
Meditazione della Montagna
by Elena Vlacos
Meditazione della Montagna. Antica meditazione orientale che aiuta a trovare centratura,equilibrio e fermezza in periodi di vita che turbano il nostro benessere.
Trascritto
Se non ho ancora chiuso gli occhi li chiudo oppure semplicemente se non desidero chiuderli guardo un punto per terra a un metro di distanza da me sfocando la mia vista e mi preparo per questa meditazione meditazione della montagna cominciò a portare l'attenzione all'aria che entra e all'aria che esce inspiro ed espiro con un flusso naturale di aria che entra e che esce dalle mie narici la bocca socchiusa la mandibola rilassata inspiro e quando espiro lascio andare i miei pensieri le mie preoccupazioni il ricordo di ciò che ho fatto prima o di ciò che dovrò fare dopo porto l'attenzione all'aria che entra e all'aria che esce momento dopo momento cominciò a portare la consapevolezza ai punti di contatto del mio corpo con la superficie che mi sostiene in questo momento provo a portare l'attenzione alla mia postura alle mie gambe ai glutei alla schiena alle braccia al collo alle spalle alla nuca mentre osservo il mio corpo il mio respiro continua in modo naturale a fluire nel mio corpo e cominciò con l'occhio della mente a immaginare la più bella montagna che conosco o mi è nota innanzi a me in questo momento la cui forma mi ispira personalmente mentre vi concentrate per vederla o sentirla con l'occhio della mente considerate la sua forma la vetta più o meno elevata la base ben radicata nella crosta terrestre i versanti possono essere ripidi o dolcemente degradanti potete notare anche quanto è massiccia è immobile ed è bella sia vista da lontano che vista da vicino una bellezza contraddistinta dal profilo della sua forma e contemporaneamente impersonante qualità universali montane che trascendono la particolarità di costituzione e di forma forse la vostra montagna alla cima innevata e poschi alle quote più basse forse può presentare una cima svettante o una serie di crinali oppure un alto un ampio alto piano quale che sia la sua apparenza sedete e respirate con l'immagine della vostra montagna osservandola e notando le sue caratteristiche quando vi sentite pronti provate ad assimilarla dentro di voi in modo che il vostro corpo e il monte fisso nell'occhio della mente siano una cosa sola il vostro capo diventa la vetta le braccia e le spalle sono i versanti i glutei e le gambe che appoggiano alla sedia sono la base della vostra montagna percepite nel corpo il senso di elevazione della montagna e nel profondo della colonna vertebrale l'asse su cui essa si erge trasformatevi in questo momento in una montagna che respira incontrollabili nella vostra immobilità nella pienezza dell'essere al di là di parole e pensieri una presenza incentrata radicata e impassibile ora come sapete perfettamente per tutta la giornata mentre sulle compie il suo percorso nel cielo il monte semplicemente resta fermo ma luce ombra e colori mutano virtualmente ogni momento nella sua davantina immobilità persino l'occhio non esercitato può notare i cambiamenti avvenuti di ora in ora e mentre la luce cambia la notte segue il giorno e viceversa la montagna resta immota limitandosi a essere se stessa così rimane mentre ciascuna stagione sfocia nella successiva e il tempo meteorologico varia da un momento all'altro da un giorno all'altro un'immobilità che contiene tutti i cambiamenti in estate non vi è più neve sui monti eccetto forse alle quote più alte o negli anfratti protetti dal calore del sole in autunno la montagna può dispiegare una copertura di brillanti e fiammeggianti cromatismi e in inverno una coltre di neve e ghiaccio in qualsiasi stagione può trovarsi avvolta da nubi o nebbia o frustata da pioggia gelida i turisti venuti per visitarla rimangono delusi se non è possibile vederla chiaramente ma essa rimane indifferente visibile o meno con il sole o le nuvole arso ghiacciata semplicemente sede fedele a se stessa talvolta tormenti o bufere imperversano attorno alle sue cime oppure sferzata da venti di forza inimmaginabile ma essa rimane sempre la stessa arriva la primavera gli uccelli tornano a cantare tra gli alberi le foglie rispuntano sui rami che le avevano lasciate cadere i fiori sbocciano negli alpeggi sui versanti i torrenti ribollono d'acqua mentre le nevi si sciolgono e intanto la montagna continua a rimanere seduta impassibile alle offese del clima a ciò che accade sulla superficie al mondo delle apparenze mentre sediamo con questa immagine nella nostra mente possiamo incorporare le stesse incrollabili caratteristiche di immobilità e radicamento di fronte a qualsiasi cambiamento che avviene nella nostra vita ogni secondo ogni ora e ogni anno e rimaniamo ancora qualche secondo sentendo dentro di noi le caratteristiche di immobilità e di radicamento della montagna che abbiamo personificato in questo momento in questo tempo presente e riportiamo l'attenzione al nostro corpo ai punti di contatto con la sedia che ci sostiene in questo momento e riportiamo l'attenzione al nostro respiro all'aria che entra e all'aria che esce e proviamo a percepire se dentro di noi è successo qualche cosa è cambiato il respiro sono immerse delle sensazioni o delle emozioni e semplicemente le osserviamo come testimoni oculari per poi lasciare andare e ritornare al respiro all'aria che entra e all'aria che esce e lentamente riportiamo l'attenzione a tutto ciò che ci circonda e guardando prima verso il basso riapriamo gli occhi
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4.1 (106)
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