Lezione 1
Intenzione
Se vuoi che la pratica della meditazione metta radici nella tua vita e fiorisca, devi sapere perché pratichi. Altrimenti come riuscirai a sostenere il 'non fare', in un mondo in cui solo il fare sembra avere valore?
Per sostenere il tuo impegno e mantenere la freschezza della tua pratica di meditazione nel corso dei mesi e degli anni, è importante sviluppare una visione personale, che guidi i tuoi sforzi e nei momenti critici ti ricordi il valore di questo insolito cammino e a volte questa visione sarà il solo appoggio di cui disporrai per mantenere viva la tua pratica.
Lezione 2
Scansione del corpo (seduto)
Una pratica che ci invita all'ascolto del corpo in una postura seduta, stabile e immobile.
Aprirci alle sensazioni fisiche che si presentano, così come si presentano senza intenzione di modificarle, ci permette di conoscere il nostro corpo in modo accettante e totalizzante.
Lezione 3
Il Corpo e le sensazioni
In questa meditazione entriamo un po' di più in ascolto delle sensazioni fisiche.
Piacevoli, spiacevoli o neutre? Continuiamo a soffermarci sull'ascolto dell'apparato sensoriale che è un'ottima ancora che ci riporta al qui ed ora.
Il corpo abita nell'adesso e solamente nel qui ed ora esprime sensazioni fisiche. Apparentemente (con una mente distratta) le sensazioni appaiono sempre uguali, nella realtà sono sempre nuove, diverse.
Lezione 4
La postura nasce da dentro
La posizione della pratica meditativa è qualcosa che va sempre ricercata, rinnovata e stabilita.
Nulla è fisso e la posizione del corpo esprime questo concetto in modo evidente e chiaro. Chiudendo gli occhi e rivolgendoci alle sensazioni fisiche presenti, in modo empatico e gentile, assecondiamo i bisogni che sorgono dal corpo per ricercare una postura che possa essere stabile e che possa esprimere dignità.
La postura "giusta" si trova in mezzo tra l'agio e il non troppo agio. Il pieno agio ci invita al torpore e alla sonnolenza, il poco agio ci porta a una tensione continua tra mente e corpo.
Nella pratica cerchiamo quella via di mezzo per poterci essere appieno e restare stabili per un certo periodo di tempo.
Lezione 5
Il corpo e gli elementi
In questa pratica meditativa utilizziamo una mappa di investigazione che vuole essere un modo diverso di osservare le sensazioni che il corpo esprime.
Terra, fuoco, aria e acqua.
L'elemento terra porta la solidità, la durezza e la compattezza.
L'elemento fuoco porta movimento e calore.
L'elemento aria porta la vibrazione e il movimento anch'esso.
L'elemento acqua porta fluidità, umidità e mobilità.
Lezione 6
La meditazione della montagna
Questa meditazione ci invita alla stabilità.
In questa pratica usiamo inizialmente la visualizzazione, quella della una montagna, per cogliere caratteristiche come l'imperturbabilità, la stabilità, l'equilibrio, la forza che la stessa montagna esprime.
Questa meditazione vuole essere un'ispirazione e portarci a cogliere anche dentro di noi queste capacità.
Ottima pratica quando ci sentiamo un po' persi, non centrati, piuttosto dispersivi.
Lezione 7
Concentrazione al respiro
Da oggi spostiamo il cursore della nostra attenzione al respiro.
Parliamo sempre di ascolto delle sensazioni fisiche ma questa volta ci dirigiamo a cogliere quelle generate dal nostro respirare. L'ancora del qui ed ora diviene così questo atto involontario (di fatto possiamo dire di essere respirati) che ha un suo ritmo, una sua cadenza e ci riporta direttamente all'adesso.
Il respiro è un caro amico.
Sostiene la nostra vita da quando nasciamo fino a quando il nostro corpo non terminerà le sue funzioni vitali.
Quando ci sediamo in meditazione possiamo decidere di dare attenzione a questo amico prezioso.
E quando siamo nella vita quotidiana possiamo utilizzarlo per venirci in soccorso
Lezione 8
Il respiro ricettivo
Piano piano alleniamo la nostra consapevolezza a essere ricettiva e al contempo concentrata. Durante la pratica meditativa l'invito è di imparare a "utilizzare" una presenza mentale che è composta da ricettività e concentrazione e solitamente questa modalità va appresa.
Lezione 9
Il respiro e i suoni
Più ci addentriamo all'interno del percorso dei 21 giorni, è più andiamo ad affinare la nostra consapevolezza.
Nella pratica quotidiana continuiamo a rivolgere l'attenzione al nostro respirare che porta in sé sensazioni fisiche piuttosto evidenti e chiare, poi andiamo a spostare il cursore della presenza mentale su un ulteriore aspetto dell'esperienza: il panorama sonoro nel quale siamo immersi.
Ancora siamo invitati ad allenare un'attenzione aperta e inclusiva che RICEVE suoni.
Al meglio che riusciamo proviamo a recepire questo panorama in modo fisico osservando il timbro sonoro, il ritmo del suono, l'intensità con la quale si presenta, la durata ..piuttosto che scivolare nell'etichettare ciò che è.
Un invito!
Lezione 10
Il respiro e i pensieri
In questa giornata continuiamo a coltivare la nostra presenza mentale che è composta da concentrazione e da ricettività. Iniziando sempre dall'ascolto del nostro respiro ci stabilizziamo nell'adesso per poi aprire la consapevolezza ad osservare direttamente lo spazio mentale. Proprio quell'aspetto che finora ha rappresentato la distrazione durante le pratiche.
Lezione 11
Il corpo e il vedere
In questa seduta ci ancoriamo inizialmente alle sensazioni fisiche del corpo e della sua posizione. Poi ci apriamo a un esperimento: aprire leggermente gli occhi mentre continuiamo a coltivare la consapevolezza. L'invito durante questa meditazione è di allenare una mente presente anche se attiviamo il senso della vista, così da prepararci sempre di più ad essere presenti anche nel quotidiano, mentre facciamo cose, mentre ci relazioniamo a persone o a situazioni.
Lezione 12
Consapevolezza senza scelta
Ebbene sì, sei pronto/pronta a sperimentare una seduta di pratica senza scegliere "l'oggetto" a cui rivolgere l'attenzione. In questi undici giorni abbiamo allenato questo muscolo immaginario dell'attenzione ed ora, essendoci maggiore stabilità, è possibile sederci e restare aperti, ricettivi a tutto ciò che ci presenta l'esperienza del momento presente. Momento per momento, attimo dopo attimo restiamo in questa apertura consapevole.
Questo stato di presenza senza scelta possiamo chiamarlo anche MINDFULNESS, piena consapevolezza che non sceglie.
Lezione 13
La meditazione del Lago
Una pratica che ci invita, come la meditazione della montagna che abbiamo fatto insieme qualche tempo fa, a visualizzare un lago per poi scorgere le sue caratteristiche salutari. Questa pratica ci sostiene a rispecchiare in noi questi aspetti.
Un modo semplice e allo stesso tempo efficace per ritrovare in noi quello spazio di calma, serenità e presenza.
Lezione 14
Consapevolezza e disagio
Anche nel "piccolo" momento della pratica è possibile lavorare sulla nostra relazione con lo spiacevole, con il disagio, con il dolore e potremo dire essere un allenamento per vivere la vita.
Uno degli equivoci più diffusi, in particolare agli inizi, è quello di credere che il momento in cui ci sediamo per la nostra pratica quotidiana sia l’inizio di una mezz’ora di pace e tranquillità. Magari stiamo facendo un percorso di Mindfulness proprio per questo motivo.
Ci predisponiamo in una stanza appartata, stacchiamo il telefono, avvisiamo i nostri coinquilini che per un po’ non saremo disponibili.
Tiriamo un bel sospiro di sollievo, assumiamo la posizione, chiudiamo gli occhi e … ecco che iniziamo a sentire un qualcosa di indefinito, una sensazione di disagio, la voglia di muoverci. Appare un’immagine che ci disturba. Una strana frenesia si impossessa di noi.
Il corpo entra in fibrillazione, o invece quasi quasi ci sembra di non sentirlo più.
E partono i pensieri: “Devo essere più concentrato”; “Ecco come al solito non riesco”; “Lo sapevo non è per me”…..
Stiamo incontrando lo spiacevole piuttosto che il piacevole che ci aspettavamo.
La buona notizia è che, contrariamente alle aspettative, fare pratica di mindfulness significa proprio questo: incontrare tanto il piacevole, quanto lo spiacevole.
E poiché tendiamo sempre a rifuggire ciò che ci procura malessere (e questo malessere è proprio il frutto del rifuggire) metterci lì, buoni buoni, semplicemente ad essere con ciò che sorge, senza interferire, permette allo spiacevole finalmente di affacciarsi alla nostra consapevolezza.
Il maestro H. Gunaratana ci incoraggia:
la vostra capacità di affrontare le difficoltà che sorgono durante la meditazione vi seguirà nel resto della vostra vita, e vi consentirà di risolvere le questioni importanti che veramente vi preoccupano. Il nostro compito, in quanto meditanti, è quello di imparare ad essere pazienti con noi stessi, di imparare a vedere noi stessi senza preconcetti, di imparare a vederci completamente, con tutti i nostri dolori e con tutte le nostre inadeguatezze. Dobbiamo imparare a essere gentili con noi stessi.
E ci insegna: «La gentilezza, paradossalmente, comporta l’essere disposti ad affrontare le cose spiacevoli allorché appaiono nella nostra vita».
Un’importante frutto della pratica è l’equanimità, ossia quella virtù in forza della quale al MI PIACE non segue compulsivamente LO VOGLIO e, ugualmente, al NON MI PIACE non segue necessariamente NON LO VOGLIO
Lezione 15
Il gesto gentile
Dopo aver riflettuto sulla nostra relazione con il disagio e lo spiacevole, ci dirigiamo ad integrare un aspetto molto utile per portare equilibrio all'interno della nostra vita: la GENTILEZZA.
In questa prima pratica siamo invitati a trovare quel gesto gentile che ci rincuora, che ci consola e che scalda il nostro cuore e la nostra mente.
Praticando la mindfulness forse fino ad oggi non abbiamo fatto caso che la gentilezza è sempre stata una sua fedele alleata. Attraverso la gentilezza abbiamo addestrato la nostra attenzione, abbiamo coltivato pazienza, abbiamo nutrito il non giudizio soprattutto verso la mente distratta. Oggi la dichiariamo, andando a cercare quel gesto che sostiene le nostre intime intenzioni di bene.
Lezione 16
Body Scan compassionevole
E' arrivato il tempo di rivolgere questa gentilezza al nostro corpo.
Un attenzione amorevole vuole essere una carezza che tocca le sensazioni e le aiuta ad essere e ad ammorbidirsi Il corpo è invitato ad aprirsi attraverso questo sguardo amorevole e gentile che porta in sé gratitudine.
Una coccola per il nostro corpo e il nostro cuore.
Lezione 17
Un amico compassionevole
Questa pratica meditativa è ancorata strettamente alla Self-Compassion e ci invita attraverso la visualizzazione a trovare conforto attraverso il contatto con quella persona che ci rincuora e che attraverso la visualizzazione vogliamo assorbire come nostro aspetto nostro. Riconoscere che quella compassione, quella gentilezza, quell'empatia, quell'accoglienza già abita dentro di noi è rassicurante e rinforzante. Una meditazione che può essere fatta ogni qual volta ci sentiamo scoraggiati, in difficoltà e dove necessitiamo di un conforto caldo.
Lezione 18
Un movimento gentile
Una meditazione che si svolgerà attraverso il portare la consapevolezza al corpo attraverso movimenti che sarai invitato/invitata a fare. L'aspetto della gentilezza è sempre presente e vuole avvolgere il nostro fare.
Lezione 19
Gentilezza amorevole verso noi stessi
Che io possa sentirmi sicuro
Che io possa essere in salute
Che io possa sentirmi sereno
Che io possa essere in pace
Queste frasi compongono la meditazione di oggi.
Però potrebbe succedere che ci troviamo a che fare con la nostra resistenza!
E' davvero comune non sentirsi molto amorevoli mentre si fa la meditazione sulla gentilezza amorevole. In realtà la meditazione può suscitare pensieri, emozioni e ricordi sgradevoli che conseguentemente potrebbero suscitare sensazioni di resistenza o risentimento. Questo rappresenta un altro valore positivo della meditazione sull'amorevolezza: può mettere in luce la presenza di quei sentimenti.
Diventandone consapevoli e riconoscendoli possiamo includerli nella nostra pratica e capire se ci sentiamo inclini ad avvicinarci o ad allontanarci dalla gentilezza amorevole.
Tutte le nostre esperienze interiori sono elaborabili come componenti della pratica.
Dopo avere riconosciuto e osservato questi sentimenti, potete ricorrere all'auto indagine per analizzare qualunque tipo di resistenza o risentimento. Per esempio iniziando a fare un elenco scritto di quei giudizi, pensieri e sensazioni che sentiamo presentarsi.
Lezione 20
Consapevolezza ampia
Ritorniamo a noi, seduti in una pratica essenziale.
Apriamoci, ascoltiamo e restiamo in questo spazio ampio, in assenza di giudizio, vigili e ancorati nell'adesso.
Richiamiamo in noi la nostra intenzione di fondo che ci invita alla presenza mentale del momento presente.
Lezione 21
L'ancora del silenzio
Una pratica silenziosa che vuole raccogliere ed evidenziare tutte le capacità che abbiamo sviluppato in questi 21 giorni. Semplice e puro silenzio che ci avvolge e ci ancora nella nostra presenza mentale.
Ci distraiamo e semplicemente, dopo aver osservato per un attimo la distrazione, ritorniamo al qui ed ora.