
Riflessioni - 01 Incontrare Le Difficoltà E La Sofferenza
La Riflessione si ispira all’insegnamento buddista “Sutra della Freccia” che invita ad osservare come le sofferenze che incontriamo si amplificano quando, anziché accettare la realtà delle cose, tendiamo a sfuggirle ad esempio recriminando sulla cattiva sorte, oppure a compensarle cercando consolazione nel cibo o in altri piaceri fittizi. Coltivando una mente consapevole, invece, possiamo non lasciarci travolgere dalle reazioni automatiche e così contenere l’impatto delle difficoltà esistenzial
Trascritto
Devo condividere alcune riflessioni che mi hanno aiutato anche di recente a vivere in maniera più costruttiva quelli che ho deciso di chiamare gli inevitabili inciampi nel cammino di vita,
Ovvero le difficoltà e le sofferenze che sono il risvolto naturale di tante gioie e di tante soddisfazioni che colorano l'esistenza di ognuno.
Voglio farti un esempio.
Immagina una giornata autunnale piovosa.
Fa freddo e l'umidità sembra permeare ogni cosa.
Tu sei in casa,
Indossi abiti comodi e hai tra le mani una tazza della tua bevanda calda preferita.
Scrutti fuori dalla finestra e vedi il mondo avvolto da una cortina trasparente formata dalla pioggia che cade incessante da ore.
Bevi un sorso della tua bevanda e pensi che giornata orribile.
È così triste questa pioggia che non accenna a smettere da stamattina.
Speriamo che domani torni un po' di cielo sereno,
Così anche il mio umore tornerà lieto.
Nella stanza con te c'è un'altra persona.
Scruta fuori dalla finestra sorseggiando la sua bevanda e pensa.
Questa pioggia sta finalmente dissetando gli alberi e i cespugli che da giorni si stavano inaridendo.
Guarda le foglie come appaiono lucide e pulite con i colori finalmente tornati vividi.
Ci voleva proprio una giornata così e che fortuna assistere a questo spettacolo della natura ma protetto e al caldo nella mia casa.
Ho scelto questo piccolo esempio per riflettere al fatto che è il nostro modo di percepire le situazioni che determina quello che chiamiamo realtà.
I pensieri che formula la nostra mente influenzano le nostre emozioni e le parole che utilizziamo per descrivere ciò che avvertiamo possono costruire scenari completamente diversi e addirittura opposti.
Certo le ragioni per le quali possiamo essere inclini a vedere gli aspetti negativi piuttosto che quelli positivi possono risalire alle esperienze che abbiamo vissuto e che si sono comodamente installate nel nostro inconscio pronte a riemergere ad ogni sollecitazione sensoriale in un modo del tutto automatico e inconsapevole.
La pioggia ci fa sentire tristi o depressi?
Forse da piccoli era il motivo che ci impediva di scendere in cortile a giocare e divertirci con gli amici oppure venivamo costretti ad occupare il tempo con attività noiosissime.
La pioggia ci calmerà sicura?
Forse da piccoli nei giorni di pioggia qualcuno che ci amava,
I nostri genitori o i nonni creavano giochi bellissimi che avevano come colonna sonora lo scroscio dell'acqua oppure ci facevano indossare stivali e mantelle e ci portavano a giocare sciaguattando i denti nelle pozzanghere.
Queste percezioni soggettive riguardano anche l'atteggiamento che teniamo verso le sofferenze che la vita inevitabilmente ci fa affrontare,
Che siano grandi come una malattia o piccole come un oggetto che si rompe.
Non esiste gioia senza sofferenza,
Lo sappiamo tutti,
Ma la maggior parte di noi tende a rilevare soprattutto gli ostacoli che incontra nel suo cammino e a considerare in misura molto minore tutte le occasioni nelle quali si sperimentano emozioni positive e felici.
Inoltre molto spesso le sofferenze si accrescono proprio perché non vogliamo semplicemente accettare la realtà delle cose e mettiamo in atto molte strategie per sfuggirla accusando gli altri dei nostri successi ad esempio o per compensarla ad esempio con il cibo.
C'è un bellissimo insegnamento buddista noto come Sutra della Freccia che dice Buddha disse,
O monaci,
L'uomo ordinario quando viene toccato da una sensazione dolorosa soffre,
Si afflige,
Si lamenta,
Piange battendosi il petto,
Entra in uno stato di grande confusione e gli sperimenta due tipi di sensazione,
Una fisica e una mentale.
È come se un uomo fosse colpito da una freccia e subito dopo fosse colpito da un'altra freccia.
Così,
O monaci,
Egli percepirebbe i dolori di due frecce.
Percependo quella sensazione dolorosa quell'uomo prova avversione verso di essa.
Provando avversione nei confronti della sensazione dolorosa,
In lui la tendenza dell'avversione nei confronti della sensazione dolorosa si accresce.
Toccato da quella sensazione dolorosa quell'uomo cerca gratificazione nei piaceri dei sensi.
La nostra mente collega alla sofferenza che stiamo affrontando,
La prima freccia,
Una serie di reazioni che vanno dalla paura all'autocritica,
Dal colpevolizzarsi al sentirsi ingiustamente vittime del destino.
E tutte queste risposte emotive assorbono una grande quantità delle nostre energie,
Distogliendoci dalla semplice realtà dei fatti e soprattutto dalla domanda più importante che è come posso superare concretamente questa difficoltà.
La seconda freccia,
Scrive il monaco Zen Thich Nhat Hanh nel libro Trasformare la sofferenza,
È la nostra reazione,
La storia che ci raccontiamo,
L'ansia che proviamo.
Una parte dell'arte di soffrire bene consiste nell'imparare a non ingigantire il nostro dolore,
Lasciandoci trascinare da rabbia,
Paura e disperazione.
Questa riflessione è molto utile perché conoscendo il processo ognuno può coltivare una mente consapevole che non si lasci travolgere dagli automatismi,
Ma che sia in grado di vedere ciò che accade come la realtà delle cose ed agire senza ingigantire inutilmente le conseguenze di ciò che è accaduto e che non è più modificabile.
E ancora,
Thich Nhat Hanh,
Questa volta nel libro Together We Are One,
Al paragrafo Evitare la seconda freccia che commenta,
Siamo noi a generare molta della sofferenza che proviamo col nostro modo di gestire le nostre difficoltà o il dolore.
Quando proviamo dolore o sofferenza occorre che ce ne prendiamo cura con la consapevolezza.
Se ci lasciassimo travolgere da paura,
Preoccupazione,
Ansia,
Odio,
È come se fossimo colpiti da una seconda,
Terza e quarta freccia,
Il che aumenta molto la nostra sofferenza.
Quando abbiamo qualche dolore o problema,
Dunque,
È importantissimo renderci conto del significato di quel dolore o di quel problema senza amplificarlo.
La paura e la rabbia amplificano il dolore e lo rendono molto più difficile da gestire.
Ho sperimentato personalmente l'efficacia di questo insegnamento e da quando utilizzo il mio tempo per confrontarmi con la realtà,
Anziché recriminare per ciò che non va come vorrei,
Non solo mi sento più serena,
Ma ho anche arricchito la mia creatività rispetto alle soluzioni che posso trovare.
Non ho eliminato la sofferenza naturalmente,
Ma ho smesso di attribuirle un potere distruttivo ancora maggiore.
Mi impegno per evitare di nutrirla con il mio rimuginare e mi impegno a praticare l'accettazione per stare nel flusso della vita.
Mi auguro che queste riflessioni ti aiutino ad affrontare con un'ottica diversa le inevitabili difficoltà o inciampi,
Come le chiamo io,
Considerandoli come esperienze dalle quali imparare per ritrovare maggiore pace e maggiore serenità nella tua vita.
Namaste
Incontra il tuo insegnante
4.6 (63)
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