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Meditazione per dormire

by David Rama | Samma Bodhi

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Una meditazione che aiuta ad ascoltare i suoni, l'addome e poi tutto il corpo per rilassare le tensioni e prepararsi al sonno. Senza l'intenzione di cambiare nulla, ma con la volontà di accogliere ciò che c'è ed integrarlo attraverso il processo del dormire.

Trascritto

Ci mettiamo sdraiati nel letto,

Abbandoniamo braccia,

Gambe,

Testa.

Siamo aperti con la pancia rivolta lì su e cominciamo col sentire i rumori dell'ambiente.

Proviamo a notare non solo i rumori più evidenti dell'ambiente intorno a noi,

Ma anche quelli più sottili,

Impercettibili,

Magari costanti.

Costituiscono un po' lo sfondo su cui gli altri rumori si stagliano.

In particolare,

Fra tutti questi rumori,

Portiamo attenzione ai rumori prodotti dal corpo stesso.

Proviamo a farci sensibili e sentire se il respiro attraverso le narici produce qualche rumore.

Possiamo provare a portare le mani sull'addome,

Sentire questa vasta zona sollevarsi,

E poi abbassarsi.

Se non sento questo movimento posso provare a fare delle ampie ispirazioni e sentire com'è.

Riempi i polmoni,

Comprimi il diaframma,

Espandi l'addome e poi delle ampie ispirazioni.

Sento com'è il diaframma si alza e l'addome può scendere.

E poi seguo questo movimento naturale dell'addome,

Così come senza l'intenzione di cambiare nulla,

Anzi ponendoci proprio in ascolto di quello che l'addome,

Il respiro,

Il ritmo del respiro,

La profondità del respiro hanno da raccontarci.

Quali sensazioni si muovono nell'addome?

Provo ad esplorarle.

Dapprima magari risultano evidenti quelle più grossolane,

Poi mi faccio attento anche a quelle più sottili,

Quelle ampie zone dell'addome dove magari non mi sembra di sentire molto,

Ma ponendoci in ascolto con una mente calma e tranquilla,

Dopo un po' le sensazioni cominciano a venire a galla e non mi lascio spaventare se le sensazioni sono anche sgradevoli,

Scomode,

Poco attraenti.

Provo a entrare in intimità con quello che c'è,

Senza scelta.

Provo ad approcciarmi con ciò che l'addome da raccontarmi di sé,

Come farei con un cucciolo appena nato,

Con quella stessa curiosità,

Sensibilità,

Attenzione,

Cura.

In fondo sto contattando la parte più profonda,

Intima di me stesso,

Di me stesso,

E non so che cosa aspettarmi,

Che cosa emerge.

Mi limito a riconoscerlo senza dargli nome,

Senza volerlo incasellare,

Senza volerlo riconoscere come qualcosa di già noto,

Già incontrato.

Lo riconosco come qualcosa di assolutamente nuovo e lo accolgo.

Magari ogni tanto mi distraggo e poi con molta gentilezza ritorno,

Ritorno a sentire le sensazioni e mano a mano che mi faccio più attenta,

Attento,

Sensibile.

Sento anche le membra che si distendono e sento che questa amicizia che ho fatto con le sensazioni nell'addome ha portato una maggior pace in tutto l'essere.

Magari incontro paura,

Magari incontro rabbia,

Magari incontro disgusto,

Magari incontro gioia.

Qualsiasi sensazione,

Quindi anche emozioni,

Incontri,

Provo a farle spazio,

Mi rendo conto che io sono molto più vasto di lei e che queste sensazioni e queste emozioni si avvicendano e susseguono come nuvole in un cielo vastissimo.

E' un provo a controllarle,

A dirigerle,

Il limito semplicemente ad osservarle e notare come si trasformano,

Mutano senza sosta e in questo non controllo,

In questa pura osservazione delle cose così come sono,

Trovo pace,

Trovo libertà,

Trovo benessere,

Spaziosità.

© 2026 David Rama | Samma Bodhi. All rights reserved. All copyright in this work remains with the original creator. No part of this material may be reproduced, distributed, or transmitted in any form or by any means, without the prior written permission of the copyright owner.

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