
Per meditare con costanza sviluppa Vira e Karuna
Scopri come puoi praticare con costanza senza perdere l’entusiasmo iniziale trasformando la meditazione in un’abitudine. Sviluppa Vira e Karuna che in lingua sanscrita indicano rispettivamente lo stato mentale dell’eroe e quello della compassione, due stati fondamentali per mantenersi nella costanza della pratica meditativa. Questo audio offre alcuni spunti di riflessione su come praticare la meditazione con costanza, per evitare di cadere nella trappola della “mente del fare”.
Trascritto
Ciao,
Sono Matteo e come te sono sul sentiero,
Così come gli alpinisti lasciano un segno e che arriva prima o dopo,
Ti lascio queste riflessioni,
Sorte durante la pratica della meditazione.
Un giorno un maestro ha detto,
Chi pratica la meditazione è un eroe,
Se riflettiamo su questa frase,
Evitando di farci catturare dallo stereotipo occidentale dell'eroe,
Possiamo scorgere che a partire proprio dall'etimologia del termine eroe sta un significato profondo di comunione,
Eroe come di nobili principi,
Che in sanscrito si identifica con lo stato di vira,
Sul concetto dell'eroe spirituale ho meditato a lungo,
Chiedendomi in quale aspetto oggi,
Come occidentali,
Che praticano la meditazione,
Possiamo considerarci eroi.
Nel testo,
La presa dei voti del Bodhisattva,
Si legge,
Considero gli altri come miei ospiti,
Oppure gioisco delle virtù degli esseri migratori.
La meditazione è una pratica che noi realizziamo per il beneficio degli altri,
Dedicandola ai nostri cari,
Amici,
Al beneficio di tutti gli esseri senzienti,
Questo è il gesto eroico che intendono le antiche tradizioni.
Arrivare ad incarnare un pensiero così altruistico,
Di compassione,
In sanscrito karuna,
Lavorare su di sé per il bene degli altri,
Proprio all'interno di una società come la nostra,
Che spinge all'individualismo per esistere,
È un atto tutt'altro che facile.
Trovare il tempo per meditare,
Sapendo che i destinatari del nostro lavoro sono appunto gli altri,
È un gesto eroico,
Di sacrificio,
Per il bene comune.
Questo sacrificio per gli altri,
Costituisce la via della liberazione,
Dalla gabbia egoica.
Meditare è difficile,
Eppure oggi meditare sembra andare di moda.
La meditazione o la mindfulness la troviamo in molti centri per la cura del corpo,
Nelle palestre,
In vari luoghi decisamente mondani e poco spirituali.
Questo fenomeno potrebbe aiutarne la divulgazione,
Soltanto che ogni moda è effimera,
Leggera,
Superficiale,
Soprattutto passeggera,
E questo vale anche per la moda della meditazione.
Può capitare che dopo una prima fase di iniziale euforia verso qualcosa di nuovo che arriva dal lontano oriente,
Cominciamo a rimandare l'atto del meditare,
Al domani,
E poi al giorno dopo,
E poi a quello dopo ancora.
Questo può accadere per tanti motivi,
Uno di questi è semplicemente perché riteniamo che nella nostra vita ci sia altro di più importante,
E soprattutto di urgente da fare.
Questa è una trappola cognitiva,
Della mente del fare,
Fino a quando non arriveremo a concepire l'importanza della meditazione per la salute psichica nostra,
Questa pratica rischierà sempre di finire in secondo piano,
Rispetto agli obblighi del quotidiano.
Ma se riflettiamo bene in profondità,
Se meditiamo proprio su questo aspetto,
Possiamo vedere che per meditare bastano solo pochi minuti,
E che se non è davvero vitale,
Quell'impegno,
Commissione o appuntamento,
Può attenderci.
L'unico modo che ho visto essere efficace per non smettere di meditare,
È trasformare la meditazione in un'abitudine.
La meditazione deve essere concepita come una routine quotidiana,
Come lavarsi,
Nutrirsi,
Riposarsi.
La nostra vita è scandita da questi momenti,
E in questi deve poter esserci spazio anche per il meditare.
Attuare un cambiamento di abitudini non è semplice.
Il modello transteorico del cambiamento di Prociasca e di Clemente sostiene che occorrono almeno sei mesi affinché il cambiamento verso una nuova abitudine si stabilizzi.
La premessa agli almeno sei mesi di pratica è avere una buona e concreta motivazione per cominciare a meditare,
Una motivazione seria che ci aiuta a non vedere la meditazione come uno svago,
Un hobby,
Un semplice momento per distrarsi o riposarsi.
La meditazione non è un riposo.
Viviamo la meditazione come un impegno eroico che ci prendiamo con noi stessi,
Per il beneficio degli altri,
Un lavoro vero e proprio,
Per la liberazione della nostra psiche o anima che dirsi voglia.
La meditazione,
Se praticata con costanza,
È trasformativa,
Agisce sulla plasticità cerebrale,
Andando a cambiare proprio quella forma mentis che se un tempo ci vedeva rimandare la meditazione per ottemperare impegni vari,
Oggi ci porta a trovare il tempo per fare entrambi,
Posticipando quell'impegno,
Solo di 10 o 20 minuti,
Il tempo di una meditazione.
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