
Meditazione sull'elemento terra e la compassione
Meditazione sull'elemento terra e la compassione, osservando con compassione come le parti del nostro corpo siano comuni a tutti gli esseri. A partire dall’insegnamento dato dal Buddha a suo figlio Rahula.
Trascritto
Portiamo l'attenzione sul respiro,
Troviamo rifugio nel ritmo del respiro,
Troviamo la strada per far riposare il corpo e far riposare la mente,
Inspirando,
Prendendo l'energia dal mondo,
Ispirando,
Portando stabilità nel mondo,
Ispirando energia,
Ispirando stabilità.
Facciamo un'esplorazione del corpo,
Partendo dalla cima della testa,
Passando per gli occhi,
La bocca,
La mandibola e osservando in ogni punto se c'è un fastidio,
Una sofferenza,
Del dolore.
Osserviamo il collo,
Osservando se nel collo c'è sofferenza,
Fastidio,
Dolore o semplicemente tensione.
Con l'aiuto del respiro possiamo provare a portare il respiro proprio in quel punto se sentiamo tensione e ammorbidire quella parte.
E poi continuiamo lungo le spalle,
Osservando le braccia,
Osservando se c'è sofferenza,
Fastidio nei gomiti,
Negli avambracci,
Nei polsi,
Nelle mani.
E poi torniamo alle spalle,
Scendendo lungo il petto,
Osservando tensioni,
Fastidi,
Dolori,
Lo stomaco,
La pancia.
Il bacino.
E poi con questa osservazione andiamo a guardare se ci sono tensioni,
Fastidi nelle cosce,
Nelle ginocchia,
Nelle caviglie,
Nei piedi.
Fino ad arrivare alla palma dei piedi.
E forse da qualche parte abbiamo trovato una tensione,
Un fastidio,
Un dolore.
E possiamo chiederci di chi è questa tensione,
Questo fastidio,
Questo dolore.
Chi è che lo possiede?
Cos'è che si possiede quando c'è fastidio,
Dolore?
Dove è attaccato questo fastidio,
Questo dolore?
Se è nostro significa che lo possiamo controllare.
Cambiare,
Spostare.
Se è nostro possiamo decidere di averlo o di non averlo.
Queste tensioni,
Questo fastidio,
Questo dolore si manifesta nel corpo.
Ma cos'è il corpo?
Proviamo a osservarlo come se ci fosse l'elemento terra nel corpo.
Osservando ciò che è duro,
Ciò che dà stabilità,
Come le ossa,
Come i capelli,
I peli,
I tendini.
Provando a scurire il corpo dalla cima della testa dove c'è il teschio,
Al viso dove ci sono i denti,
Al collo dove passa la spina dorsale,
Alle spalle che ci sostengono grazie alle ossa,
Scendendo lungo le braccia,
Fino alle mani dove troviamo le unghie,
E ancora nella schiena,
Nel petto,
Nel bacino che ci sostiene proprio grazie all'elemento terra,
Alle gambe,
Fino ai piedi.
E possiamo riconoscere come questo elemento terra pervate tutto il corpo,
Dalla cima della testa fino alla palma dei piedi,
Alle suore dei piedi.
E che questo elemento terra interno non è diverso dall'elemento terra esterno,
Dalla terra che troviamo nei vasi,
In giardino,
Dalla terra nel pavimento,
Nelle mura,
Nelle cortecce degli alberi.
E quell'attenzione,
Quel fastidio che prima abbiamo riconosciuto possiamo forse rapportarla alla terra,
All'elemento terra,
Riconoscendo gentilmente che l'attenzione,
Il fastidio,
Il dolore che sta nel corpo è collegato all'elemento terra e riconoscendo che c'è questo fastidio,
Questo dolore,
Possiamo riconoscere che vogliamo che questo fastidio,
Questo dolore passi.
Ecco come abbiamo trovato l'elemento terra nel corpo e lo abbiamo trovato nelle mura,
Nei pavimenti.
Lo possiamo trovare anche nei corpi degli altri esseri,
Delle altre persone,
Degli animali,
Riconoscendo che anche in quei corpi l'elemento terra può portare tensione,
Fastidio,
Dolore e che anche le altre persone,
Gli altri animali non vogliono provare questo fastidio,
Questo dolore,
Ma vogliono invece essere sani,
Liberi,
Felici,
Esattamente come lo vogliamo noi.
E possiamo rendere conto che questa tensione,
Sofferenza non è nostra,
Non fa parte del nostro corpo separato dal corpo degli altri,
Ma come la nostra parte di terra del corpo è la stessa parte di terra che troviamo nel giardino,
Nella durezza della sedia,
È la stessa terra che hanno gli altri esseri,
Le altre persone,
Animali.
E possiamo riconoscere che questa terra che abbiamo non è nostra,
Non la controlliamo,
Non sappiamo da dove è arrivata,
Non sappiamo dove andrà a finire.
Possiamo riconoscere che questa terra non siamo noi,
Noi non siamo la terra,
Non siamo questa terra e possiamo riconoscere che anche la terra non è nemmeno il nostro se che ci definisce,
Non siamo definiti dalla terra,
La terra non è il nostro se.
Proviamo a ripeterlo mentalmente,
La terra non è mia,
Io non sono la terra,
La terra non è il mio se,
La terra non è mia,
Io non sono la terra,
La terra non è il mio se,
Non controlliamo la terra,
La terra perebbate tutti gli esseri viventi senza definirne nessuno.
E se c'è dolore possiamo riconoscerlo con compassione,
Riconoscendo che non vogliamo soffrire,
Ma vogliamo essere liberi,
Felici.
E la terra è di tutti,
Tutti non vogliono provare dolore e tutti vogliono essere felici.
E aprendo l'occhio della compassione possiamo augurare che noi possiamo essere libri dalla sofferenza,
Che noi possiamo stare bene,
Che noi possiamo essere felici.
E con l'occhio della compassione possiamo vedere che la nostra terra è la terra di tutti,
E augurare a tutti gli esseri che tutti gli esseri possano essere libri dalla sofferenza,
Che tutti gli esseri possano essere liberi,
Felici.
E osserviamo di nuovo il corpo,
Vedendolo come completamente fatto di terra.
Durezza,
Ossa,
Denti,
Unghie,
Capelli,
Peli,
Una pila di terra.
Una pila di terra che non è nostra,
Che non siamo noi,
Che non è il nostro se.
E condividiamo questa pila di terra con le altre persone,
I cani,
I gatti,
Gli uccelli,
Gli insetti,
Con tutti gli esseri che hanno un corpo,
Le piante,
Le alghe,
I pesci.
Noi sappiamo che non vogliamo provare dolore,
Sappiamo che non vogliamo avere sofferenza,
E vogliamo essere libri dalla sofferenza,
Sereni,
In pace.
E proviamo a guardare tutto il mondo come se fosse composto da terra,
Dalla durezza,
Dalla stabilità,
Riconoscendo che abbiamo in comune la terra con tutti questi esseri,
La durezza,
La stabilità con tutti gli esseri.
E se guardiamo dentro di noi sappiamo riconoscere l'esistenza della sofferenza.
E se guardiamo come se fossimo infinitamente alti,
Come se potessimo guardare tutta la terra dall'alto,
Vedremo che siamo tutti uguali,
Tutti fatti di terra,
E tutti quando c'è sofferenza non vogliono la sofferenza e vogliono la felicità,
Esattamente come noi.
E possiamo augurare a tutti gli esseri di essere libri dalla sofferenza,
Di essere felici in pace.
E abbiamo visto che la terra non è nostra,
Non siamo noi,
Non è il nostro sé.
Ci possiamo chiedere che la sofferenza di chi è,
Chi la possiede,
Dove sta attaccata.
Sta attaccata al corpo che è terra,
Fa parte della mente che è terra,
Di chi ha questa sofferenza.
E possiamo riconoscere che anche la sofferenza è come la terra,
La sofferenza non è nostra,
Non siamo la sofferenza,
La sofferenza non è il nostro sé,
Non ci definisce.
E osservando in profondità possiamo vedere che c'è fastidio,
Sofferenza,
Tensione,
Ma non è nostra.
Possiamo non farci condizionare,
Non è nostra.
Possiamo osservare in profondità che c'è sofferenza,
Ma la sofferenza non siamo noi,
Non siamo composti di sofferenza,
C'è sofferenza ma non siamo noi.
C'è sofferenza ma non è il nostro sé,
Non siamo definiti,
Plasmati,
Creati dalla sofferenza,
C'è sofferenza ma siamo liberi dalla sofferenza.
E possiamo augurare a tutti gli esseri di riconoscere la comune umanità,
La comune esistenza e di essere liberi dalla sofferenza,
Sereni,
In pace e possiamo offrire i meriti di questa meditazione,
Di questa pratica a tutti gli esseri affinché tutti siano liberi dalla sofferenza,
Liberi dai condizionamenti,
Sereni,
In pace.
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