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Riflessioni sui momenti difficili e mettā

by Sirimedho - Stefano De Luca

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Riflessioni sui momenti difficili e mettā: come non farci travolgere dai veleni quando la vita è dura con l’aiuto della gentilezza e dei Tre Rifugi nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha. Ci sono momenti della nostra vita in cui viviamo delle grandi difficoltà, talmente grandi che la nostra mente si riempie di pensieri negativi: paura, rabbia, critiche verso noi stessi e verso le persone a noi più care… proviamo a vedere come uscire da questi veleni con il Dharma!

Trascritto

Voglio cominciare questa riflessione di oggi con una ode che si fa al buddha prima di parlare di dhamma in cui si dice minchino al buddha al beato che si fa tradizionalmente in lingua pali questa maglia che porto oggi,

L'ho presa questa mattina perché ha cominciato a far freddo,

Non si possono nemmeno accendere i termosifoni e quindi in ufficio fa veramente freddo per stare fermi tutto tutto il giorno quando l'ho visto ho pensato che strana maglia che ti sei comprato con tutti questi questi segni sopra,

In genere non mi piace comprare le cose in questo modo e poi mi sono ricordato invece l'occasione in cui l'avevo comprato stavo all'Aquila con una amica che ha anche una casa vicino all'Aquila eravamo andati a fare un po' di compere,

Io volevo prendere come al solito delle maglie assolutamente anonime e lei mi ha detto basta con questa cosa del no logo prendi di questa che è bella e che ti piacerà io debbo dire che che mi piace ma mi fa sentire anche piuttosto a disagio intanto perché non sono abituato a portarle così poi mi sono ricordato anche del periodo in cui avevo comprato questa maglia che è stato un periodo particolarmente brutto della mia vita,

Ero andato per lavoro in un'azienda e dopo pochissimi mesi con quest'azienda abbiamo capito che non avevamo veramente niente a che fare gli uni con gli altri per cui alla fine mi ritrovai senza lavoro e non fu facile perché sebbene avessi qualche soldo da parte comunque c'era una famiglia da sostenere e comunque insomma anche trovarsi senza lavoro nemmeno per mia scelta in quel caso non è stata un'esperienza particolarmente facile e mi ricordo che in quel periodo c'erano due due grandi emozioni che avevo spesso nella mente ed erano la prima la paura di non riuscire a trovare un altro lavoro non riuscire a sostenere la famiglia tutti mi dicevano stai tranquillo qualcosa succederà magari troverai delle cose migliori e così via ma devo dire che avevo talmente tanta paura che non riuscivo a star dietro a questi a questi buoni buoni suggerimenti questi buoni incoraggiamenti e l'altra sensazione che avevo era di di rabbia se non di odio verso il proprietario di questa azienda che mi ha messo in questa condizione difficile prima mi ha voluto in tutti i modi e poi dopo invece era andata a finire male e per me quella fu una cosa molto difficile da gestire e per qualche tempo proprio il tempo in cui ho comprato questa questa maglia devo dire che la mia mente non era precisamente allineata con con il Dhamma anzi ne era non dico completamente lontana perché fortunatamente c'era la meditazione che mi sosteneva giorno per giorno e mi sosteneva anche giorno per giorno sapere che non era quello che costituiva la mia vita però c'era da una parte questa base solida dall'altra parte evidentemente qualcosa di molto meno solido che era la paura e la rabbia penso che si possa anche dire la paura e l'odio e questi sono due magnifici intossicanti sono dei fantastici intossicanti tant'è che vengono considerati negli insegnamenti del buddha come veleni i tre veleni principali che sono quello della dell'avversione dell'attaccamento e dell'ignoranza ed evidente che rabbia e odio vadano a finire ampiamente all'interno all'interno dell'avversione nel mio caso c'era senz'altro un attaccamento un attaccamento a continuare a essere quello quello che ero ero passato da una multinazionale in cui facevo il dirigente con molte persone che lavoravano con me in quest'altra azienda in cui avrei dovuto fare il direttore generale e poi dopo poco puff anziché avere le mille telefonate al giorno che mi arrivavano zero telefonate anziché avere mille problemi da risolvere mille cose da fare niente probabilmente buona parte di questa paura non era data soltanto da gli aspetti più concreti ma anche dalla paura di aver perso quello che all'epoca consideravo il mio il mio essere me stesso il mio se e questo è senz'altro il veleno dell'attaccamento condito dall'avversione verso chi io ritenevo ma messo in quella condizione e senz'altro basando tutto quanto questo sull'ignoranza sull'ignoranza di assumere che ci fosse un se che ci fosse una qualche cosa stabile che il mondo potesse rimanere rimanere stabile questi vengono chiamati veleni intossicanti quando ci troviamo in situazioni veramente veramente difficili quello che succede è che la mente si riempie veramente di veleno e rimane veramente intossicata è come se di improvviso scoppiasse un incendio e ci si riempie l'aria di fumo di fumo denso in un attimo non riusciamo più più a respirare e quello ci intossica completamente il corpo ci intossica la mente l'unica cosa che riusciamo a pensare scappa scappa scappa trova aria trova aria trova aria in quel momento non c'è molto spazio per chissà quant'altre cose uno degli aspetti più di impatto di questi intossicanti che riempiono talmente la mente che rimane veramente poco per riuscire a trovare un po una via d'uscita per riuscire a trovare un diverso punto di vista e gli insegnamenti del buddha in realtà servono proprio a questo se proprio a questo ti trovi in mezzo al fumo in mezzo al disastro più completo c'è capitato con degli amici a un certo punto si è incendiato il camino perché aveva tanta fuligine dentro dopo un attimo 5 minuti la casa si è riempita completamente di fumo quindi abbiamo dovuto provvedere a spegnere il cammino che stava in alto e passare in mezzo a tutto quel fumo è stata un'esperienza piuttosto paurosa poi fortunatamente nessuno nessuno si è fatto male ma è quello l'effetto che fanno questi intossicanti di attaccamento avversione di voler rimanere stabili su su come stiamo in quel momento su come pensiamo di essere ci sentiamo così fortemente sbilanciati quando non lo siamo più e il buddha dice ok stai in questa condizione stai con questi pensieri queste paure questi odi questi amori questa brama da una parte questa versione dall'altra questo continuo sbattere da una parte all'altra della stanza come se fossimo un moscone che prova a uscire dalla finestra ma c'è il vetro il buddha dice fai un passo indietro fai un passo indietro mettete un attimo seduta smetti di rompere scatole così tanto quando abbiamo avuto il primo primo figlio mia moglie non è che aveva nessuna esperienza di bambini piccoli e il primo giorno che rientrammo a casa dopo l'ospedale questo bambino aveva delle coliche delle cose non usciva a smettere di piangere allora gli abbiamo cominciato a dare il latte questo e quell'altro e così via finché alle due di notte non sapevamo più che fare chiamamo l'ospedale che stava vicino a dove abitavamo a Roma e la persona che rispose ci chiese un po' come erano le condizioni alla fine ha detto fermate state bene non fate più niente mettete questo bambino nella culla andate a dormire che passerà tutto quanto noi come dire sorgiocati dalla sua autorità facemmo così e finalmente alle due abbondanti di notte riuscimmo riuscimmo a dormire ecco quel medico ha fatto quello che ci dice ci dice il buddha lascia stare tutta questa avversione tutte questi attaccamenti tutti questi sbaton solamente a destra e a sinistra perché perché se ti stai fermo stai meglio fondamentalmente dicendo non te ne fa il carico di tuo e nel mio caso quello che cominciai a fare fu cominciare questa pratica di metta fortunatamente il damma lo conoscevo e qualche qualche trucco del buddha l'avevo sentito per cui mi mi si è praticare metta in particolare verso questa persona che a mio avviso chiaramente nel mio punto di vista mi aveva creato così tanti tanti problemi e non è stata certa una passeggiata non è stata certa una cosa una cosa facile perché quando c'è un odio un odio così vivo la rabbia così viva è già difficile semplicemente portare a mente questa persona e se è difficile portarla nella mente è ancora più difficile curare che di star bene di stare in pace di avere tutte le cose di superare tutti i problemi ma un po di testatura ce l'ho e quindi ho continuato un po su questa cosa non è stata un'operazione né del giorno né di una settimana nemmeno di un mese in realtà insomma è stata un'operazione più lunga però anche se c'è voluto del tempo giorno dopo giorno un po questi intossicanti cominciavano a uscire dal corpo e dalla mente un po questa rabbia quest'odio si placava finché a un certo punto non mi sono reso conto che questa persona difficile per me non era più una persona difficile ma anzi potevo vederla sotto gli occhi della compassione vedere quanto le sue illusioni la sua ignoranza gli avesse fatto percorrere una vita una vita complicata non complicata economicamente ma complicata dal punto di vista morale che poi questa persona fu pure arrestata per un bel po e la cosa automatica che succede che nel momento in cui portiamo gentilezza portiamo un cuore che si avvicina un cuore che ha il coraggio di non allontanarsi dalla fonte di questi di questi intossicanti che non è quella persona non è non siamo noi non sono i nostri genitori ma siamo noi in relazione con questa persona noi in relazione con i nostri genitori noi in relazione con chiunque ci abbia creato problemi allora ci rendiamo conto che il problema non siamo né noi né l'altra persona ma il problema è la relazione e che non c'è nulla di personale della relazione né da parte nostra né da parte di quella persona e questo anche è facile da vedere perché ad esempio io stavo molto bene con tante persone e quindi ero capace di star bene con le altre persone e quella persona era comunque ben voluta da molte altre persone quindi non tutti quelli che lo conoscono tutti quelli che lo conoscevano avevano problemi con lui e quindi se è un problema di relazione una domanda che mi sono fatto molto poca parole debbo dire mi sono fatto in meditazione con questa meditazione di gentilezza amorevole ok non è quella persona non sono io è la relazione la relazione è cambiata non c'è più quindi che senso ha tutto quanto questo tutta questa avversione che ancora c'è e verrebbe da dire respiro dopo respiro prendo pian piano il cuore che sarà veramente chiuso con il lucchetto prendo pian piano il cuore intossicanti hanno cominciato un po smettere di intossicare completamente la mente a quel punto mi sono un po un po ripreso ho detto vabbè non sto più in quella condizione di prima non sto più non sono più quello che ero facciamo qualcos'altro a quel punto è cominciato un processo che mi ha portato alla fine a fare veramente qualcosa di più sano per me mi sono fatto un'azienda per conto mio molto piccola prima lavoravo con grandi aziende e invece lì stavo inizialmente eravamo soltanto io e il mio socio poi è entrata una persona poi un'altra non c'era più il nome blasonato quando dicevo buongiorno sono della mia azienda tutti mi dicevano e chi sei sono quello che e però il punto critico è ci sono dei momenti veramente difficili nella vita ci sono dei problemi un pochino difficili e quelli possiamo gestirli con una certa con una certa facilità quando ci andiamo a infilare quando ci capita di infilarci quando succede che tutte le condizioni che maturano verso momenti veramente difficili anche difficili rimanere nel dharma è anche difficile dire sono in difficoltà prendo rifugio nel buddha guardo il buddha capisco che anch'io posso essere come lui è difficile stare rifugiati nel dharma prendendo gli insegnamenti del buddha di tutti e di tutti gli altri tutti gli altri illuminati che hanno insegnato e sostenendoci con questi insegnamenti e può essere addirittura difficile rifugiarsi nel sangha quindi chiedere a degli amici spirituali a dei monaci a delle monache di avere supporto in quel momento di avere una buona parola gentile da da questi buoni kalyanamitta io penso che in vita mia ho avuto la grande fortuna di mantenere sempre questo contatto con il sangha e anche in fondo di mantenere un contatto non sempre fortissimo ma comunque c'è sempre stato da che l'ho conosciuto anche con il dhamma la figura del buddha mi ha molto cresciuta negli anni e questi tre rifugi del buddha nel dhamma nel sangha sono sono utili durante la vita quotidiana quando stiamo piuttosto bene ma diventano drammaticamente drammaticamente necessari quando stiamo veramente in difficoltà e riconoscendo quanto quanto è difficile per noi nei momenti di difficoltà di stare di stare comodi addirittura magari già avendo i rifugi nel buddha nel dhamma nel sangha quindi avremmo già un posto sicuro dove risiedere risiedere con il cuore con la mente possiamo quel punto sviluppare della compassione verso queste persone invece che non hanno che non hanno queste indicazioni non hanno questo supporto e riconoscere che magari è anche più difficile uscire dai loro problemi dalle loro difficoltà e quindi l'invito è facciamo pace con tutte le nostre persone che ci creano difficoltà che possono essere tante possiamo essere noi i primi i primi che ci creano difficoltà possono essere i genitori c'è questa cosa bellissima della meditazione metta che è una meditazione che si vede che è molto radicata nell'oriente in cui si comincia da sé e in oriente è molto difficile che le persone si odiano o stiano a disagio con se stessi una volta una monaca occidentale andò ad un incontro col dallerama e gli disse che aveva sviluppato una meditazione in cui appunto serviva ad andare oltre l'odio verso se stessi e il dallerama gli disse ma chi ha detto?

Che intendi dire?

E ha detto sì in occidente molti di noi ci odiamo lui ha detto no non è possibile si dice sì sì è la sua santità il dallerama e il dallerama si girò e chiese agli altri monaci che stavano dietro di lui che erano tutti i monaci di grande levatura spirituale ha detto ma voi avete capito che cosa ha detto questa monaca che si odiano?

Tutti quanti risposero no di che si parla per cui il dallerama si fece spiegare molto bene da questa monaca come funzionava che ci si odiava poi lo spiegò agli altri monaci e finalmente andarono avanti questo per dire ad esempio che in tibet non si sa che cosa sia l'odio o l'asperità verso se stessi e io penso che se magari anche ora non ce l'abbiamo tutti quanti in vari momenti della nostra vita l'abbiamo vissuto abbondantemente e poi la meditazione di metta continua con i genitori come se fosse la cosa più facile del mondo ma tante persone hanno difficoltà con i genitori e anche lì sembra come se si passa dalla cosa più facile alla cosa più difficile ma magari si comincia già con una cosa difficile che siamo noi stessi si continua con un'altra cosa difficile che sono i nostri genitori e poi tanto per continuare si continua con i parenti che sono anche loro spesso fonte di problemi e quindi la meditazione di metta è una meditazione coraggiosa che ci mette di fronte a tanti ostacoli però ricordiamoci che tutti questi ostacoli che troviamo sono nient'altro che inquinanti della nostra mente sono tutte cose che se non ce l'avessimo staremmo molto ma molto meglio il buddha in un'occasione ha detto che se uno odia una persona che gli ha fatto si è fatto qualcosa di male è come se prendessimo del veleno per fargli del male e lo prendessimo noi e non funziona molto bene molto più facile che moriamo noi che l'altra persona e quello che magari ci manca è che nel momento in cui abbiamo queste difficoltà questa asperità questi odi queste rabbia verso le altre persone abbiamo già bevuto un bel bicchiere di veleno e allora tutto sommato possiamo pure farne a meno lasciarlo perdere questo veleno e pian piano imparare a mandarlo via a depurarci e la meditazione di metta fa proprio questo è come se fosse un depurante un depurante dei veleni per cui questa meditazione non è una meditazione secondaria non è una meditazione in cui diciamo sì la faccio perché così voglio più bene agli altri questa è una meditazione che serve a purificare noi stessi la nostra mente e per voler veramente bene per voler veramente entrare empaticamente in contatto con le persone prima dobbiamo ripulirci da tutti i veleni ed è questo che fa la meditazione metta quindi l'invito è non vediamo questa meditazione come un qualcosina in più di caruccio di simpatico di carino che ci fa sentire un pochino più morbide ma vediamolo come un antidoto contro i veleni un antidoto assolutamente necessario per non morire dietro a tutte queste difficoltà ed è un antidoto che ci fa risorgere poi come come la fenice perché una volta che abbiamo placato quest'odio questa rabbia questa avversione allora spunterà fuori anche tutti quanti gli altri stati incommensurabili quello della compassione quella della gioia quello dell'equanimità e staremo molto più placati noi e staremo anche molto più placati con tutti quanti gli altri le altre persone gli altri esseri e quindi con l'augurio di spurgare il nostro corpo da tutti i veleni con l'augurio di poter aiutare tutti tutti gli esseri a spurgare i propri veleni dalle proprie menti e dai propri dai propri corpi concludo le mie riflessioni di oggi grazie

4.9 (10)

Recensioni recenti

Alessia

March 28, 2023

Grazie per queste importanti riflessioni. Sicuramente un punto di partenza quando ci si sente avvelenati dalla vita, per potersi liberare un passo alla volta ✨🙏

Pietro

December 24, 2022

Illuminante, simpatica, intima ed anche universale riflessione. Grazie

Emanuele

November 22, 2022

Mi sono rivisto in molti esempi, grazie 🙏🙏🙏🙏

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