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Aprire Ciò Che E' Chiuso - Pratica in diretta streaming

by Andrea Bassanini

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4.2
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- Registrazione Live Streaming - Uno spazio di pratica per condividere del tempo nutriente e di presenza. L'audio è una diretta streaming svolta dal MeP di Milano nel periodo del lockdown italiana a causa della diffusione del coronavirus. L'intenzione, però, è più universale, e riflette la possibilità che ha ognuno di noi di aprirsi all'esperienza interna momento per momento, qualunque siano le condizioni e le cause esterne. Con l'augurio che sia di aiuto. Andrea

Trascritto

Dunque,

Intanto benvenuti a tutti,

Benvenuti a tutti a questa diretta di pratica.

Vedo da Zoom che siamo in 95,

Quindi dovremmo,

Insomma,

96,

Quindi direi che possiamo cominciare.

Intanto due indicazioni per chi sta facendo queste dirette per la prima volta.

Allora,

La prima è che siete tutti in muto,

Sentite solo la mia voce,

Perché in questo modo proviamo a custodirci,

A proteggerci un po' rispetto ai suoni che potrebbero accadere nelle stanze.

E allo stesso modo avete il video disattivato,

Qualcuno lo vedo attivo,

Ognuno sceglie per sé in base alla propria disponibilità se tenere il video o se togliere e quindi rimanere con lo schermo bianco.

Dunque io,

Come avrete visto,

Ho chiamato questa serata aprire ciò che è chiuso,

Seguendo un po' l'intenzione che in questi giorni sta un po' maturando,

Che è quella proprio di attingere a tutte le nostre risorse interne e alle nostre capacità interne di far tesoro di quello che sta accadendo e di custodirci,

Anche di aver cura,

Perché per tutti e per qualcuno in particolare possono essere giornate molto dolenti e molto faticose.

Siccome non ci conosciamo direttamente,

Immagino che qualcuno collegato non ci abbia mai incontrati,

Quindi davvero invito ognuno di noi a prendere le indicazioni che darò nella pratica come degli inviti,

Quindi non come delle cose da fare in modo forzato o con un senso di obbligo,

Ma proprio solo come degli inviti a portare attenzione ad alcune parti dell'esperienza che è disponibile nel momento.

E questo è un invito ad aver cura,

Aver cura di ognuno di noi e di stare nel proprio limite,

Nel proprio confine,

Quindi di cambiare posizione se incontriamo un dolore o un dolore fisico,

Fastidio,

Scomodità particolare,

Sentendoci anche liberi di interrompere o di stopparci nel momento in cui sentiamo che stiamo forzando troppo,

Sforzando troppo.

E allora possiamo dare così un suono di inizio a questa parte di pratica,

Che vuole essere anche un invito a accomodarci nella posizione,

Quindi a vedere se è possibile lasciare alla gravità,

Al cedere della gravità,

Alcune rigidità del corpo,

Alcune tensioni che forse non sono necessarie,

E in questo modo accomodarci in una posizione che sia ben salda,

Radicata nel pavimento,

O su un cuscino,

O qualsiasi sia la superficie su cui siamo appoggiati,

Ma che insieme a questo senso di radicamento ci sia anche una sensazione di postura eretta,

Seduti come un re o come una regina.

E piano piano permettiamo all'attenzione di appoggiarsi proprio su queste sensazioni di appoggio,

Di contatto,

Questo incontrare la superficie che ci sta sostenendo,

E anche con l'intenzione di affidarci al fatto che verremo sostenuti da questa superficie,

Raccogliendo così questo premere del corpo,

Questo toccare delle gambe o dei piedi,

Permettendoci di percepire questa base del corpo che ci sta radicando nel momento,

Esplorando proprio le sensazioni di questo poter appoggiare del corpo,

Proprio qui,

Proprio adesso,

E permettendo anche a questa attenzione curiosa di raccogliere le sensazioni dovute al resto della postura,

All'appoggio della schiena o delle natiche,

Alla colonna eretta,

Riconoscendo così l'intero corpo,

Questo contenitore della nostra esperienza interna,

Invitandoci un respiro alla volta a rilasciare tensioni e contrazioni che non sono necessarie,

Facendo un po' di spazio interno con il respiro,

Rimanendo in ascolto di ciò che ha da offrire in momento,

E lasciandoci anche incuriosire dai movimenti che stanno accadendo nel corpo,

Dai movimenti del respiro,

Invitando proprio il respiro a fare spazio all'interno,

Raccogliendo le sensazioni del respiro nell'addome,

Nella bocca dello stomaco,

Nel petto,

Forse nei lombi,

Nella schiena e forse nella gola,

Nella bocca e all'ingresso del naso,

Permettendo così al respiro di farci tornare a casa,

All'interno,

Permettendogli di fare spazio,

Se è possibile,

Un respiro alla volta e dando fiducia al respiro,

Invitandoci a non selezionare ciò che si presenta di momento in momento,

Ma di guardare ciò che si presenta un po' al di là del mi piace o mi piace,

Al di là del comodo o scomodo,

Oltre la lente del giudicare,

Del selezionare,

Forse incontrando in questo modo il continuo emergere e dissolversi di sensazioni,

Di qualità del respiro,

Di sensazioni nel corpo e forse anche di pensieri,

Di contenuti nella mente.

Facciamo caso se in questo dirigere curiosità al corpo notiamo dei luoghi in cui c'è contrazione,

In cui c'è chiusura,

E ci invitiamo a dirigere il respiro proprio in quella zona,

A permettere a quel respiro di essere un respiro che ha cura di quella sensazione del corpo,

Mettendoci in una postura di ascolto di che cosa questo porta all'esperienza,

Di che cosa fa sorgere,

Se sorge qualcosa,

Un respiro alla volta,

Momento per momento,

Ricordandoci che se siamo altrove con la mente possiamo affidarci alle sensazioni del corpo radicato,

Agli appoggi,

Al peso che si dirige al pavimento,

E poi invitarci a tornare ad ascoltare,

A ricevere con un'attitudine di disponibilità,

A ricevere ciò che ha da darci nel momento presente,

E ci regaliamo questa possibilità di ascoltare fino al suono della campana,

Invitando questo respiro a fare spazio all'interno,

Raccogliendo con disponibilità ciò che è presente di piacevole,

Di spiacevole,

Di comodo,

Di scomodo,

Ciò che ha da offrire l'ascoltare in momento presente,

Proprio in questo respiro,

Proprio in quest'aria,

Proprio in questo vibrare del corpo di momento in momento.

Ci invitiamo ad aver cura di questa transizione,

Quindi a non scattare,

A non avere movimenti forzati,

E proprio ora ci possiamo ricordare di quell'invito che ci siamo fatti all'inizio di aver cura,

Di passare da un periodo di relativa immobilità a un periodo di movimento,

E forse proprio in questo momento,

Fine della pratica formale,

Possiamo proprio darci anche questa intenzione di non chiudere questa possibilità di ascolto,

Che è disponibile,

Che abbiamo tutti,

Che è un ascolto interno,

Ma è anche un ascolto di ciò che sta accadendo intorno.

E a volte per farlo basta anche solo ricordarci che abbiamo dei piedi,

Che abbiamo un corpo che appoggia sempre da qualche parte.

Prima di aprire uno spazio che ovviamente è facoltativo per ognuno di condivisione,

Mi piacerebbe condividere con voi un sonetto di Rainer Rilke,

E l'invito che ci facciamo è quello proprio di richiamare dentro di noi questa possibilità di rimanere in ascolto.

Quindi possiamo rinunciare per qualche momento al bisogno di capire e metterci invece in una posizione di ricezione.

Taci,

Tuo amico,

Dalle molte lontananze.

Senti come lo spazio accresci ad ogni tuo respiro.

Con le fosche campane nella cella,

Oscillando,

Rintocca anche tu.

Ciò che ti consuma diverrà forza grazie a questo cibo.

Tu entra ed esci dalla metamorfosi.

Qual è la tua esperienza che più duole?

Se ti è amaro il bere,

Fatti vino.

In questa notte in cui tutto trabocca,

Sii magica virtù all'incrocio dei tuoi sensi.

Nei loro strani incontri,

Sii tu il senso.

E se il mondo ti avrà dimenticato,

Di alla terra immobile,

Io scorro.

All'acqua rapida,

Ripeti,

Io sono.

E ora possiamo dedicare uno spazio di condivisione,

Se c'è qualcuno che sente il piacere o anche la necessità di dar voce a qualcosa.

Come le altre volte,

Delle precedenti dirette,

Invito le persone che non se la sentono di aprire l'audio,

Di condividere con gli altri per qualsiasi motivo,

A magari,

Se gli va,

Darci un velocissimo saluto e poi a uscire dalla stanza,

Perché siamo per iniziare un tempo in cui useremo la parola,

Quindi chi parlerà verrà ascoltato da tutti i presenti.

Mi farebbe piacere alle persone che stanno andando via di dire ciao,

Grazie,

A presto,

Ma siamo in tanti,

Quindi spero di riuscire a farlo almeno con qualcuno.

In ogni caso vi ringrazio anche per il tempo di pratica passato adesso insieme,

E anche questa volta,

Come le settimane scorse,

Sono veramente molto emozionato di vedere tutte queste persone regalarsi un momento prezioso.

Quindi vi ringrazio per questo.

4.2 (34)

Recensioni recenti

Ciro

July 19, 2025

Gradevole. Puacevole. Utile.

Roberto

October 10, 2021

Grazie per l’aiuto a fare spazio col respiro e con il corpo, incontrando il momento presente

Tamara

February 12, 2021

Grazie

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