanto piuttosto un senso di «va bene così».

Poiché non viviamo nella savana e la nostra vita non è a rischio quotidianamente,

La paura non è uno strumento necessario per la nostra sopravvivenza di tutti i giorni.

Dunque,

Pur facendola fin di bene,

Questo utilizzo della paura da parte della nostra mente è unicamente finalizzato a mantenere la situazione sotto controllo,

Perché sa benissimo che una persona spaventata è molto più gestibile.

Quindi sarà anche un cliché,

Ma dire che la mente mente in questo caso è un'affermazione abbastanza vera.

Il mentale.

Quando siamo nel cuore,

La sfera mentale non cessa di funzionare,

Ma entra in una sorta di modalità secondaria,

Dove è al servizio del cuore.

I processi mentali,

Dunque,

Sono asserviti alla guida del cuore.

Per certi versi questo è anche molto più rilassante per la mente,

Perché ora non deve pensare a tutto lei,

Può fare unicamente il proprio lavoro.

È un po' come se avessimo preso un contabile dall'amministrazione e l'avessimo messo a capo di un'azienda.

Questo è bravo a fare di conto,

Non a mandare avanti un'impresa,

E se si trova a doverlo fare,

Finisce per prendere tutte decisioni ultraconservative e prudenti,

Perché non vuole rischiare nulla.

Diversamente un vero leader ha una visione,

Ha delle intuizioni,

E si fa guidare da esse.

Poi uno bravo ha anche il buon senso di consultare i propri contabili e altri collaboratori che gli dicono se effettivamente queste visioni sono realizzabili e con quali tempi.

Questa analogia rende l'idea di come può funzionare lo stesso meccanismo anche dentro di noi.

È il cuore ad avere le intuizioni,

Ad avere una visione,

E a sapere qual è la direzione giusta per noi.

La mente è un essenziale collaboratore,

Che ci aiuta nel manifestarle.

Per questo è importante che ci sia una collaborazione tra le due sfere,

Non un'esclusione di uno dell'altra.

Il livello energetico Da un punto di vista energetico,

Quando siamo nel mentale,

La nostra energia è su,

Mentre quando siamo nel cuore è più giù.

Quindi se ci accorgiamo che stiamo guardando per aria o fissando il soffitto,

C'è buona probabilità che siamo nel mentale.

Mentre se anche solo il nostro sguardo è rivolto verso il basso,

O se portiamo la nostra attenzione alla pianta dei piedi,

Già questo sposta il nostro sistema energetico verso il basso.

In questo senso il radicamento,

Quel processo con il quale spostiamo la nostra energia verso il basso e la portiamo a connettersi con la terra,

È essenziale per riuscire ad entrare e restare nel cuore.

Se vuoi,

Nella sezione video e audio del sito www.

IanRitter.

Com c'è una meditazione guidata proprio per il radicamento.

Quando siamo nel mentale,

Il nostro corpo tende a svuotarsi di energia,

Mentre quando siamo nel cuore è più pieno.

Per questo,

Se ci sentiamo un po' assenti,

Un po' leggeri o storditi,

È verosimile che abbiamo spostato gran parte della nostra energia nella testa,

Mentre quando siamo nel cuore e nel corpo siamo più giù,

Più centrati,

Più pieni,

Più presenti e più lucidi.

A livello fisico,

Così come a livello emozionale,

Possiamo dire che quando siamo in una situazione giusta per noi,

Il nostro sistema dice sì.

Con il rischio di complicare un po' le cose,

Però,

È importante dire che anche i sì possono essere diversi tra loro.

C'è un sì rilassato,

Tranquillo,

Nutriente ed equilibrato.

E c'è un sì detto a denti stretti,

Che è più teso,

Aggressivo e compulsivo.

E' quel sì che ci fa mangiare un barattolo di Nutella cucchiaiate,

Che ci fa continuare a frequentare una persona che non ci fa bene,

Che ci riporta,

Volta dopo volta,

In situazioni per noi malsane,

Che non ci nutrono.

Questo tipo di sensazione che ci fa dire sì viene definito piacere negativo,

Ed è un meccanismo di difesa,

Creato nell'infanzia per far fronte a situazioni di profondo malessere.

Non è dunque un reale piacere che ci fa bene,

Quanto più un modo per trarre piacere da situazioni negative,

Alle quali però ci siamo assuefatti e che non riusciamo a smettere di cercare.

E' qualcosa che tutti abbiamo in un ambito o nell'altro,

Se non ci abbiamo fatto un lavoro profondo.

E può valere la pena di fare caso a quelle situazioni verso le quali diciamo ripetutamente sì,

Ma che alla fine non ci portano a stare bene,

Perché potrebbero essere piaceri negativi che condizionano in maniera importante il nostro benessere personale.

Analogamente,

Ma al contrario,

Possiamo sentire dentro di noi un no nei confronti di certe situazioni o persone,

Ma potrebbe essere rivolto a qualcosa che non riconosciamo come benefico per noi,

Perché non ne siamo abituati.

Può dunque valere la pena di provare a spingere con molta gentilezza per vedere se è così,

Oppure effettivamente si tratta di qualcosa che non fa per noi.

Credo sia abbondantemente chiaro quanto sulla carta sia semplice,

Ma in realtà in pratica non sia affatto facile distinguere tra tutti i messaggi che arrivano dall'interno.

Non esisterebbero figure terapeutiche di counseling che ci aiutano a fare chiarezza in questo,

Se così non fosse.

Per trovare la nostra direzione nella vita abbiamo bisogno di imparare a connetterci con il nostro sentire ed ascoltarci,

A distinguere quali parti ci suggeriscono di agire,

O reagire,

E a poter scegliere consapevolmente da quali vogliamo farci guidare.

Questo farà sì che quando nella vita si presenteranno quelle opportunità giuste per noi,

Saremo già abituati ad assecondare quell'impulso del corpo che dice sì,

E cose che prima non avremmo nemmeno preso in considerazione perché la nostra mente diceva no,

Oggi potrebbero diventare perché no,

E darci l'opportunità di sperimentare nuove modalità e nuovi contesti.

La direzione giusta per noi ci viene indicata in piccoli passi,

Assecondando piccole cose che possono anche essere mangiare un gelato,

Ascoltare una canzone,

Guardare un certo video,

Leggere un passaggio di un certo libro,

Chiamare una persona per sentire come va.

Non c'è da subito chiaro il significato di questo anelito,

Lo capiamo quasi sempre a posteriori una volta che l'abbiamo assecondato e altri con esso,

E non sempre necessariamente porta qualcosa di significativo,

Può anche essere semplicemente un bisogno del nostro sistema di sentirsi bene.

Però il sentirsi bene con continuità crea un circolo virtuoso che ci aiuta a scegliere ciò che ci fa star bene giorno dopo giorno,

Per trovare quella connessione con il nostro sentire,

Ebbene prendere l'abitudine di crearci degli spazi dentro e fuori di noi per stabilire questo contatto,

Adottare delle pratiche che col passare del tempo facciano sì che l'ascoltarci diventi una cosa sempre più naturale e presente nel quotidiano.

Possono essere prendersi un momento la mattina o la sera per fare un po' di meditazione,

Può essere fare regolarmente una passeggiata in solitaria,

O ancora fare delle sedute con una figura terapeutica o di counseling per ricevere aiuto nel fare chiarezza su ciò che si sente veramente.

Una delle cose che accade più spesso in seduta è proprio di percepire ciò che l'altra persona sta provando ma non è consapevole,

Aiutandola quindi a stabilire un contatto e a codificare ciò che sente.

Se fossimo già stati in grado di lasciare che la nostra vita fluisse ininterrotta,

Saremmo già probabilmente nello spazio giusto per noi,

Facendo le cose giuste per noi e con le persone che ci fanno sentire meglio.

Il fatto che una serie di condizionamenti e di esperienze di vita ci abbiano inizialmente costretto e successivamente indotto per abitudine ad ignorare il nostro sentire,

Fa sì che oggi dobbiamo fare un lavoro per ritrovare la nostra direzione e quelle parti di noi che abbiamo perduto lungo la strada.

Abbiamo visto che il bisogno di un senso di proposito ha molto a che fare con il bisogno di sentire che il nostro cuore è appagato e non dobbiamo necessariamente stare facendo qualcosa di importante da un punto di vista assoluto perché il nostro cuore sia contento,

È sufficiente che sia importante per noi e per chi ci è vicino,

A quel punto sentiremo il nostro proposito e ci basterà.

Per certi versi può sembrare di dover essere un po' incoscienti per fidarci del nostro cuore,

Camminando in una direzione senza alcuna garanzia di dove arriveremo.

In realtà ci vuole soltanto molto coraggio e fiducia perché il cuore non ci dirà mai di andare verso qualcosa che ci farà male,

Al limite ci porterà verso qualcosa che ci spaventa,

Questo è poco ma sicuro,

Ma è la nostra mente che ci convince che ciò che ci fa paura è pericoloso,

Soprattutto quando questo mette a repentaglio il suo dominio.

Saremo già felici se non avessimo paura di quelle cose che ci portano ad esserlo.

Credo che proprio in questo risieda l'essenza della crescita personale,

Elaborando uno alla volta quegli elementi che troviamo sul nostro cammino e che ostacolano quel naturale movimento verso il benessere e la serenità,

Compiendo un passo alla volta,

Un respiro alla volta.

Connettendoci con noi stessi e ascoltando quella voce che,

Morbida e rassicurante,

Ci invita a camminare lungo una strada senza cartelli,

Non promettendoci nulla,

Solo che ne varrà la pena.

Buon viaggio!

Se senti il bisogno o il desiderio di cominciare o continuare un percorso di crescita personale,

Puoi farlo scrivendomi dal sito www.

Inritter.

Com.

A presto!

4.8 (343)

Recensioni recenti

Marika

January 19, 2026

Non mi ero mai resa conto di quanto spazio di azione avessi lasciato alla mia mente, neanche in 4 anni di terapia. Fortunatamente ho un cuore che fa abbastanza chiasso da rendere impossibile non ascoltarlo. Grazie

Rosalba

January 1, 2026

Mente e corpo sono due guide preziose e riuscire a creare un dialogo tra di essi aiuta a ristrutturare schemi di pensiero, un cammino non facile da percorrere perché gli ostacoli che si incontrano sono molti, ma sicuramente, in ogni passo, aumenta la consapevolezza delle proprie emozioni e dei pensieri. All'inizio mi son trovata davanti un labirinto che ho voluto percorrere con il semplice aiuto della mia forza di volontà e determinazione e basta, conscia dell'ignoto. Dopo moltissimi anni mi son dovuta fermare, un grave errore , ma, ascoltare oggi le tue parole, mi ha fatto ripercorrere mentalmente quel cammino e capire che fermarsi ( nel mio caso) non deve diventare uno stato di rassegnazione ma bensì l'inizio di un nuovo cammino. Grazie!🙏

Roberta

March 11, 2025

🙏

Roberto

December 27, 2024

Grazie Ian. Sono ormai adulto e sono consapevole di aver assoggettato il cuore alla mente. Questo anche quando il corpo mi dava chiari segnali di disagio e l'insoddisfazione mi rendeva rabbioso con tutti. Le tue parole mi risuonano nell'intimo.🙏

Giulia

May 23, 2024

Grazie 💗

sarah

May 8, 2024

Grazie per i suoi contenuti, sempre un ascolto importante🌸

Mina

January 10, 2024

Grazie per le sue parole!

Vale

December 30, 2023

Grazie!

Paolo

November 25, 2023

Il tuo podcast Trovare la direzione e’ per me un capolavoro. Mi ha aiutato a navigare cercando di seguire la bussola del cuore, superando i freni del cervello’Ma peche’ lo fai? Cosa ci guadagni? Stai attento!’ Mi aiuta, nella vita quotidiana. Ho preso l’abitudine di chiedermi: L’ho fatto col cuore o col cervello? Se sono contento di cio’ che ho fatto ho gia’ la risposta che vale per me. Nelle piccole e nelle grandi cose. Grazie ancora

Maria

April 29, 2023

Mi sento fantastico

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