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Riflessioni sull’importanza di osservare le sensazioni

by Sirimedho - Stefano De Luca

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Dopo aver praticato la Meditazione Satipatthana sulle sensazioni, esploriamo le ragioni per cui nell’insegnamento del Buddha rivesta così grande centralità l’osservazione delle sensazioni, di vedanā. Il Buddha insegna che osservando le sensazioni possiamo interrompere il ciclo di nascita e morte, del samsara.

Trascritto

Oggi vorrei fare delle riflessioni piuttosto brevi sul fatto che il Buddha ha scelto di dare un'enfasi particolare a questa osservazione delle sensazioni,

Quelle che in Pali si chiamano Vedana.

Se andiamo a vedere il Satipatthana Sutta,

Che è il Sutta più importante per la pratica meditativa,

Insieme all'Anapanasati Sutta,

Quello sulla consapevolezza del respiro,

Satipatthana vuol dire i quattro fondamenti della consapevolezza e questi quattro fondamenti sono il primo il corpo,

Il secondo è quello delle sensazioni,

Poi abbiamo la mente,

La coscienza e finalmente il Dharma.

E quindi potremmo dire che rispetto alle meditazioni il Buddha considera l'osservazione delle sensazioni equivalente quasi all'osservazione delle quattro nobili verità o del paticcio asanoppata o della mente.

Ci vorrebbe chiedere ma perché,

Perché proprio questa grande attenzione sulle sensazioni?

La ragione in realtà è relativamente semplice,

Relativamente semplice perché il Buddha ci dice che quando non siamo liberati,

Quando non siamo illuminati significa che stiamo dentro un processo che non controlliamo,

Un processo che non controlliamo e che ci condiziona in un modo che noi non conosciamo e questo processo che in un qualche modo è stato toccato,

Toccato dalle quattro nobili verità perché le quattro nobili verità ci dicono che c'è il dolore che sembra una sostanza immutabile ma in realtà il Buddha ci insegna a vederlo come parte di un processo,

C'è questo dolore che può essere legato appunto,

Visto che un processo è un condizionamento e in questo caso è il condizionamento dell'attaccamento e quindi già il dolore non esiste di per sé ma esiste soltanto condizionato dall'attaccamento,

La sofferenza,

L'inquietitudine e poi ci dà la strada per mettere in piedi un altro processo,

Un processo di liberazione questa volta che passando per tutti quanti gli aspetti,

Di diretta visione,

Diretta intenzione,

Con tutta quanta la parte morale della retta parola,

Della retta azione,

Del retto sostentamento,

Raggiungendo anche il retto sforzo che ci guida nella pratica e con le pratiche meditative della retta consapevolezza,

Della retta concentrazione.

Sono dei processi che in un qualche modo vanno a placare questo processo di attaccamento e progressivamente lo smorzano,

È come se ci fosse un suono di una campana molto forte che dà fastidio e progressivamente impariamo che toccando quella campana,

Anche se la mano vibra,

Anche se è fastidiosa,

La campana progressivamente smette di vibrare e di dare fastidio,

Raggiungendo finalmente uno stato di calma e questo consentirà anche alla campana di suonare dando invece piacere anziché fastidio,

Addirittura al punto di sentire ancora suonare la campana ma avendo portato in noi il silenzio e anche se la campana è forte e fastidiosa in realtà non ci porterà nessun fastidio perché abbiamo portato in noi questo antiprocesso,

Questo antiprocesso che parte dal processo di condizionamento e va invece a contrapporre il processo di ribirazione.

Non è proprio facilissimo vedere questo processo nelle quattro nobili verità,

Il punto chiave per vederlo come processo è quello di vedere che il Buddha dice c'è sofferenza,

C'è sofferenza,

Inquietitudine,

Dolore,

Stress e questa sofferenza dipende dal condizionamento,

Il condizionamento che arriva dai tre veleni.

In realtà non soltanto dall'attaccamento come spesso si dice perché l'attaccamento è soltanto il primo dei tre veleni ma in realtà dipende dall'attaccamento ma dipende anche dall'avversione e dipende anche dall'illusione,

Dall'illusione,

Dall'ignoranza e quindi qui ci sono questi due anelli che sono collegati.

Poi c'è un altro insegnamento più specifico in cui il Buddha dice che chi vede le quattro nobili verità vede anche la produzione condizionata,

Quella che in Pali si chiama paticcia samuppada.

Il paticcia samuppada sono 12 anelli,

12 anelli che partono dall'ignoranza e arrivano fino alla sofferenza,

La sofferenza data prima dalla nascita e poi successivamente dalla morte,

Quindi il processo del samsara.

E in questo paticcia samuppada c'è un punto particolarmente critico che è il punto in cui noi caschiamo dentro all'attaccamento e all'avversione.

Innanzitutto il paticcia samuppada nasce,

Questa catena di 12 anelli parte proprio dall'ignoranza,

Dall'ignoranza che in questo caso in Pali si chiama vigia,

Mentre normalmente quando si parla dei tre veleni si parla di moa,

Illusione,

Però in questo caso in realtà illusione,

Moa e ignoranza,

Vigia sono di fatto sinonimi.

Ed è l'ignoranza dalla vera nobile verità della liberazione,

Quindi il Buddha sta dicendo finché non siamo illuminati,

Finché non abbiamo capito come funziona questo processo,

Allora saremo condannati a farne un altro di processo,

Un processo che ci allontana dalla liberazione.

E questa forza che ci porta dentro a questo processo di reclusione,

Di mancata liberazione è proprio questa ignoranza,

La quale poi porta al secondo anello.

Al secondo anello si parla di produzione condizionata perché il Buddha dice quando c'è questo allora c'è quello,

Ed è un aspetto importante,

Quando c'è ignoranza allora ci sono le formazioni karmiche,

E poi ci dice quando non c'è questo allora non c'è quello,

Quando non c'è ignoranza allora non ci sono le formazioni karmiche.

Il termine in pali è Sankara,

Sankara normalmente vuol dire formazioni mentali e fa riferimento ai pensieri,

Alle emozioni come la rabbia,

L'amore,

Alle memorie,

È un termine particolarmente ampio,

Però nel caso del Paticca Samuppada Sankara vuol dire addirittura qualunque cosa che è stata generata dal karma,

Qualunque cosa che è stata generata da una sequenza di azioni,

Azioni in cui abbiamo messo una volizione,

Un'intenzione di fare qualcosa,

Per cui il Buddha ci dice c'è ignoranza e questa ignoranza porta a queste formazioni karmiche,

Questi Sankara,

E questi Sankara portano alla coscienza,

A vignana,

E la coscienza porta alla creazione di Nama Rupa,

Nome e forma,

Sarebbe il corpo e la mente,

E quindi il corpo e la mente con questo insegnamento sono frutti diretti dell'ignoranza e del lungo,

Lunghissimo,

Di spiegarsi di questo processo che ha dato luogo a queste formazioni karmiche,

A questi Sankara,

All'avere avuto un genitore,

Due genitori,

All'avere avuto le condizioni necessarie e sufficienti per poter nascere,

Per poter crescere,

Ed è questo che genera alla fine questo nome e questo corpo che abbiamo in questo momento e che impropriamente pensiamo che sia stabile e immutabile,

Invece cambia continuamente.

E poi il Buddha passa da questo tema e entra poi nei dettagli ed è qui il punto interessante per questa osservazione delle sensazioni.

Una volta che c'è il corpo,

Nel corpo si producono le sei basi dei sensi,

Le sei basi dei sensi che sono in questo caso qui la parte di Sadāgatana,

Le sei basi dei sensi sono l'occhi,

L'orecchio,

Il naso,

La lingua,

Il corpo inteso come tatto e la mente.

Gli insegnamenti del Buddha sono sei sensi perché oltre i cinque nostri abituali occidentali c'è anche la mente.

E da queste basi dei sensi,

Nel momento in cui ci sono le basi dei sensi automaticamente si produce un altro aspetto assolutamente essenziale che è quello del contatto,

Del contatto che passa,

Su questo sarà bello tornarci in un'altra occasione perché è veramente incredibilmente pieno di significato.

Ci sono i sensi se entro in contatto con il mondo,

Ci sono i sensi se entro in contatto con la nostra mente,

La mente conserva in un qualche modo gli effetti della mente e lì automaticamente parte un processo in cui nel momento in cui c'è il contatto ci sono automaticamente due cose.

Qui sono messi in fila ma in realtà gli insegnamenti del Buddha dicono che sono pressoché automatiche una sull'altra.

Da una parte abbiamo vedana,

La sensazione,

Quindi praticamente i sensi entrano in contatto con qualcosa,

Automaticamente si genera una sensazione di piacevole o spiacevole o semplicemente neutra.

Mettiamo la mano sul fuoco è velocissima la sensazione di spiacevole,

Mettiamo la mano su qualcosa di piacevole,

Magari un contatto con una stoffa di seta e sentiamo già il piacevole.

Rimaniamo con la mano nell'aria e rimaniamo semplicemente con una sensazione probabilmente neutra,

Probabilmente di cui nemmeno ci rendiamo conto perché le sensazioni neutre sono particolarmente difficili da riconoscere.

Nel paticcia samuppata,

Questo non viene descritto ma c'è anche un processo in questo momento qui di riconoscimento,

Di riconoscimento della percezione,

Quella che in Pali si chiama sagna.

Quindi praticamente c'è il contatto,

C'è automaticamente la sensazione e c'è il riconoscimento di questa sensazione.

Ma nel paticcia samuppata a quel punto succede qualcosa di vitale e si dice che da questa sensazione,

In questo processo non salutare,

Quello che accade è che si genera automaticamente l'abbrama.

E dall'abbrama poi comincia la catuta verso il dolore,

Verso l'insoddisfazione perché dall'abbrama poi si sviluppa l'attaccamento,

Dall'attaccamento si sviluppa la voglia di essere qualcos'altro,

La voglia di divenire qualcos'altro,

Il bhava,

Fino ad arrivare al punto che questo divenire si concretizza e quindi c'è una nascita e dalla nascita poi si arriva anche alla morte.

In un qualche modo nel momento in cui si sviluppa l'abbrama è tutto quasi predeterminato,

Nel momento in cui c'è l'abbrama automaticamente c'è tutto quanto il resto,

Abbrama,

Attaccamento,

Voglia di cambiare,

Voglia di divenire e finalmente poi nascita e morte.

Allora il Buddha dice c'è un punto però in cui questa catena ha un anello che è più debole,

Per cui noi possiamo intervenire su qualunque di questi anelli,

Ad esempio possiamo sviluppare pagna,

Possiamo sviluppare saggezza e quindi in un qualche modo andare ad attaccare il primo anello,

Quello di avijja,

Quello dell'ignoranza.

O possiamo addirittura lavorare per smontare il corpo osservando appunto come il corpo sia composto da cose che non sono legate a noi,

Il corpo è composto da pelle,

Da peli,

Da sangue,

Da tutte le altre cose che se le andiamo a scomporre sono poco più che acqua e sono in comune con tante cose.

Il sangue è composto per il 97% delle stesse sostanze dell'acqua,

Del mare addirittura,

Però sono processi non particolarmente semplici,

Mentre il Buddha dice c'è un punto in cui è più facile intervenire e questo punto è proprio quello del passaggio della produzione dalla sensazione all'abbrama,

È lì il punto critico.

Il Buddha dice è lì che è più facile osservare,

Osserva quando tu hai una sensazione piacevole e da lì nasce l'abbrama per l'attaccamento,

Osserva quando la sensazione è spiacevole e c'è l'abbrama invece per il contrario dell'attaccamento che è l'avversione.

In un qualche modo quello che manca,

Perché c'è il punto ignoranza,

È la consapevolezza,

Noi tocchiamo una cosa piacevole e automaticamente ci innamoriamo di quella cosa,

Vediamo un bel paio di scarpe,

Le vediamo come piacevoli e ci viene automaticamente voglia di averle,

Comprarle,

Desiderare un lavoro migliore per poterle comprare e così via.

Oppure ci troviamo in una situazione veramente sgradevole perché stiamo in una malattia e automaticamente passiamo all'avversione e non vogliamo più averla.

Il Buddha ci dice metti un piccolo spazio fra riconoscere questa sensazione che è pressoché istantanea e quello che arriva dopo,

Perché se si mette anche un piccolo spazio a quel punto quel piccolo spazio è la libertà,

Se non c'è spazio noi non siamo liberi perché stiamo facendo quello che farebbe in qualsiasi animale.

Se noi prendiamo una mebba che è forse una delle categorie degli animali più basse e la tocchiamo con uno spillo automaticamente la mebba scappa via perché sente che quello spillo può forare la membrana e quindi portarla alla morte,

Scappa via perché ha ricevuto un vedana,

Una sensazione assolutamente spiacevole.

Così come chiaramente se portiamo del cibo a degli uccellini automaticamente lo riconoscono come piacevole e quindi si precipitano a frotte per mangiare questo cibo,

Magari senza nemmeno valutare troppo se il cibo gli farà bene o non gli farà bene.

Ed è automatico il comportamento degli animali e quando andiamo a osservare in realtà è il comportamento anche di quegli animali che siamo noi,

Che siamo gli umani e la libertà sta proprio invece nel non fare automaticamente questo processo di azione e reazione,

La libertà è liberarci da questo processo condizionato.

Nel momento in cui ci liberiamo dal processo condizionato entriamo in un altro processo che è quello evidentemente della natura ma che è un processo a quel punto che non è più condizionato perché sebbene la natura cambi,

Il corpo cambi,

Invecchi,

Porta alla morte a quel punto non è più significativo perché siamo entrati invece nell'osservazione del processo del senza morte,

Senza nascita e senza morte che è quello della perfetta liberazione.

E magari la perfetta liberazione ci sembrerà molto lontana ma possiamo intanto cominciare comunque a toccare subito i benefici di questi insegnamenti perché già nel momento in cui riusciamo a riconoscere che c'è una sensazione che ci tira via prima il naso,

Che ci tira via il naso arriva una persona bella e automaticamente noi siamo gentili con questa persona perché è bella,

Arriva una persona brutta e automaticamente noi siamo meno gentili con questa persona perché è brutta,

Se arriva un giovane ragazzo o una giovane ragazza lo stiamo sentendo più volentieri,

Se arriva un vecchio,

Catarroso,

Malato,

Puzzolente,

Automaticamente ce ne allontaniamo quando nel fondo non c'è alcuna differenza fra l'uno e fra l'altro.

Però sono processi,

Non è nemmeno che ci dobbiamo colpevolizzare per questi processi perché sono processi che sono insidi nel nostro corpo e nel modo in cui è fatta la nostra mente.

L'insegnamento del Buddha in qualche modo è profondamente distante dalla naturalità apparente del nostro corpo e della nostra mente proprio perché normalmente il corpo e la mente sono permeati da questa ignoranza che ci fa distinguere.

In tante tradizioni spirituali si parla di una specie di età del loro in cui non si facevano tutte queste differenze,

I taoisti addirittura dicono che c'era un mondo perfetto in cui non c'era nulla,

C'era soltanto il vuoto.

Poi dopo di che si presenta l'uno ed è l'uno l'origine di tutti i problemi perché dall'uno si ottiene il due,

Dal due il tre e come dice il Tao Te Ching,

Dal tre si ottengono tutte quante le cose dell'universo e tutte le cose dell'universo in quel contesto non sono particolarmente viste positivamente.

Nel piano buddista possiamo dire che finché non si fanno differenze possiamo essere liberi di osservare e star bene con qualunque cosa,

Appena cominciamo a dire c'è un uno,

C'è un due,

C'è un tre,

Quello che succede è che cominciamo a discriminare,

A dire mi piace o non mi piace e a soffrire di questo mi piace o non mi piace perché chiaramente mentre prima stavamo sempre bene,

Non sapevamo neppure di star sempre bene,

Stavamo bene e basta.

Adesso cominciamo a dire sto bene,

Sto male,

Sto così,

Sto cosà,

Guarda che bello questo,

Guarda che schifo quest'altro,

Questo lo voglio,

Questo non lo voglio e tutto quanto questo dipende semplicemente che i nostri sensi toccano qualcosa,

Sensazione e paf brama,

Arriva direttamente la brama.

Allora l'insegnamento del Buddha è mettiti lì piano piano con santa pazienza a osservare se puoi intercettarla questa cosa della brama e nel momento in cui lo intercetti già hai vinto perché nel momento in cui te ne rendi conto anche se in quel momento non siamo capaci poi di uscire dal processo condizionato lo stiamo già smontando questo processo condizionato.

L'insegnamento del Buddha è che quando si porta la conoscenza si sdratica alla base l'ignoranza,

Si sdratica alla base la vigia,

Quindi non è che serve poi di fare tantissimo,

Serve però di avere quella particolare attenzione a riconoscere queste cose e questa è una cosa che possiamo fare osservando non soltanto in meditazione,

Ci possiamo addestra' durante la meditazione e osservare l'emergenza quando nascono le sensazioni.

E possiamo farlo però nella vita quotidiana semplicemente guardando ad esempio la tv e osservando che tipo di sensazioni ci arrivano e in che modo ci stiano colorando la mente.

E osservando tra l'altro ad esempio in un film come questa cosa sia anche abbastanza nota a chi fa i film e che quindi ci stiano manipolando la mente per portarci in qualche luogo che era l'obiettivo di chi ha fatto il film,

Che può essere un obiettivo assolutamente addirittura dammico,

Magari è un film sul Buddha in cui ci stanno insegnando delle cose o può essere esattamente l'opposto,

Un obiettivo di confusione che alla fine non ci arriva.

Alla fine ci porta invece di star meglio a star peggio.

E quindi niente,

Semplicemente questo qua,

Osservare le sensazioni,

Questa cosa che sembra una cosa talmente stupida è che invece il Buddha ci dice lì che l'anello è debole.

Nel momento in cui tu hai una sensazione,

Nel momento in cui tu decidi liberamente,

Essendo a conoscenza del fatto che assurda questa sensazione,

Che non ti interessa l'Abraham.

Hai visto un linguotto d'oro,

Ma non ti interessa il linguotto d'oro.

Hai visto un piatto di spaghetti buonissimi,

Ma già mangiato non ti interessa il piatto di spaghetti buonissimi.

Hai visto una bella donna o un bell'uomo,

Sono una bella donna o un bell'uomo,

Ma in quel momento non ci interessa.

C'è una storia che Agyan Amaro spesso racconta di Agyan Sumedho,

Che fece molto scalpore questa cosa.

Nel monastero dove stava,

Quando era un monaco molto giovane come Agyan Chah.

Agyan Chah era questo monaco eccezionale,

Il maestro di Agyan Sumedho,

Che all'epoca era poco più con novizio.

Vennero al monastero un gruppo di ragazze,

Un gruppo di studentessa anche molto belle.

E in Thailandia sulla parte sessuale si è piuttosto schietti,

Per cui quando andarono via o quando stavano lì,

Agyan Chah gli disse ad Agyan Sumedho,

Dicendo,

Beh,

Che te ne pare di queste qui?

Roba che ti interessa?

Roba per te?

Hai desiderio per queste ragazze?

E Agyan Sumedho,

Che all'epoca non era Agyan Sumedho ma era ancora un monaco giovane,

Era Tan Sumedho.

Lo guardò e gli disse,

Mi piacciono queste ragazze,

Ma non mi interessano.

E questa è una risposta che Agyan Chah considerò talmente ben detta,

Talmente nel Dhamma,

Che la ridisse a tutti quanti i monaci e la dette come insegnamento a tutti quanti i monaci.

Proprio perché era una risposta estremamente libera,

Nel senso che Agyan Sumedho aveva riconosciuto che guardando queste ragazze erano arrivate sensazioni piacevoli.

Erano belle ragazze,

Giovani,

Lui era un uomo,

Fra l'altro Agyan Sumedho anche un bell'uomo.

E quindi automaticamente il corpo aveva risposto provando sensazioni piacevoli.

Ma Agyan Sumedho era riuscito a mettere quella cesura,

Dicendo sì,

Vanno bene,

Ma io sto facendo il monaco e non è questa la mia strada.

Non è la strada quella di andare dietro alle ragazze,

Ma la mia strada è quella di liberarmi.

E quindi la libertà di Agyan Sumedho,

La libertà che Agyan Chah sentì subito,

La riconosce all'istante proprio come se fosse un bel profumo che è arrivato,

Era proprio questo qui di dire,

Ho visto la sensazione e ho scelto io la strada dopo la sensazione.

Non sono cascato nell'attaccamento più totale.

E questo bel profumo,

Questo bel profumo della libertà,

Questo applauso che Agyan Chah diede ad Agyan Sumedho,

Lo possiamo ottenere anche noi.

Anche noi semplicemente cercando di fare quello che ha fatto Agyan Sumedho,

Non negare la sensazione.

Ad esempio a me succede questa cosa buffa,

Buffa,

Mi sono vegetariano da tanti anni,

Da ragazzino ho smesso di mangiare carne e pesce,

Avevo 13 anni quando ho smesso,

Ma se sento della carne,

Della carne magari fatta a labbrace o fame,

Mi viene l'acquolino in bocca.

E per tanti anni questa cosa mi ha veramente disgustato,

Mi ha veramente disgustato,

Ma guarda,

La carne non la mangeresti mai,

So per certo che se dovessi mangiare della carne probabilmente mi sentirei male,

Come direi,

Però sento l'odore e arriva l'acquolina.

Adesso forse con un po' più di libertà mi arriva l'acquolina,

Sento questo odore,

Sento questa cosa e mi rendo conto che semplicemente è così,

È il corpo che fa così,

Non è che succeda niente,

Ma questo qua non vuol dire che poi devo andare lì e prendere un cosciotto d'agnello o fare qualche cosa che non voglio fare.

Se lo volessi fare lo potrei fare,

Ma in realtà non voglio.

E quindi potrei dire anche io in questo caso,

Come a Gian Sumedo,

Che questo odore di carne mi piace ma non mi interessa.

E questo mi piace ma non mi interessa è una cosa che possiamo fare veramente su tante cose.

Ed è a noi la gioia,

La bellezza di sperimentare,

Perché in fondo il percorso del Buddha è un percorso di sperimentazione,

È un percorso che ci dà carta bianca nel giocare con le regole che vogliamo noi,

Però cercando di giocare il gioco di essere più liberi,

Fino al punto di riconoscere quando una cosa ci piace o non ci piace e riconoscere anche che non ci interessa.

E con l'agurio che noi possiamo in ogni cosa che facciamo vedere se ci piace o non ci piace e scegliere liberamente se ci interessa o non ci interessa,

Concludo oggi queste mie riflessioni.

Grazie.

4.6 (8)

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Laura

November 4, 2021

Grazie 🙏

Emanuele

September 17, 2021

Grazie 🙏

Lorenzo

August 28, 2021

Riflessione condotta con estremo rigore ma con parole comprensibili e molto efficaci. Grazie!

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