17:04
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Tornare Al Corpo, Lentamente

by Stefano Baldacci

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Questa meditazione body scan ti accompagna a riportare l’attenzione nel corpo, in modo graduale e senza forzare. Attraverso l’ascolto delle diverse zone corporee, potrai riconoscere tensioni, sensazioni e segnali spesso ignorati. Non è necessario rilassarsi o cambiare qualcosa: l’invito è semplicemente sentire ciò che c’è. Un modo per uscire dalla testa e ritrovare presenza, momento dopo momento.

Trascritto

Possiamo iniziare trovando una posizione che sia comoda,

Ma allo stesso tempo stabile.

Se siamo straiati,

Lasciamo pure che il corpo si appoggi completamente alla superficie.

Le braccia sono lungo il corpo,

Le mani appoggiate per terra oppure sul bacino,

Come siamo più comodi.

Se invece siamo seduti,

Allora possiamo mantenere una postura eretta,

Ma non rigida,

Con la schiena che si sostiene naturalmente leggermente staccata dallo schienale.

I piedi sono ben appoggiati a terra e le mani sono rilassate sulle gambe.

Prendiamoci qualche momento per sistemare il corpo,

In modo da sentirci il più possibile a nostro agio.

Quando ci sentiamo pronti,

Allora possiamo,

Se ci fa,

Chiudere gli occhi.

Se non ce la sentiamo,

Possiamo invece mantenere lo sguardo fermo,

Dritto davanti a noi.

Possiamo ora fare qualche respiro più profondo,

Osservando così l'aria che entra e poi l'aria che esce.

E poi,

Piano piano,

Lasciamo pure che il respiro torni naturale,

Così com'è.

Portiamo ora l'attenzione ai punti di contatto che ci sono tra il nostro corpo e la superficie su cui siamo straiati.

Sentiamo come siamo in questo momento,

Senza dover cambiare nulla.

Possiamo notare sensazioni piacevoli,

Spiacevoli,

Oppure neutre.

E magari anche pensieri o aspettative.

Lasciamo spazio a tutto questo,

Così come arriva.

Se durante la pratica dovessimo avere sonnolenza,

Possiamo,

Se serve,

Aprire leggermente gli occhi.

Se invece dovesse emergere ansia o agitazione,

Ricordiamoci che va bene così e che,

Come tutte le esperienze,

Anche questa cambierà,

Si evolverà.

Adesso iniziamo a portare la nostra attenzione al nostro piede sinistro.

Partiamo dalle dita dei piedi,

Forse possiamo anche sentire il contatto con le calze o con le scarpe,

Oppure avvertire il contatto tra ogni singolo dito del piede.

Osserviamo se emerge qualche sensazione.

Può essere piacevole,

Spiacevole,

Oppure neutra,

O magari non sentiamo nulla e va bene così.

Allarchiamo ora la nostra attenzione alla pianta del piede,

Al tallone,

Al contatto con la superficie.

Saliamo il collo del piede e poi osserviamo il piede nel suo insieme.

Portiamo l'attenzione alla raviglia.

Saliamo al polpaccio,

Notando la differenza che c'è tra davanti e dietro.

Saliamo al ginocchio e poi alla roscia e poi ancora fino al bacino.

Percepiamo adesso tutta la gamba sinistra nel suo insieme.

Portiamo ora la nostra attenzione al piede destro.

Partiamo ancora dalle dita dei piedi,

Forse anche qui potremmo sentire il contatto con le calze o con le scarpe,

Oppure avvertire il contatto tra ogni singolo dito del piede.

E restiamo,

Se ci va,

Qualche momento in ascolto.

Allarchiamo l'attenzione alla pianta del piede,

Al tallone e poi ancora al collo del piede e poi al piede nel suo insieme.

Saliamo alla raviglia,

Al ginocchio,

Alla roscia e così fino al bacino.

E quando siamo pronti percepiamo tutta la gamba destra nel suo insieme.

Portiamo l'attenzione al bacino,

Sentiamo il contatto,

Percepiamo il suo peso sulla superficie.

Notiamo tutte le sensazioni presenti nell'addome.

Se nel corso della pratica dovessimo trovare delle aree tese o doloranti,

Possiamo soffermarci in quelle zone che hanno più bisogno della nostra cura,

Della nostra attenzione e portare il nostro respiro proprio lì,

Come se fosse un balsamo lenitivo in grado di darci sollievo.

Possiamo prenderci qualche istante per soffermarci in quei punti con compassione.

In fondo il nostro corpo è la nostra casa e aspetta solo di essere visitato e curato,

Se ce n'è bisogno.

Restiamo così per qualche momento.

Portiamo ora la nostra attenzione alla schiena,

Partendo dalla parte bassa.

Saliamo lentamente,

Vertebra dopo vertebra,

Fino alla parte alta.

Notiamo il movimento della schiena attraverso il respiro.

Arriviamo alle spalle e poi alla parte anteriore del torace.

Possiamo forse percepire anche il movimento del respiro e poi forse anche il battito del nostro cuore.

Scendiamo leggermente e sentiamo anche il movimento del diaframma che è lì,

Che accompagna il nostro respiro.

E poi percepiamo tutto il tronco,

Davanti,

Dietro e la sua interezza.

Portiamo l'attenzione alla mano sinistra adesso,

Alle dita,

Al palmo e al dorso.

Notiamo il contatto con la superficie,

Notiamo la sua posizione.

Saliamo al polso,

Al gomito,

Al braccio e poi alla spalla.

Attraversiamo le spalle e scendiamo lungo il braccio destro fino ad arrivare alla mano destra.

Anche qui osserviamo dita,

Palmo e osserviamo anche zone di contatto ed eventuali sensazioni.

Saliamo al polso e poi ancora al gomito,

Al braccio e alla spalla.

Portiamo ora l'attenzione al collo e alla gola,

Poi al viso,

Alla bocca,

Al naso,

Agli occhi e alla fronte.

Sentiamo anche il contatto della testa sulla superficie.

Adesso allarghiamo l'attenzione al tutto il corpo,

Nel suo insieme.

Notiamo anche come le sensazioni cambiano,

Si muovono,

Vanno e vengono.

Se osserviamo delle aree di tensione,

Di dolore o di pesantezza,

Magari nella zona del cuore,

Della gola,

Del petto o in qualunque altro punto,

Possiamo prenderci cura di queste aree dolenti come faremmolo in un bambino e immaginare che l'ispirazione porti il respiro proprio lì,

In quelle zone.

E che poi l'ispirazione alleggerisca quella tensione o quel dolore,

Lasciandolo andare.

Restiamo ancora qualche momento semplicemente in ascolto del corpo.

Se vogliamo,

Se ne abbiamo voglia,

Possiamo anche ringraziarlo per il lavoro rontino e costante che fa per noi fin da quando siamo venuti al mondo,

Da quando siamo nati.

E ricordiamoci che possiamo tornare qui ogni volta che ne abbiamo più bisogno,

Ogni volta che lo vogliamo.

Quando ci sentiamo pronti,

Possiamo lentamente iniziare a muovere il corpo,

Iniziando dai piedi e dalle mani.

E quando lo vogliamo possiamo riaprire gli occhi e concludere così l'esperienza.

© 2026 Stefano Baldacci. All rights reserved. All copyright in this work remains with the original creator. No part of this material may be reproduced, distributed, or transmitted in any form or by any means, without the prior written permission of the copyright owner.

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