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Mindfulness: Il Silenzio Che Osserva

by Riccardo Trazzi

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**Mindfulness: Il Silenzio che Osserva** è una meditazione vipassana che ti invita a fare un passo indietro dal flusso dei pensieri per riconoscere lo spazio calmo e presente da cui tutto può essere visto con chiarezza. Non c’è nulla da controllare o cambiare: solo imparare a osservare ciò che emerge, momento dopo momento. Attraverso un’attenzione gentile al respiro, al corpo e all’esperienza così com’è, questa pratica coltiva una consapevolezza stabile e luminosa. Nel silenzio che osserva, la mente si acquieta e nasce una presenza profonda, radicata e libera dal giudizio. Ideale quando senti il bisogno di rallentare, fare chiarezza e tornare all’essenziale. Qui, nel semplice essere, scopri uno spazio di quiete sempre disponibile.

Trascritto

Benvenuta e benvenuto in questa sessione di meditazione Vipassana guidata.

Per prima cosa trova una postura seduta,

Comoda e stabile,

La schiena è dritta ma non rigida,

Il corpo sostenuto.

Ispirando portiamo l'attenzione al corpo e mentre espiriamo permettiamo al corpo di rilassarsi.

Con ogni ispirazione possiamo lasciare andare per quanto possibile pensieri,

Tensioni,

Aspettative,

Desideri,

Preferenze e accogliere questo momento così com'è.

Portiamo ora l'attenzione alle sensazioni del corpo nella postura seduta.

Queste sono le sensazioni del corpo adesso.

Se necessario concediamoci qualche piccolo aggiustamento,

Un allineamento,

Un accomodamento gentile.

Quando sentiamo di aver trovato una postura comoda e stabile generiamo l'intenzione di rimanere immobile a meno che non sia davvero necessario muoversi.

Se emerge l'impulso di muoversi,

Di grattarsi,

Di cambiare posizione proviamo prima a stare con quell'impulso.

Notiamo il desiderio,

Il fastidio,

La spinta a reagire,

Facciamo pace con questa esperienza.

Se l'impulso svanisce restiamo fermi,

Se aumenta e diventa intenso ci diamo il permesso di muoverci lentamente e consapevolmente.

Ora che il corpo è stabile lasciamo che anche il respiro si stabilizzi.

Non controlliamo il respiro,

Non lo accorciamo né lo allunghiamo,

Lasciamo che il corpo respiri da sé nel suo ritmo naturale.

Corpo stabile,

Respiro stabile.

E ora stabilizziamo la mente nella consapevolezza del corpo,

Portiamo l'attenzione alla sommità del capo,

Rilassiamo la fronte dall'interno,

Lasciamo che un senso di pace chiara e luminosa accompagni e rilascia.

Rilassiamo gli occhi,

Le palpebre diventano morbide,

Rilasciamo eventuali tensioni dietro agli occhi.

Rilassiamo la bocca,

Le labbra che possono chiudersi o schiudersi naturalmente.

Il mento si affida alla gravità,

Le mandibole si rilassano.

Rilassiamo l'interno della bocca,

La lingua,

Dalla punta fino alla gola.

Accogliamo le sensazioni così come sono,

Con apertura,

Curiosità,

Gentilezza.

Rilassiamo le orecchie,

L'interno delle orecchie,

La parte posteriore della testa,

La nuca in profondità,

Lo spazio interno del collo.

Ovunque incontriamo tensione o resistenza,

Andiamo lì con delicatezza,

Senza volere cambiare nulla,

Lasciamo essere.

Le spalle si rilassano e si affidano alla gravità.

Rilassiamo le braccia,

I gomiti,

Le mani,

Le dita.

Rilassiamo i muscoli,

I tendini,

Le articolazioni fino alle ossa,

Dalla punta del capo fino alle spalle,

Dalle dita della mano alla schiena,

Le scapole,

Il petto.

Rilassiamo anche lo spazio del petto.

Dentro il petto può emergere un senso di pace soffice e luminosa,

Un'apertura dall'interno verso l'esterno.

Rilassiamo lo stomaco,

L'addome,

Il bacino,

La zona pubica.

Portiamo consapevolezza agli organi interni,

Senza sforzo.

La schiena.

Scendiamo lungo la colonna vertebrale,

In particolare la zona lombare.

Lasciamo andare eventuali tensioni.

Rilassiamo i glutei,

Le gambe,

Le ginocchia,

I polpacci,

I piedi,

Le dita dei piedi.

Abitiamo lo spazio delle gambe e dei piedi,

Così com'è.

Ora torniamo di nuovo alla sommità del capo.

E lasciamo che la consapevolezza scora lentamente dalla testa ai piedi,

Diffondendo rilassamento,

Chiarezza,

Morbidezza.

Notiamo i diversi tipi di sensazioni nel corpo,

Caldo,

Freddo,

Tensione,

Rilascio,

Formicoli,

Vibrazioni,

Pulsazioni.

Un mondo di sensazioni in continuo cambiamento.

Se notiamo controllo o rigidità,

Vediamo se è possibile lasciar andare,

Con gentilezza e comprensione.

Portiamo ora l'attenzione ai punti di contatto.

Il corpo con la sedia,

Con il pavimento,

Le mani appoggiate al grembo.

Notiamo le sensazioni di pressione,

Di calore,

Di contatto.

Lasciamo che queste sensazioni si diffondano nel corpo,

Dalle mani lungo le braccia,

Lungo la schiena,

Fino a includere tutto il corpo come un'unica esperienza.

In questo campo di sensazioni notiamo ora le onde del respiro,

Nell'addome,

Nel petto,

Oppure alla base del naso.

Scegliamo il respiro come oggetto principale di consapevolezza.

Seguiamo ogni respiro dall'inizio alla fine,

Onda dopo onda.

Il respiro è naturale,

Così com'è.

Se l'attenzione va a un suono,

Notiamo mentalmente udire.

Se segue un pensiero,

Notiamo mentalmente pensare.

E quando il pensiero svanisce,

Torniamo al respiro,

Con gentilezza.

Si emergono sensazioni dolorose o molto fastidiose.

Vediamo se restano sullo sfondo.

Continuiamo ad avere l'attenzione nel nostro respiro.

Se diventano dominanti,

Portiamole al centro dell'attenzione e osserviamole come sensazioni.

Spettatori o spettatrici delle nostre sensazioni.

Notiamo anche come il dolore può cambiare,

Aumentare,

Diminuire,

Spostarsi.

E quando possibile,

Torniamo al respiro.

Se la tensione diventa eccessiva,

Cambiamo postura consapevolmente e ricominciamo.

Se la mente è molto affollata,

Facciamo una breve pausa di tre respiri consapevoli.

E poi riprendiamo con pazienza e gentilezza.

Ora lasciamo che la consapevolezza si immerga nel fluire del respiro,

Come onde nel mare.

Rimaniamo qui,

In ascolto,

Fino al suono della campana.

Grazie di aver seguito questa meditazione insieme a me.

E buona giornata.

© 2026 Riccardo Trazzi. All rights reserved. All copyright in this work remains with the original creator. No part of this material may be reproduced, distributed, or transmitted in any form or by any means, without the prior written permission of the copyright owner.

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