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Pratica Di Gentilezza Amorevole (Metta)

by Giorgio Serafini Prosperi

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La pratica della gentilezza amorevole consente di fare amicizia con noi stessi e con gli altri riconoscendo la caratteristica che accomuna tutti gli esseri viventi: il desiderio di abbandonare la sofferenza. Praticare deliberatamente la gentilezza migliora il nostro approccio alla vita e consente di avere relazioni più sane e consapevoli.

Trascritto

Sperimentiamo oggi una delle pratiche più importanti,

La pratica di metta o la pratica di gentilezza amorevole che potrebbe anche essere tradotta come pratica di benevolenza.

Per farlo,

Come al solito,

Ci disponiamo in una posizione non solo comoda ma anche dignitosa,

Una posizione in cui la nostra schiena è sostenuta,

È retta ma non è tesa,

Una posizione in cui la stabilità degli appoggi non sia in discussione,

Onde non dover lottare durante la pratica con disequilibri,

Necessità di cambiare frequentemente posizione o magari piccoli dolori o scomodità dovute alla posizione instabile.

Quindi ci sediamo come preferiamo,

Possiamo usare la sedia oppure sederci in terra e ci disponiamo a iniziare una pratica che è una pratica del riposare,

Riposare in questa qualità del cuore,

Una qualità che è propria di tutti gli esseri viventi e che quindi è una qualità da non ricercare con sforzo,

Ma semplicemente da richiamare alla coscienza.

Tutti noi l'abbiamo ampiamente sperimentata nel corso della nostra vita.

Una volta che abbiamo assunto la posizione da mantenere durante la pratica chiudiamo gli occhi e prendiamo contatto con la qualità del nostro essere nel qui e ora.

Ci chiediamo come stiamo,

Come ci sentiamo,

A partire dai dati quelli che ci sembrano più grezzi,

A partire dal corpo.

Cosa proviamo in questo momento nel nostro corpo?

Nel corpo risuonano anche gli stati emotivi,

Le eventuali ansie,

Le inquietudini.

Domandiamoci con curiosità ma senza sforzo cosa c'è in questo momento nel mio essere.

Non dobbiamo essere particolarmente rilassati,

Non dobbiamo cercare né sforzarci di produrre qualcosa che non sia naturalmente in noi,

Ma anzi osservare,

Osservare con uno sguardo di benevolenza ciò che sta succedendo in noi con gentilezza e senza giudizio.

Questa pratica è una pratica che non richiede sforzi,

Nessuna pratica richiede sforzi,

Ma la pratica di Metta in particolare è una esperienza di unificazione,

È un riposare nelle buone qualità del nostro cuore.

Possiamo portare con gentilezza l'attenzione nell'area del nostro cuore per ritrovare questa sua naturale energia di apertura,

Di generosità e di gentilezza che fluisce naturalmente quando non viene impedita.

È quel senso di calore al centro del petto che si espande verso l'esterno e che tutti noi abbiamo provato in determinate situazioni della nostra vita,

Quella sensazione di accoglienza e calore verso l'interno e verso l'esterno che si genera quando c'è amore,

Quando c'è appunto questo calore e anche qui possiamo per generarla in questo momento o per richiamarla alla nostra memoria in questo momento,

Possiamo usare la creatività,

Possiamo domandarci cosa funzioni per noi.

Magari potrebbe essere utile pensare a qualcuno che suscita in noi amorevolezza senza sforzo,

Magari un essere fragile,

Un essere a cui vogliamo bene e ricordare alla mente in quale stato si trova a contatto con questa immagine,

Oppure più semplicemente possiamo ricordare un momento in cui quella qualità per noi era ben presente e richiamarla alla mente,

Richiamarla alla mente e portarla nel corpo appunto,

Al livello del cuore,

Proprio come area fisica,

Ispirando ed espirando con ritmo naturale.

L'amorevolezza,

L'amore,

La benevolenza è come un calore appunto al centro del petto che si espande nel corpo e che come se si irradiasse attraverso dei raggi dorati si muove verso l'esterno.

Tutti noi possiamo ricordare qualche momento della nostra vita in cui abbiamo avuto netta questa sensazione.

Ancora una volta non dobbiamo fare sforzi per cercare di richiamare questa qualità,

Se anche fosse difficile per noi,

Se anche non riuscissimo,

Se anche venisse fuori qualcosa di incompatibile a livello razionale con questa qualità,

Non fa niente perché la nostra pratica è proprio riposare la mente rispetto al conflitto e quindi possiamo accogliere il fatto che la benevolenza e l'amorevolezza non si generano senza avversione,

Stando nell'esperienza del qui e ora,

Perché appunto,

Come dicevo,

Non si può generare l'amore,

Non si può generare la benevolenza,

Si può solo risvegliare.

E' qualcosa che tutti noi abbiamo dentro e che è comune a ogni essere umano.

Qualunque essere umano desidera non soffrire,

Desidera liberarsi della sofferenza,

Desidera di essere felice e questo è il dato da cui possiamo partire per generare in noi questo sentire che viene dritto dal cuore,

Possiamo dire,

Possiamo dirci,

Forse senza vergogna,

Che ci auguriamo di poter essere felici,

Che possiamo essere liberi dalla sofferenza,

Possiamo augurarci di stare bene,

Possiamo proprio dircelo,

Possa io stare bene,

Possa io essere felice,

Possa io essere libero o libera dalla sofferenza,

Può non essere facile,

Perché sono molti i casi in cui proviamo grande avversione verso noi stessi,

Ma anche in questo caso,

Se questi auguri che ci facciamo provochano in noi qualche sensazione disagevole,

La accogliamo con lo stesso spirito che se non lo fosse,

Possa io stare bene,

Possa io essere felice,

Possa io essere libero dalla sofferenza,

Metta amorevole gentilezza e benevolenza e essere in pace anche nel non riuscire a fare qualcosa che stiamo cercando di fare,

Ci riposiamo nella non avversione,

La gentilezza,

La benevolenza non è qualcosa che noi possiamo produrre con un atto di volontà,

È qualcosa che noi possiamo soltanto ricontattare,

Se può esserci utile immaginiamo di utilizzare il respiro per irradiare questa qualità del cuore,

Quindi pompiamo metta dal cuore nell'inspirazione e la inviamo in ogni direzione con l'espirazione,

Inspiro e prendo metta dal cuore,

Espiro e la invio in ogni direzione,

Questi raggi di luce d'oro si propagano in ogni direzione e investono gli altri esseri ai quali sono accomunato per forza dalla condizione umana appunto e dal desiderio di essere libero dalla sofferenza,

Inspiro metta e poi nell'espirazione la porto fuori di me allargando il campo se riesco sempre nella non avversione verso le persone a me vicine in questo momento,

Poi verso anche quelle meno vicine,

Verso le persone anche che suscitano in me sentimenti non piacevoli,

Se questo è possibile accettando e accogliendo qualsiasi difficoltà,

Metta in fondo e anche imparare a coesistere con questo essere che sono così com'è e siccome devo passare con questo essere tutta la mia esistenza,

Tanto vale essere gentili,

Sto con quello che c'è,

Mi riposo in una qualità del cuore che pur essendo ordinaria perché è comune a tutti gli esseri diventi,

Diventa straordinaria perché semplicemente perché è difficile da praticare,

È qualcosa di cui ci dimentichiamo,

Eppure è proprio ciò di cui andiamo in cerca,

Da che nasciamo a che moriamo,

È la mancanza del contatto con questa qualità del cuore che permea la maggior parte delle nostre azioni nel mondo,

Questo desiderio di pace inappagato che andiamo a cercare fuori di noi,

Mentre possiamo forse sperimentare che è a disposizione,

È lì,

È già lì,

Possiamo sperimentare come spero stiamo facendo che dobbiamo solo toglierci di mezzo con la nostra mente,

Con i nostri pensieri,

Con i nostri giudizi,

Per poterlo lasciare risplendere senza sforzo e che in fondo è una qualità non così difficile da richiamare,

Se ci si presta attenzione,

Inspiro e raccolgo la benevolenza,

L'amorevolezza,

La gentilezza dal cuore,

Espiro e la propago verso l'esterno.

Quando siamo in questa qualità del nostro essere sarà difficile,

O perlomeno più difficile,

Che gli eventi esterni,

Oppure gli oggetti della nostra mente ci tocchino come sono soliti fare,

Con la stessa intensità.

Questo avviene,

Può avvenire,

Perché dimorare nella benevolenza è stare nella fonte primaria,

È in fin dei conti appagare il nostro desiderio più profondo,

Che è quello di essere in pace,

In pace con noi stessi prima di tutto e poi in pace con gli altri.

Gli altri,

Come dicevo,

Ai quali siamo accomunati dalla stessa identica esperienza di essere al mondo,

Di provare sofferenza nel nascere,

Nello sperimentare la malattia,

L'invecchiamento,

La morte e nel voler essere in pace.

Non c'è un essere umano che,

Sgombrato il campo da tante illusioni,

Non desideri questo in profondità.

Noi abbiamo l'opportunità,

La fortuna,

Di poter così,

Semplicemente,

Senza sforzo,

Tornare a casa,

Tornare alla radice di tutto e sperimentare in concreto questa qualità della nostra presenza,

Questa qualità del nostro essere,

Così come stiamo facendo,

Semplicemente lasciando essere,

Lasciando libera questa naturale energia che proviene dal cuore senza creare barriere o impedimenti.

E' qualcosa che possiamo ricordarci sempre,

In qualsiasi momento della giornata,

Di fronte a qualsiasi situazione che ci metta in difficoltà,

Con noi stessi e con gli altri.

Possiamo ricordarci,

Richiamare alla mente,

Il nostro desiderio di pace,

Che è il desiderio di pace anche degli altri,

I quali però magari non hanno realmente chiaro come poterlo ottenere e sono ancora nell'illusione di poterlo ottenere con qualcosa che sia raggiungibile dall'esterno.

In questa ottica diventa perfino possibile provare tenerezza e compassione verso chi non si comporta bene con noi.

Può essere meno difficile entrare in contatto con gli altri quando ci si ricorda che ci accomunia ad essi questo desiderio di essere felice,

Di essere in pace e di stare bene,

Che è il centro e il cuore di questa pratica.

4.6 (59)

Recensioni recenti

Gloria

October 7, 2023

Chiara ed efficace. Grazie 🙏

Pascale

February 2, 2020

Grazie!

Ada

May 25, 2019

Riscoprire tanta grazia! Grazie di cuore

Shawn

May 14, 2019

Mi ha fatto molto bene questa meditazione! Grazie!

Vicky

May 4, 2019

Grazie. 🙏 Concentrandosi sulla benevolenza, se ne può assimilare la potenza (3.24) Patañjali.

Meris

April 23, 2019

Sono molto grata, grazie

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