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Prendere corpo e atterrare. Il contatto con il corpo ci riporta nella realtà e questa connessione con noi stessi finalmente regola e cura.

Trascritto

Meditazione Bodhiscan sdraiamoci per terra in modo da stare comodi distesi sulla schiena,

Su un materassino,

Su un tappetino in modo da avere la testa leggermente sollevata e magari un cuscino all'altezza delle ginocchia sotto o all'altezza dell'area lombare.

Chiudiamo dolcemente gli occhi ma se questo dovesse rappresentare un disagio o indurre una certa sonnolenza possiamo in qualsiasi momento sapere di poterli riaprire in modo dolce lentamente.

Prendiamoci alcuni istanti per entrare in contatto con il movimento del respiro,

Il flusso dell'aria che entra e esce dal corpo.

Quando siamo pronti portiamo l'attenzione alle sensazioni generali del corpo che appoggia sul terreno,

Le sensazioni di contatto,

Le sensazioni di pressione e a ogni espirazione lasciamo andare,

Lasciamo andare le tensioni,

Le contratture,

Lasciamo che via via qualche cosa si allenti.

Il scopo di questa pratica non è rilassarci ma piuttosto accogliere e diventare consapevoli delle sensazioni del corpo così come si presentano in questo momento,

Sensazioni piacevoli e sensazioni spiacevoli.

Apriamoci al sentire e permettiamoci di accettarlo esattamente così com'è.

Portiamo a questo punto la nostra attenzione alle sensazioni fisiche dell'addome.

Mentre inspiriamo ed espiriamo notiamo il sollevarsi delicato della pancia e il rilassarsi delicato della faccia.

Mentre il respiro entra ed esce.

Lentamente poi lasciamo che la nostra attenzione,

Il nostro interesse scivoli lentamente dalla zona dell'addome lungo la gamba sinistra giù giù fino al piede.

Spostiamo ora una consapevolezza più accurata,

Il più accurata possibile,

Proprio nei confronti della luce,

Notando i punti di contatto che ha con il tessuto delle calze o con l'aria che c'è intorno e osservando il più dettagliatamente possibile tutto ciò che si presenta,

Le sensazioni di calore,

Di freddo,

Il formicolio,

I pluriti.

Piano piano spostiamo l'attenzione dall'alluce alle altre dita del piede sinistro,

Notando il senso di umidità,

La vicinanza,

Il contatto fra un dito e l'altro con il tessuto della calza,

Possibilmente quasi distintamente dito per dito.

Poi di nuovo saliamo con la nostra consapevolezza fino a sentire la parte più centrale del piede,

L'avampiede,

Il collo del piede,

La pianta del piede.

Voi nelle parti più interne,

La parte scheletrica,

La parte ossea,

Sia la parte più esterna,

La parte della pelle e anche in generale.

Di nuovo spostiamo la nostra attenzione verso il tallone,

Verso la caviglia,

Notando tutte le sensazioni che si presentano.

Ora possiamo allargare il campo della nostra attenzione al piede nel suo insieme,

Come se potessimo abbracciare con uno sguardo unico tutto il nostro piede e permetterci anche di respirare attraverso il piede.

Nell'inspiro portare l'aria al nostro piede.

Nell'espiro consentire all'aria di ritornare verso l'altro dal nostro piede,

Rilasciando le tensioni,

Rilasciando le contratture.

Piano piano,

Delicatamente spostiamo nuovamente l'attenzione alla parte superiore della nostra gamba sinistra,

Al polpaccio,

La parte muscolare,

La parte della pelle,

Allo stinco,

La parte ossea,

Fino al ginocchio,

Dalla caviglia fino al ginocchio,

Prendendoci qualche istante per sentire quello che si presenta,

Le sensazioni fisiche che si affacciano alla finestra della nostra consapevolezza.

E' inevitabile che di tanto in tanto la nostra mente cominci un po' ad allontanarsi dalla percezione del respiro,

Dall'osservazione del corpo,

È normale.

Questo è quello che la mente fa durante il corso di tutta la giornata.

Quando ce ne accorgiamo,

Quando acquistiamo la consapevolezza di questa distrazione,

Riconosciamola semplicemente con tranquillità.

Notiamo dove la mente si è allontanata,

Dove è andata,

E delicatamente riportiamo l'attenzione alle sensazioni del corpo e del respiro,

Notando a questo punto tutto quello che si presenta nell'area del ginocchio,

Della rotola,

Delle cartilagini,

Della parte dietro del ginocchio,

Dell'interno nervoso,

Elettrico,

Dell'esterno magari freddo,

Magari caldo,

Con tutta l'attività che immaginiamo possa essere presente nel nostro ginocchio sinistro,

E poi lentamente scivoliamo a considerare la parte alta della gamba,

La muscolatura della coscia,

La parte interna,

La parte laterale della coscia,

La parte dietro,

La pelle,

I muscoli,

Le ossa del femore,

Su,

Su,

Fino al fianco sinistro,

All'anca,

E lentamente orientando la nostra attenzione anche sulla parte centrale del bacino e poi sul fianco destro.

Prendiamo di nuovo contatto con il nostro respiro e dopo una ispirazione,

Con la ispirazione scivoliamo lungo la nostra gamba destra,

Giù,

Giù,

Fino al piede,

Considerando proprio l'alluce del piede destro e tutte le sensazioni dell'alluce del piede destro ed anche delle dita del piede destro.

Piano piano poi osserviamo quello che accade,

Quello che notiamo anche nella zona più centrale del collo del piede e della pianta del piede,

E dunque il tallone e la caviglia.

A questo punto risaliamo delicatamente a prendere in considerazione di nuovo il polpaccio e lo stinco della nostra gamba destra fino al ginocchio,

Notando il più accuratamente possibile le sensazioni che si presentano momento per momento,

E dunque poi ci spostiamo verso la coscia della gamba destra,

Alla muscolatura,

Alla parte scheletrica,

Alla parte della pelle,

Fino ad includere nella nostra esperienza di questo momento tutta la gamba destra nel suo insieme,

Ispirando per qualche volta ed espirando lungo tutta la gamba,

Come se la gamba destra si potesse aprire e riposare al nostro ciclo di respiro.

Ora piano piano portiamo l'attenzione di nuovo al bacino,

Con più precisione,

Notando le sensazioni di pressione,

Di peso,

Forse di robustezza,

Di stabilità,

Che il bacino esercita sul terreno.

I glutei che appoggiano e la sensazione di tutta la parte dello scheletro,

Del pavimento pelvico,

Dell'osso sacro,

Della zona dei genitali,

Del perineo,

E poi spostiamo l'attenzione alla parte dell'addome,

Notando come è accaduto anche inizialmente quanto la nostra pancia si solleva leggermente e si abbassa leggermente ad ogni flusso di respiro,

Restando per qualche istante con tutte le sensazioni che sono associate con il flusso di questa esperienza,

Respiro dopo respiro,

Notando l'avvicendarsi di sensazioni e percezioni diverse.

E dopo aver preso in considerazione quanto si presenta nell'esperienza dell'addome,

Scivoliamo lentamente verso l'alto,

Considerando la zona del diaframma,

La zona del petto,

Che include molti organi vitali,

Il cuore,

I pulmoni,

Lo stomaco,

E notando come anche questa zona più alta del torace si muove insieme con il respiro e pulsa con lo stesso ritmo del nostro respiro,

Avanti e indietro,

Avanti e indietro.

Ora portiamo l'attenzione alla parte dietro della schiena,

Alla spina dorsale che dalla zona lombare raggiunge la zona delle scapole,

Sentendo tutto l'appoggio di questa parte della schiena sul tappetino,

Sentendo anche la robustezza di tutta questa parte muscolare,

Di tutta questa parte scheletrica,

E notando nel suo insieme sia la parte davanti delle clavicole,

Sia la parte dietro delle spalle,

E rimanendo anche in questo caso in connessione con quegli andirivieni,

Con quella marea dolce del nostro corpo nella sua parte alta che respira.

Dunque adesso consideriamo il braccio sinistro e il braccio destro.

Dopo aver fatto un respiro leggermente più profondo scivoliamo con la nostra attenzione lungo le nostre due braccia,

Fino a raggiungere le mani,

Le dita,

I polpastrelli,

Cercando di percepire il più precisamente possibile le sensazioni che affiorano in questa zona.

E se non affiora alcuna sensazione particolare potremmo semplicemente notare questo,

Rimanendo presenti anche a questa apparente assenza di sensazioni senza un giudizio.

E poi potremmo nuovamente notare la parte superiore delle mani,

Il dorso delle mani,

Il palmo delle mani,

La sua curvatura,

Il suo rilassamento,

La sua tensione,

Il calore,

Il freddo delle nostre mani e i polsi,

Respirando dentro alle nostre mani,

Inspirando e espirando attraverso le nostre mani,

Attraverso i nostri polsi.

E poi considerando l'avambraccio,

I gomiti,

La parte superiore delle braccia e le due cuffie delle spalle,

Che cosa sto sentendo in questo momento nelle mie braccia?

Che cosa noto?

Cosa sta succedendo?

Cercando di rimanere curiosi,

Con una mente ingenua rispetto a quello che si presenta.

E poi risaliamo fino alle clavicole,

Prendendo in considerazione il collo e tutte le parti che riusciamo a raggiungere con la nostra esperienza,

La pelle del collo,

I nervi,

Le fibre nervose,

La muscolatura interna al nostro collo e poi la parte ossea delle vertebre,

La parte dietro del collo con tutta la muscolatura che lo sostiene e la parte davanti nel collo con le corde vocali,

Con la gola e con gli organi interi,

Lasciando che le sensazioni che si presentino possano essere lì,

Disponibili alla nostra esperienza per come si presentano,

Così come sono,

Senza che noi si abbia bisogno di cambiare qualche cosa,

Semplicemente limitandoci ad osservare e dunque da quest'area ci spostiamo nella parte inferiore del volto che include l'area della bocca,

Le labbra,

Il mento,

Le mandibole e il naso e poi le guance e le sottili delicate sensazioni che possono raggiungerci del nostro orecchio medio,

Della parte quasi interna del nostro orecchio,

Con tutte quelle minuscole ossicina così sensibili alle vibrazioni dell'ambiente,

Potremmo sentire che questa zona,

Che le nostre labbra,

Che i nostri denti,

Che la nostra lingua,

Il nostro orecchio sono rilassate e tranquille e posate o potremmo sentire che c'è tensione,

Contrattura,

Lasciando che tutto sia così com'è e poi spostando l'attenzione alla parte superiore del volto e quindi agli occhi a tutta la muscolatura che sostiene gli strabilianti movimenti dei nostri occhi e poi le sopracciglia e la fronte,

Sentendo com'è in questo momento proprio quella platea che è la nostra fronte,

La nostra fronte potrebbe essere corrugata o spalmata o distesa,

Dunque spostiamoci nella parte di dietro della nostra testa il punto in cui la nuca appoggia sul cuscino,

Sul tappetino,

Sentendo il peso della nostra testa,

Sentendo i capelli,

Sentendo il cuoio capelluto e raggiungendo infine la sommità del capo,

La vita del nostro corpo,

Quando poi ci sentiamo pronti possiamo sentire il bisogno di sgranchirci un po' e di riaprire lentamente i nostri occhi.

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