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Oltre la gabbia dei pensieri: mente libera (riflessione)

by Matteo Mannucci

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In questa puntata esploriamo una dimensione oltre la mente pensante, dove la vita può essere sperimentata senza essere intrappolata nei confini dei pensieri. Un viaggio per scoprire come liberare la mente dalla gabbia del pensiero e vivere l'esperienza del presente con pienezza e libertà. Quando ho registrato questo audio mi trovavo in ritiro presso l'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia nel percorso di formazione per Istruttori di meditazione del maestro Mario Thanavaro (AMITA)

Trascritto

Ciao,

Sono Matteo,

E come te sono sul sentiero,

Così come gli alpinisti lasciano un segno a chi arriva prima o dopo,

Ti lascio queste riflessioni,

Sorte durante la pratica della meditazione.

Mi trovo nel secondo ritiro di quest'anno all'Istituto Lamanzon Kappa di Pomaia,

Allievo del maestro Mario Tanavaro.

Durante il ritiro si ha occasione di passare molto tempo in meditazione e si ha modo di riflettere su immagini,

Pensieri,

Emozioni,

Stati d'animo.

Così ho poi riflettuto su questa barriera,

La barriera del pensiero e del pensare.

Mi sono chiesto,

Al di là di questa barriera di oggetti mentali più o meno noti,

Cosa c'è?

E' come se la nostra mente,

La nostra psiche,

Vivesse costantemente all'interno di un recinto o a volte anche di una gabbia.

Ma oltre questa gabbia di pensieri mi sono chiesto cosa c'è?

L'unica risposta,

Se possiamo chiamarla tale,

Che mi è venuta in mente è che oltre il pensiero non c'è il pensiero.

Quindi probabilmente esiste una dimensione nella quale la nostra coscienza è libera di sperimentare la vita senza essere catturata e riportata nel recinto dai pensieri o,

Come vuole la psicologia analitica o psicologia del profondo,

Dei complessi.

Dai complessi possiamo venire posseduti ma anche dai pensieri possiamo venire posseduti.

E allora perché meditare?

Perché se prolunghiamo la nostra pratica ci rendiamo conto spontaneamente che tra il sorgere di un pensiero e il pensiero successivo c'è uno spazio di silenzio dove la coscienza è libera di essere e allora si sviluppa quella meta consapevolezza,

Quel punto di vista dal quale cominciamo ad osservare la nostra mente.

La nostra mente quando è contattata da un pensiero,

Rapita da un pensiero,

La nostra mente quando non passa a nessuno,

Non passa a nessun pensiero.

Sicuramente questo è una delle tante trasformazioni che porta il meditare,

Un'attività estremamente semplice eppur tanto complessa perché ce ne rendiamo subito conto,

Basta sederci e la mente subito tende a distrarsi.

La tradizione Mahayana chiama questo spazio di coscienza dove la coscienza è effettivamente con se stessa insieme a tutte le cose Mahamudra ovvero grande sigillo.

Alla fine con i mantra ad esempio si produce un riverbero nella nostra mente che tende a come decongestionarla o pulirla fino ad arrivare ad un silenzio dell'attività mentale.

Ecco lo stesso silenzio si può percepire come dicevo tra un respiro e l'altro e allora se ci concentriamo proprio nel momento in cui il respiro termina per poi riprendere il momento successivo,

Se stiamo in sospensione trattenendo il ciclo respiratorio anche per un secondo,

In quel secondo ci rendiamo conto che la mente diventa silenziosa.

Più ci familiarizziamo con questo stato e più questo stato molto lentamente si allarga,

Si estende.

L'estensione di questo spazio che si va a generare permette alla meta consapevolezza al punto di vista dell'osservatore di imparare a distinguere quando la mente sgombra e quando la mente ingombra.

Sembra banale eppure non lo è perché molto spesso quando la mente viene ingombrata da un pensiero purtroppo siamo già preda di quel pensiero e ci siamo distratti e magari abbiamo perso la bellezza di un attimo di vita in più da vivere coscientemente con consapevolezza.

L'invito quindi è a dedicarsi a questa pratica anche se nella cultura occidentale questo tipo di meditazione non è propria,

Ma alla fine yoga vuol dire metodo,

È un metodo per stare meglio,

Per vivere una vita più piena.

L'essere umano da sempre ha cercato di trovarlo.

Ci è arrivato dall'Oriente,

Questo dobbiamo prenderlo,

Accoglierlo come un dono,

Farcelo nostro nella nostra cultura occidentale che resta tale senza orientalismi e fanatismi vari,

Però devo dire che questa attività effettivamente produce una trasformazione e ce ne accorgiamo quando vediamo che il tempo tra un pensiero e l'altro non è più così rapido,

Non più un pensiero subentra all'altro,

Ma questo spazio di silenzio spontaneo tende sempre più ad occupare il nostro tempo lasciandoci liberi e quindi non più nel recinto di vivere la nostra vita,

Di assaporare il piacere dei nostri sensi da una bella giornata o come oggi sotto la pioggia,

Non importa,

Viviamo connessi.

Ti auguro di poter continuare la pratica anche se mi rendo conto non è facile,

Però io credo che leggendo,

Ascoltando e praticando si possa avvertire l'importanza di quanto questo esercizio possa essere e rivestire nella nostra vita perché alla fine poi la vita è una ed è opportuno viverla al meglio cercando di accumulare virtù,

Meriti per trasformarli in situazioni positive per noi e per gli altri,

Grazie a presto,

Buona meditazione

5.0 (7)

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Teodora

September 11, 2024

Riflessione molto profonda e nello stesso modo semplice Grazie Matteo 🙏

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